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I PARTITI REVISIONISTI E POPULISTI INGANNANO I LAVORATORI EUROPEI

Scritto da SoleRosso 1917

In molti stati europei vari partiti,sia che si definiscano comunisti sia che si facciano chiamare “sinistra radicale” sia che piaccia loro la denominazione di “anti-politici”,fanno a gara nell’ingannare i lavoratori offrendo loro soluzioni semplici a tutti i problemi,sempre volte a tenere il proletariato nello steccato del capitalismo e frenarne ogni slancio rivoluzionario.

In Grecia e in Portogallo la borghesia,in funzione anti-comunista,ormai appoggia fortemente le coalizioni “alternative” e “radicali” DIMAR,SYNASPYSMOS/SYRIZA e Bloco de Esquerda,in Francia i ceti popolari vengono ingannati dalla falsa alternativa del Front De Gauche e dei Verdi,in Spagna succede lo stesso con Izquierda Unida,in Italia con la Federazione della Sinistra,Sinistra Ecologia Liberta’ e i populisti del Movimento 5 Stelle,che infatti stanno avendo una copertura mediatica senza pari.

Le caratteristiche che li accomunano sono:

1-Visione dell’Unione Europea come alleanza fraterna tra popoli che spesso sbaglia,ma e’ migliorabile.

In realta’ la UE e’ stata fin dall’inizio un’unione capitalista e imperialista,volta a massimizzare i profitti dei monopoli europei imponendo l’abolizione di ogni diritto dei lavoratori,l’abbassamento dei salari,la precarizzazione,distruggendo le piccole attivita’ artigianali e agricole,partecipando alle guerre di rapina in Yugoslavia,Afghanistan,Iraq,Libia,Siria.

L’unica soluzione e’ dunque l’USCITA DA UE E EURO.

2-Volonta’ di pagare il debito,ma in modo diverso,pescando dai piu’ ricchi con patrimoniali e tasse sul lusso.

E’ facile capire che un debito di migliaia di miliardi non e’ pagabile in questo modo,anche perche’ cresce ogni giorno con la speculazione.

La soluzione piu’ realistica,per smetterla con i tagli e le privatizzazioni,e’ la CANCELLAZIONE UNILATERALE DEL DEBITO.

3-Promozione di politiche keynesiane,ovvero di maggiori investimenti statali  nell’economia,nella cultura,nell’industria. I soldi pero’ evidentemente NON CI SONO,poiche’ lo stato borghese si e’ indebitato per ingrassare i grandi capitalisti e poiche’ nel capitalismo la ricchezza e’ accentrata ai privati. Solo con la SOCIALIZZAZIONE DEI MEZZI DI PRODUZIONE tutta la ricchezza sara’ accentrata allo Stato,governato dai lavoratori,e dunque verra’ allocata a educazione,cultura,sanita’,industria,agricoltura e fara’ ripartire lo sviluppo delle forze produttive e il progresso della societa’.

4-Regolazione del capitalismo attraverso il recupero dei diritti persi,lo stabilimento di un salario minimo,l’abolizione dei contratti precari.

Prima di tutto un comunista deve combattere per la totale liberazione dei lavoratori dallo sfruttamento,non perche’ qualche briciola cada dal tavolo dei padroni.

Inoltre il capitale in questo momento di crisi deve distruggere,deve licenziare,deve sfruttare ancor di piu’ i lavoratori per aumentare i profitti e lo Stato non glielo puo’ impedire,perche’ e’ sotto il suo controllo.

Solo con la RIVOLUZIONE SOCIALISTA,l’instaurazione del POTERE DELLA CLASSE LAVORATRICE e la SOCIALIZZAZIONE DEI MEZZI DI PRODUZIONE,si potra’ mettere finalmente una pietra sopra alla disoccupazione e allo sfruttamento.

5-Visione della crisi solamente come crisi finanziaria,dovuta a qualche cattivo banchiere o speculatore.

Il capitale finanziario nasce dalla fusione tra capitale bancario e capitale industriale per ottenere profitti maggiori ed e’ tipico del capitalismo al suo stadio monopolitisco e imperialista. Non si puo’ pensare di mettere fine alla finanza senza mettere fine al capitalismo.

Inoltre le banche e la finanza sono parte integrante e vitale del sistema capitalista non hanno delle colpe specifiche. E’ la proprieta’ privata dei mezzi di produzione in generale(di industrie,terra,banche,etc…) ad essere la causa di tutti i mali.

La caduta del saggio di profitto ha portato il capitalismo a svelare il suo lato piu’ predatorio per mantenere alti i guadagni e dunque a disinvestire,cosi’ da diminuire la quota di capitale organico,licenziare,per creare un esercito industriale di riserva che abbassi i salari,a sfruttare ancora di piu’ per estrarre maggiore plusvalore.

6-Cretinismo parlamentare,ovvero illusione di poter nazionalizzare grandi aziende e banche o addirittura instaurare il socialismo senza la rivoluzione ma tramite decreti legge nel parlamento borghese.Se gia’ Berlusconi,che non era certo un bolscevico,e’ stato cacciato per il suo 1% di infedelta’ alla borghesia,possiamo figurarci cosa farebbero i capitalisti a un governo determinato a socializzare i mezzi di produzione.

Il Cile avrebbe dovuto insegnarci qualcosa ma probabilmente certe quinte colonne desiderano la sconfitta piu’ totale del proletariato.

7-Visione dei Partiti Socialisti,Socialdemocratici e Democratici come partiti migliori di quelli Conservatori e come partiti piu’ vicini alla classe lavoratrice mentre si sono rivelati in tutti i paesi dove hanno governato uguali o anche peggiori della Destra.

8-Visione delle esorbitanti spese per la politica come causa di tutta la crisi.

Prima di tutto queste spese possono essere causa solo del debito,ma anche qui i finanziamenti pubblici alla FIAT e altri monopoli le superano di gran lunga.

Inoltre e’ tipico del capitalismo corrompere i politici per mantenerli fedeli alla borghesia,sia con alti stipendi e privilegi intollerabili che con finanziamenti ai partiti e ristoranti semi-gratuiti.

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