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il Patto Ribbentrop – Molotov -il patto di non aggressione – tratto dal libro DeL COMPIANTO LUDO MARTENS

pubblicata da Antonio Dangelo il giorno giovedì 28 luglio 2011 alle ore 21.32 ·

In queste pagine del libro di Ludo Martes,viengono decritti i veri fatti che precedettero  l’agressione all’Urss e di come le pusillanimi “democrazia occidentali”giocarono un ruolo fondamentale per la preparazione  della Seconda Guerra mondiale

Solo la saldezza e il grande acume di Stalin fecero si  che tutti i maneggi e  le mai sopita volontà di rivincita degli imperiaslisti anglofranco stautunitensi i venissero alla luce .Si deve tener presente un punto fondamametale che dopo la disfatta di questi nella guerra civile  queste potenze non smisero mai di cospirare con l’Urss.

Con il patto stipulto con il nemico mortale,permise alla giovane repubblica  di smacherare  le trame degli anglo francesi e di prepararsi allo scontro con la Germania  NAZISTA(finanziata e ben armata da questi ipocriti “democrtici”)

ps  DA INVIARE AL GURU DANIEL .- BENDIT un altro cattivo maestro della controrivoluzione permanete  chiamata  “68”

UN ALTRO ILLUSTRE CORNACCHIONE BEN FINANZIATO DAL TROZKISTA SOROS

SENTITE COSA DICI IL DRUIDO SANGUINARIO E  LACCHE’  DELL’IMPERIALISMO

 

Attenti, ragazzi, chi scende in piazza contro la missione internazionale cerca magari una terza via ma di fatto non è neutrale, bensì con Gheddafi. Perché niente cortei quando Gheddafi massacrava il suo popolo? Ricordate Francia e Gran Bretagna del ‘36, che lasciarono sola la Repubblica spagnola contro Franco, Hitler e Mussolini. In G…ermania si va in piazza contro l’atomo. Vedo appelli anti-raid aerei solo in Italia, o in Grecia dai neostalinisti. Finiscono per schierarsi con la Cina, Putin e Chávez. Sono prigionieri delle categorie degli anni ‘50.

In Italia vedo appelli a protestare mossi dall’ossessione assoluta e accecante della mitica lotta contro l’imperialismo americano. Come fa Vendola a dire né con Gheddafi né con le bombe? Non faccio paragoni col triste slogan “né con lo Stato né con le Br”, ma mi ricordo del 1936. Madrid democratica fu lasciata sola contro Franco, la Legion Condor di Hitler e i reparti di Mussolini. Risultato: stragi, 50 anni di franchismo, e nel ‘39 la seconda guerra mondiale.

Arriva il momento in cui bisogna fare scelte. La Resistenza italiana, francese o jugoslava fu giusta, ma sanguinosa. Gli Alleati non la lasciarono sola. Che lo voglia o no, chi vuol lasciare soli i rivoluzionari libici è con Gheddafi, non è neutrale. E schiavo di miti come l’ossessione della pace a ogni costo che a Monaco 1938 portò Londra e Parigi a cedere a Hitler. O il mito del patto Molotov-Ribbentrop, giustificato dall’Urss perché anti-imperialista.

Gandhi vinse contro un imperialismo democratico, non contro un tiranno sanguinario pronto a sterminare il suo popolo. Gandhi poté trovare una terza via, per i rivoluzionari libici la terza via non esiste sul campo. È triste che non lo si capisca. Agire è giusto, come lo fu contro Milošević e i suoi massacri in Bosnia e in Kosovo. La guerra è sanguinosa, lo fu anche la Resistenza nell’Europa occupata dall’Asse. Ma allora gli italiani dovrebbero rinnegare la Resistenza? I jet occidentali hanno fermato i Panzer di Gheddafi che puntavano su Bengasi per un bagno di sangue. E in Tunisia ed Egitto la rivoluzione ha vinto perché gli Usa, influenti sulle forze armate locali, le hanno convinte a non fare stragi. In Libia è diverso.

La voglia della “terza via” è forte in una parte dell’opinione pubblica per i precedenti della guerra in Iraq, dove non c’era un movimento rivoluzionario da appoggiare, e perché in Afghanistan la situazione è difficile. Ma ricordiamo che dopo la prima guerra alleata in Iraq (contro l’occupazione irachena del Kuwait-ndr), prima ci fu la no-fly zone, poi Saddam massacrò 500mila sciiti e sterminò col gas un’intera città curda. Spesso chi protesta nel mondo del benessere non s’immagina cosa sia vivere sotto dittatori come Gheddafi. Ciò ha a che fare con ideologie marxiste-leniniste: il mondo diviso in cattivi e buoni, l’imperialismo cattivo e tutti i suoi nemici buoni. (ndr quindi come dice toni negri l’imperislimo o supermperialismo e’ cosa buona e giusta)

Merkel e Westerwelle sono opportunisti, fiutano aria di pacifismo e temono per le elezioni di domenica. Potrei capirli solo se criticassero l’amicizia passata di Berlusconi e Sarkozy con Gheddafi, ma non lo fanno. In troppi amano solo le rivolte che vengono sconfitte, facile poi chiudere gli occhi davanti alla repressione, come con la Spagna lasciata a Franco.

 Daniel Cohn-Bendit http://temi.repubblica.it/micromega-online/cohn-bendit-chi-scende-in-piazza-sta-col-dittatore-vendola-si-ricordi-della-spagna-del-%C2%B436/?printpage=undefined

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