L’etica della Čeka

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La “Commissione Straordinaria di tutta la Russia per la lotta alla controrivoluzione e al sabotaggio” (VČK), fu istituita nella riunione del Consiglio dei commissari del popolo del 7 dicembre 1917.
Furono stabiliti i compiti della commissione che consistevano in: intercettare e liquidare tutti i tentativi controrivoluzionari, i sabotaggi e le azioni similari in tutta la Russia; consegnare tutti i sabotatori e controrivoluzionari ad un tribunale rivoluzionario perché venissero giudicati; a questo proposito si precisava che alla Commissione spettava soltanto l’istruttoria preliminare.
“Ora bisogna lottare petto contro petto, una lotta a morte! – aveva concluso Dzeržinskij – La nostra commissione è nata a causa di una situazione eccezionale e ciò si riflette nella sua denominazione. Dobbiamo inviare a questo fronte, il più pericoloso e il più crudele, compagni saldi, duri, pronti a qualsiasi cosa per difendere le conquiste della rivoluzione”.
 
Restava soltanto da designare il presidente della Commissione Straordinaria di tutta la Russia. La nomina di Dzeržinskij apparve a tutti scontata. Egli era chiamato ad assumersi il nuovo compito di difendere la rivoluzione alla cui vittoria aveva contribuito e di reprimere con la durezza necessaria tutti i tentativi controrivoluzionari per abbattere il potere della classe operaia e dei contadini. La felice definizione di Lenin, “giacobino proletario”, che raccoglieva l’eredità della rivoluzione francese attualizzandola nell’epoca della rivoluzione proletaria, gli si addiceva pienamente.
 
Le qualità morali di un čekista
 
Nella VČK era successa una cosa senza precedenti. Uno dei čekisti aveva picchiato un arrestato. Il responsabile era stato censurato dal consiglio di direzione e diffidato dal ripetere il suo comportamento. La decisione era stata resa nota a tutti i funzionari, ma Dzeržinskij voleva ottenere che l’ordine non fosse eseguito solo per disciplina, ma per intima convinzione. Egli scrisse:
“… Che tutti coloro che devono eseguire una perquisizione, arrestare una persona e tenerla in carcere, siano cortesi con gli individui arrestati e perquisiti, che siano più cortesi che con i propri cari, che ricordino che chi è privato della libertà non può difendersi e si trova in nostro potere. Ciascuno deve ricordarsi di essere un rappresentante del potere sovietico degli operai e dei contadini e che qualsiasi arbitrio, villania, atteggiamento di superbia o scortesia, è una macchia per tale potere”.
 
In una riunione informale di giovani čekisti, Feliks tornò sull’argomento che tanto gli stava a cuore:
“Il čekista deve essere più onesto e pulito di chiunque altro. Deve essere trasparente come il cristallo. Io esprimerei l’essenza di un čekista in tre parole: rettitudine, delicatezza, purezza, d’animo, ovviamente”.
 
Ci fu un’obiezione:
“Feliks Edmundovič, è chiara la questione della rettitudine, certo, ma non vedo che differenza ci sia tra l’essere delicati o no se si colpisce implacabilmente la controrivoluzione”.
 
Dzeržinskij aveva chiarito il suo pensiero:
“Non so come spiegarlo più chiaramente. L’uomo rozzo, insensibile, è un po’ come un ferro arrugginito. Non può definire con chiarezza chi è il nemico e chi è semplicemente una persona confusa. Taglia con l’accetta, senza analizzare. E con ciò l’unica cosa che otterrà sarà macchiare il suo nome e danneggiare la rivoluzione. No, chi ha un’anima indurita non è adeguato a continuare a lavorare nella VČK”.
 
Coerentemente con questi principi, contro i casi di corruzione la punizione era implacabile.
 
In un rapporto spedito da Pietrogrado si denunciava che D.Ja. Čudin, membro del consiglio di direzione della VČK di quel governatorato, manteneva rapporti intimi con una tale Svobodina-Sidorova. Per l'”amore” doveva pagare. E Čudin, in seguito alle istanze della Svobodina-Sidorova, aveva annullato l’arresto del convivente della donna, e, successivamente, di altri speculatori, dai quali la donna aveva ricevuto grandi somme di denaro.
Prese tutte le informazioni per assicurarsi che non si trattasse di una calunnia, ebbe luogo l’interrogatorio, condotto dallo stesso Dzeržinskj. L’imputato, confermò la veridicità delle accuse.
 
Una commissione, composta da tre membri della VČK e tre membri della commissione straordinaria di Pietrogrado, sotto la presidenza di Dzeržinskij, decise all’unanimità di fucilare D.Ja. Čudin.
Nella sentenza Dzeržinskij scrisse: “… la colpevolezza di Čudin diventa ancora maggiore per il fatto che questi, che per molti anni è stato membro del partito comunista e ha occupato un posto di così grande responsabilità quale quello di membro della commissione straordinaria, non poteva non rendersi conto del carattere di tradimento assunto dalle sue azioni contro gli interessi del partito e dell’abuso che egli faceva della fiducia tributatagli dai suoi compagni della Čeka”.
Era duro firmare una sentenza di morte, prendersi la responsabilità di togliere la vita a un essere umano. Ancora più difficile era condannare alla massima pena chi, fino a ieri, era stato un compagno di lavoro, di partito…
 
Dzeržinskij rifletteva su quanto fosse difficile e pericoloso il lavoro dei čekisti. Le tentazioni apparivano ad ogni passo: quando loro, affamati, durante le perquisizioni trovavano gioielli e alimenti nascosti; quando i controrivoluzionari e gli speculatori offrivano grosse tangenti; o quello che infine, era successo a Čudin. Su questa questione, in una circolare inviata alle commissioni straordinarie di tutto il paese, Dzeržinskij scrisse:
“… Perché il čekista possa adempiere i suoi obblighi e mantenersi saldo e onesto nel suo cammino, è necessario l’appoggio costante dei compagni e la protezione da parte dei presidenti, dei membri dei consigli di direzione, dei capi dei dipartimenti, ecc. Il čekista può essere un combattente per la causa del proletariato solo quando sente a ogni passo l’appoggio del partito e dei dirigenti, responsabili davanti al partito. Ma, d’altra parte, i compagni deboli dinanzi alle tentazioni non devono lavorare nella Čeka. Per adempiere agli obblighi dinanzi alla rivoluzione, per essere nelle condizioni di difendere e appoggiare i suoi funzionari nella dura lotta, per poter far ciò, la Čeka deve allontanare costantemente dalle sue file tutti gli elementi deboli e punire duramente quelli che commettono crimini”
 
Nella ricorrenza del 5° anniversario della fondazione della vČK (dal gennaio 1922 sostituita dalla “Direzione Politica Statale aggiunta al Commissariato del popolo agli Affari Interni”, GPU) Dzeržinskij, in risposta a chi lo premiò per i suoi meriti disse:
“La VČK-GPU non deve i suoi meriti a me, ma al lavoro e alla lotta di tutti i čekisti! e sottolineò di nuovo il significato della fiducia riposta da operai e contadini nel lavoro dei čekisti.. Questa fiducia è stata guadagnata in una lotta lunga, intensa, condotta con abnegazione, costante, piena di martiri, il cui risultato è stato la trasformazione della VČK nel temibile difensore del potere operaio-contadino.
 
E terminò con un monito diretto ai čekisti::
“Chi tra di voi si fosse indurito, colui il cui cuore non fosse attento e umano nei riguardi degli arrestati, se ne vada da questa istituzione. Qui, più che in qualsiasi altra parte, bisogna possedere un cuore sensibile ai dolori altrui”.
 

Stralci tratti dall’introduzione di Adriana Chiaia e dalle pagine del libro
A. V. TiŠkov, Dzeržinskij il «giacobino proletario» di Lenin. Una vita per il comunismo,
Zambon Editore. 2012.
 http://www.resistenze.org/sito/te/cu/ur/cuurcg17-011415.htm
Dzerzhinsky “the Jacobin proletarian” of Lenin. A life for communism,
La ética de la Cheka

El “All-Russia Comisión Extraordinaria para Combatir contra y el sabotaje” (VCK), se estableció en la reunión del Consejo de Comisarios del Pueblo, de 7 de diciembre de 1917.
Ellos se establecieron las tareas de la comisión fueron: interceptar y destruir todos los intentos de la contrarrevolución, los sabotajes y acciones similares en toda Rusia; entregar cualquier saboteadores y contrarrevolucionarios a un tribunal revolucionario para ser juzgados en este sentido afirmó que la Comisión que era sólo la investigación preliminar.
“Ahora tenemos que luchar contra el pecho a pecho, una lucha a muerte – ha concluido Dzerzhinsky – El comité fue creado a causa de una situación excepcional y esto se refleja en su nombre Tenemos que enviar este frente, el más peligroso y el más cruel. , camaradas saldos y duras, dispuesta a todo para defender las conquistas de la revolución “.

Sólo quedaba para designar al presidente de la Comisión Extraordinaria de Toda Rusia. El nombramiento de Dzerzhinsky parecía evidente para todos. Él fue llamado a asumir la nueva tarea de defender la revolución a la victoria en la que contribuyó y reprimir todos los esfuerzos necesarios contrarrevolucionarias para derrocar a la dureza del poder de la clase obrera y los campesinos. La acertada frase de Lenin, “proletariado jacobina”, que recogió el legado de la Revolución Francesa, su actualización en la era de la revolución proletaria, lo convirtió en su totalidad.

Las cualidades morales de un chequista

En el VCK fue algo sin precedentes sucedió. Uno de los chekistas había golpeado a un detenido. El gerente había sido censurado por la Junta y advirtió que no se repita su comportamiento. La decisión había sido dado a conocer a todos los funcionarios, pero quería conseguir Dzerzhinsky que la orden no se llevó a cabo sólo por la disciplina, sino por convicción interna. Él escribió:
“… Que todos aquellos que debe ejecutar una orden de cateo, detener a una persona y mantenerla en la cárcel, sea cortés con los detenidos y registrados, que son más corteses que con sus seres queridos, que recuerdan que el que se ve privado de la libertad no puede defenderse y está en nuestro poder. Todo el mundo debe recordar que un representante de los trabajadores y campesinos soviéticos, y que cualquier actitud arbitraria, grosero, descortés o de orgullo, es una mancha en ese poder. ”

En una reunión informal de los jóvenes miembros de la Checa, Félix volvió al tema de que tan cerca de su corazón:
“El chequista debería ser más honesto y más limpio que cualquier otra persona, debe quedar claro como el cristal que se expresa la esencia de un chequista en tres palabras:… La honestidad, la bondad, la pureza de la mente, por supuesto”

Hubo una excepción:
“Feliks Edmundovič, está claro que el tema de la justicia, por supuesto, pero no veo qué diferencia hay entre ser sensibles o no si se golpea implacablemente la contrarrevolución.”

Dzerzhinsky había explicado su pensamiento:
“No sé cómo explicarlo con más claridad. El hombre rudo, insensible, es un poco” como un hierro oxidado. No se puede definir claramente quién es el enemigo y que es simplemente un estado de confusión. Cortar con un hacha, no analizar. Y con eso lo único que va a manchar su nombre y dañar la revolución. No, ¿quién tiene el alma endurecida no es adecuado para seguir trabajando en el VCK “.

De acuerdo con estos principios, los casos de corrupción contra el castigo fue implacable.

En un informe enviado desde Petrogrado, que fue denunciado D.Ja. Cudin, un miembro de la Junta Directiva de la VCK de la gobernación, mantuvo relaciones íntimas con lo que se Svobodina Sidorova. “S” amor “tuvo que pagar. Y Cudin, las instancias siguientes de Svobodina-Sidorova, había anulado la detención de la pareja de la mujer, y, más tarde, otros especuladores, de los cuales había recibido grandes sumas de dinero.
Tomó toda la información para asegurarse de que era una calumnia, el interrogatorio se llevó a cabo, realizada por el Dzeržinskj misma. El acusado, confirmó la veracidad de las denuncias.

Una comisión, integrada por tres miembros de la VCK y ​​tres miembros del Comité de Petrogrado extraordinaria, bajo la presidencia de Dzerzhinsky, decidió por unanimidad a disparar D.Ja. Cudin.
En su sentencia Dzerzhinsky escribió: “… la culpa de Cudin es aún mayor por el hecho de que ellos, que durante muchos años fue miembro del Partido Comunista y ha ocupado un lugar de tan gran responsabilidad como miembro de la comisión extraordinaria, no podía comprender la naturaleza de la traición de sus acciones tomadas en contra de los intereses del partido y que lo hizo abusar de la confianza de sus compañeros tributatagli la Cheka “.
Era difícil para firmar una sentencia de muerte, para asumir la responsabilidad de tomar la vida de un ser humano. Aún más difícil es para condenar a la pena máxima que, hasta hace poco, era un compañero de trabajo, fiesta …

Dzerzhinsky reflexionó sobre cómo el trabajo difícil y peligroso de chekistas. Las tentaciones se presentó en cada paso: cuando, con hambre, durante los allanamientos eran joyas ocultas y los alimentos, y cuando el contador y los especuladores estaban ofreciendo grandes sobornos, o lo que finalmente pasó a Cudin. Sobre esta cuestión, en una circular enviada a las comisiones extraordinarias de todo el país, Dzerzhinsky, escribió:
“… ¿Por qué chequista cumplimiento de sus obligaciones y se mantienen firmes y honestos en su camino, se necesita el apoyo constante de amigos y la protección de los Presidentes, miembros de las juntas de directores, jefes de departamentos, etc. El chequista puede ser un luchador por la causa del proletariado sólo cuando se siente a cada paso, y el apoyo de los líderes de los partidos y responsables a la fiesta. Pero, por otro lado, los compañeros de debilidad ante la tentación de no trabajar en la Cheka. Para cumplir con sus obligaciones antes de la revolución para estar en condiciones de defender y apoyar a sus funcionarios en la dura lucha, con el fin de hacer esto, la Cheka que constantemente fuera de sus filas a todos los débiles y castigar severamente a quienes cometen delitos ”

Con motivo del 5 º aniversario de la fundación de la VCK (a partir de enero 1922 por “Además de Dirección Política del Estado que el Comisariado del Pueblo para Asuntos Internos”, GPU) Dzerzhinsky, en respuesta a los que le recompensa por sus méritos, dijo:
“El VCK-GPU no tiene sus méritos para mí, sino para trabajar y luchar de todos los chekistas! Y volvió a destacar la importancia de la confianza de los trabajadores y campesinos en el trabajo de chekistas .. Esta confianza se ha ganado en un lucha larga e intensa, llevada a cabo con dedicación, constantemente llena de mártires, cuyo resultado fue la transformación de la VCK en el defensor temible del poder obrero-campesina.

Se terminó con una advertencia dirigida a los chekistas ::
“¿Quién de ustedes se va a curar, aquel cuyo corazón no se refiere cuidadosos y humano de los detenidos, alejarse de esta institución. Aquí, más que en cualquier otro lugar, usted tiene que tener un corazón sensible al dolor de los demás.”

Excerpts from the introduction of  Adriana Chiaia  from the pages of the book
A. V. TiŠkov, Dzerzhinsky “the Jacobin proletarian” of Lenin. A life for communism,
Publisher Zambon. 2012.
The ethics of the Cheka

Dzerzhinsky “the Jacobin proletarian” of Lenin. A life for communism,

The “All-Russia Extraordinary Commission for Combating Counter and sabotage” (VCK), was established at the meeting of the Council of People’s Commissars of 7 December 1917.
They were set the tasks of the committee were: intercept and destroy all the attempts of counterrevolution, sabotage and similar actions throughout Russia; deliver any saboteurs and counterrevolutionaries to a revolutionary court to be judged in this regard stated that the Commission it was only the preliminary investigation.
“Now we need to fight breast to breast, a fight to the death! – Had concluded Dzerzhinsky – The committee was created because of an exceptional situation and this is reflected in its name. We need to send this front, the most dangerous and the most cruel , comrades balances, tough, ready to do anything to defend the conquests of the revolution. ”

There remained only to designate the president of the All-Russia Extraordinary Commission. The appointment of Dzerzhinsky appeared obvious to all. He was called to assume the new task of defending the revolution to victory in which he contributed and to repress all the necessary hardness counterrevolutionary efforts to overthrow the power of the working class and peasants. The felicitous phrase of Lenin, “Jacobin proletariat”, which collected the legacy of the French Revolution updating it in the era of proletarian revolution, became him fully.

The moral qualities of a Chekist

In the VCK was something unprecedented happened. One of chekists had beaten a detained. The manager had been censored by the Board and warned not to repeat his behavior. The decision had been made known to all officials, but wanted to get Dzerzhinsky that the order was not carried out only by discipline, but by inner conviction. He wrote:
“… That all those who must execute a search warrant, arrest a person and keep her in prison, be courteous to those arrested and searched, they are more courteous than with their loved ones, who remember that he who is deprived of liberty can not defend themselves and is in our power. Everyone must remember to be a representative of the Soviet workers and peasants, and that any arbitrary, rude, or discourteous attitude of pride, is a stain on that power. ”

In an informal gathering of young Chekists, Felix returned to the subject that so close to his heart:
“The Chekist should be more honest and cleaner than anyone else. It must be clear as crystal. I would express the essence of a Chekist in three words: honesty, gentleness, purity of mind, of course.”

There was an objection:
“Feliks Edmundovič, it is clear the issue of righteousness, of course, but I do not see what difference there is between being sensitive or not if it strikes relentlessly counterrevolution.”

Dzerzhinsky had explained his thinking:
“I do not know how to explain it more clearly. Man rude, insensitive, is a bit ‘like a rusty iron. Can not clearly define who the enemy is and who is simply a confused person. Cut with an ax, not analyze. And with that the only thing that will sully his name and will damage the revolution. No, who has hardened soul is not suitable to continue working in the VCK. ”

Consistent with these principles, cases of corruption against the punishment was relentless.

In a report sent from Petrograd that was denounced D.Ja. Cudin, a member of the Board of the VCK of the governorate, maintained intimate relations with so-Svobodina Sidorova. ‘S “love” had to pay. And Cudin, following instances of Svobodina-Sidorova, had annulled the arrest of the woman’s partner, and, later, other speculators, from which she had received large sums of money.
He took all the information to make sure it was a calumny, the interrogation took place, conducted by the same Dzeržinskj. The accused, confirmed the veracity of the allegations.

A commission, composed of three members of the VCK and three members of the Committee of Petrograd extraordinary, under the chairmanship of Dzerzhinsky, unanimously decided to shoot D.Ja. Cudin.
In its judgment Dzerzhinsky wrote: “… the guilt of Cudin becomes even greater for the fact that they, who for many years was a member of the Communist Party and has occupied a place of so great a responsibility as a member of the extraordinary commission, could not realize the nature of betrayal by his actions taken against the interests of the party and that he did abuse the trust of his fellow tributatagli the Cheka. ”
It was hard to sign a death sentence, to take responsibility for taking the life of a human being. Even more difficult was to condemn the maximum penalty who, until recently, was a fellow worker, party …

Dzerzhinsky reflected on how difficult and dangerous work of chekists. The Temptations appeared at every step: when they, hungry, during the searches were hidden jewels and food, and when the counter and speculators were offering large bribes, or what eventually happened to Cudin. On this question, in a circular sent to the extraordinary commissions across the country, Dzerzhinsky wrote:
“… Why Chekist fulfilling their obligations and remain firm and honest in its path, you need the constant support of friends and the protection of the Presidents, members of boards of directors, heads of departments, etc.. The Chekist can be a fighter for the cause of the proletariat only when he feels at every step, and the support of the party leaders, accountable to the party. But, on the other hand, the companions weak before the temptation should not work in the Cheka. To fulfill its obligations before the revolution to be in a position to defend and support its officers in the hard struggle, in order to do this, the Cheka must constantly away from its ranks all the elements weak and severely punish those who commit crimes ”

On the occasion of 5th anniversary of the founding of the VCK (from January 1922 replaced by “State Political Directorate addition to the People’s Commissariat for Internal Affairs”, GPU) Dzerzhinsky, in response to those who rewarded him for his merits said:
“The VCK-GPU does not have its merits to me, but to work and struggle of all the chekists! And stressed again the significance of confidence from the workers and peasants in the work of chekists .. This trust has been earned in a long struggle, intense, conducted with dedication, constantly full of martyrs, whose result was the transformation of the VCK in the fearsome defender of worker-peasant power.

It ended with a warning directed to chekists ::
“Who among you will be cured, he whose heart was not careful and humane concerns of those arrested, go away from this institution. Here, more than anywhere else, you have to have a heart sensitive to the pain of others.”

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