dal PAME – http://www.pamehellas.gr/fullstory.php?lang=3&wid=2401
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
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Appello ai sindacati e ai sindacalisti d’Europa
 
16/05/2012
 
Cari compagni:
 
Siamo a un bivio. Il carattere generalizzato e globale della crisi del capitalismo, gli eventi in Grecia, Portogallo, Irlanda così come in tutti i paesi europei rendono necessario ascoltare con più forza che mai la parola d’ordine: Proletari di tutti i paesi unitevi! Il movimento operaio-popolare nel prossimo periodo assumerà nuove responsabilità rispetto agli sviluppi nell’UE.
 
L’aggravarsi della crisi capitalista e i vicoli ciechi della gestione del personale politico del capitale, portano all’intensificarsi dell’attacco contro la classe operaia e il suo movimento. Si aggrava la competizione interimperialista (?) tra i governi e i partiti della plutocrazia. La nuova ondata di attacchi, i nuovi tagli salariali, i nuovi tagli ai diritti e ai sussidi sociali per il popolo, in nome della riduzione del deficit pubblico e dei debiti, hanno l’obiettivo di garantire una manodopera a basso costo e nuovi spazi d’azione per i monopoli europei. Ciò è confermato dalle misure imposte in quasi tutti i paesi dell’UE, misure che sono estremamente violente nei paesi dove la troika del FMI, la BCE e l’UE impongono i memorandum, che sono in realtà strumenti contro la sovranità nazionale. L’UE, il FMI e la BCE, la Troika, insieme con la borghesia degli Stati e il loro personale politico, eliminano i diritti sul lavoro, di sicurezza sociale e i benefici sociali dei lavoratori e colpiscono i diritti di sovranità. Ciò è confermato dal “Patto dell’euro”.
 
La classe operaia e le classi popolari conoscono per esperienza quale ruolo ha l’Unione Europea: è un’alleanza di lupi e oppressori della classe operaia e dei popoli. Crolla il mito secondo cui l’UE sarebbe una presunta “unione solidaristica e un rifugio per i popoli”, come sostenuto dalla plutocrazia e dai suoi sostenitori. La crisi del capitalismo nella zona euro si è ulteriormente sviluppata. L’Unione europea diventerà sempre più reazionaria e i lavoratori vivranno in estrema povertà, se non si solleveranno. Abbiamo appreso dalla nostra esperienza e dalla realtà quotidiana che dobbiamo rifiutare le menzogne della plutocrazia e dei suoi rappresentanti, i quali ci ingannano sostenendo che la crisi è generata dai diritti dei lavoratori o dalla cattiva gestione. La crisi non è una crisi del debito. E’ di cruciale importanza conoscere quale sia la causa della crisi: poiché dalla causa dipende la soluzione. Dicono che la crisi è frutto della cattiva gestione, degli scandali, del sistema finanziario globale, degli speculatori, dei golden boys e così via. I liberali, i socialdemocratici e gli opportunisti cercano di confondere i lavoratori. La crisi non è frutto della distorsione dello sviluppo capitalistico come sostengono gli imperialisti, i partiti borghesi e alcuni dirigenti sindacali, ma è un prodotto dello sviluppo capitalistico stesso, una delle tante crisi del capitalismo. La crisi attuale è una crisi del capitalismo e l’ha generata lo sfruttamento della forza lavoro, gli enormi profitti del grande capitale e la sua accumulazione. Il capitalismo è un sistema marcio e obsoleto. Non si corregge. Finché esisterà, porterà sempre la classe operaia e gli strati popolari alla disoccupazione, alla fame, alla guerra, allo sfruttamento e all’oppressione brutale.
 
Stiamo affrontando un attacco generalizzato che retrocede al secolo scorso il nostro tenore di vita e le condizioni di lavoro.
 
Ma questo attacco non colpisce solo la classe operaia di alcuni paesi. La tempesta di misure antipopolari è promossa ovunque da UE, FMI, BCE, i governi neo-liberali e socialdemocratici, le loro grandi coalizioni e varianti di centro-destra e centro-sinistra (Germania, Italia, Grecia). Tali governi che servono alle attuali esigenze del capitale hanno in alcuni casi l’appoggio dei nazionalisti (ad es. in Grecia).
 
La vita, l’esperienza dimostra chiaramente che nel quadro dell’Unione Europea e del potere dei monopoli non esiste nessuna soluzione a favore del popolo. E’ necessario il rovesciamento del potere dei monopoli e la liberazione dagli Organismi Imperialisti. La responsabilità principale del peggioramento delle condizioni di vita della classe operaia in Europa, in questa situazione, spetta ai dirigenti collaborazionisti della CES-Confederazione dei Sindacati Europei. Le colpe di queste forze sono enormi perché hanno disarmato il movimento dei lavoratori attraverso la politica della riconciliazione, della cooperazione di classe, della sottomissione ai padroni e agli organismi imperialisti. I dirigenti collaborazionisti attraverso il “dialogo sociale”, appoggiano la linea della concorrenza capitalistica, ingannano e disorientano la lotta degli operai. Questi dirigenti collaborazionisti spesso sostengono e sottoscrivono i tagli salariali in nome della crisi, d’accordo con la linea che dice: non importa se si licenziano alcuni lavoratori al fine di salvare il resto. Sono gli stessi che dicono SI alla flessibilità dei rapporti di lavoro, alla flessibilità dell’orario di lavoro, tutto in nome del contenimento della disoccupazione. Coltivano il disfattismo. La strategia che serve gli interessi del capitale crea delusione, influisce negativamente sul movimento sindacale, disorienta e rende inoffensivi i sindacati. Solo all’interno del raggruppamento e della lotta intransigente del movimento sindacale di classe d’Europa e del mondo si può ricostruire la speranza. Il consolidamento del movimento sindacale di classe d’Europa rafforzerà la resistenza contro il capitale e contro le politiche antipopolari, rafforzerà la lotta per il diritto al lavoro, per i diritti sociali, creerà le basi per una crescita volta a soddisfare le esigenze della classe operaia e gli strati popolari.
 
Oggi di fronte all’alleanza antipopolare del capitale, è necessario che si risveglino le forze popolari e operaie, che si organizzi immediatamente la lotta in ogni posto di lavoro, in ogni settore, in ogni quartiere popolare. Oggi più che mai abbiamo bisogno del coordinamento e della guida della classe operaia e del movimento di classe a livello nazionale e internazionale per promuovere forme di lotta avanzate, al fine di sconfiggere e abbattere i sostenitori del capitale. Lo slogan “ORGANIZZAZIONE-CONTRATTACCO” oggi è opportuno e necessario e deve convertirsi in pratica.
 
Il popolo non si arrende! Solleviamoci!
 
Ciò che serve oggi è l’intensificazione della lotta di classe per contrastare le peggiori misure che verranno, per fermare i nuovi piani e preparare il movimento operaio al contrattacco che deve esser diretto al rovesciamento del potere monopolistico.
 
I sindacati devono essere centri di lotta e formare movimenti di resistenza di massa per bloccare l’attuazione delle misure antipopolari.
 
Rafforzare l’organizzazione nei posti di lavoro. Creare maggiori nuclei nel movimento di classe e nei sindacati è un contributo importante, con la nascita di comitati nelle aziende, nelle fabbriche, nei quartieri.
 
Intensificare la discussione su quale tipo di movimento abbiamo bisogno, quali alleanze, quale prospettiva. Per evitare, per quanto dipende da noi, le delusioni che creano le difficoltà della lotta, abbiamo bisogno di: un movimento contro i padroni capitalisti, le loro leggi, il loro Stato. Un movimento libero dal sindacalismo governativo e padronale. Un movimento che non combatte solo per alcuni miglioramenti specifici, ma per le esigenze complessive della classe operaia, per il rovesciamento e per l’abolizione dei rapporti di sfruttamento. Un movimento organizzato e ben radicato sui posti di lavoro, principalmente nei siti di produzione, nelle fabbriche. Un movimento basato sull’alleanza popolare e costituito dai lavoratori dipendenti e autonomi, dai commercianti, dai piccoli e medi agricoltori, dagli studenti, dalle donne. Un movimento internazionalista, che lotti per un obiettivo comune, nei rispettivi paesi. Un movimento con queste caratteristiche potrà efficacemente respingere l’attacco dei monopoli e dei loro rappresentanti politici, potrà svolgere un ruolo di primo piano nella lotta per il rovesciamento del potere esistente, mediante l’istituzione del potere popolare, che costruirà le basi per il soddisfacimento dei bisogni popolari. Lottiamo, rivendichiamo e cerchiamo attraverso l’azione di modificare le condizioni per soddisfare le esigenze della classe operaia.
 
Una linea di lotta che dia la possibilità di organizzare la resistenza, che conquisti nuovi diritti, che faccia progredire la lotta comune e l’alleanza tra la classe operaia e i contadini e i lavoratori autonomi, mette all’ordine del giorno la questione del cambiamento, del potere e dell’economia, per liberare la classe lavoratrice dal sistema di sfruttamento e aprire il cammino a uno sviluppo volto al benessere delle forze popolari. La lotta quotidiana è legata alla prospettiva della lotta del movimento operaio. Perché senza di essa, resteremo a metà strada, solo così faremo progressi. Il nostro obiettivo è quello di aiutare la classe operaia in Europa a capire che il nostro futuro non è il capitalismo. Sulla base di quanto sopra, riteniamo che:
 
Oggi, più che mai, abbiamo bisogno della concentrazione di forze per:
 
– Un coordinamento militante dei sindacalisti dei vari settori;
– Lotte classiste comuni con obiettivi comuni;
– Rafforzare la solidarietà internazionalista della classe operaia in tutti i paesi.
 
PAME – Grecia
USB – Italia
PEO – Cipro
CGTP Portogallo
http://www.resistenze.org/sito/te/pr/mo/prmoce29-011136.htm
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