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* OPERE COMPLETE  DI MAO TSE-TUNG  VOLUME 2

UNA SCINTILLA PUÒ DAR FUOCO  A TUTTA LA PRATERIA (5 gennaio 1930)

*Lettera scritta dal compagno Mao Tse-tung, per confutare certe vedute pessimiste  esistenti allora nel partito. Alcuni compagni del nostro partito non comprendono ancora come valutare correttamente la situazione attuale e quale azione essa richiede da parte nostra. Credono che sia inevitabile un’ascesa della rivoluzione, ma non pensano che possa avvenire molto presto. Disapprovano perciò il piano di occupazione del Kiangsi e approvano soltanto azioni mobili partigiane nelle tre zone ai confini fra  il Fukien, il Kwangtung e il Kiangsi. Al tempo stesso, non sono profondamente  convinti della necessità di instaurare il potere rosso nelle zone partigiane e, di conseguenza, neppure della possibilità di accelerare l’ascesa della rivoluzione in tutto il paese mediante il consolidamento e l’estensione del potere rosso. Essi pensano, sembra, che sarebbe fatica sprecata, in un momento in cui l’ascesa della rivoluzione è ancora lontana, dedicarsi al duro lavoro di stabilire il potere politico.

Vorrebbero estendere la nostra influenza politica con il metodo relativamente facile delle azioni mobili partigiane e, solo quando questo lavoro per la conquista delle masse in tutto il paese sia stato adempiuto completamente, o almeno in notevole misura, passare in tutta la Cina all’insurrezione armata, insurrezione che, con le forze dell’Esercito rosso, dovrebbe trasformarsi in una grande rivoluzione di ampiezza nazionale.

Questa loro teoria sulla necessità di conquistare prima le masse e poi instaurare il nostro potere in tutto il paese e in ogni regione, non corrisponde alle condizioni reali della rivoluzione cinese. Essa deriva essenzialmente dal non aver compreso che la Cina è una semicolonia contesa da diversi Stati imperialisti. In effetti, se si comprende questo, tutto diventa chiaro.

1. Diventa chiaro perché, fra tutti i paesi del mondo, solo la Cina conosca lo strano fenomeno di continue guerre intestine in seno alle classi dominanti, perché queste guerre si inaspriscano e si estendano di giorno in giorno e perché un potere unico non sia mai potuto esistere in Cina.

2. Diventa chiara tutta l’importanza della questione contadina e si comprende, quindi, perché le rivolte nelle campagne abbiano preso in tutto il paese l’attuale ampiezza.

3. Diventa chiaro che la parola d’ordine per un potere democratico operaio e contadino è giusta.

4. Diventa chiaro perché esista un altro strano fenomeno che deriva dal primo (le continue guerre intestine in seno alle classi dominanti, che si verificano soltanto in Cina e in nessun altro paese): l’esistenza e lo sviluppo dell’Esercito rosso e delle unità partigiane e, parallelamente, l’esistenza e lo sviluppo di piccole regioni rosse circondate dal potere bianco (fenomeno anch’esso sconosciuto fuori della Cina).

5. Diventa chiaro che la creazione e lo sviluppo dell’Esercito rosso, delle unità partigiane e delle regioni rosse rappresentano, nella Cina semicoloniale, la forma più alta della lotta contadina diretta dal proletariato, il risultato inevitabile dello sviluppo della lotta contadina in un paese semicoloniale e, senza alcun dubbio, il fattore più importante per affrettare l’ascesa della rivoluzione in tutto il paese.

6. Diventa chiaro infine che la politica delle sole azioni mobili partigiane non può accelerare l’ascesa della rivoluzione in tutto il paese e che quindi la politica adottata da Chu Teh e Mao Tse-tung, e anche da Fang Chih-min1, è incontestabilmente giusta. Questa politica prevede la creazione di basi d’appoggio, l’instaurazione del potere secondo piani prestabiliti, l’approfondimento della rivoluzione agraria, lo sviluppo delle forze armate del popolo (sviluppo della Guardia rossa di cantone, poi di circondario e di distretto, quindi dell’Esercito rosso locale e infine dell’Esercito rosso regolare), l’estensione, a ondate, del potere politico, ecc. Soltanto così sarà possibile ispirare alle masse rivoluzionarie dell’intero paese la fiducia che l’Unione Sovietica ispira a quelle di tutto il mondo. Soltanto così sarà possibile mettere le classi dominanti reazionarie di fronte a enormi difficoltà, far vacillare il terreno sotto i loro piedi e accelerare la loro disgregazione interna. Soltanto così sarà possibile creare, nei fatti, un Esercito rosso che sia lo strumento principale della grande rivoluzione a venire. In breve,  soltanto così sarà possibile affrettare l’ascesa della rivoluzione. I compagni affetti da impetuosità rivoluzionaria hanno il torto di sopravvalutare le forze soggettive della rivoluzione2 e di sottovalutare le forze della controrivoluzione. Una tale valutazione deriva soprattutto dal soggettivismo e porta immancabilmente sulla via del putschismo3. D’altra parte, sottovalutare le forze soggettive della rivoluzione e sopravvalutare le forze della controrivoluzione sarebbe altrettanto errato e avrebbe di certo conseguenze negative, sebbene di altro ordine. Perciò è necessario, nel valutare la situazione politica della Cina, conoscere i seguenti elementi fondamentali.

1. Se oggi le forze soggettive della rivoluzione cinese sono deboli, è debole anche tutta l’organizzazione delle classi dominanti reazionarie (il potere, le forze armate, i partiti, ecc.) che poggia sull’arretrata e fragile struttura sociale ed economica della Cina. Si può così spiegare perché nei paesi dell’Europa occidentale, anche se oggi le forze soggettive della rivoluzione sono forse più potenti che in Cina, la rivoluzione non può scoppiare immediatamente: la ragione è che le forze delle classi dominanti reazionarie sono laggiù di molte volte superiori a quelle delle classi dominanti reazionarie cinesi. Così, benché in Cina le forze soggettive della rivoluzione siano attualmente deboli, la rivoluzione

Una scintilla può dar fuoco a tutta la prateria procederà nella sua ascesa più rapidamente da noi che nell’Europa occidentale, perché in Cina sono relativamente deboli anche le forze della controrivoluzione.

2. Dopo la sconfitta della rivoluzione nel 1927, le forze soggettive della rivoluzione si sono in realtà considerevolmente indebolite. L’esiguità delle forze rimaste, se si giudica soltanto da alcune manifestazioni esteriori, può certo suscitare del pessimismo nei compagni (in coloro che giudicano il problema solo dall’apparenza). Ma se si guarda all’essenza delle cose, ci appare una situazione del tutto diversa. È proprio il caso di cui parla il vecchio proverbio cinese: “Una scintilla può dar fuoco a tutta la prateria”. Ciò vuol dire che se oggi le forze della rivoluzione sono esigue, esse possono tuttavia svilupparsi rapidamente. Nelle condizioni della Cina, lo sviluppo di queste forze non soltanto è possibile, ma assolutamente inevitabile. Il Movimento del 30 maggio4 e la grande rivoluzione che ne seguì lo confermano interamente. Quando osserviamo una cosa, dobbiamo esaminarne l’essenza e considerare le sue manifestazioni esteriori semplicemente come una guida che conduce alla porta. Una volta varcata la porta, dobbiamo afferrare l’essenza della cosa; questo è il solo metodo d’analisi sicuro e scientifico.

3. Questo è vero anche per valutare le forze della controrivoluzione; bisogna considerarle nella loro essenza e mai fermarsi alle manifestazioni esteriori. Nel periodo iniziale del regime indipendente al confine fra lo Hunan e il Kiangsi5, alcuni compagni si fidavano ciecamente dell’errata valutazione fatta a quell’epoca dal Comitato di partito dello Hunan e pensavano che il nemico di classe non valesse un soldo. Ancor oggi ricordiamo con un sorriso le espressioni “completamente disorientato” e “preso dal panico” che il Comitato di partito dello Hunan usava allora (maggio-giugno 1928) per qualificare il governatore dello Hunan, Lu Ti-ping6. In politica, simili valutazioni portano inevitabilmente al putschismo. Tuttavia, per circa quattro mesi, dal novembre 1928 al febbraio 1929 (prima dello scoppio della guerra fra Chiang Kai-shek e la cricca del Kwangsi7), quando il nemico nel corso della sua terza “campagna congiunta di annientamento”8 si avvicinava ai monti Chingkang, alcuni compagni si ponevano di nuovo la domanda: “Per quanto tempo ancora potremo tenere alta la nostra bandiera rossa?”. In realtà, a quell’epoca in Cina la lotta fra l’Inghilterra, gli Stati Uniti e il Giappone era ormai del tutto aperta ed erano già maturate le condizioni della guerra intestina fra Chiang Kai-shek, la cricca del Kwangsi e Feng Yu-hsiang. Noi assistevamo in sostanza all’inizio del deflusso della controrivoluzione e all’inizio di un nuovo flusso rivoluzionario. Eppure un certo pessimismo non si manifestava soltanto nell’Esercito rosso e nelle organizzazioni di partito locali; si lasciava ingannare dall’aspetto esteriore degli avvenimenti e si esprimeva in tono pessimista lo stesso Comitato centrale. La sua lettera di febbraio9 è una prova delle valutazioni pessimiste che si facevano allora nel partito.

4. La situazione oggettiva attuale può ancora facilmente ingannare i compagni che vedono soltanto l’aspetto esteriore dei fenomeni e non vanno fino al fondo delle cose. Questo riguarda, in particolare, i compagni che lavorano nell’Esercito rosso. Basta subire una sconfitta, venire accerchiati oppure inseguiti da un nemico potente perché, spesso senza rendersene conto, essi comincino a generalizzare quella che è soltanto una situazione temporanea, particolare e locale e ne esagerino l’importanza, come se la situazione di tutto il paese e del mondo intero non ci promettesse nulla di buono e le prospettive di vittoria della rivoluzione fossero molto lontane e nebulose. Se questi compagni, nel valutare le cose, ne afferrano soltanto l’aspetto esteriore e non ne vedono l’essenza, è perché non hanno fatto un’analisi scientifica per scoprire l’essenza della situazione generale.

Alla domanda se l’ascesa della rivoluzione in Cina si verificherà presto, si può rispondere solo dopo avere attentamente esaminato se le diverse contraddizioni che portano all’ascesa della rivoluzione sono realmente in corso di sviluppo. Poiché in campo internazionale si aggravano le contraddizioni fra i diversi Stati imperialisti, fra gli Stati imperialisti e le loro colonie, fra gli imperialisti e il proletariato dei loro paesi, gli imperialisti sentono sempre più vivo il bisogno di contendersi il dominio della Cina. Dall’istante in cui questa necessità degli imperialisti di contendersi il dominio della Cina diventa più viva, si aggravano nella stessa Cina sia le contraddizioni fra gli imperialisti e tutta la nazione cinese sia le contraddizioni fra gli stessi imperialisti. Da questo derivano quelle guerre intestine fra le cricche dominanti reazionarie cinesi che di giorno in giorno diventano più vaste e acute e anche nuovi sviluppi delle contraddizioni fra le stesse cricche. Le contraddizioni fra le cricche dominanti reazionarie (le guerre intestine fra i signori della guerra) comportano un aumento degli oneri fiscali che, a sua volta, acuisce le contraddizioni fra la massa dei contribuenti e i governanti reazionari. Le contraddizioni fra l’imperialismo e l’industria nazionale cinese rendono impossibile all’industria nazionale ottenere concessioni da parte dell’imperialismo; ne risulta un aggravamento delle contraddizioni fra la borghesia e la classe operaia cinese, perché i capitalisti cinesi cercano una via d’uscita alla loro situazione sfruttando spietatamente gli operai e gli operai a loro volta oppongono resistenza. All’invasione della Cina con merci provenienti dai paesi imperialisti, alle vessazioni del capitale commerciale cinese, all’aumento delle imposte, ecc., fa seguito un nuovo approfondimento delle contraddizioni fra la classe dei proprietari fondiari e i contadini, cioè un maggior sfruttamento dei contadini mediante l’aumento dei canoni di affitto e del tasso d’interesse sui prestiti usurari; si accresce così l’odio dei contadini verso i proprietari fondiari. L’invasione del mercato con merci straniere, l’esaurimento del potere di acquisto delle larghe masse operaie e contadine, l’aumento delle imposte portano alla rovina un numero sempre maggiore di negozianti di prodotti nazionali e di piccoli produttori indipendenti. Poiché il governo reazionario, malgrado la scarsezza di fondi e di approvvigionamenti, procede all’aumento illimitato degli effettivi dell’esercito e di conseguenza si estendono sempre più le guerre intestine, la massa dei soldati è condannata a continue, dure privazioni. A causa dell’aumento degli oneri fiscali, dell’aumento imposto dai proprietari fondiari sui canoni di affitto e gli interessi sui prestiti e dei sempre maggiori disastri provocati dalla guerra, la carestia e il banditismo regnano in tutto il paese e le larghe masse contadine e la povera gente delle città si trovano in una situazione senza via d’uscita. Mancano i fondi per le scuole e numerosi giovani temono di non poter proseguire gli studi. Infine, per l’arretratezza della produzione, molti diplomati non hanno speranza di trovare un lavoro. Quando avremo compreso tutte queste contraddizioni, vedremo in quale situazione disperata, in quale caos, si trovi la Cina e comprenderemo come l’ascesa della rivoluzione contro l’imperialismo, i signori della guerra e i proprietari fondiari sia inevitabile e debba presto avvenire. La Cina intera è cosparsa di rami secchi che presto si incendieranno. Il proverbio “una scintilla può dar fuoco a tutta la prateria” caratterizza bene lo sviluppo della situazione attuale. Basta guardare agli scioperi degli operai, alle rivolte dei contadini, agli ammutinamenti dei soldati e agli scioperi degli studenti, che si estendono in numerose località, per comprendere che “la scintilla” non può tardare a “dar fuoco a tutta la prateria”. I principali concetti che abbiamo sopra esposto erano già contenuti nella lettera indirizzata al Comitato centrale il 5 aprile scorso dal Comitato del fronte. In essa si diceva:

“Nella sua lettera (del 9 febbraio 1929) il Comitato centrale dà una valutazione troppo pessimista della situazione oggettiva e delle forze soggettive. La terza campagna di ‘annientamento’ lanciata dal Kuomintang contro i monti Chingkang ha segnato il punto culminante dell’ascesa controrivoluzionaria, oltrepassato il quale ha avuto inizio il deflusso graduale della controrivoluzione e la graduale ascesa della rivoluzione. Benché la capacità combattiva e organizzativa del partito si sia indebolita nella misura costatata dal Comitato centrale, con il graduale deflusso della controrivoluzione essa si ristabilirà molto presto e scomparirà rapidamente anche la passività dei quadri del partito. Le masse saranno certamente con noi. Se la politica delle repressioni sanguinose10 riesce solo a ‘far rintanare il pesce nel fondo dell’acqua’, il riformismo, da parte sua, non esercita più alcuna attrazione sulle masse. È certo che cadranno rapidamente tutte le illusioni che queste nutrono verso il Kuomintang. Nella situazione che si creerà, nessun partito sarà in grado di competere con il Partito comunista nella lotta per la conquista delle masse. La linea politica e la linea organizzativa tracciate dal sesto Congresso del partito11 sono giuste: nella fase attuale la rivoluzione è democratica e non socialista, il compito presente del partito (bisognerebbe aggiungere, ‘nelle grandi città’) è conquistare le masse, non quello di organizzare immediatamente le insurrezioni. Nondimeno la rivoluzione si svilupperà molto rapidamente e noi dobbiamo adottare un atteggiamento positivo nei riguardi della propaganda e della preparazione alle insurrezioni armate. Nell’attuale situazione di caos, possiamo dirigere le masse soltanto con parole d’ordine combattive e un atteggiamento positivo. Il partito non potrà ritrovare la sua capacità combattiva che adottando questo atteggiamento positivo. […] Nella rivoluzione, solo la direzione proletaria è la chiave della vittoria. Dare al partito una base proletaria e costituire cellule nelle imprese industriali dei centri-chiave sono attualmente i principali compiti organizzativi del partito; ma nello stesso tempo, lo sviluppo della lotta nelle campagne, la creazione del potere rosso in piccole zone, la formazione dell’Esercito rosso e l’ingrossamento delle sue file sono le principali condizioni richieste, specialmente per aiutare la lotta nelle città e affrettare l’ascesa della rivoluzione. Sarebbe dunque sbagliato rinunciare alla lotta nelle città, ma a nostro avviso sarebbe anche sbagliato per qualsiasi membro del partito temere lo sviluppo della forza contadina e sostenere che questa forza, sopravanzando quella della classe operaia, danneggia la rivoluzione. Nella Cina semicoloniale la rivoluzione può fallire solo se alla lotta contadina manca la direzione degli operai, ma non potrà subire alcun danno se i contadini, nel corso della lotta, diventeranno più forti degli operai”.

Inoltre, la lettera dava la seguente risposta alla questione della tattica operativa dell’Esercito rosso: “Per conservare l’Esercito rosso e sollevare le masse, il Comitato centrale chiede a noi di suddividere le nostre forze in piccole unità e di decentrarle nelle campagne e a Chu Teh e a Mao Tse-tung di allontanarsi dall’esercito, in modo da nascondere al nemico grossi bersagli. Questo modo di considerare il problema non è realista. Nell’inverno del 1927, per evitare di offrire bersagli al nemico, stabilimmo un piano per dividere le nostre forze in unità dell’ordine di una compagnia o di un battaglione operanti indipendentemente, per decentrarle nelle campagne e sollevare le masse con la tattica della guerra partigiana; abbiamo applicato questo piano in più occasioni, ma ogni volta abbiamo fallito. Ciò è dovuto alle seguenti ragioni: 1. a differenza dei distaccamenti locali della Guardia rossa, la maggior parte degli uomini che compongono l’Esercito rosso regolare provengono da altre zone. 2. La divisione delle forze in piccole unità comporta un indebolimento della direzione e l’incapacità di affrontare situazioni difficili e conduce facilmente alla sconfitta. 3. Le piccole unità sono facilmente distrutte a una a una dal nemico. 4. Quanto più la situazione è sfavorevole, tanto più è necessario che le truppe siano concentrate e i capi decisi e pronti al combattimento: soltanto così si può ottenere la coesione interna e far fronte al nemico. Il decentramento delle truppe per azioni partigiane è consigliabile soltanto se la situazione è favorevole; allora i capi non sono costretti a restare tutto il tempo con le loro truppe, come in una situazione sfavorevole”.

Le considerazioni di cui sopra hanno un difetto: gli argomenti invocati contro il decentramento delle forze hanno tutti un carattere negativo; questo è assolutamente insufficiente. L’argomento positivo in appoggio al concentramento delle forze è che il concentramento ci mette in condizione di annientare unità nemiche di una certa importanza e occupare le città. Soltanto dopo aver distrutto forze nemiche di una certa importanza e avere occupato le città, è possibile sollevare su larga scala le masse e stabilire il potere in territori comprendenti più distretti. È solo in questo modo che si può agire sull’animo delle larghe masse (ciò che noi chiamiamo estendere la nostra influenza politica) e contribuire efficacemente ad affrettare l’ascesa della rivoluzione. L’instaurazione del nostro potere sia nella regione di confine Hunan-Kiangsi nel 1928 che nel Fukien occidentale nel 192912 è stato, per esempio, il risultato della nostra politica di concentramento delle forze.

Questi sono i principi generali. Ma non esistono casi nei quali è necessario decentrare le truppe? Sì, esistono. Nella lettera indirizzata dal Comitato del fronte al Comitato centrale, dove si parla della tattica della guerra partigiana impiegata dall’Esercito rosso, si parla pure del decentramento delle truppe in un piccolo raggio: “La tattica che noi abbiamo ricavato dalla lotta di questi ultimi tre anni differisce da qualsiasi altra tattica adottata oggi o nel passato, in Cina o altrove. Grazie a essa, la lotta delle masse si sviluppa di giorno in giorno in ampiezza e anche l’avversario più potente non può venire a capo delle nostre forze. La nostra è la tattica della guerra partigiana. Essa può essere così riassunta: ‘decentrare le nostre truppe per sollevare le masse e concentrarle per fronteggiare il nemico’; ‘il nemico attacca, noi ci ritiriamo; il nemico si arresta, noi lo molestiamo; il nemico è esaurito, noi lo attacchiamo; il nemico si ritira, noi lo inseguiamo’; ‘per estendere le basi rivoluzionarie stabili13, applicare la tattica dell’avanzata a ondate; in casdi inseguimento da parte di un potente nemico, applicare la tattica di continui spostamenti e aggiramenti’; ‘sollevare le più larghe masse impiegando il minor tempo e i migliori metodi possibili’. Questa tattica è simile a una rete che bisogna saper gettare e ritirare al momento giusto: la si getta per conquistare le masse, la si ritira per fronteggiare il nemico. È di questa tattica che ci siamo sempre serviti nel corso degli ultimi tre anni”. Nel nostro caso, “gettare la rete” significa decentrare le truppe in un piccolo raggio. Ad esempio, quando abbiamo occupato per la prima volta Yunghsin, nella regione di confine Hunan-Kiangsi, il 29° e il 31° reggimento sono stati scaglionati entro i limiti del distretto di Yunghsin. Quando abbiamo preso Yunghsin per la terza volta, abbiamo decentrato le nostre forze dirigendo il 28° reggimento verso il confine del distretto di Anfu, il 29° verso Lienhua, il 31° verso il confine del distretto di Kian. Si può anche citare come esempio il decentramento delle truppe nei distretti del Kiangsi meridionale nell’aprile-maggio 1929 e, in luglio, nei distretti del Fukien occidentale.

Il decentramento a grande raggio delle truppe non è possibile che a due condizioni: che la situazione sia relativamente favorevole e che gli organi dirigenti siano abbastanza forti. Infatti, lo scopo del decentramento delle truppe è di porci in una migliore posizione per conquistare le masse, approfondire la rivoluzione agraria, instaurare il potere politico e ingrossare le file dell’Esercito rosso e delle forze locali. Se non è possibile raggiungere questi obiettivi, o se il decentramento delle truppe rischia di portare alla sconfitta e all’indebolimento dell’Esercito rosso (come nell’agosto del 1928, quando una parte delle truppe della regione di confine Hunan-Kiangsi fu inviata contro Chenchou), allora è meglio non ricorrervi. Ma se le due condizioni suddette esistono, dobbiamo senz’altro decentrare le forze perché, in questo caso, il decentramento è più vantaggioso del concentramento.

Lo spirito della lettera di febbraio del Comitato centrale non era giusto ed essa ha esercitato un’influenza negativa su un certo numero di compagni dell’organizzazione di partito del 4° corpo d’armata. Alla stessa epoca, il Comitato centrale dichiarava, in una circolare, che la guerra fra Chiang Kai-shek e la cricca del Kwangsi poteva anche non scoppiare. In seguito, però, le valutazioni e le direttive del Comitato centrale sono state fondamentalmente giuste. Al fine di correggere l’errore di valutazione contenuto nella suddetta circolare, il Comitato centrale ne inviò una seconda. Benché alla lettera indirizzata all’Esercito rosso non fosse stata apportata alcuna correzione, nelle direttive ulteriori del Comitato centrale non si trovarono più note pessimiste e il suo punto di vista sulle operazioni dell’Esercito rosso coincise con il nostro. Ma l’influenza negativa che la lettera del Comitato centrale aveva esercitato su alcuni compagni non è stata eliminata. Ritengo perciò che sia necessario chiarire ancora la questione.

Nell’aprile scorso, il Comitato del fronte presentò al Comitato centrale anche un piano per occupare nello spazio di un anno la provincia del Kiangsi. In seguito, una decisione su questo problema fu presa a Yutu. Gli argomenti allora addotti furono esposti nella seguente lettera indirizzata al Comitato centrale: “Le truppe di Chiang Kai-shek e quelle della cricca del Kiangsi si trovano sempre più vicine nella zona di Kiukiang e sono in vista grandi battaglie. Il riaccendersi della lotta delle masse e l’inasprirsi delle contraddizioni in seno agli ambienti dominanti reazionari, fanno sì che l’ascesa della rivoluzione possa verificarsi presto. In queste circostanze, nell’elaborare il nostro piano di lavoro siamo partiti dal fatto che in due delle province del sud, il Kwangtung e lo Hunan, le forze armate dei compradores e dei proprietari fondiari sono molto forti e che nello Hunan, per gli errori putschisti commessi, abbiamo perduto quasi interamente le masse sia dentro che fuori del partito.

La situazione però è diversa nelle province del Fukien, del Kiangsi e del Chekiang. In primo luogo, è là che le forze armate del nemico sono più deboli. Nel Chekiang ci sono soltanto le piccole guarnigioni provinciali di Chiang Po-cheng14. Nel Fukien ci sono cinque unità equivalenti in tutto a quattordici reggimenti, ma la brigata di Kuo Feng-ming è già fuori combattimento; le due unità poste sotto il comando rispettivamente di Chen Kuo-hui e di Lu Hsing-pang15 sono composte di banditi e la loro capacità combattiva è molto debole; le due brigate di fucilieri di marina dislocate sul litorale non hanno mai partecipato ai combattimenti e non possono essere certo molto combattive; le sole truppe che siano in una certa misura capaci di battersi sono quelle di Chang Chen16, per quanto, secondo l’analisi fatta dal Comitato di partito del Fukien, due soli reggimenti abbiano una capacità combattiva relativamente alta. Inoltre, nel Fukien regnano ora il caos più assoluto e la divisione.

Nel Kiangsi, le truppe di Chu Pei-teh17 e di Hsiung Shih-hui18 contano in tutto sedici reggimenti. Queste forze sono superiori a quelle del Fukien e a quelle del Chekiang, ma sono di molto inferiori alle forze dello Hunan. In secondo luogo, in queste tre province gli errori putschisti del partito sono stati relativamente poco numerosi. La situazione nel Chekiang non ci è molto chiara, ma l’organizzazione di partito e la nostra base di massa nel Kiangsi e nel Fukien sono alquanto più forti che nello Hunan. Nel Kiangsi, ad esempio, manteniamo posizioni relativamente solide a nord, nei distretti di Tehan, Hsiushui e Tungku; a ovest, nei distretti di Ningkang, Yunghsin, Lienhua e Suichuan, esistono ancora forze del partito e della Guardia rossa; a sud le nostre prospettive sono ancora migliori: le forze del 2° e del 4° reggimento dell’Esercito rosso nei distretti di Kian, Yungfeng e Hsingkuo crescono di giorno in giorno; i reparti dell’Esercito rosso comandati da Fang Chih-min non sono stati distrutti.

Esiste dunque una situazione che ci permette di accerchiare Nanchang. Noi facciamo al Comitato centrale la seguente proposta: nel corso del lungo periodo di lotta armata fra i signori della guerra del Kuomintang, dovremo batterci contro Chiang Kai-shek e la cricca del Kwangsi per occupare il Kiangsi e le zone occidentali del Fukien e del Chekiang. Dovremo aumentare gli effettivi dell’Esercito rosso in queste tre province e instaurarvi un regime indipendente delle masse popolari. Il periodo di tempo previsto per l’attuazione di questo piano è di un anno”.

In questa proposta di occupare il Kiangsi, l’errore consisteva nell’avere fissato il termine di un anno. Quanto alla possibilità di occupare il Kiangsi, la proposta era basata non solo sulle condizioni della provincia stessa, ma anche sulla prospettiva che l’ascesa della rivoluzione si sarebbe verificata presto in tutto il paese. Se non fossimo stati convinti che l’ascesa della rivoluzione si sarebbe verificata presto, sarebbe stato impossibile arrivare alla conclusione di poter occupare il Kiangsi in un anno. Il difetto della proposta era che non bisognava fissare il termine di un anno, attribuendo così una sfumatura di precipitazione alla parola “presto” nell’espressione “l’ascesa della rivoluzione si verificherà presto”. Le condizioni soggettive e oggettive che esistono nel Kiangsi meritano una attenzione particolare. Al di fuori delle condizioni soggettive di cui si è già parlato nella lettera indirizzata al Comitato centrale, si possono ora indicare chiaramente tre condizioni oggettive:

1. nel Kiangsi, l’economia è essenzialmente feudale, la forza del capitale commerciale è relativamente esigua e le forze armate dei proprietari fondiari sono più deboli che in qualsiasi altra provincia meridionale.

2. Il Kiangsi non ha proprie truppe provinciali e sono sempre le truppe di altre province che vi sono di guarnigione; inviate là per “annientare i comunisti” o per “annientare i banditi”, queste truppe non sono al corrente della situazione locale, sono di gran lunga meno interessate a queste operazioni di quanto lo sarebbero le truppe della provincia medesima e di solito mancano di entusiasmo.

3. Al contrario del Kwangtung, che è vicino a Hongkong e dove quasi tutto è sotto controllo britannico, il Kiangsi non risente molto dell’influenza dell’imperialismo. Una volta compresi questi tre punti è possibile spiegarsi perché nel Kiangsi le insurrezioni contadine sono più ampie che in qualunque altra provincia e perché le unità dell’Esercito rosso e le unità partigiane sono più numerose che altrove. Molti compagni si pongono di frequente la domanda: come interpretare la parola “presto” nell’espressione “l’ascesa della rivoluzione si verificherà presto”? I marxisti non sono degli indovini. Quando parlano degli sviluppi e dei cambiamenti futuri, devono e possono indicarne soltanto la direzione generale, ma non devono né possono determinarne esattamente il giorno e l’ora. Nondimeno, quando dico che l’ascesa della rivoluzione si verificherà presto in Cina, non parlo affatto di qualcosa che, secondo l’espressione di alcuni, “forse avverrà”, di qualcosa di illusorio, di inafferrabile e senza significato pratico. L’ascesa della rivoluzione è come la nave di cui dalla riva già si scorge la punta dell’albero sul lontano orizzonte; è come il disco del sole di cui già si scorgono dalla cima di una montagna i raggi luminosi che a oriente squarciano le tenebre; è come il bambino che già si dibatte nel grembo della madre e presto vedrà la luce.

NOTE

1. * Originario del distretto di Yiyang, nel Kiangsi, membro del sesto Comitato centrale del Partito comunista cinese. Creò una regione rossa nel nord-est del Kiangsi e il 10° corpo d’armata dell’Esercito rosso. Nel 1934 marciò verso il nord della Cina alla testa dei distaccamenti d’avanguardia antigiapponesi dell’Esercito rosso. Fatto prigioniero nel gennaio 1935, nel corso delle operazioni contro le truppe controrivoluzionarie del Kuomintang, morì come un martire nel luglio dello stesso anno a Nanchang.

2. * Per “forze soggettive della rivoluzione” il compagno Mao Tse-tung intende le forze organizzate della rivoluzione.

3. Vedasi nota 1, pag. 218.

4. Vedasi nota 7, pag. 53.

5. Per la storia del periodo iniziale del regime indipendente della zona di confine Hunan-Kiangsi e delle divergenze di vedute del Partito comunista cinese in quel periodo, vedasi il testo La lotta sui monti Chingkang.

6. * Signore della guerra del Kuomintang e, nel 1928, governatore dello Hunan.

7. * Si tratta della guerra svoltasi nel marzo-aprile 1929 fra Chiang Kai-shek, signore della guerra del Kuomintang di Nanchino e Li Tsung-jen e Pai Chung-hsi, signori della guerra  del Kwangsi.

8. * Terza offensiva lanciata dai signori della guerra del Kuomintang nello Hunan e nel Kiangsi contro i monti Chingkang, base d’appoggio dell’Esercito rosso, fra la fine del 1928 e l’inizio del 1929.

9. * Lettera indirizzata dal Comitato centrale al Comitato del fronte il 9 febbraio 1929. La lettera indirizzata il 5 aprile 1929 al Comitato centrale dal Comitato del fronte, in parte  riportata nel testo, riassume la lettera del 9 febbraio 1929, principalmente per quel che concerne la valutazione della situazione di quel momento e il problema della tattica operativa dell’Esercito rosso. Poiché le considerazioni contenute nella lettera del Comitato centrale non erano giuste, il Comitato del fronte nella sua lettera esprime opinioni differenti.

10. * Si fa riferimento ai sanguinosi massacri perpetrati dalle forze controrivoluzionarie nei confronti del popolo rivoluzionario.

11. * Questo congresso, tenuto nel luglio 1928, rilevò che la rivoluzione cinese, dopo la sconfitta subita nel 1927, conservava ancora il carattere di rivoluzione democratica borghese, antimperialista e antifeudale, che una nuova ascesa della rivoluzione sarebbe stata inevitabile e che tuttavia, fino all’avvento di tale ascesa, la linea generale della rivoluzione sarebbe stata la conquista delle masse. Il sesto Congresso liquidò la linea capitolazionista di destra di Chen Tu-hsiu applicata nel 1927 e criticò il putschismo, tendenza di “sinistra” che si era manifestata nel partito alla fine del 1927 e al principio del 1928.

12. * Nel 1929, per creare una nuova base rivoluzionaria, l’Esercito rosso, partito dai monti Chingkang, marciò verso l’est, verso il Fukien, dove instaurò il potere rivoluzionario popolare nei distretti di Lungyen, Yungting e Shanghang, nella parte occidentale della provincia.

13. * Per “basi rivoluzionarie stabili” si intendono le basi d’appoggio della rivoluzione, relativamente solide, create dall’Esercito rosso degli operai e dei contadini.

14. * Comandava allora il corpo di pubblica sicurezza del Kuomintang nel Chekiang.

15. * Si tratta di famosi banditi del Fukien le cui forze erano state incorporate nell’esercito del Kuomintang.

16. * Comandante di una divisione dell’esercito del Kuomintang.

17. * Signore della guerra del Kuomintang, allora governatore del Kiangsi.

18. * Comandante di una divisione dell’esercito del Kuomintang, allora di stanza nel Kiangsi.

 *  Obras Completas de MAO TSE-TUNG Volumen 2
UNA CHISPA PUEDE DAR FUEGO A TODA  LA PRADERA  (5 de enero de 1930)
* Carta escrita por el camarada Mao Tse-tung, para refutar algunos puntos de vista pesimistas que existían entonces en el partido. Algunos compañeros de nuestro partido todavía no entienden la forma de evaluar adecuadamente la situación actual y qué medidas se requiere de nosotros. Ellos piensan que es el ascenso inevitable de la revolución, pero no creo que ocurra pronto. Por lo tanto desaprueba la Chiangsí plan de empleo y sólo puede autorizar acciones guerrilleras errantes en las tres áreas en la frontera de Fukien, Kuangtung y Chiangsí sucesivamente. Al mismo tiempo, no están profundamente convencidos de la necesidad de establecer el poder en la zona roja partidista y, en consecuencia, incluso la posibilidad de acelerar el surgimiento de la revolución en todo el país a través de la consolidación y extensión del poder rojo. Ellos piensan que, al parecer, que se perdería el esfuerzo, en un momento en que el ascenso de la revolución está todavía lejos, participar en el trabajo duro para establecer el poder político.
A ellos les gustaría extender nuestra influencia política con la forma relativamente fácil de las acciones guerrilleras errantes, y sólo cuando este trabajo para la conquista de las masas en todo el país se ha realizado plenamente, o por lo menos en una medida considerable, vaya insurrección armada en China , la insurgencia, con el Ejército Rojo, se convertiría en una revolución de alcance nacional.
Que su teoría sobre la necesidad de conquistar a las masas y luego construir nuestro poder por todo el país y en todas las regiones, no está de acuerdo con las condiciones reales de la revolución china. Se deriva principalmente de la falta de comprensión de que China sigue siendo un punto controvertido por varias potencias imperialistas. De hecho, si usted entiende esto, todo se aclara.
1. Queda claro por qué, entre todos los países del mundo, sólo China sabe que el extraño fenómeno de la guerra continua dentro de las clases dominantes, ya que estas guerras se agraven y que de día extendido durante el día y un poder único que nunca han existido en China.
2. Se pone de manifiesto la importancia de la cuestión campesina, y entendemos, ¿por qué los disturbios en el campo en todo el país han tomado la amplitud de la corriente.
3. Se hace evidente que la palabra de un poder obrero-campesina democrática es la correcta.
4. Queda claro por qué hay otro fenómeno extraño que los resultados de la primera (la lucha interna constante dentro de las clases dominantes, que se producen sólo en China y en ningún otro país): la existencia y el desarrollo del Ejército Rojo y las unidades partisanas y, paralelamente, la existencia y desarrollo de pequeñas zonas rojas rodeadas de poder de los blancos (un fenómeno conocido también fuera de China).
5. Se hace evidente que la creación y desarrollo del Ejército Rojo, las guerrillas y las regiones rojas representan a China en la semi, la forma más elevada de la lucha campesina dirigida por el proletariado, el resultado inevitable del desarrollo de la lucha campesina en un país semicolonial y sin lugar a dudas, el factor más importante para acelerar el surgimiento de la revolución en todo el país.
6. Por último se hace evidente que la política de acciones guerrilleras errantes por sí sola no puede acelerar el surgimiento de la revolución en todo el país y que por lo tanto, la política adoptada por Chu Te y Mao Tse-tung, y también por Fang Chi-min-1, es sin duda la derecha. Esta política prevé la creación de bases de apoyo, el establecimiento del poder de acuerdo a los planes establecidos, la profundización de la revolución agraria, el desarrollo de las fuerzas armadas de las personas (desarrollo de los Guardias Rojos de Cantón, y luego al distrito y de distrito, a continuación, Local del Ejército Rojo del Ejército Rojo y regular por fin), la extensión, en las ondas del poder político, etc. Sólo entonces podremos inspirar a las masas revolucionarias de todo el país la confianza de que la Unión Soviética, inspiró a los de todo el mundo. Sólo entonces podremos poner las clases dominantes reaccionarias frente a enormes dificultades, temblar el suelo bajo sus pies y acelerar su desintegración interna. Sólo entonces podremos crear, de hecho, un Ejército Rojo que es el principal instrumento de la revolución por venir. En resumen, sólo entonces podremos acelerar el surgimiento de la revolución. El tipo con la impetuosidad revolucionaria se equivocan al exagerar las fuerzas subjetivas de rivoluzione2 y subestiman las fuerzas de la contrarrevolución. Dicha evaluación se deriva principalmente del subjetivismo y conduce inevitablemente en el camino putschismo3. Por otro lado, la subestimación de las fuerzas subjetivas de la revolución y la sobreestimación de las fuerzas de la contrarrevolución sería igualmente erróneo, y sin duda tendría consecuencias negativas, aunque de otro orden. Por lo tanto, es necesario evaluar la situación política en China, conocer los elementos básicos siguientes.

1. Si hoy las fuerzas subjetivas de la revolución en China es débil, también es débil en toda la organización de las clases dominantes reaccionarias (el poder, las fuerzas armadas, los partidos, etc.) Que se encuentra sull’arretrata y frágil estructura social y económica de China. Se puede muy bien explicar por qué en países de Europa occidental, aunque hoy en día las fuerzas subjetivas de la revolución son quizá la más poderosa de China, la revolución no puede salir de inmediato: la razón es que las fuerzas de las clases dominantes reaccionarias hay muchas veces superiores a los de las clases dominantes reaccionarias de China. Así, aunque en China las fuerzas subjetivas de la revolución son actualmente débil, la revolución
Una chispa puede incendiar la pradera se procederá con mayor rapidez en su lugar de nosotros, que en Europa occidental, debido a que en China es relativamente débil de las fuerzas de la contrarrevolución.
2. Después de la derrota de la revolución en 1927, las fuerzas subjetivas de la revolución se han debilitado considerablemente. La pequeñez de las fuerzas de la izquierda, si tú juzgas sólo por algunas manifestaciones externas pueden provocar algunas de las pesimismo en los hermanos (los que juzgan por las apariencias problema solamente). Pero si nos fijamos en la esencia de las cosas, vemos una situación muy diferente. Es precisamente el caso mencionado por el viejo proverbio chino: “Una chispa puede incendiar la pradera”. Esto significa que si hoy las fuerzas de la revolución son pequeñas, sin embargo, se puede desarrollar rápidamente. Bajo las condiciones de China, el desarrollo de estas fuerzas es no sólo posible, sino inevitable en absoluto. El Movimiento del 30 de maggio4 y la gran revolución que se produjo todo lo confirman. Cuando vemos algo, debemos examinar su esencia y sus manifestaciones externas consideradas simplemente como una guía a la puerta. Una vez que cruce el umbral, debemos captar la esencia de la cosa, este es el único método fiable y científica de análisis.
3. Esto es válido también para la evaluación de las fuerzas de la contrarrevolución, debe tener en cuenta en su esencia y no dejar nunca a las manifestaciones externas. En el período inicial del régimen independiente en la frontera entre Hunan y Kiangsi5, algunos compañeros confiar ciegamente en la valoración incorrecta hecha en ese momento por el Comité del Partido de Hunan y pensó que el enemigo de clase no valía un centavo. Todavía recuerdo con una sonrisa las expresiones “completamente desconcertados” y “pánico” que el Comité del Partido de Hunan utiliza entonces (mayo-junio de 1928) para describir el gobernador de Hunan, Lu Ti-ping6. En política, las evaluaciones de este tipo conducen inevitablemente a golpismo. Sin embargo, desde hace unos cuatro meses, desde noviembre 1928 a febrero de 1929 (antes del estallido de la guerra entre Chiang Kai-shek y Kwangsi7), cuando el enemigo durante su tercera “campaña conjunta de aniquilamiento” se acercó a ocho de las montañas Chingkang, unos amigos estaban pidiendo de nuevo la pregunta: “¿Cuánto tiempo podemos mantener nuestra bandera roja?”. De hecho, en ese momento en China la lucha entre Gran Bretaña, Estados Unidos y Japón estaba completamente abierta y había ganado ya las condiciones de guerra civil entre Chiang Kai-shek, la camarilla de Kuangsí y Feng Yu- Hsiang. Nosotros, en esencia, hemos sido testigos del inicio del flujo de la contrarrevolución y el comienzo de una nueva corriente revolucionaria. Sin embargo, un cierto grado de pesimismo no sólo se manifiesta en el Ejército Rojo y las organizaciones locales del Partido, le permiten engañar por los acontecimientos externos y tono pesimista se expresó en el mismo Comité Central. Su carta es una prueba de febbraio9 evaluaciones pesimistas que entonces estaban en la fiesta.
4. La situación objetiva actual todavía puede fácilmente engañar a los camaradas que sólo ven el aspecto exterior de los fenómenos y no ir al fondo de las cosas. Se trata, en particular, los compañeros de trabajo en el Ejército Rojo. Sólo sufrir una derrota, estar envuelto o perseguidos por un enemigo poderoso, ya que, a menudo sin darse cuenta, empiezan a generalizar lo que es sólo una situación temporal, y locales, en particular, y exagerar la importancia, como si la situación en todo el país y todo el mundo no nos promete nada bueno, y las perspectivas de victoria de la revolución eran nebulosas muy lejano. Si estos compañeros, en la evaluación de las cosas, aprovechan sólo el aspecto exterior y no ven la esencia, porque no lo ha hecho un análisis científico para descubrir la esencia de la situación general.
Preguntado sobre si la marea de la revolución en China se producirá muy pronto, sólo se puede responder después de examinar cuidadosamente si las diversas contradicciones que conducen a la aparición de la revolución son en realidad en fase de desarrollo. Dado que a nivel internacional empeoran las contradicciones entre las diferentes potencias imperialistas entre las potencias imperialistas y sus colonias, entre los imperialistas y el proletariado de sus países, los imperialistas se sienten más vivamente la necesidad de luchar por el dominio de China. Desde el momento en esta necesidad de la lucha contra la dominación imperialista de China se vuelve más vivo, hay un empeoramiento en la propia China y las contradicciones entre los imperialistas y de toda la nación china y las contradicciones entre los imperialistas mismos. Esto da lugar a las guerras entre las grietas de la época reaccionaria gobernante de China durante el día se hacen más anchas y más aguda, así como nuevos desarrollos de las mismas contradicciones entre las camarillas. Las contradicciones entre las camarillas de gobernantes reaccionarios (las guerras entre los señores de la guerra) resultan en un aumento de los impuestos que, a su vez, exacerba las contradicciones entre la masa de los contribuyentes y los gobernantes reaccionarios. Las contradicciones entre el imperialismo y la industria nacional de China hacen que sea imposible obtener concesiones de la parte interna del imperialismo, es una agravación de las contradicciones entre la burguesía y la clase obrera china, porque los capitalistas chinos están buscando “una forma salir de su situación sin piedad la explotación de los trabajadores y los trabajadores se están resistiendo. La invasión de China con productos de los países imperialistas, el acoso de la capital comercial de China, aumento de impuestos, etc., Seguido de una mayor profundización de las contradicciones entre la clase de los terratenientes y los campesinos, es decir, una mayor explotación de los campesinos a través de aumentos en los alquileres y la tasa de interés de los préstamos usurarios, aumenta el odio de los campesinos a los terratenientes. La invasión del mercado con los productos extranjeros, el bajo poder adquisitivo de las amplias masas de obreros y campesinos, los aumentos de impuestos conducen a la ruina de un número creciente de minoristas nacionales y los pequeños productores independientes. Desde el gobierno reaccionario, a pesar de la escasez de fondos y suministros, el aumento ilimitado de los fondos del ejército y por lo tanto se extienden las guerras cada vez más, la masa de los soldados se le ordena que continúe, privaciones severas. Debido al aumento en los impuestos, el aumento impuesto por los propietarios de las rentas y los intereses de los préstamos y los desastres cada vez mayores causados ​​por la guerra, el hambre y el gangsterismo prevalecen en todo el país y las amplias masas de campesinos y los pobres de la ciudad están en una situación sin salida. La insuficiencia de fondos para las escuelas y muchos jóvenes temen no poder continuar sus estudios. Por último, por el retraso de la producción, muchos graduados no tienen ninguna esperanza de encontrar un empleo. Cuando entendemos todas estas contradicciones, vamos a ver cómo la situación desesperada en la que el caos, se encuentra China, y entender cómo el surgimiento de la revolución contra los imperialistas, los caudillos y los propietarios es inevitable y que deben suceder pronto. La totalidad de China está llena de ramas secas que pronto incendieranno. El proverbio “Una chispa puede incendiar la pradera”, así caracteriza la evolución de la situación actual. Basta con mirar a las huelgas de los trabajadores, los levantamientos de los campesinos, los motines de soldados y huelgas de los estudiantes, que se extienden en muchos lugares, al entender que la “chispa” no se puede retrasar para “encender una pradera.” Los principales conceptos que figuraban ya en la citada carta al Comité Central el 5 de abril del año pasado por el Comité de la parte delantera. En ella decía:
“En su carta (9 de febrero de 1929) el Comité Central le da una evaluación muy pesimista de la situación en las fuerzas objetivas y subjetivas. La tercera campaña de “aniquilamiento” lanzada por el Kuomintang contra las montañas Chingkang marcó el punto culminante de la lucha contra el ascenso, más allá de que se inició el flujo gradual de la contrarrevolución y el aumento gradual de la revolución. Aunque la capacidad de lucha y de organización del partido se ha debilitado hasta el punto encontrado por el Comité Central, con el flujo gradual de la contrarrevolución que se recupere muy pronto y va a desaparecer rápidamente, incluso la responsabilidad de los cuadros del partido. Las masas sin duda estará con nosotros. Si la política de represión sólo puede sanguinose10 ‘rintanare poner el pescado en aguas profundas “, el reformismo, por su parte, ya no tiene ningún atractivo para las masas. Ciertamente caerán rápidamente, la ilusión de que se alimentan en el Kuomintang. En la situación que, ningún partido va a ser capaz de competir con el Partido Comunista en la lucha por la conquista de las masas. La línea de la política y de organización elaborado a partir del sexto Congreso de partito11 tienen razón: en esta etapa, la revolución es democrática y no socialista, la tarea actual de la fiesta (hay que añadir, “en la gran ciudad») es conquistar a las masas, no las inmediato será insurgencia organizada. Sin embargo, la revolución crecerá muy rápidamente y que debemos adoptar una actitud positiva hacia la propaganda y la preparación de la insurrección armada. En el caos actual, se puede dirigir a las masas sólo con eslóganes y una actitud combativa. El partido no puede recuperar su capacidad de combate que, al adoptar esta actitud. […] En una revolución, sólo la dirección del proletariado es la clave para la victoria. Dar el partido de una base proletaria y las células se forman en los principales centros de las empresas industriales son actualmente las principales tareas de la organización del partido, pero al mismo tiempo, “el desarrollo de la lucha en el campo, la creación de poder político rojo en pequeñas áreas, la formación de Ejército Rojo y la hinchazón de sus filas son las principales condiciones, especialmente en las ciudades para ayudar a la lucha y acelerar el surgimiento de la revolución. Por lo tanto, sería un error renunciar a la lucha en las ciudades, pero en nuestra opinión, también sería un error para cualquier miembro del partido temían el desarrollo de la fuerza y ​​mantener los campesinos que esta fuerza, superando a la de la clase obrera, me duele la revolución. En la China semi-colonial, la revolución puede fallar sólo si la lucha campesina carece de la dirección de los trabajadores, pero no sufrirá ningún daño si los campesinos durante la lucha, los trabajadores se hará más fuerte. ”
Además, la carta dio la siguiente respuesta a la cuestión de las tácticas operativas del Ejército Rojo: “Para evitar que el Ejército Rojo y movilizar a las masas, el Comité Central nos propone dividir nuestras fuerzas en pequeñas unidades y en el campo y decentrarle Chu Teh y el ejército de Mao Tse-tung para escapar, para ocultar los objetivos enemigos grandes. Este punto de vista del problema, no es realista. En el invierno de 1927, para evitar dar a los blancos enemigos, hemos establecido un plan para dividir nuestras fuerzas a fin de impulsar una empresa o un batallón de operaciones de forma independiente, por decentrarle en el campo y elevar a las masas con las tácticas de guerra partidista, se aplicó este plan en varias ocasiones, pero cada vez que ha fallado. Esto es debido a las razones siguientes: 1. a diferencia de los destacamentos locales de guardias rojos, la mayoría de los hombres que componen el Ejército Rojo regular provienen de otras áreas. 2. La división de las fuerzas en pequeñas unidades disminuye la dirección y la incapacidad para hacer frente a situaciones difíciles y fácilmente conduce a la derrota. 3. Las unidades pequeñas son fácilmente destruidas por el enemigo por uno. 4. Cuanto más la situación es desfavorable, más necesario que las tropas están enfocados y determinados dirigentes y dispuesto a luchar: la única manera de lograr la cohesión interna y para luchar contra el enemigo. La descentralización de las tropas de acciones de la guerrilla sólo se recomienda si la situación es favorable, entonces los dirigentes no se ven obligados a pasar todo el tiempo con sus tropas, como en una situación de desventaja “.
Las consideraciones anteriores tienen un inconveniente: los argumentos en contra de las fuerzas de la descentralización tienen un carácter negativo, y esto es absolutamente insuficiente. El argumento positivo en favor de la concentración de fuerzas es que la concentración nos permite destruir las unidades enemigas de cierta importancia y ocupar la ciudad. Sólo después de destruir las fuerzas enemigas de cierta importancia y han ocupado la ciudad, usted puede levantar a las masas a gran escala y establecer el poder en los territorios que comprenden varios distritos. Sólo de esta manera que podamos actuar sobre el alma de las masas (lo que llamamos extender nuestra influencia política) y contribuir de manera eficaz para acelerar el surgimiento de la revolución. La creación de nuestro poder está en la región fronteriza de Hunan-Chiangsí en el oeste de Fujian en 1928 que estaba en 192.912, por ejemplo, el resultado de nuestra política de concentración de fuerzas.
Estos son los principios generales. Pero hay casos en los que es necesario descentralizar las tropas? Sí, hay. En la carta dirigida por el Comité de la parte delantera del Comité Central, donde habla de las tácticas de la guerra de guerrillas utilizadas por el Ejército Rojo, sino que también habla de la descentralización dentro de un radio corto de las tropas: “Las tácticas que se han derivado de la lucha de estos tres últimos año se diferencia de cualquier otra táctica en el pasado o presente, en China o en otro lugar. A través de ella, la lucha de las masas crece día a día en la amplitud e incluso el rival más poderoso no puede llegar a la cima de nuestras fuerzas. Eran las tácticas de guerra de guerrillas. Se puede resumir de la siguiente manera: “la descentralización de nuestras tropas para movilizar a las masas y se concentran para enfrentar al enemigo”, “el enemigo ataca, nos retiramos, se detiene, lo hostigamos; el enemigo se agota, lo atacamos; el enemigo se retira, lo perseguimos “,” para ampliar la base de apoyo revolucionaria stabili13, aplicar la política de avanzar en oleadas; casdi en la persecución de un enemigo poderoso, adoptamos la política de constante movimiento y soluciones ‘,’ aumentar más amplias masas utilizando el menor tiempo posible y los mejores métodos. Esta táctica es similar a una red debe ser capaz de establecer y recaudar en el momento justo cuando lo lanzó a conquistar a las masas, retiros para enfrentar al enemigo. Esta es la táctica que siempre hemos servido durante los últimos tres años. ” En nuestro caso, “echar la red” se refiere a nuestras fuerzas en un radio pequeño. Por ejemplo, cuando nos ocupamos de la Yungsin primera vez, en la región fronteriza de Hunan-Chiangsí, 29 ° y 31 ° regimiento se organizaron dentro de los límites de la Yungsin distrito. Cuando nos Yungsin por tercera vez, se han descentralizado las fuerzas que dirigen el regimiento 28 y la frontera del Distrito de Anfu, 29 ° a Lienjua, 31 ° hasta el límite del Distrito de Kian. También se puede citar como ejemplo la descentralización de las tropas en los distritos del sur de Chiangsí en abril-mayo de 1929 y en julio, en los distritos del oeste de Fujian.
La descentralización de las fuerzas de largo alcance no es posible bajo dos condiciones: que la situación es relativamente favorable y que los órganos de gobierno son lo suficientemente fuertes. De hecho, el propósito de la descentralización de las tropas es para ponernos en una mejor posición para ganar a las masas, la profundización de la revolución agraria el poder, política y establecer las filas del Ejército Rojo y las fuerzas locales. Si no puede alcanzar estos objetivos, o si la descentralización de las tropas es probable que conduzca a la derrota y el debilitamiento del Ejército Rojo (al igual que en agosto de 1928, cuando las tropas de la región fronteriza de Hunan-Chiangsí fue enviado contra Chenchou), entonces es mejor no utilizar. Pero si las dos condiciones anteriores, sin duda debemos dividir nuestras fuerzas porque en este caso, la descentralización es más ventajoso para la concentración.
El espíritu de la carta de febrero del Comité Central no era correcto y que ha ejercido una influencia negativa en una serie de compañeros de la organización del partido de la cuarta Cuerpo de Ejército. Al mismo tiempo, el Comité Central declaró en una circular, que la guerra entre Chiang Kai-shek y la camarilla de Kuangsí no se podrían explotar. Más tarde, sin embargo, las evaluaciones y las directivas del Comité Central eran básicamente correcto. Con el fin de corregir el error de apreciación contenida en la presente Circular, el Comité Central envió un segundo. Aunque la carta dirigida al Ejército Rojo no se había hecho ninguna corrección en las directivas del Comité Central se vieron aún más ya no se conocen, y sus puntos de vista pesimistas sobre las operaciones del Ejército Rojo coincidió con la nuestra. Sin embargo, la influencia negativa que la carta del Comité Central había ejercido algunos de sus compañeros no se ha eliminado. Por ello creo que todavía es necesario aclarar la cuestión.
En abril pasado, la Comisión presentará al Comité Central de la frente es un plan para ocupar el espacio de un año la provincia de Chiangsí. A raíz de una decisión sobre esta cuestión fue llevado a Yutu. Los argumentos presentados a continuación fueron expuestos en la siguiente carta al Comité Central: “Las tropas de Chiang Kai-shek y los de Chiangsí son cada vez más cerca en el Chiuchiang y están teniendo grandes batallas. La reactivación de la lucha de masas y la agudización de las contradicciones entre los círculos gobernantes reaccionarios, significa que el surgimiento de la revolución se producirá en breve. En estas circunstancias, en el desarrollo de nuestro plan de trabajo que comenzamos con el hecho de que en dos de las provincias del sur, el Kuangtung y Hunan, las fuerzas armadas de la burguesía compradora y los terratenientes son muy fuertes y que en Hunan, de los errores golpistas cometidos, hemos perdido casi en su totalidad a las masas dentro y fuera del partido.
Sin embargo, la situación es diferente en las provincias de Fujian, Chiangsí y Chekiang. En primer lugar, es allí donde las fuerzas armadas del enemigo son más débiles. En Chekiang, sólo hay pequeñas guarniciones de provincias de Chiang Po-cheng14. En Fujian, hay cinco unidades equivalentes a través de catorce regimientos, pero la brigada de Kuo Feng-ming ya está fuera de acción, las dos unidades puestas bajo el mando, respectivamente, de Chen Kuo-jui y Lu Sing-pang15 se componen de bandidos y su capacidad de lucha es muy débil, las dos brigadas de fusileros navales apostadas en la costa que nunca han participado en el combate y no puede ser sin duda muy combativo, las únicas tropas que están en cierta medida, capaz de luchar son las de Chang Chen16, Sin embargo, de acuerdo con el análisis realizado por el Comité del Partido de la Fukien, sólo dos regimientos tienen una capacidad de combate relativamente alta. Por otra parte, en la división de Fukien horas reine el caos absoluto.
En Chiangsí, las tropas de Chu Pei-Hsiung recuento de Shih-teh17 y hui18 en los dieciséis regimientos. Estas fuerzas son superiores a los de Fukien y Chekiang, pero son mucho menores que las fuerzas de Hunan. En segundo lugar, en estas tres provincias partido golpista errores eran relativamente pocos en número. La situación en Chekiang, no es muy clara, pero la organización del partido y de nuestra base de masas en Chiangsí y Fuchién son algo más fuerte que en Hunan. En Chiangsí, por ejemplo, mantener posiciones relativamente fuertes en el norte, en los distritos de Tehan, Hsiushui Tungku y al oeste, en Ningkang, Yungsin, Lienjua y Suichuan, todavía hay fuerzas del Partido y de la Guardia Roja en el sur de nuestro las perspectivas son aún mejores: las fuerzas de los 2 º y 4 º Regimiento del Ejército Rojo en los distritos de Kian, Yungfeng Singkuo y crecer día a día, las divisiones del Ejército Rojo dirigido por Fang Chi-min no fueron destruidos.
Por lo tanto, una situación que nos permite rodear a Nanchang. Hacemos la siguiente propuesta para el Comité Central: durante el largo período de lucha armada entre los caudillos militares del Kuomintang, debemos luchar contra Chiang Kai-shek y la camarilla de Kuangsí a ocupar la parte occidental de Chiangsí y Fukien y Chekiang . Vamos a aumentar el Ejército Rojo real en estas tres provincias y instaurarvi un sistema independiente de las masas. El plazo para la ejecución de este plan es de un año. ”
En esta propuesta para ocupar el Chiangsí, el error consistió en haber establecido un plazo de un año. En cuanto a la posibilidad de ocupar el Chiangsí, la propuesta se basa no sólo en la condición de la propia provincia, sino también la posibilidad de que el ascenso de la revolución tendría lugar muy pronto en todo el país. Si no estuviéramos convencidos de que la marea de la revolución que ocurriría pronto, sería imposible llegar a la conclusión de que pueden ocupar el Chiangsí en un año. El defecto de la propuesta no era necesario establecer un plazo de un año, dando así un gradiente de precipitación a la palabra “pronto” en la frase “el ascenso de la revolución vendrá pronto”. Las condiciones subjetivas y objetivas que existen en Chiangsí merecen una atención especial. Fuera de las condiciones subjetivas de las cuales ya han sido mencionados en la carta dirigida al Comité Central, ahora podemos claramente tres condiciones objetivas:
1. en Chiangsí, la economía es esencialmente feudal, la fuerza de la capital comercial es relativamente pequeño y las fuerzas armadas de los terratenientes son más débiles que en cualquier otra provincia del Sur.
2. Las tropas Chiangsí provinciales no propia y siempre están las tropas de otras provincias que están estacionados allí, enviados allí para “aniquilar a los comunistas” o “destruir el ‘bandidos, estas tropas no son conscientes de la situación local, son de gran mucho menos interesados ​​en estas operaciones lo que lo harían las tropas de la provincia y por lo general carecen de la misma ilusión.

3. En vez del Ejército de Kwantung, que está cerca de Hong Kong y en el que casi todo está bajo control británico, no Chiangsí fuertemente afectada por la influencia del imperialismo. Una vez que comprenda estos tres puntos puede explicar por qué los levantamientos campesinos en Chiangsí son más grandes que en cualquier otra provincia, y porque las unidades del Ejército Rojo y las guerrillas son más numerosas que en otros lugares. Muchos compañeros se presentan con frecuencia la pregunta: ¿cómo interpretar la palabra “pronto” en la frase “el ascenso de la revolución vendrá pronto”? Los marxistas no son adivinos. Cuando se habla de la evolución y los cambios en el futuro, debe y sólo puede indicar la dirección general, pero no debe y no puede determinar el día y la hora exacta. Sin embargo, cuando digo que el ascenso de la revolución ocurrirá pronto en China, no hable en absoluto acerca de algo que, en palabras de algunos, “tal vez la voluntad”, algo ilusorio, escurridizo y sin importancia práctica. La marea de la revolución es como un barco de la orilla de los cuales ya se veía la punta del árbol en el horizonte es como el disco del sol, y ya podemos ver desde la cima de una montaña en el este de los rayos de luz que atraviesan la oscuridad es como el niño que ya está luchando en el seno materno, y pronto verá la luz.

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