da Partito Comunista di Grecia – http://inter.kke.gr/News/news2012/2012-06-12-synentefxi/
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Le soluzioni che non contemplano il potere popolare sono a vantaggio del capitale
 
 www.resistenze.org – popoli resistenti – grecia – 11-06-12 – n. 413
Intervista del quotidiano turco Evrensel a:
Vagenas Elisseos –
Membro del CC e Responsabile della Sezione Esteri del CC del KKE
 
12/06/2012
 
1. I risultati delle elezioni dimostrano che il sistema bipartitico è finito. Quali sono le conseguenze e quale equilibrio politico ci restituisce oggi?
 
Risposta: I risultati dimostrano il loro tentativo di ristrutturare il sistema bipartitico. Hanno posto davanti ai lavoratori i vecchi dilemmi ricattatori in una nuova veste. La classe borghese, al fine di mantenere il suo potere cerca di sbarazzarsi o assegnare ruoli secondari ai partiti e ai personaggi politici più logori. Stanno preparando una ristrutturazione della scena politica, conseguente al danno politico subito dai partiti borghesi, il socialdemocratico PASOK e il conservatore ND [Nuova Democrazia]. E’ in atto il tentativo di formare un polo di centro-destra attorno a ND e un polo di centro-sinistra attorno al socialdemocratico SYRIZA. Lo sforzo di contenere la forza elettorale del KKE è parte di questo piano.
 
2. Quali argomentazioni e quali proposte ha fatto il KKE alle elezioni? Qual è stata la sua linea generale, e cosa dice oggi?
 
Risposta: Il KKE, nelle elezioni del 6 maggio, ha presentato la sua proposta politica complessiva che mette in evidenza la necessità del potere e dell’economia della classe lavoratrice e popolare, con il disimpegno dall’Unione europea e la cancellazione unilaterale del debito, con la socializzazione dei mezzi concentrati di produzione, l’istituzione delle cooperative dei produttori, la pianificazione a livello nazionale per il pieno utilizzo del potenziale produttivo del paese, sotto il controllo della classe operaia e popolare, operando dal basso verso l’alto.
 
3. I partiti di potere hanno perduto molti voti. L’indignazione si è espressa verso quei partiti che non hanno preso una posizione frontale contro la Troika, il FMI e l’Unione europea, mentre il KKE ogni giorno è nel mezzo della lotta, a fianco dei lavoratori, dei disoccupati, dei lavoratori autonomi, dei contadini, ecc. Perché il KKE non ha ottenuto un risultato corrispondente?
 
Risposta: Il KKE ha registrato una modesta crescita in queste elezioni. Ha ottenuto 536.072 voti, l’8,5% dei consensi, vale a dire 18.823 voti in più, con la crescita di un punto percentuale. Il KKE ha eletto 26 deputati (su 300 in Parlamento), 5 in più rispetto alla precedente legislatura. Nei quartieri operai il KKE ha ottenuto quasi il doppio della sua percentuale media. In una delle 56 circoscrizioni elettorali (Ikaria-Samos), il KKE è arrivato primo con il 24,7% dei consensi. Va notato che l’8,5% è la percentuale più alta nelle elezioni parlamentari degli ultimi 27 anni, dal 1985.
 
Il KKE non si fa illusioni parlamentari, nel senso che non si aspetta di aumentare gradualmente il proprio voto fino a quando un giorno avrà una maggioranza in parlamento per formare un governo “comunista”. Stiamo lottando per il socialismo-comunismo e se questo potesse avvenire attraverso le elezioni borghesi, la classe borghese abolirebbe le elezioni.
 
Da questo punto di vista non è corretto confrontare i risultati elettorali del KKE con quelli di una formazione socialdemocratica, come ad esempio SYRIZA.
 
Dobbiamo ricordare che due anni e mezzo fa, il PASOK, l’altro partito socialdemocratico, aveva ottenuto il 44% dei consensi, mentre questa volta si è attestato appena al 13%. Questo declino, che ha avuto luogo in condizioni di fluidità politica, ha potenziato SYRIZA, ossia il partito in più stretto rapporto ideologico.
 
4. Il KKE sostiene che senza il potere popolare e la socializzazione dei mezzi di produzione, non può esistere un governo che sia a favore dei lavoratori. Oggi, quando ancora non esistono le condizioni per questo, vale a dire per il potere popolare, che cosa propone il KKE? Quali istanze promuove nella situazione odierna?
 
Risposta: Finché il nostro paese resta legato alle unioni imperialiste, la NATO e l’UE, e il potere appartiene ai capitalisti, non può esistere un governo filo-popolare. La posizione del KKE è per l’organizzazione della lotta dei lavoratori, dei contadini poveri, dei ceti popolari medio-bassi, contro le misure antipopolari che verranno adottate dal governo (sia di centro-destra che di centro-sinistra). Noi crediamo che attraverso queste lotte, delle forze potranno liberarsi dall’ideologia borghese e sarà formata un’alleanza sociale che porrà la questione del potere.
 
5. Qual è il programma minimo del KKE, quali le risposte alle rivendicazioni e alle lotte dei lavoratori?
 
Il KKE insiste ed è fermamente orientato alla necessità e all’attualità del socialismo. Il Partito ritiene che esistano le pre-condizioni materiali per la creazione di una società socialista-comunista. Inoltre, dopo aver studiato l’esperienza storica del movimento comunista internazionale e greco, il KKE è arrivato alla conclusione che la prospettiva di una “fase intermedia” tra capitalismo e socialismo sia sbagliata. A nostro parere, questa valutazione non è stata confermata da nessuna parte!
 
Esiste o il potere borghese o il potere operaio-popolare, non vi può essere una qualsiasi forma di potere che abbia un carattere intermedio. Su questa base, il KKE non combatte oggi per raggiungere uno stadio intermedio e pertanto non ha un programma di minima. Naturalmente questo non vuol dire che il Partito, oltre alla strategia, non abbia una tattica. La tattica del KKE promuovere la necessità di mobilitare i lavoratori attorno ad obiettivi di lotta, sia per la difesa dei diritti democratici dei lavoratori, nonché per la soddisfazione dei bisogni contemporanei del popolo. Abbiamo elaborato precise posizioni e obiettivi di lotta per tutti i problemi del popolo, tuttavia, dichiariamo apertamente che sotto le condizioni del capitalismo qualsiasi conquista che i lavoratori possano ottenere, sarà temporanea senza il conseguimento del potere operaio-popolare.
 
6. Come verrà organizzato il malcontento popolare e l’indignazione dal partito?
 
Risposta: I comunisti sono all’avanguardia della lotta in ogni questione che riguardi il popolo. Noi cerchiamo di mobilitare i lavoratori e gli strati popolari poveri sulla via della lotta attraverso il Fronte Militante di Tutti i Lavoratori (PAME), che è il polo orientato alla classe nei sindacati, nonché attraverso altre forme di organizzazione, come i Comitati popolari nei quartieri.
 
7. Quali dilemmi vengono posti davanti al popolo e cosa dice il partito in proposito?
 
Risposta: La classe borghese e i suoi partiti hanno posto falsi dilemmi durante la campagna elettorale per intrappolare le forze popolari e impedire loro di avvicinarsi al KKE. Senza entrare nel dettaglio per mancanza di spazio, possiamo brevemente illustrare uno di questi dilemmi: “euro o dracma?” Giudichiamo questa contrapposizione come un falso dilemma. Per cominciare, se la Grecia resta nella zona euro o meno, dipende dallo sviluppo della crisi capitalistica del paese e in Europa. Inoltre, la questione della moneta da sola, senza il rovesciamento del potere della classe borghese, senza la socializzazione dei mezzi principali di produzione, senza la pianificazione centralizzata dell’economia e il controllo dei lavoratori, non può garantire una vita migliore ai lavoratori.
 
8. Qual è la linea politica del partito per quanto riguarda le alleanze?
 
Risposta: Il KKE ha una politica delle alleanza che poggia su basi sociali. Crede in un’alleanza della classe operaia con gli strati popolari nelle città e nelle campagne che entrerà in conflitto con i monopoli e con l’imperialismo. Questa alleanza è in via di formazione, attraverso i rispettivi schieramenti popolari, con la prospettiva di rimettere in discussione il potere dei monopoli.
 
9. Perché il KKE ha respinto l’invito di SYRIZA a formare un governo di sinistra? Qual è il carattere di classe del Synaspismos e quali classi rappresenta?
 
Risposta: Noi crediamo che un “governo di sinistra” sia incapace di risolvere i problemi popolari e, al contrario, li peggiora. Naturalmente questo non può essere compreso da tutti i lavoratori e dagli altri ceti, come i piccoli imprenditori che vengono distrutti dalla crisi. SYRIZA è stata individuata da una parte della borghesia, come la forza principale di un governo capace di fare il “lavoro sporco” della crisi capitalista, che gestirà un possibile fallimento.
 
10. Cosa prevedete per il dopo elezioni del 17 giugno?
 
Risposta: Qualunque governo nelle condizioni di crisi del capitalismo, nel quadro del sistema capitalista, con il paese intrappolato nella UE e nella NATO, adotterà misure antipopolari.
 
Il KKE è un partito adeguato, come dimostrano i suoi 93 anni di storia. Tuttavia è importante contrastare i piani per il suo indebolimento alle elezioni di giugno, in modo che possa svolgere un ruolo di primo piano nel contrattacco operaio e popolare, con la maggiore forza possibile.

Elisseos Vagenas – Member of the CC and Responsible of the International Section of the CC of KKE
Interview with the Turkish newspaper “Evrensel”

1. The results of the elections demonstrate that the two-party system has finished. What developments led to this and what do the political balances show us today?

Answer: The result demonstrates that they are seeking to make an effort to give the two-party system a face-lift. They placed old blackmailing dilemmas before the workers in a new “package”. The bourgeois class, in order to maintain its power seeks to get rid of or give secondary roles to the most worn-out parties and political figures. It is preparing a restructuring of the political scene, due to the political damage the basic bourgeois parties have suffered, the social-democratic PASOK and the conservative ND. There is an attempt to form a centre-right pole around ND and a centre-left pole around the social-democratic SYRIZA. The attempt to reduce the electoral strength of the KKE is a part of this plan.

2. What did the KKE argue for and propose in the elections? What was its general line and what does it say today?

Answer: The KKE, in the May 6th elections, promoted in a comprehensive way its political proposal which highlights the need for working class-people’s power and economy, with disengagement from the EU and unilateral cancellation of the debt, with the socialization of the concentrated means of production, the people’s producer cooperatives, nationwide planning for the full utilization of the production potential of the country, with working class and people’s control which will operate from the bottom up.

3. The parties of power lost many votes. The indignation was expressed through parties that did not take a frontal stance against the Troika, EU, IMF, while the KKE every day is in the midst of the struggle, at the side of the workers, unemployed, self-employed, farmers etc. Why did the KKE not receive a corresponding result?

Answer: The KKE had a small increase in this election. Specifically it received 536,072 votes or 8.5%, that is to say +18,823 votes or +1%. The KKE elected 26 MPs (of the 300 in Parliament), 5 more than it had previously. In working class neighbourhoods the KKE received almost double its average percentage. Indeed in one of the 56 electoral regions (Samos-Ikaria) the KKE came first with 24.7%. It should be noted that 8.5% is party’s the highest percentage in parliamentary elections of the last 27 years, since 1985.

The KKE has no parliamentary illusions in the sense that it does not expect to gradually increase its vote until one day it will have a majority in parliament and form a “communist” government. We are struggling for socialism-communism and if this could occur via bourgeois elections then the bourgeois class would have abolished elections.

From this standpoint it is incorrect to compare the electoral results of the KKE with those of a social-democratic formation, such as SYRIZA.

We should remember that 2,5 years ago PASOK, the other social-democratic party, received 44% while this time it received just 13%. This decline, which took place in conditions of political fluidity boosted SYRIZA, its closest ideological relation.

4. The KKE argues that without people’s power and socialization of the means of production, a government which is in favour of the workers cannot be formed. Today, when the conditions for this direction do not exist, i.e. for people’s power, what does the KKE propose? What demands does it promote in today’s situation?

Answer: From the moment when our country remains tied to the imperialist unions, NATO and the EU, and the power belongs to the capitalists, there can be no pro-people government. The position of the KKE is for the organization of the struggle of the workers, the poor farmers, the lower-middle popular strata against the anti-people measures which will be taken by the government (whether centre-right or centre-left). We believe that through this struggle forces will be liberated from bourgeois ideology and a social alliance will be formed that will pose the question of power.

5. What is the minimum programme of the KKE, which answers the demands and struggles of the workers?

The KKE insists and is firmly oriented to the necessity and timeliness of socialism. It considers that the material preconditions for the creation of the socialist-communist society exist. In addition, having studied the historical experience of the Greek and international communist movement, the KKE has arrived at the conclusion that the views concerning an “intermediate stage” between capitalism and socialism were mistaken. In our opinion, this assessment has not been vindicated anywhere!

Power will be either a bourgeois power or workers’ –people’s power; there cannot be any power which has an intermediate character. On this basis, the KKE does not fight today for any intermediate stage and therefore it has no minimum programme. Of course this does not mean that it has only a strategy and no tactics. The tactics of the KKE promote the need to rally the working people around goals of struggle, both for the defense of the workers’, people’s and democratic rights as well as for the satisfaction of the contemporary needs of the people. We have well-elaborated positions and goals of struggle for all the problems of the people, however, we openly declare that under the conditions of capitalism any achievements that the working people may gain will be temporary without the acquisition of the workers’-people’s power.

6. How will the popular discontent and indignation be organized by the party?

Answer: The communists are in the vanguard of the struggle regarding every problem the people face. We seek to rally the workers and the poor popular strata on the path of struggle through the trade unions, the All-workers Militant Front (PAME) which is the class-oriented pole in the trade unions, as well as through other forms of organization, like the People’s Committees in the neighbourhoods.

7. What are the dilemmas which they are placing before the people and what does the party say about this?

Answer: The bourgeois class and its parties pose false dilemmas before the elections in order to trap popular forces and to prevent them from approaching the KKE. But we cannot explain this in an analytical way due to the lack of space. We can briefly mention one of these dilemmas: “euro or drachma?” We consider this to be a false dilemma. To begin with, whether Greece stays in the euro or not depends on the development of the capitalist crisis in the country and in Europe. In addition, the question of the currency alone without the overthrow of the power of the bourgeois class, without the socialization of the basic means of production, the central planning of the economy and workers’ control, cannot guarantee a better life for the workers.

8. What is the political line of the party regarding alliances?

Answer: The KKE has an alliance police which has a social basis. It believes in an alliance of the working class, the popular strata in the city and the countryside that will come into conflict with the monopolies and imperialism. This alliance is being formed today through the respective people’s rallies with the perspective of calling into question the power of the monopolies.

9. Why has the KKE rejected the invitation of SYRIZA for a left government? What is the class character of SYNASPISMOS and what classes does it represent?

Answer: We believe that a “left government” is incapable of solving the people’s problems and on the contrary it will worsen them. Of course this cannot be understood by all the working people and other strata such as the small businessmen who are being destroyed by the crisis. SYRIZA has been chosen by a part of the bourgeoisie which sees it as the basic force in a government that will do the “dirty work” of the capitalist crisis, that will manage a possible bankruptcy.

10. What do you predict for after the 17th of June?

Answer: Any government in the conditions of the capitalist crisis, in the framework of the capitalist system, with the country trapped in the EU and NATO, will take anti-people measures.

The KKE is a party for all seasons and it has proved that in its 93-year history. Nevertheless it is important to thwart the plans for its weakening in the June elections so that it can to play a leading role in the workers’ and people’s counterattack with as much strength as possible.

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