Questa lettera venne pubblicata mentre Chiang Kai-shek stava lanciando un’altra campagna di “accerchiamento e annientamento” contro la zona sovietica della regione di confine Shensi-Kansu. Chiang Kai-shek aveva fissato l’inizio della campagna per il 12 dicembre 1936 ed essa doveva essere condotta principalmente dalle truppe di Chang Hsueh-liang già signore della guerra della Manciuria da cui era stato cacciato dai giapponesi nel 1931 e dalle truppe del signore della guerra dello Shensi, Yang Hu-cheng. L’appello del PCC non cadde a vuoto. Il 7 dicembre Chiang Kai-shek giunse a Sian, capitale dello Shensi, per gli ultimi preparativi. Il 12 dicembre Chiang Kai-shek venne arrestato e tenuto prigioniero fino al 24 dicembre quando venne rilasciato anche grazie all’intervento del PCC che inviò a Sian una delegazione ad altissimo livello composta da Chou En-lai, Yeh Chien-ying e Po Ku. Per concludere l’Incidente di Sian, Chiang Kai-shek si impegnò a intraprendere la resistenza armata contro il Giappone e a rinunciare alla repressione armata contro le zone rosse. A S.E. il signor Kai-shek, dall’agosto dello scorso anno più volte il Partito comunista cinese, il governo della Repubblica sovietica cinese e l’Esercito rosso Vi hanno chiesto di cessare la guerra civile e di unirvi a loro per resistere al Giappone. Da quando fu resa pubblica, questa proposta ha trovato un’eco unanime in tutti gli ambienti della Cina, senza distinzione di partiti politici. Voi invece avete continuato imperterrito nella Vostra opinione e avete dato senz’altro l’ordine di scatenare contro di noi una campagna di “accerchiamento e annientamento”1. Per questo l’inverno scorso c’è stata la battaglia di Chihlochen; questa primavera l’Esercito rosso ha attraversato il Fiume Giallo diretto a oriente per raggiungere la linea del fronte Hopei-Chahar e Voi di nuovo l’avete bloccato nel bacino del fiume Fen. Non volendo causare sacrifici insensati alle forze di difesa nazionale, noi abbiamo ritirato le nostre truppe verso occidente, cercando un’altra via per andare a combattere i giapponesi e abbiamo inoltre pubblicato una dichiarazione per sollecitare una vostra presa di coscienza. Da qualche mese la situazione nel Suiyuan orientale si è fatta sempre più critica; allora Vi abbiamo chiesto di cambiare radicalmente i Vostri piani e di inviare una grossa armata per combattere i giapponesi. Nessuno avrebbe mai pensato che Mao Tse-tung – OPERE 186 avreste mandato solo otto reggimenti di Tang En-po in aiuto al Suiyuan, tanto per salvare le apparenze e che avreste radunato 260 reggimenti di Hu Tsung-nan, Kuan Lin-cheng, Mao Pin-wen, Wang Chun, He Chu-kuo, Wang I-che, Tung Yinku, Sun Chen, Wan Yao-huan, Yang Hu-cheng, Ma Hung-ping, Ma Pu-fang, Kao Kui-tsu, Kao Shuang-cheng, Li Hsian-chou2, che si sono presentati con aria minacciosa, quasi dovessero a ogni costo spazzar via l’Esercito rosso e le zone sovietiche antigiapponesi. Nonostante avessimo dato ordine all’Esercito rosso di sospendere gli attacchi contro le Vostre truppe e di ritirarsi un passo dopo l’altro, non siamo riusciti a mutare i Vostri sentimenti carichi di odio. Per nostra difesa, per preservare l’esercito antigiapponese e le basi antigiapponesi […]3 con quanta indignazione per l’attacco dei banditi giapponesi e quanto entusiasmo per porgere aiuto agli ufficiali e ai soldati che combattono i giapponesi nel Suiyuan! Voi invece avete concentrato tutte le forze per il massacro nella guerra civile. Ma noi che ci troviamo personalmente al fronte conosciamo molto bene lo stato d’animo degli ufficiali e dei soldati dell’armata del nord-ovest4: i loro desideri coincidono con i nostri, essi vogliono sospendere la guerra civile suicida e recarsi al più presto sul campo di battaglia antigiapponese. Se persino quelle che dal Vostro gruppo vengono definite truppe scelte difficilmente avrebbero potuto sfuggire alla rovinosa disfatta di Shanchengpao, il motivo non sta nel fatto che quelle truppe veramente non fossero capaci di combattere, ma che non volevano combattere tra cinesi e hanno preferito consegnare le armi all’Esercito rosso. Visto che i sentimenti degli uomini e dei soldati vanno in direzione opposta alla guerra civile, perché non interrogate di notte la Vostra coscienza per riflettere sulle cause di questo fenomeno? Oggi la situazione nel Suiyuan peggiora di giorno in giorno, le truppe che difendono il territorio al fronte sono in numero esiguo, per valutare la situazione della lotta antigiapponese alla Grande Muraglia si può far riferimento al precedente della battaglia di Shanghai del 28 gennaio5. La situazione si fa minacciosa, il bene comune dipende da una sola persona. L’attuale questione di importanza vitale dipende solo da una Vostra parola. Se oggi si sospenderà la guerra civile, domani stesso l’Esercito rosso e la Vostra grande armata del nordovest, che accerchia i comunisti, potranno lasciare entrambi il campo del massacro fratricida e marciare verso il fronte antigiapponese. Le forze di difesa nazionale del Suiyuan aumenterebbero subito di alcune decine di volte. Tutto ciò non richiede da Voi che un cambiamento di opinione, una decisione. Il paese allora sarebbe vendicato, il suolo della patria garantito, i territori perduti riconquistati. Anche Voi potreste meritare la gloria di eroe della resistenza al Giappone, il Vostro prestigio salirebbe e la fama della Vostra azione si tramanderebbe per generazioni. Perché non fate questo passo? Noi ci permettiamo con la massima sincerità di pregarVi ancora una volta di cogliere l’occasione per decidere di accettare le nostre richieste di salvare la patria, di trasformare i nemici in amici e di combattere insieme contro il Giappone. Questa non è solo la nostra speranza, ma è realmente l’unica via d’uscita per tutto il paese e tutta la nazione. Di fronte al problema di oggi, resistere al Giappone o capitolare, bisogna scegliere 187 una delle due soluzioni. Esitare o prendere una strada sbagliata vuol dire mandare in rovina il paese, essere ridotti in schiavitù, tradire la fiducia di tutti i cinesi, attirarsi il loro vituperio per i prossimi mille anni. Sinceramente non vorremmo che le generazioni future dovessero esprimere unanimamente questo giudizio: a mandare in rovina la Cina non è stato altri che Chiang Kai-shek. Vorremmo invece che le generazioni future vedessero in Voi una personalità eminente che si è tempestivamente ravveduta per salvare la patria e il popolo. C’è il detto: chi ha sbagliato non tema di correggersi e l’altro: deporre il coltellaccio e trasformarsi in un Buddha. Quale strada prendere? Vorremmo che consideraste la cosa con molta ponderazione. L’invasione del nemico avanza in profondità e la sciagura si fa incombente. Le nostre parole sono gravi e il nostro animo in allarme. Abbiamo scritto queste righe in tutta fretta e restiamo in attesa di una risposta chiara. Mao Tse-tung, Chu Teh, Chang Kuo-tao, Chou En-lai, Wang Chia-chiang, Peng Teh-huai, He Lung, Jen Pi-shih, Lin Piao, Liu Po-cheng, Ye Chien-ying, Chang Yun-i, Hsu Hsiang-chian, Chen Ching-chih, Hsu Hai-tung, Tung Chen-tang, Luo Ping-hui, Shao Shih-ping, Kuo Hung-tao,alla guida dei 200 mila uomini
dell’Esercito rosso del popolo cinese.
NOTE
1. Si tratta della terza campagna di “accerchiamento e annientamento” lanciata da
Chiang Kai-shek contro la zona sovietica Shensi-Kansu. Al riguardo v. nota 26, pag.
172.
2. I personaggi indicati, come anche Tang En-po, sono alti ufficiali delle forze armate del
Kuomintang.
3. Nell’originale vi è un pezzo illegibile e lacunoso.
4. Si tratta delle truppe del signore della guerra Chang Hsueh-liang, originarie dalla
Manciuria da cui erano state cacciate dai giapponesi nel 1931 e animate da forte spirito
irredentista.
5. Il riferimento è all’attacco lanciato a Shanghai nella notte del 28 gennaio 1932 dai
giapponesi. Nonostante la consegna della non-resistenza data dal Kuomintang, la 19a
armata comandata da Tsai Ting-kai oppose una lunga resistenza. Al riguardo v. nota
10, pag. 169.

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CARTA DE MAO TSE-TUNG, CHU TEY y  otros a  Chiang Kai-shek (1 º diciembre de 1936)

 Esta carta se publicó mientras que Chiang Kai-shek estaba lanzando una nueva campaña de “cerco y aniquilamiento” contra la zona soviética de la región fronteriza de Shensí-Kansú. Chiang Kai-shek había fijado el inicio de la campaña al 12 de diciembre de 1936 y tuvo que ser llevada a cabo principalmente por las tropas de Chang Hsueh-liang ya señor de la guerra de Manchuria, que había sido perseguido por los japoneses en 1931 por las tropas del señor de Guerra de Shensí, Yang Ju-cheng. La apelación de la CCP no cayó en vano. El 7 de diciembre, de Chiang Kai-shek llegó a Xi’an, capital de Shensi, los preparativos finales. El 12 de diciembre, de Chiang Kai-shek, fue arrestado y hecho prisionero hasta el 24 de diciembre, cuando fue puesto en libertad gracias a la intervención de la CCP, que envió una delegación a Sian al más alto nivel hecha por Chou En-lai, Ye Chien-ying y el Ku Po. Para concluir el incidente de Sian, Chiang Kai-shek se comprometieron a emprender la resistencia armada contra el Japón y renunciar a la represión armada contra las zonas rojas. Su Excelencia el Sr. A Sr. Kai-shek, en varias ocasiones desde agosto del año pasado el Partido Comunista de China, el Gobierno de la República de China y el Ejército Rojo soviético he pedido para poner fin a la guerra civil y unirse a ellos contra Japón. Desde su publicación, esta propuesta ha encontrado eco en todos los ambientes por unanimidad en China, sin distinción de partidos políticos. Pero no han cesado en su opinión, y le dio la orden de desatar contra nosotros una campaña de “cerco y aniquilamiento” 1. Para este invierno pasado no fue la batalla de Chihlochen, esta primavera, el Ejército Rojo cruzó el Río Amarillo hacia el este hasta llegar a la línea del frente Jopei-Chajar y otra vez se han encerrado en la cuenca del río Fen. No queriendo provocar sacrificios sin sentido a las fuerzas de la defensa nacional, nos retiramos a nuestras tropas hacia el oeste, en busca de otro camino a seguir y luchar contra los japoneses y también hemos emitido una declaración llamando a su propia conciencia. Durante varios meses la situación en el este de Suiyuán hizo cada vez más crítica, por lo que le pide que cambie radicalmente sus planes y para enviar un gran ejército para luchar contra los japoneses. Nadie hubiera pensado que Mao Tse-tung – OBRAS 186 obligaría a sólo ocho regimientos de Tang En-po Suiyuán para ayudar, sólo para mantener las apariencias y que se habrían reunido 260 regimientos de Ju Tsung-nan, Lin Kuan-cheng, Mao Pin-wen, Wang Chun, El Chu-kuo, quien-I Wang, Yinku Tung Chen Sun, Yao Wan-huan, Yang Ju-cheng, Ma Jung-ping, Ma Pu-fang, Kui Kao-tsu, Kao Shuang -cheng, Li-Hsian chou2, quien presentó un amenazante, casi a cualquier precio eran para acabar con el Ejército Rojo soviético y zonas anti-japonesas. A pesar de que había ordenado al Ejército Rojo a suspender los ataques contra sus tropas y retroceder un paso tras otro, no fueron capaces de cambiar sus sentimientos de odio. Para nuestra defensa, para preservar el ejército contra el Japón y las bases anti-japonesas […] 3 con gran indignación por el ataque de los bandidos y el entusiasmo japonés para llevar ayuda a los oficiales y soldados que luchan por los japoneses en Suiyuán! Pero se han concentrado todas las fuerzas de la masacre de la guerra civil. Pero nosotros, que se conoce personalmente a la parte delantera muy bien el estado de ánimo de los oficiales y soldados del Norte-ovest4: sus deseos coinciden con los nuestros, que quieren suspender la guerra civil, el suicidio y continuar tan pronto como sea posible Anti-japonesa campo de batalla. Si su grupo, incluso aquellos que son definidos por las tropas de élite no podía escapar de la desastrosa derrota de Shanchengpao, ¿por qué no es que esas tropas no eran capaces de luchar, pero no quiere pelear entre los chinos y han preferido para desarmar Ejército Rojo. Como los sentimientos de los hombres y los soldados van en la dirección opuesta a la guerra civil, ¿por qué no cuestionó en la noche su conciencia para reflexionar sobre las causas de este fenómeno? Hoy la situación está empeorando día a día Suiyuán, las tropas que defendían la zona en la parte delantera son pocos en número, para evaluar la situación de la lucha contra el Japón de la Gran Muralla puede ser contemplado en la batalla de Shanghai, 28 de gennaio5. La situación se vuelve mortal, el bien común depende de una sola persona. La presente cuestión de vital importancia depende sólo de una tu palabra. Si hoy vamos a suspender la guerra civil, el Ejército Rojo de mañana y su gran ejército del noroeste, que rodea a los comunistas, saldrá tanto en el campo de derramamiento de sangre fratricida y marcha hacia el frente contra Japón. Las fuerzas de defensa nacional de la Suiyuán de inmediato un aumento de unas pocas decenas de veces. Todo lo que no requiere que usted sea un cambio de opinión, una decisión. El país entonces sería vengado, el piso de la casa garantizado, reconquistó los territorios perdidos. Es posible que también merecen la gloria del héroe de la resistencia al Japón, el aumento de prestigio y la fama de su acción es tramanderebbe por generaciones. ¿Por qué no dar este paso? Nos permiten más sincero llamamiento a usted a tomar una vez más la oportunidad de decidir aceptar nuestras demandas para salvar al país, para convertir enemigos en amigos y luchar juntos contra el Japón. Esto no sólo es nuestra esperanza, pero en realidad es la única salida para todo el país y en toda la nación. Ante el problema de hoy en día, resistir o capitular ante Japón, 187 debe elegir una de dos soluciones. Dudar o tomar un giro equivocado significa la bancarrota al país, ser esclavizado, a traicionar la confianza de todo el pueblo chino, que atraen el oprobio para los próximos mil años. Sinceramente, no quiero que las generaciones futuras deben expresar este juicio unánime: la ruina de China no era otro que Chiang Kai-shek. Preferimos que las generaciones futuras que se ve en una personalidad destacada que se reforma con prontitud para salvar al país y el pueblo. Existe el dicho, que no tiene miedo de corregir el mal y el otro: fijar el cuchillo y convertirse en un Buda. ¿Qué camino tomar? Nos gustaría que usted lo considere con gran deliberación. La invasión del enemigo que avanzaba en profundidad y el desastre se avecina. Nuestras palabras y nuestros sentimientos son intensos en alarma. Escribimos estas líneas a toda prisa y estamos a la espera de una respuesta clara. Mao Tse-tung, Chu Teh, Chang Kuo-tao, Chou En-lai, Wang Chia-chiang, Peng Te-Huai, El Leng, Yen Pi-shi, Lin Piao, Liu Po-cheng, Ye Chien-Ying Chang Yun-i, Sü Siang-chian, Ching-chih Chen, Hsu Hai-tung, Tung Chen-tang, Luo Ping-hui, Shao-ping Shih, Hung Kuo-tao, la conducción de los 200 000 hombres del Ejército Rojo del pueblo chino.
NOTAS
1. Esta es la tercera campaña de “cerco y aniquilamiento” lanzada por
Chiang Kai-shek contra la zona de Shensí-Kansú Soviética. En este sentido v nota 26, p.
172.
2. Los personajes mencionados, así como Tang En-po, son altos miembros de las fuerzas armadas de
Kuomintang.
3. En el original hay una pieza de ilegible e incompleta.
4. Estas son las tropas del señor de la guerra Chang Hsueh-liang, procedentes de
Manchuria, de la que habían sido cazados por los japoneses en 1931 y animada por un espíritu fuerte
irredentismo.
5. La referencia es a que el ataque lanzado en Shanghai en la noche del 28 de enero de 1932 por
Japonés. A pesar de la entrega de la no-resistencia dada por el Kuomintang, el 19
Ejército liderado por Tsai Ting-kai soportar una larga resistencia. En este sentido v nota
10, pág. 169.

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