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Sulle elezioni in Francia,Grecia e Italia.

Francia 

In Francia i due partiti borghesi che si alternano da sempre al governo continuano ad avere molti consensi ma la crisi e le esperienze degli scorsi governi portano elettori degli strati popolari e lavoratori a comprendere l’asservimento di UMP e PS ai monopoli capitalisti. Questi allora rivolgono le loro speranze da una parte ai neofascisti del Fronte Nazionale e dall’altra all’insalata di riformisti e opportunisti del Fronte di Sinistra.
Il Fronte di Sinistra,composto da PCF,BDG e PCOF,e’ un magnete per gli scontenti poiche’ si presenta indipendente dai socialisti,ma la sua piattaforma e’ totalmente riformista e dunque illusoria. Tenta in ogni campo di trovare soluzioni intermedie ai problemi che evitino lo scontro diretto con la borghesia e le sue unioni imperialiste. Queste soluzioni intermedie,non esistendo,finiscono per difendere lo status quo e lasciano la situazione peggiorare sempre piu’ per il proletariato a favore del capitale.
Inoltre la solita retorica dell’Unione Europea migliorabile lascia la giusta rabbia contro questa a Marine Le Pen e alla sua formazione,che diventa la prima tra gli operai francesi.
Al secondo turno finisce l’autonomia del Fronte di Sinistea,che si schiera con Hollande e si congratula per la sua elezione,con una vergognosa dichiarazione del segretario Laurent riportata dai revisionisti di MarxXXI(vicini al PdCI).
Come ci dimostra l’esperienza storica recente i socialisti faranno lo stesso dei conservatori e dei liberali e approveranno leggi antipopolari e antilavoratrici con la nulla opposizione dei falsi comunisti,contenti di qualche poltroncina nel parlamento borghese.

Grecia

In Grecia i consensi dei partiti piu’ vicini agli interessi della Confindustria greca e della UE,PASOK e Nea Dimokratia,cadono rispettivamente del 30,8% e del 14,6%,cosi’ dimostrando la voglia di cambiamento radicale dei lavoratori ellenici. Questi due partiti raggiungono una maggioranza veramente risicata e cosi’ Antonis Samaras,segretario di ND,decide di rinunciare alla formazione di un governo.
Allora il presidente della repubblica Papoulias incarica Alexis Tsipras,segretario di SYRIZA(coalizione di sinistra “radicale”),che reitera gli inviti a DIMAR(sinistra piu’ moderata) e KKE(comunisti) ad allearsi con il suo partito per avere i numeri per un governo.
Infatti il partito di Tsipras ha avuto un grande aumento di consensi,usando comunque le solite illusioni socialdemocratiche condite da slogan piu’ forti. Il popolo greco da una parte ha capito il carattere reazionario di PASOK e ND ma non riesce ancora del tutto a distinguere chi si oppone veramente al capitalismo e vuole rovesciarlo da chi lo inganna pur di difendere questo sistema. 
Il KKE ha rifiutato per l’ennesima volta la proposta di Tsipras poiche’ illuderebbe e deluderebbe il popolo e indebolirebbe tutte le lotte. Anche il governo piu’ pro-popolo di tutti nel contesto del potere economico e politico della borghesia,dovrebbe obbedire alle sue richieste.
Ovviamente i riformisti della FdS,da Ferrero a Sorini,hanno subito additato la giusta strategia del KKE come settaria ma critiche da personaggi del genere non meritano commenti.
Il Partito Comunista non e’ aumentato moltissimo(+1%)perche’ ancora molta gente crede alle vie di mezzo di SYRIZA,ma e’ alla guida di tutte le lotte e molto radicato tra lavoratori dipendenti,contadini poveri,lavoratori autonomi,piccoli commercianti,attraverso le sue organizzazioni di massa.
Sicuramente aumentera’ i suoi consensi quando il popolo verra’ deluso da questa nuova socialdemocrazia che ha preso il posto della vecchia.
Trotskisti,anarchici e socialfascisti hanno definito invece la via del KKE come via che porta alla sconfitta. E quale sarebbe la via giusta?
Alleanze con partiti che vogliono solo ingannare i lavoratori,alleanze che indebolirebbero il movimento popolare e lo darebbero in pasto ai nazisti? Violenza di piccolo gruppo,sfascio dei teatri e lancio di molotov nelle banche per uccidere inermi dipendenti? 
 Noi di Comunisti Sinistra Popolare-Partito Comunista appoggiamo le scelte del KKE,siamo contro il riformismo e per la rivoluzione socialista,al contrario di rifondaroli,piddiccini e svendoliani,trotskisti e anarchetti.
Da segnalare in merito alle elezioni greche l’avanzata dell’estrema destra,rappresentata da un partito dichiaratamente nazista con una svastica come simbolo,Alba d’Oro(Chrissi Avgi).Questi ultranazionalisti cercano di addossare tutte le colpe della crisi agli immigrati,che in Grecia costituiscono una cospicua minoranza. Ovviamente il capro espiatorio dell’albanese o dell’iracheno serve come parafulmine per il capitalismo,vera causa della crisi.Come ha detto il KKE,non basta la fraseologia anti-fascista o coalizioni anti-fasciste per fermare questi movimenti. L’unica via per sconfiggerli e’ la rivoluzione socialista dato che questi partiti crescono a causa della poverta’ del popolo greco e anche come anticorpo della borghesia.

Italia

In Italia i due partiti borghesi maggiori,PDL e PD,non arretrano tanto quanto la Grecia,e ancora la maggioranza dei votanti crede che dall’alternanza di questi due possa cambiare qualcosa.
Una minoranza sempre piu’ grande invece si avvicina ai movimenti che usano un lessico anti-sistema e anti-partiti come il Movimento 5 Stelle. E’ un bene che gli italiani rompano con PDL e PD ma nessun cambiamento verra’ da movimenti che non affrontano le questioni alla base,che non vogliono rompere con il capitalismo.
I “comunisti” della FdS in Italia si sono presentati in quasi tutti i comuni in alleanza con il PD,partito liberale complice o promotore dei maggiori attacchi ai lavoratori degli ultimi anni,a livello nazionale ma anche a livello locale.
CSP-PC si e’ candidato in tre comuni(Genova,Alessandria,San Michele Salentino) dove ha preso percentuali abbastanza buone per essere al debutto e soprattutto simili o superiori a quelle di partiti “comunisti” da tempo esistenti(0,60-0,70-1,90). Cio’ significa che stiamo lavorando bene per radicarci tra i lavoratori e gli altri strati popolari e abbiamo le capacita’ per diventare presto un partito capace di portare il proletariato e le classi alleate alla rivoluzione socialista.

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