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www.resistenze.org – pensiero resistente – dibattito teorico – 29-04-12 – n. 407

 

da Partito Comunista del Messico – http://www.comunistas-mexicanos.org/index.php?option=com_content&view=article&id=896:ies-posible-que-la-clase-obrera-sin-su-estado-mayor-es-decir-su-partido-politico-pueda-desenvolver-un-proceso-revolucionario-que-la-conduzca-al-derrocamiento-de-la-burguesia-y-la-conquista-del-poder&catid=3:partido-comunista-de-mexico
E’ possibile che la classe operaia senza il suo stato maggiore, cioè il suo partito politico, possa sviluppare un processo rivoluzionario che la conduca al rovesciamento della borghesia e alla conquista del potere?

23/04/2012

Vladimir Ilich Lenin, un imprescindibile del processo rivoluzionario dell’epoca.

Sulla validità e necessità del marxismo-leninismo

Contributo presentato da Pavel Blanco Cabrera, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista del Messico, in Venezuela al Congresso “Solo Lenin”

Compagni e compagne:

Ringraziamo gli organizzatori, e prima di tutto sottolineiamo che parlare di Lenin, nel contesto del processo popolare che si sviluppa nel Venezuela bolivariano, è indice del salto di qualità che le forze avanzate cercano di imprimere alla lotta di classe in corso.

Vladimir Ilich Lenin è il più odiato pensatore marxista, sul quale si cerca di esercitare il maggior veto, vogliono che lo dimentichiamo. La cospirazione del silenzio, alla quale Engels faceva riferimento per indicare gli sforzi per impedire la diffusione del Capitale di Marx, si è concentrata soprattutto su Lenin ed i suoi contributi al marxismo, così come sul salvataggio effettuato, di fronte alla decomposizione della Seconda Internazionale, del pensiero vivo e rivoluzionario di K. Marx e F. Engels.

Si cerca di addolcire, moderare, addomesticare i marxisti nel mondo accademico, ma Lenin è semplicemente escluso. Il suo è un pensiero pericoloso, sovversivo, indomabile, classista e militante.

Vladimir Ilich è il pensatore rivoluzionario più necessario in questi tempi d’imperialismo e rivoluzioni proletarie, in quanto le sue posizioni sono quelle della classe d’avanguardia, la classe operaia, antagonista all’esistenza del modo di produzione capitalistico, che può rovesciarlo e seppellirlo.

La prima cosa che ci interessa affermare è che è appurato, come diceva Lenin, che senza una teoria rivoluzionaria non vi è un movimento rivoluzionario; questa teoria è il marxismo-leninismo, sulla quale si concentra l’attacco ideologico della borghesia, degli intellettuali della classe media, del mondo accademico e dei cosiddetti rinnovatori.

Il marxismo-leninismo e i suoi elementi costitutivi, il materialismo dialettico, il materialismo storico e l’economia politica, non sono solamente una critica radicale del capitalismo, una spiegazione dei modi di produzione e il ruolo delle forze motrici della storia, del ruolo della classe operaia come forza più interessata alla fine della proprietà privata dei mezzi di produzione; sono anche la strategia e la tattica per la rivoluzione socialista e l’organizzazione dello strumento per raggiungere quest’obiettivo, il partito di classe, il partito comunista.

Il marxismo-leninismo è la teoria della classe operaia per la sua emancipazione, basata sull’opera di Marx, Engels e Lenin. E’ una posizione di classe, non aspira alla neutralità, né all’accordo, ma esprime piuttosto la posizione degli sfruttati, dei salariati, dei produttori di plusvalore e, insieme, di tutti i ceti sociali oppressi dal capitalismo.

Vogliamo sottolineare tre aspetti del contributo di Lenin:

L’imperialismo, limite storico del capitalismo; la vitalità e il carattere improcrastinabile della rivoluzione proletaria; la rivoluzione socialista.

E’ noto che Marx ed Engels hanno studiato lo sviluppo del capitalismo quando ancora il processo di concentrazione e centralizzazione capitalistica non aveva raggiunto il dominio dei monopoli. E’ in questo contesto che Lenin ha analizzato la realtà, la questione dei mercati, la realizzazione del prodotto sociale nel capitalismo e il processo di proletarizzazione di altri strati sociali, in particolare i contadini. Lenin ha sviluppato la teoria marxista, soprattutto contro le concezioni meccanicistiche che non comprendono lo sviluppo ineguale.

L’intero processo e sviluppo del capitalismo non è una manifestazione d’incongruenza, ma del suo carattere storico progressivo e allo stesso tempo di decomposizione, che distrugge l’isolamento e il carattere chiuso dei sistemi economici nazionali (quindi, come spiegato ne “Lo sviluppo del capitalismo in Russia”, della limitatezza culturale, ideologica e politica) e che lega tutto il mondo in un unico senso economico.

La tendenza alla concentrazione e centralizzazione del capitale previsto fin dall’inizio da Marx ed Engels incontra nel monopolio il suo apice, il suo più alto sviluppo, ma anche la contraddizione più intrinseca. Seguendo le tendenze di questa fase del capitalismo, Lenin descrive le caratteristiche dell’imperialismo e la simbiosi del capitale finanziario e industriale, la genesi della decomposizione, la sua natura parassitaria, la guerra come elemento connesso. Lenin e i bolscevichi arricchiscono in questo contesto la legge marxista dello sviluppo ineguale e, a differenza dei “marxisti ufficiali” – cioè gli opportunisti che spadroneggiavano nella Seconda Internazionale, soprattutto nel partito tedesco – scoprono che è possibile e necessario che in paesi in ritardo nello sviluppo del capitalismo nel contesto della fase imperialista si possano rompere gli anelli della catena con le rivoluzioni proletarie. Per coloro che avevano convertito il marxismo in un dogma, era un sacrilegio lo sviluppo teorico leninista e le conseguenti azioni del partito bolscevico. Questo confronto di Lenin contro la fossilizzazione della tesi del marxismo è sufficiente per confutare tutti coloro che sostengono che il marxismo-leninismo sia lettera morta, l’incarnazione del dogmatismo. Al contrario, in linea con il metodo dei suoi maestri, Lenin fece della teoria un elemento vivo e inscindibile dell’azione politica del proletariato. Per Lenin, la realtà è il solido fondamento della teoria che sarà azione rivoluzionaria.

La lotta contro l’opportunismo, come parte inseparabile della lotta contro il capitalismo, per la rivoluzione.

Lenin riteneva che l’ideologia d’avanguardia non può affermarsi e svolgere il suo ruolo se non alla condizione della sconfitta dell’opportunismo e del riformismo, se non con la lotta contro le deviazioni di destra e sinistra.

I partiti della Seconda Internazionale entrarono in un processo di decomposizione. Bernstein e successivamente Karl Kautsky assumono che il cammino del socialismo può essere graduale e senza rottura rivoluzionaria, che il percorso passa per le riforme e la difesa delle istituzioni borghesi, come il Parlamento e le sue leggi, e così via. Questo li costringe alla negazione e alla distorsione del marxismo e dei testi classici, fino all’assurdità che vede, nell’interesse di questa politica e con Engels ancora vivo, mutilato uno dei suoi lavori, l’Introduzione a Le lotte di classe in Francia, del 1848.

Engels espresse la sua insoddisfazione e ovviamente richiese la pubblicazione integrale del suo lavoro, come delle altre opere sue e di Marx. Lenin svolge una battaglia teorica per evitare che il marxismo venga spogliato del suo carattere rivoluzionario incentrando soprattutto la polemica sulla questione dello Stato, nel ruolo della violenza rivoluzionaria e il ruolo della coscienza, cioè, il tema del Partito Rivoluzionario.

Per Lenin, tra capitalismo e socialismo non esiste un sistema sociale intermedio, quindi non vi è alcuna via di mezzo tra il potere politico della borghesia ed il potere politico della classe operaia. Il potere di classe è una dittatura classe, indipendentemente dall’abito col quale si presenta, che sia la più aperta reazione, la più forte repressione o le apparenti forme democratiche. Lenin insiste sul fatto che non si deve perdere di vista il rapporto tra economia e politica, come fattore determinante per l’analisi e l’azione rivoluzionaria. Egli è convinto, e questo si riflette nelle Tesi di Aprile (il programma politico dei bolscevichi che trionferà nel mese di ottobre 1917), che è necessario far saltare in aria in mille pezzi il potere statale borghese, la macchina del dominio, come è inevitabile l’emergere di nuove forme di potere statale da parte della classe operaia, uno Stato-comune, un Potere sovietico.

Nella pratica politica bolscevica, l’elemento principale è lo scontro con l’opportunismo, il riformismo e il revisionismo, nella quale si trova la metodologia secondo cui la lotta per il socialismo è incompleta senza la lotta contro le opposte correnti del movimento rivoluzionario. Chi non capisce questo, ignora un elemento fondamentale del marxismo-leninismo. Per Lenin, con i principi non si fa diplomazia e nemmeno c’è il minimo spazio per la coesistenza, perché è prima di tutto un problema di pratica politica, non di dibattiti astratti, consegnata ai momenti storici cruciali della rivoluzione del 1905 e la controrivoluzione che segue, del periodo intorno alla prima guerra mondiale così come le rivoluzioni di febbraio e ottobre 1917; vale a dire una questione di vita o di morte per il proletariato e la rivoluzione socialista.

La necessità per il partito

“Il cervello della classe
l’azione della classe
la forza della classe
la gloria della classe
Questo è il Partito! ”

Vladimir Majakovskij

Majakovskij scrisse che “quando diciamo il Partito è come se dicessimo Lenin”, che “il Partito e Lenin sono fratelli gemelli”. Perché?

Nel momento che la morte sorprese le menti di Marx e di Engels, Lenin torna allo sviluppo della teoria. Il suo contributo non è stato solo un arricchimento ed un riscatto, ma contribuisce ad un salto. La teoria ha anche la funzione di essere la struttura per l’analisi concreta della situazione concreta e questi due elementi sono significativi solo se esprimono una pratica rivoluzionaria. Ed è comprendendo tutto questo che la teoria leninista del partito emerge come fondamentale per la classe operaia per svolgere il suo ruolo storico.

Lenin insiste in tutta la sua opera sulla coscienza come fattore determinante, sull’importanza di articolare una soggettività rivoluzionaria. Il dilemma marxista di classe in sé e classe per sé trova nella teoria e nella pratica del leninismo la risposta: la coscienza è al di fuori del movimento operaio e può essere introdotta solo da un agente esterno. Questo agente è il partito d’avanguardia senza il quale la fusione tra il movimento operaio e il socialismo scientifico è impossibile.

E’ possibile che la classe operaia senza il suo stato maggiore, cioè il suo partito politico, possa sviluppare un processo rivoluzionario che la conduca al rovesciamento della borghesia e alla conquista del potere?

E’ possibile che la classe operaia senza il suo partito politico possa, nel corso della lotta di classe e della sua acutizzazione, lanciare parole d’ordine, predisporre i movimenti tattici, l’offensiva, il ritiro organizzato, in forma corretta?

Il flusso ed il riflusso, le forme aperte e clandestine che il conflitto socio-classista va acquisendo non possono esser lasciate allo spontaneismo, e il ruolo dei veri partiti rivoluzionari confermare nelle sterzate della lotta il suo carattere, la scientificità del suo agire, l’impegno profondo per gli interessi di classe che rappresenta. Ciò che Lenin propone è il partito di tipo nuovo, il Partito comunista. Il Partito comunista come partito della classe operaia. Il Partito comunista basato sul marxismo-leninismo. Il Partito comunista come combattente più coerente per la rivoluzione socialista. Il Partito comunista come partito dell’internazionalismo proletario.

E’ necessario dirlo con chiarezza: ai nostri giorni, la lotta anti-capitalista e antimperialista, per il socialismo, ha come precondizione l’esistenza dei partiti comunisti. Ed è qui che la forza ideologica del nemico concentra il proprio attacco. Il capitale cerca con tutti i mezzi di seminare confusione nella classe operaia sul carattere della sua organizzazione in vari livelli: a) costruendo sostituti dei partiti comunisti, con formazioni della “nuova sinistra”, del “socialismo democratico”, dei partiti di sinistra, dei partiti-movimento, dei partiti-fronte; b) corrodendo i partiti comunisti in modo che perdano le proprie caratteristiche essenziali e si produca una mutazione che li porti a perdere la propria identità.

Nel primo caso, abbiamo per esempio il PT del Brasile (Partito dei Lavoratori), il MAS del Venezuela, il “Blocco di sinistra” in Portogallo, la Die Link in Germania. Nel secondo caso, l’operazione è stata completata in alcuni dei partiti mutanti, come il PRD in Messico, DS in Italia, e un processo di disfacimento avanzato è in corso nel PC di Francia e IU-PCE in Spagna; vi sono inoltre, forme di collaborazione internazionale dettate dagli organismi politici del capitale, com’è il caso del Partito della Sinistra Europea, un blocco di partiti mutanti, che svolgono il ruolo che Lenin definiva di pompieri della rivoluzione. C’è anche il caso di scissioni opportuniste come Sinaspismos in Grecia.

Tutti hanno in comune la ricerca della gestione del capitalismo e lo si vede in modo più chiaro in tempi di crisi come questi, quando innalzano la bandiera del neo-keynesismo ma non la necessità di una rivoluzione. Sono simili anche per il fatto di avere una piattaforma programmatica anti-comunista: la critica su posizioni borghesi e piccolo-borghesi del potere proletario e della costruzione socialista nel XX secolo, condannandolo e equiparando il periodo principale della costruzione del socialismo con il fascismo, utilizzando la categoria del totalitarismo. Tutti d’accordo nel sovvertire il partito di nuovo tipo, il carattere del partito di militanti piuttosto che di “associati”, l’unità ideologica organica, promuovendo le correnti, mettendo in discussione integralmente o in alcune parti il centralismo democratico.

Ma il ruolo dei partiti comunisti come agenti del processo rivoluzionario, come l’avanguardia della forza motrice che produrrà le trasformazioni radicali, non ha sostituti. Va notata in questo senso la ferma posizione del Partito Comunista del Venezuela di rimanere partito autonomo e indipendente, in quanto questo è il suo miglior contributo alla lotta per il socialismo nel processo bolivariano.

Il compito dei comunisti è di costruire il Partito comunista. Che siano le altre scuole di pensiero, gli altri strati sociali, quelli che costituiscono partiti politici o raggruppamenti di altra natura. Ma è inconcepibile che i comunisti non costruiscano il partito necessario per la rivoluzione socialista, cioè il Partito comunista.

Lenin sosteneva che il partito non ha altra origine che la stessa classe dei proletari: trae da qui i suoi elementi organizzativi, la sua psicologia e la sua disciplina. Non c’è da stupirsi che la classe media, la piccola borghesia, sia in contrasto con la disciplina e l’organizzazione dei partiti comunisti, in quanto l’individualismo e tutti i vizi della politica borghese non hanno posto nel lavoro collettivo e nello stile proletario di fare politica.

I processi sociali in corso nel mondo non possono superare i confini e le frontiere del modo di produzione capitalistico senza l’azione coerente dei partiti comunisti.

L’esperienza della costruzione del socialismo

Esiste una tendenza a confinare Marx, Engels e Lenin dal corso dell’esperienza politica diretta della costruzione socialista. E’ una tendenza anti-scientifica per spiegare gli eventi della storia e della dialettica rivoluzione-controrivoluzione.

La classe operaia deve capire la storia con i suoi alti e bassi, comprendere le ragioni delle temporanee sconfitte e la necessità di imparare e trarre lezioni dalle proprie azioni come classe nelle dinamiche sociali.

Possiamo parlare dell’importanza di Marx, Engels e Lenin facendo finta di non vedere l’esistenza della costruzione del socialismo in URSS e in altri paesi? Può il marxismo-leninismo accusare una personalità per le difficoltà del processo rivoluzionario? E’ onesto delimitare per salvare la spiegazione? Inoltre, questa demarcazione non presuppone ciò che Losurdo chiama autofagia, cioè la vergogna per la nostra storia come classe?

La prima questione è che la deformazione degli eventi operata dall’attuale storiografia borghese presenta la costruzione socialista come un grande fallimento, ma le statistiche mostrano che il tenore di vita conquistato dalla classe operaia in URSS era di gran lunga superiore a qualsiasi altra e che questo vale anche per la cultura, l’educazione, il benessere delle donne, ecc. Il contributo dell’URSS all’umanità con la sconfitta del fascismo è qualcosa che non dovremmo dimenticare.

Il potere operaio è realmente esistito in URSS e milioni di lavoratori sono stati fortemente integrati nel nuovo potere statale. La base della controrivoluzione non sta nelle carenze della rivoluzione socialista, ma nella promozione delle relazioni di mercato che agirono soprattutto dal 1956.

La controrivoluzione fu il risultato concreto dell’abbassamento della guardia nella lotta al mercato e dell’allentamento del controllo operaio, del potere operaio.

L’orizzonte delle future rivoluzioni socialiste che già esprimono i loro contorni, ci mostra una conclusione generale che il marxismo-leninismo integra al suo arsenale teorico: il socialismo-comunismo, cioè il processo ininterrotto per le relazioni sociali comuniste, è concepibile se tutte le caratteristiche seguenti sono presenti: a) rovesciamento dello Stato borghese, b) potere operaio e popolare, c) socializzazione immediata di tutti i monopoli e dei mezzi di produzione concentrati, d) pianificazione economica centralizzata, e) incessante lotta alle relazioni di mercato nell’economia.

Infine, occorre rilevare che, estraneo ai dogmi, il marxismo-leninismo non fissa una forma di lotta. Per ciò, chi in suo nome stabilisce delle ricette, vie immutabili, starà deformando e discutendo il leninismo. Ciò che Lenin difende è la combinazione di tutte le forme di lotta e il diritto della classe operaia e degli altri strati subalterni della popolazione a esercitare la violenza rivoluzionaria contro i loro oppressori.

La combinazione delle forme di lotta è un principio tattico al quale nessun partito comunista che lotta per il potere può rinunciare.

Se i popoli del nostro continente decidono di avanzare al socialismo, sarà con le idee e i contributi di Lenin, o, più precisamente, del marxismo-leninismo.

Es posible que la clase trabajadora sin su personal, es decir, su partido político, para desarrollar un proceso revolucionario que lleva al derrocamiento de la burguesía y la toma del poder?

23/04/2012

Vladimir Ilich Lenin, de un período vital del proceso revolucionario.

La validez y la necesidad del marxismo-leninismo

Escrito por Pável Blanco Cabrera, Primer Secretario del Comité Central del Partido Comunista de México, Venezuela, para el Congreso “Sólo Lenin”

Compañeras y compañeros:

Agradecemos a los organizadores, y en primer lugar destacar que hablar de Lenin, en el contexto del proceso popular que se desarrolla en la Venezuela bolivariana, es una indicación del gran salto adelante que las fuerzas que tratan de impresionar a la lucha de clases en curso.

Vladimir Ilich Lenin fue el pensador marxista más odiado, en el que intenta ejercer un mayor derecho de veto, que quieren olvidar. La conspiración del silencio, a la que Engels se refería a los esfuerzos del Estado para prevenir la propagación de la Capital de Marx, se ha centrado sobre todo en Lenin y sus contribuciones al marxismo, así como el hecho guardar, antes de la descomposición de la Segunda Internacional, del pensamiento revolucionario de vida y de K. Marx y F. Engels.

Se trata de suavizar, los marxistas moderados, mansos en el mundo académico, pero Lenin fue excluido simplemente. Su pensamiento es peligroso, subversivo, la clase indomable, y militante.

Vladimir Ilich es el pensador más revolucionario es necesario en estos tiempos de imperialismo y las revoluciones proletarias, debido a que sus posiciones son los de la clase avanzada, la clase obrera, la existencia de rival, el modo de producción capitalista, que puede derribar y enterrar .

Lo primero que quiero decir es que se establezca, como decía Lenin, que sin teoría revolucionaria no es un movimiento revolucionario, esta teoría es el marxismo-leninismo, que se centra en el ataque ideológico de la burguesía, los intelectuales de clase media, los académicos y los llamados reformistas.

El marxismo-leninismo y sus componentes, el materialismo dialéctico, el materialismo histórico y la economía política, no sólo una crítica radical del capitalismo, una explicación de los modos de producción y el papel de las fuerzas motrices de la historia, el papel de la clase más interesado en trabajar como una fuerza en el extremo de la propiedad privada de los medios de producción son también la estrategia y la táctica de la revolución socialista y la organización de la herramienta para lograr este objetivo, el partido de clase, el Partido Comunista.

El marxismo-leninismo es la teoría de la clase obrera por su emancipación, sobre la base de la obra de Marx, Engels y Lenin. Es una posición de clase, no aspira a la neutralidad, o acuerdo, sino que expresa la posición de los explotados, los trabajadores, los productores de plusvalía y, juntos, de todas las clases sociales oprimidas por el capitalismo.

Queremos hacer hincapié en tres aspectos de la contribución de Lenin:

El imperialismo, el límite histórico del capitalismo, la vitalidad y el carácter de la revolución proletaria no puede ser pospuesta, y la revolución socialista.

Es s bien sabido que Marx y Engels estudiaron el desarrollo del capitalismo, aun cuando el proceso de concentración y centralización capitalista, no se había llegado a la dominación de los monopolios. Y “en este contexto en el que Lenin analizó la realidad, la cuestión de los mercados, la realización del producto social en el capitalismo y el proceso de proletarización de los otros estratos sociales, especialmente de los campesinos. Lenin desarrolló la teoría marxista, sobre todo contra las concepciones mecanicistas que no utilizan el desarrollo desigual.

Todo el proceso y el desarrollo del capitalismo no es una manifestación de la inconsistencia, pero su carácter histórico y progresivo deterioro en el mismo tiempo, lo cual destruye el aislamiento y el carácter cerrado de los sistemas económicos nacionales (es decir, como se explica en “El el desarrollo del capitalismo en Rusia “, el cultural limitado, ideológico y político) y que une a todo el mundo en un sentido económico.

La tendencia a la concentración y centralización del capital previsto desde el principio con Marx y Engels en el monopolio cumpla con su pico, su mayor desarrollo, sino también la contradicción más intrínseco. Siguiendo las tendencias de esta fase del capitalismo, Lenin describe las características del imperialismo y del capital financiero y la simbiosis industrial, la génesis de la descomposición, su naturaleza parasitaria, la guerra como un elemento conectado. Lenin y los bolcheviques enriquecidas en este contexto, la ley marxista del desarrollo desigual y, a diferencia de los marxistas oficiales “- es decir, los oportunistas, que llevaba la voz cantante en la Segunda Internacional, en particular en el partido alemán – se encuentran con que es posible y necesario que los países rezagados en el desarrollo de del capitalismo en el contexto de los imperialistas que puede romper los eslabones de la cadena con la revolución proletaria. Para aquellos que se habían convertido al marxismo en un dogma, era un sacrilegio el desarrollo leninista teórico y las acciones posteriores del partido bolchevique. Esta comparación de Lenin contra la fosilización de la tesis del marxismo es suficiente para refutar a quienes sostienen que el marxismo-leninismo es letra muerta, la encarnación del dogmatismo. Por el contrario, de acuerdo con el método de sus maestros, elemento teoría de Lenin está vivo y es inseparable de la política del proletariado. Para Lenin, la realidad es el sólido fundamento de la teoría de que será la acción revolucionaria.

La lucha contra el oportunismo, como una parte inseparable de la lucha contra el capitalismo, para la revolución.

Lenin creía que la ideología de vanguardia no puede afirmarse ni desempeñar su papel si la condición de la derrota del reformismo y el oportunismo, si no con la lucha contra la desviación de derecha e izquierda.

Los partidos de la II Internacional entró en un proceso de descomposición. Bernstein y Karl Kautsky a continuación, asumir que el camino del socialismo puede ser gradual y no ruptura revolucionaria, el camino pasa por la reforma y la defensa de las instituciones burguesas, como el Parlamento y sus leyes, y así sucesivamente. Esto les obliga a la negación y distorsión del marxismo y los textos clásicos, que ve el punto de lo absurdo, en el interés de esta política y Engels sigue siendo uno vivo, mutilado de sus puestos de trabajo, la Introducción a Las luchas de clases en Francia , 1848.

Engels expresó su insatisfacción y, por supuesto, exige la publicación completa de su obra, al igual que otras obras suyas y de Marx. Lenin llevó a cabo una batalla teórica para evitar que el marxismo es despojado de su naturaleza revolucionaria de la polémica centrándose en particular en la cuestión del Estado en el papel de la violencia revolucionaria y el papel de la conciencia, es decir, el tema del Partido de la Revolución.

Para Lenin, entre el capitalismo y el socialismo no existe un sistema social intermedia, lo que no hay término medio entre el poder político de la burguesía y el poder político de la clase obrera. El poder de una clase es una dictadura de clase, independientemente dall’abito con la que se presenta, que la reacción más abierto, el más fuerte de la represión o de las aparentes formas democráticas. Lenin insiste en que no debemos perder de vista la relación entre economía y política, como el factor determinante para el análisis y la acción revolucionaria. Él está convencido, y esto se refleja en las Tesis de Abril (el programa político del triunfo bolchevique en octubre de 1917), lo cual es necesario para hacer estallar en mil pedazos el poder del Estado burgués, el dominio de la máquina, como es inevitable la aparición de nuevas formas de poder del Estado por la clase obrera, un estado compartido, una autoridad soviética.

La política bolchevique en la práctica, el elemento principal es el choque con el oportunismo, el reformismo y el revisionismo, en el que la metodología es que la lucha por el socialismo es incompleta sin la lucha contra las corrientes opuestas del movimiento revolucionario. Quien no entienda esto, no tiene en cuenta un elemento fundamental del marxismo-leninismo. Para Lenin, los principios no hacen la diplomacia y no hay ni el más mínimo espacio para la convivencia, ya que es principalmente un problema de la práctica política, los debates no abstractas, teniendo en cuenta los momentos cruciales históricos de la revolución de 1905 y la contrarrevolución a continuación, el período en torno a la Primera Guerra Mundial, así como las revoluciones de febrero y octubre de 1917, es decir, una cuestión de vida o muerte para el proletariado y la revolución socialista.

La necesidad del partido

“El cerebro de la clase
la acción de clase
la fuerza de la clase
la gloria de la clase
Esta es el partido  ”

Vladimir Mayakovsky

Mayakovsky escribió que “cuando decimos que el partido es como si nos decía Lenin”, que “el Partido y Lenin son hermanos gemelos.” ¿Por qué?

En el momento en que la muerte capturado la mente de Marx y Engels, Lenin vuelve a la teoría. Su contribución no sólo fue un enriquecimiento y el rescate de un, sino que contribuye a un salto. La teoría también tiene la función de ser la estructura para el análisis concreto de situaciones concretas, y estos dos elementos sólo tienen sentido si expresan una práctica revolucionaria. Y este es el entendimiento de que la teoría leninista del partido aparece como crucial para la clase obrera a jugar su papel histórico.

Lenin insiste en toda su obra en la conciencia como un factor determinante, la importancia de la articulación de una subjetividad revolucionaria. El dilema de la clase marxista en sí y clase para sí es en la teoría y la práctica del leninismo la respuesta: la conciencia está fuera del movimiento obrero y sólo puede ser presentado por un agente externo. Este agente es el partido de vanguardia, sin la cual la fusión entre el movimiento obrero y el socialismo científico es imposible.

Es posible que la clase trabajadora sin su personal, es decir, su partido político, para desarrollar un proceso revolucionario que lleva al derrocamiento de la burguesía y la toma del poder?

Es posible que la clase obrera, sin su partido político podrán, mientras dure la lucha de clases y su agravamiento, el lanzamiento de consignas, la preparación de movimientos tácticos, la ofensiva, la retirada organizada en la forma correcta?

El flujo y reflujo, las formas abiertas y clandestinas que el conflicto está adquiriendo la clase social no puede dejarse a la espontaneidad, y el papel de verdaderos partidos revolucionarios confirman en la lucha se vuelve su carácter, el carácter científico de su acto, el ‘ profundo compromiso con los intereses de clase que representa. ¿Cuál es el partido de Lenin propone un nuevo tipo, el Partido Comunista. El Partido Comunista como el partido de la clase obrera. El Partido Comunista basada en el marxismo-leninismo. El Partido Comunista como el combatiente más consecuente por la revolución socialista. El Partido Comunista como el partido del internacionalismo proletario.

Es s que decir claramente: hoy, la Unión Europea anti-capitalista y anti-imperialismo, el socialismo, tiene como condición previa la existencia de los partidos comunistas. Y es aquí donde la fuerza ideológica del enemigo concentró su ataque. El capital intenta por todos los medios para sembrar la confusión en la clase obrera en el carácter de su organización en diferentes niveles: a) la construcción de la sustitución de los partidos comunistas, con la formación de la “nueva izquierda” del “socialismo democrático”, los partidos de izquierda, el izquierda, el movimiento de las partes frontal b) corrosión de los partidos comunistas para que pierdan sus características esenciales y producir una mutación que les lleva a perder su identidad.

En el primer caso, tenemos por ejemplo en Brasil, el PT (Partido de los Trabajadores), el MAS de Venezuela, el “Bloque de Izquierda” en Portugal, Die Link en Alemania. En el segundo caso, la operación se completó en algunos mutantes de las partes, como el PRD en México, DS en Italia, y un proceso de decadencia está en marcha en avanzada PC-PCE e IU de Francia en España, también hay formas de colaboración internacional dictada por los órganos políticos de la capital, como en el caso del Partido de la Izquierda Europea, un bloque de partidos mutantes, que desempeñan el papel que Lenin llamó a los bomberos de la revolución. También está el caso de divisiones como Sinaspismos oportunistas en Grecia.

Todos tienen en común la búsqueda de la gestión del capitalismo y se ve más claramente en tiempos de crisis como estos, cuando levantan la bandera de la neo-keynesianismo, pero no la necesidad de una revolución. Ellos también son similares en disponer de una plataforma programática anti-comunista de la crítica de las posiciones burguesas y pequeño-burguesa y el poder proletario de la construcción del socialismo en el siglo XX la sentencia, y equiparar el período principal de la construcción del socialismo con el fascismo, utilizando la categoría de totalitarismo. Todos estuvieron de acuerdo para subvertir el partido de nuevo tipo, el carácter de los activistas del partido en lugar de “asociados” unidad orgánica ideológica, promover el cuestionamiento actual en su totalidad o en partes del centralismo democrático.

Pero el papel de los partidos comunistas como agentes del proceso revolucionario, como vanguardia de la fuerza de la unidad que va a producir las transformaciones radicales, no tiene sustituto. Cabe señalar en este sentido, la firme posición del Partido Comunista de Venezuela para permanecer partido autónomo e independiente, ya que esta es su mejor contribución a la lucha por el socialismo en el proceso bolivariano.

La tarea de los comunistas es construir el Partido Comunista. ¿Cuáles son las otras escuelas de pensamiento, los otros estratos sociales, que son los partidos políticos u otros grupos. Pero es inconcebible que los comunistas no es necesario para construir el partido de la revolución socialista, es decir, el Partido Comunista.

Lenin argumentaba que el partido no tiene otro origen que la misma clase de los proletarios: aquí se basa en los elementos de organización, su psicología y su disciplina. No es de extrañar que la clase media, la pequeña burguesía, es contraria a la disciplina y la organización de los partidos comunistas, como el individualismo y todos los vicios de la política burguesa no tienen cabida en el trabajo colectivo y el estilo la política proletaria.

Los procesos sociales en curso en el mundo no puede superar los límites y fronteras del modo de producción capitalista sin la acción coherente de los partidos comunistas.

La experiencia de la construcción del socialismo

Hay una tendencia a limitar Marx, Engels y Lenin, por la experiencia política directa durante la construcción socialista. Y “anti-científica tendencia a explicar los acontecimientos de la historia de la dialéctica y la contrarrevolución.

La clase obrera debe entender la historia, con sus altibajos, entender las razones de los contratiempos temporales y la necesidad de aprender y extraer lecciones de sus acciones como una clase en la dinámica social.

Podemos hablar de la importancia de Marx, Engels y Lenin, pretendiendo no ver la existencia de la construcción del socialismo en la URSS y otros países? El marxismo-leninismo se puede acusar a una persona de las dificultades del proceso revolucionario? Y “honesto para salvar a afinar la explicación? Además, esta demarcación no presupone que Losurdo llamado autofagia, es decir, la vergüenza de nuestra historia como una clase?

La primera pregunta es que los eventos de deformación realizadas por la historiografía burguesa actual se presenta la construcción del socialismo como un gran fracaso, pero las estadísticas muestran que el nivel de vida alcanzado por la clase obrera en la URSS era muy superior a cualquier otro y que esta también se aplica a la cultura, la educación, el bienestar de las mujeres, etc. La contribución a la humanidad de la URSS en la derrota del fascismo es algo que no debemos olvidar.

El poder de los trabajadores realmente existió en la URSS y millones de trabajadores se han visto muy integrado en el nuevo poder estatal. La base de la contrarrevolución no está en las deficiencias de la revolución socialista, pero en la promoción de las relaciones de mercado que actuaban principalmente desde 1956.

El contador fue el resultado concreto de la reducción de la guardia en la lucha por el mercado y de la relajación de control de los trabajadores a los trabajadores el poder.

El horizonte de las futuras revoluciones socialistas que ya han expresado sus contornos, muestra una conclusión general de que el marxismo-leninismo integra arsenal teórico: el socialismo-comunismo, que es el proceso en curso de las relaciones sociales comunistas, es posible si todos los los siguientes están presentes: a) el derrocamiento del Estado burgués, b) «la socialización y la popular, c) inmediata de todos los monopolios y los medios de producción concentrados, d) la planificación económica central, e) una lucha sin fin para las relaciones de mercado en lo sucesivo,« los trabajadores economía.

Por último, cabe señalar que, fuera de los dogmas del marxismo-leninismo no establece una forma de lucha. Para ello, quien en su nombre de las recetas, la forma inmutable, que va a estar discutiendo la distorsión y el leninismo. Lo que Lenin defiende es la combinación de todas las formas de lucha y el derecho de la clase trabajadora y otros estratos de la población para ejercer sus subordinados la violencia revolucionaria contra sus opresores.

La combinación de las formas de lucha es un principio táctico que no hay lucha de un partido comunista por el poder puede dar.

Si los pueblos de nuestro continente decidir para avanzar hacia el socialismo será con las ideas y las contribuciones de Lenin, o, más precisamente, del marxismo-leninismo.

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