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Stalin

LA VERTIGINE DEL  SUCCESSO

“Pravda” N° 60
2 marzo 1930

Dei successi del Potere sovietic nell’ambito del movimento colcosiano oggigiorno parlano tutti. Perfino i nemici sono costretti a riconoscere l’esistenza di seri successi. E questi, in realtà, sono davvero grandi.
È un fatto che al 20 febbraio c.a. si sia già collettivizzato il 50% delle aziende contadine dell’URSS. Il che significa che noiabbiamo superato il piano quinquennale della collettivizzazione, al 20 febbraio 1930, di più di due volte.
È un fatto che al 28 febbraio di quest’anno i colcos siano già riusciti a versare le sementi per i seminati primaverili per più di 36 milioni di quintali, cioè per più del 90% del piano, vale a dire circa 220 milioni di pudy. Non si può non riconoscere che la raccolta di 220 milioni di pudy di sementi su di una sola linea colcosiana – dopo l’adempimento con successo del piano di ammassi del grano -, rappresenta un enorme conseguimento.
Che cosa ci dice tutto questo?
Ci dice che la radicale svolta delle campagne verso il socialismo si può ritenere ormai assicurata.
Non c’è bisogno di dimostrare che questi successi hanno un grandissimo valore per i destini del nostro paese, per l’intera classe operaia quale forza dirigente del nostro paese e, infine, per lo stesso partito. Senza dire dei diretti risultati pratici, essi, questi successi, hanno una enorme importanza per la vita interna dello stesso partito e per l’educazione del nostro partito. Essi infondono nel nostro partito uno spirito di vigore e di fiducia nelle proprie forze. Essi armano la classe operaia della fede nella vittoria della nostra causa. Essi conducono verso il nostro partito nuove riserve di milioni di uomini.
Da qui il compito del partito: consolidare i successi raggiunti e utilizzarli secondo un piano per un ulteriore avanzamento.
Ma i successi hanno anche un loro lato negativo, in particolare quando essi si conseguono in modo relativamente “facile” o in modo, per così dire, “inatteso”. Tali successi talvolta inoculano uno spirito di presunzione e di boria: “Noi possiamo tutto!”, “Per noi tutto è possibile!”. Essi, questi successi, non di rado inebriano le persone e al tempo stesso fanno loro girare la testa, si perde il senso della misura, si perde la capacità di comprendere la realtà, si manifesta la tendenza a sopravvalutare le proprie forze e a sottovalutare le forze dell’avversario e, infine, si hanno dei tentativi avventuristici di risolvere “in un batter d’occhio” tutte le questioni dell’edificazione socialista. Qui non c’è nessun motivo per preoccuparci di consolidare i successi raggiunti e di utilizzarli per un ulteriore avanzamento. Per quale ragione i successi raggiunti si devono consolidare, – tanto noi sappiamo comunque conseguire “in un batter d’occhio” la completa vittoria del socialismo: “Noi possiamo tutto!”, “Per noi tutto è possibile! “.
Da qui il compito del partito: condurre una decisa lotta contro queste tendenze pericolose e dannose per la nostra causa e bandirle dal partito.
Non si può certo dire che queste tendenze pericolose e dannose per la causa abbiano una qualche larga diffusione tra le fila del nostro partito. Ma esse, queste tendenze, nel nostro partito sono tuttavia presenti, per cui non c’è ragione di affermare che esse non si rafforzeranno. E se esse, queste tendenze, avranno da parte nostra diritto di cittadinanza, sarà anche possibile non dubitare che la causa del movimento colcosiano verrà notevolmente indebolita e che il pericolo di un insuccesso di questo movimento diventerà realtà.
Da qui il compito della nostra stampa: denunciare sistematicamente questi umori antileninisti e quelli ad essi affini.
Alcuni fatti.
1. I successi della nostra politica colcosiana si spiegano, tra l’altro, con il fatto che essa, questa politica, fa leva sullavolontarietà del movimento colcosiano e sul tener conto della varietà delle condizioni nelle differenti regioni dell’URSS. Non è possibile imporre i colcos con la forza. Questo sarebbe una cosa stupida e reazionaria. Il movimento colcosiano deve poggiare su di un attivo sostegno da parte delle fondamentali masse dei contadini. Non si possono trapiantare meccanicamente i modelli di edificazione colcosiana delle regioni sviluppate nelle regioni arretrate. Questo sarebbe stupido e reazionario. Una simile “politica” dissolverebbe in un sol colpo l’idea stessa della collettivizzazione. Occorre quindi tenere accuratamente in conto tutta la varietà delle condizioni presenti nelle diverse regioni dell’URSS se si vogliono definire i ritmi e i metodi dell’edificazione colcosiana.
Da noi, nel movimento colcosiano, dinanzi a tutte le altre stanno le regioni granarie.
Perché questo?
Perché, in primo luogo, in queste regioni si ha la maggiore quantità di sovcos e di colcos già consolidati e nei quali i contadini hanno avuto la possibilità di persuadersi della forza e della importanza della nuova tecnica, della forza e della importanza della nuova organizzazione collettiva dell’economia.
Perché, in secondo luogo, queste regioni hanno dietro di sé una biennale scuola di lotta contro i kulaki al tempo delle campagne per gli ammassi del grano, il che non poteva non facilitare la causa del movimento colcosiano.
Perché, infine, queste regioni sono state provviste, negli ultimi anni e nel modo più intenso, dei migliori quadri provenienti dai centri industriali.
Si può forse dire che queste condizioni particolarmente favorevoli siano altresì presenti in altre regioni come, per esempio, quelle consumatrici del genere delle nostre regioni settentrionali, oppure delle regioni con nazionalità ancora arretrate come, diciamo, il Turkestan?
No, non lo si può dire.
È chiaro che il principio del tenere conto della varietà delle condizioni nelle diverse regioni dell’URSS, accanto al principio della volontarietà, rappresenta una delle più serie premesse per un sano movimento colcosiano.
Ma che cosa accade da noi, talvolta, nella realtà? Si può forse dire che il principio della volontarietà e del considerare le particolarità locali non si violi in una serie di regioni? No, purtroppo non lo si può dire. È noto, per esempio, che in una serie di regioni settentrionali della zona consumatrice, dove le condizioni favorevoli per una immediata organizzazione dei colcos sono relativamente meno che nelle regioni granarie, si cerca non di rado di sostituire il lavoro preparatorio di organizzazione dei colcos con una decretazione burocratica del movimento colcosiano, con risoluzioni cartacee sulla crescita dei colcos, con l’organizzazione di colcos esistenti solo sulla carta e che ancora non esistono in realtà, ma sulla cui “esistenza” si ha un cumulo di risoluzioni vanagloriose.
Oppure prendiamo alcune regioni del Turkestan, dove le condizioni favorevoli per una immediata organizzazione dei colcos sono ancor meno che nelle regioni settentrionali della zona consumatrice. È noto che in una serie di regioni del Turkestan ci sono già stati dei tentativi di “raggiungere e superare” le regioni avanzate dell’URSS mediante la minaccia della forza militare e mediante la minaccia di privare dell’acqua per l’irrigazione e delle merci industriali quei contadini che per il momento non volevano entrare nei colcos.
Che cosa può esserci di comune tra questa “politica” da sottufficiale Priscibeev e la politica di un partito che si appoggia sulla volontarietà e sul tenere conto delle particolarità locali nell’opera del movimento colcosiano? È chiaro che tra di esse non c’è e non può esserci niente di comune.
A chi sono necessarie queste deviazioni, questa decretazione burocratica del movimento colcosiano, queste indegne minacce nei riguardi dei contadini? A nessuno, tranne che ai nostri nemici!
A che cosa possono portare queste deviazioni? Ad un rafforzamento dei nostri nemici e a un discredito delle idee del movimento colcosiano.
Non è forse chiaro che gli autori di queste deviazioni, che si spacciano per “sinistri”, in realtà portano acqua al mulino dell’opportunismo di destra?
2. Uno dei più grandi meriti della strategia politica del nostro partito consiste nel fatto che essa sa cogliere in ogni dato momento l’anello principale del movimento, aggrappatasi al quale trascina poi l’intera catena verso il solo comune fine di conseguire la soluzione del compito. Si può forse dire che il partito ha già colto l’anello principale del movimento colcosiano nel sistema dell’edificazione colcosiana? Sì, si può ed è necessario.
In che cosa consiste questo anello principale?
Forse in una associazione per la lavorazione comune della terra? No, non in questo. Le associazioni per la lavorazione comune della terra, dove i mezzi di produzione ancora non sono socializzati, rappresentano ormai un livello superato del movimento colcosiano.
Forse nella comune agricola? No, non nella comune. Le comuni rappresentano per il momento ancora un fenomeno isolato nel movimento colcosiano. Per le comuni agricole quale forma prevalente e dove è socializzata non soltanto la produzione ma anche la distribuzione, le condizioni non sono ancora mature.
L’anello principale del movimento colcosiano, la sua forma prevalente nel dato momento e alla quale occorre aggrapparsi, è l’artel agricola.
Nell’artel agricola sono socializzati i mezzi principali della produzione soprattutto dell’economia cerealicola: il lavoro, l’usufrutto della terra i macchinari e altri attrezzi, il bestiame da lavoro e gli immobili dell’azienda. In essa non si socializzano: le terre personali (i piccoli orti, i giardinetti), le case di abitazione, una certa parte del bestiame da latte, il bestiame minuto, il pollame da cortile, ecc.
L’artel è il principale anello del movimento colcosiano perché essa rappresenta la più conveniente forma di risoluzione del problema del grano. Pure il problema del grano rappresenta l’anello principale nel sistema dell’intera agricoltura, e questo perché senza una sua soluzione è impossibile risolvere né il problema dell’allevamento di bestiame (minuto e grande), né il problema delle colture tecniche e specializzate che danno la principale materia prima per l’industria. Ecco perché l’artel agricola rappresenta, nel dato momento, l’anello principale nel sistema del movimento colcosiano.
Da ciò prende le mosse lo “Statuto modello” dei colcos, il cui testo definitivo si pubblica oggi (“Pravda” 2 marzo 1930).
Da ciò devono prendere le mosse i nostri lavoratori di partito e sovietici, dei quali uno dei doveri consiste nello studiare questo statuto nella sua sostanza e metterlo in atto fino in fondo.
Tale è la posizione del partito nel dato momento.
Si può forse dire che questa posizione del partito si tradurrà in atto senza violazioni e travisamenti? No, purtroppo non lo si può dire. È noto che in una serie di regioni dell’URSS dove la lotta per la realizzazione dei colcos è ancora lungi dall’essere conclusa e dove le artel ancora non si sono rafforzate, vi sono tentativi di uscire dai limiti dell’artel e di saltare subito alla comune agricola. L’artel non si è ancora rafforzata e loro già “socializzano” gli edifici di abitazione, il bestiame minuto, il pollame da cortile e, nello stesso tempo, questa “socializzazione” degenera in una decretazione burocratico-cartacea perché non vi sono ancora presenti le condizioni che rendano necessaria una simile socializzazione. Si può anche pensare che il problema del grano si sia già risolto nei colcos, che esso rappresenti ormai un livello sorpassato e che nel dato momento il compito principale sia non la soluzione del problema del grano, ma la soluzione del problema dell’allevamento e dell’avicoltura. Ci si chiede, a chi è necessario questo balordo “lavoro” di riduzione in un sol mucchio delle differenti forme del movimento colcosiano? A chi è necessaria questa corsa in avanti stupida e dannosa per la causa? Irritare il contadino colcosiano con la “socializzazione” degli edifici di abitazione, dell’intero bestiame da latte, di tutto il bestiame minuto e del pollame da cortile quando ancora il problema del grano non è risolto, quando ancora la forma di artel dei colcos non si è rafforzata, – davvero non è chiaro che una tale “politica” può solo essere utile e vantaggiosa ai nostri nemici giurati?
Uno di tali zelanti “socializzatori” arriva persino a dare all’artel un ordine in cui si impone di “censire in tre giorni tutti i capi di pollame da cortile di ogni famiglia”, arriva al punto di istituire la funzione di “comandanti” speciali per il censimento e la vigilanza per “occupare nell’artel i posti di comando”, per “comandare la battaglia socialista senza lasciare il posto” e, chiaramente, per tenere in pugno l’intera artel.
Che cos’è questa, – una politica di direzione del colcos oppure una politica per la sua dissoluzione e il suo discredito?
E non dico poi di quei, per così dire, “rivoluzionari” che per organizzare le artel iniziano con lo staccare le campane dalle chiese. Staccare le campane, – quale spirito rivoluzionario!
Come hanno potuto sorgere nel nostro ambiente questi balordi esercizi di “socializzazione”, questi ridicoli tentativi di superare se stessi e che hanno lo scopo di aggirare le classi e la lotta di classe, mentre in realtà portano acqua al mulino dei nostri nemici di classe?
Essi sono potuti sorgere soltanto nell’atmosfera dei nostri “facili” e “inattesi” successi sul fronte dell’edificazione colcosiana.
Essi sono potuti sorgere soltanto a seguito dei balordi stati d’animo presenti tra le fila di una parte del partito: “Noi possiamo tutto!”, “Niente ci è impossibile!”.
Essi sono potuti sorgere soltanto a seguito del fatto che ad alcuni nostri compagni è girata la testa a causa dei successi, ed essi hanno così perduto per un istante la lucidità d’intelletto e la temperanza di vedute.
Per correggere la linea del nostro lavoro nell’ambito del movimento colcosiano occorre porre fine a queste tendenze.
In questo è ora uno dei compiti più urgenti del partito.
L’arte della direzione è una cosa seria. Non si può restare indietro al movimento, perché questo significherebbe staccarsi dalle masse. Ma non si può nemmeno fuggire in avanti, perché fuggire in avanti significherebbe perdere le masse e isolarci. Chi vuole dirigere il movimento e mantenere con ciò stesso i legami con masse di milioni, deve condurre la lotta su due fronti, – contro chi resta indietro e contro chi fugge in avanti.
Il nostro partito è forte e invincibile perché, guidando il movimento, esso sa mantenere e decuplicare i propri legami con masse di milioni di operai e contadini.

Firmato Stalin
“Pravda” N° 60
2 marzo 1930

Stalin

LOS  ÉXITOS  SE NO SUBEN A LA CAPEZA

“Pravda”N° 60

02 de marzo 1930

El éxito de la soviética de energía en el movimiento colectivo de la finca todos hablan hoy en día. Incluso los enemigos se ven obligados a reconocer que hay logros importantes. Y estos, de hecho, son realmente grandes.

Es un hecho que, en el 20 de febrero c.a. es ya del 50% de las explotaciones campesinas colectivizadas de la URSS. Lo que significa que superó noiabbiamo plan de cinco años de la colectivización, 20 de febrero de 1930, más del doble.

Es un hecho que el 28 de febrero de este año las granjas colectivas ya han sido capaces de pagar por las semillas sembradas en la primavera de hace más de 36 millones de toneladas, es decir, más del 90% del plan, es decir, alrededor de 220 millones pudy. Uno no puede dejar de reconocer que la recaudación de 220 millones de semillas pudy en una granja de línea de colectivo único – después de la culminación exitosa del plan de los grupos de cereales – representa un gran logro.

¿Qué nos dice esto? Se nos dice que el giro radical hacia el socialismo son las campañas de ahora pueden sentirse seguros.
No hay necesidad de demostrar que estos éxitos tienen un gran valor para el destino de nuestro país, por toda la clase obrera como fuerza orientadora en nuestro país y, finalmente, por el mismo partido. Sin decir una palabra de los resultados directos de la práctica, ellos, estos éxitos tienen una enorme importancia para la vida interna del partido mismo y la educación de nuestro partido. Ellos inculcar en nuestro partido un espíritu de vigor y confianza en su fuerza. Se armará la fe clase obrera en la victoria de nuestra causa. Que dirigen a nuestro partido en las nuevas reservas de millones de hombres.
A partir de aquí la tarea del partido: para consolidar los éxitos obtenidos y utilizarlos de acuerdo con un plan para seguir avanzando.
Pero los éxitos también tienen su lado negativo, en particular cuando se logra de una manera relativamente “fácil” o algo así, por así decirlo, “inesperado”. Tales éxitos veces inyectar el espíritu de la presunción y la arrogancia: “Podemos hacer todo!”, “Para nosotros todo es posible.” Ellos, estos éxitos, la gente a menudo ebrios y al mismo tiempo hacer su vuelta principal, se pierde el sentido de la medida, se pierde la capacidad de comprender la realidad, hay una tendencia a sobreestimar sus propias fuerzas y subestimar las fuerzas oponente y, por último, hemos intentado resolver avventuristici “en un abrir y cerrar de ojos” todas las cuestiones de la construcción socialista. No hay ninguna razón para estar preocupados de consolidar los logros alcanzados y los utilizan para seguir avanzando. ¿Por qué la necesidad de consolidar los logros alcanzados, – sin embargo, sabemos tanto logrado “en un latido del corazón,” la victoria completa del socialismo: “¡No podemos hacer todo”, “Para nosotros todo es posible.”
A partir de aquí la tarea del partido: llevar a una lucha decidida contra estas tendencias peligrosas y dañinas para nuestra causa, y expulsarlos de la fiesta.
Ciertamente, no se puede decir que estas tendencias peligrosas y perjudiciales para la causa tienen algún prevalencia del VIH entre las filas de nuestro partido. Pero, estas tendencias, sin embargo, están presentes en nuestro partido, así que no hay razón para afirmar que no se hacen más fuertes. Y si, estas tendencias tendrán sobre nuestro lado derecho de la ciudadanía, sino que también duda de que la causa del movimiento campesino se debilitó significativamente y que el peligro del fracaso de este movimiento se convierta en una realidad.

De ahí el papel de nuestra prensa: para denunciar estos estados de ánimo de manera sistemática contra-leninistas y los aliados a ellos.
Algunos hechos.

1. Los éxitos de nuestro colectivo de la finca la política se puede explicar, entre otras cosas, el hecho de que, esta política se basa sullavolontarietà del movimiento campesino y tener en cuenta la variedad de condiciones en las diferentes regiones de la URSS. No se puede imponer a las granjas colectivas por la fuerza. Esto sería algo estúpido y reaccionario. El movimiento campesino debe basarse en un apoyo activo de las masas básicas de los campesinos. No puede ser mecánicamente transplantados modelos de construcción de las granjas colectivas en las regiones desarrolladas de las regiones atrasadas. Eso sería estúpido y reaccionario. Esta “política” se disuelven una vez la misma idea de la colectivización. Por lo tanto, hay que tenerlo muy en cuenta la variedad de condiciones en las diferentes regiones de la URSS, si desea definir el ritmo y los métodos de la negociación colectiva de la finca.

Con nosotros, en el movimiento campesino, antes de que todos los demás son las regiones productoras de granos.
¿Por qué es esto?

Porque, en primer lugar, en estas regiones tiene la mayor cantidad de granjas estatales y colectivas se han consolidado y donde los agricultores han sido capaces de convencerse a sí mismo de la fuerza y ​​la importancia de la nueva técnica, la fuerza y ​​la importancia de la nueva organización colectiva economía.Porque, en segundo lugar, estas regiones están respaldados por una escuela de dos años de la lucha contra los kulaks en el momento de las campañas de los montones de grano, que no podía ayudar a la causa del movimiento campesino.
¿Por qué, entonces, estas regiones se han proporcionado en los últimos años y en el más intenso de las mejores imágenes de los centros industriales.
¿Se puede decir que estas condiciones son también favorables en otras regiones, como, por ejemplo, los consumidores del género de nuestras regiones del norte, o de regiones con nacionalidades siguen hacia atrás, como, por ejemplo, el Turkestán?

No, no se puede decir.Es evidente que el principio de tener en cuenta la variedad de condiciones en las diferentes regiones de la URSS, junto con el principio de voluntariedad, es una de las condiciones más graves para un movimiento granja saludable.

Pero lo que nos sucede, a veces en la realidad? Tal vez se puede decir que el principio de voluntariedad y de considerar las condiciones locales no violan una serie de regiones? No, lamentablemente no se puede decir. Se sabe, por ejemplo, que en una serie de regiones del norte del consumo de la zona, donde las condiciones favorables para una organización inmediata de las granjas colectivas son relativamente menos que en las regiones productoras de grano, no se trata con frecuencia para reemplazar a los trabajos preparatorios de la organización de las granjas colectivas con un movimiento colectivo de la finca de los decretos burocráticos, documento de las resoluciones sobre el crecimiento de las granjas colectivas, con la organización de las granjas colectivas que existen sólo en papel y que no existen en la realidad, pero cuya “existencia” tenemos un montón de resoluciones jactanciosas.

O tomar algunas regiones del Turquestán, donde las condiciones favorables para una organización inmediata de las granjas colectivas son mucho menores que en la zona norte del consumidor. Se sabe que en una serie de regiones del Turquestán, ha habido intentos para “llegar a” las regiones más avanzadas de la URSS por la amenaza de la fuerza militar y la amenaza de retener el agua para el riego y los bienes campesinos industriales que por el momento en que no querían ir a las granjas colectivas.

¿Qué puede haber de común entre esta “política” de NCO Priscibeev y la política de un partido que se basa en voluntaria y teniendo en cuenta las circunstancias locales en la labor del movimiento campesino? Está claro que entre ellos no hay y no puede haber nada en común.
Para aquellos que necesitan estas desviaciones, este decreto burocrático del movimiento campesino, estas amenazas indignas hacia el campesinado? Nadie, excepto a nuestros enemigos!

¿Qué pueden aportar estas desviaciones? El fortalecimiento de nuestros enemigos y para desacreditar las ideas del movimiento colectivo de la finca.
¿No es evidente que los autores de estas desviaciones, haciéndose pasar por “reivindicaciones” de plasmar en la realidad el agua al molino oportunismo de derecha?

2. Uno de los mayores méritos de la estrategia política de nuestro partido radica en el hecho de que ella puede captar en un momento dado, el anillo principal del movimiento, aggrappatasi que luego tira de la cadena que el único propósito común de lograr la solución de la tarea. ¿Se puede decir que el partido ya ha tomado el anillo principal de la granja de movimiento en el sistema de granjas colectivas? Sí, y usted puede necesitar.
¿Qué es este anillo principal?
Tal vez en una asociación para el área de procesamiento de la tierra? No, no esta. Las asociaciones para el área de procesamiento de la tierra, donde los medios de producción aún no se han socializado, es ahora un nivel más allá del movimiento campesino.
Tal vez en la comunidad agrícola? No, no es en común. Los municipios son, por el momento, incluso en un movimiento de granja aislada. Para las comunas agrícolas, donde la forma predominante y donde se socializan no sólo la producción sino también la distribución, las condiciones no están maduras todavía.

El anillo principal del movimiento de la granja, su forma más frecuente en el momento dado y al que hay que aferrarse, es el artel agrícola.
La agricultura Nell’artel son los principales medios de producción socializados, principalmente la economía de cereales: el trabajo, el usufructo de los equipos de tierra y ganado otro equipo, y trabajar en la propiedad de la empresa. En ella se socializan: la tierra (lo pequeños jardines, los jardines), las viviendas, una parte de las vacas lecheras, ganado menor, aves de corral, aves de corral, etc.

El artel es el anillo principal del movimiento agrícola, ya que representa la forma más barata de resolver el problema del trigo. Sin embargo, el problema de trigo es el enlace principal en el sistema de cultivo completo, y esto es porque sin una solución no puede resolver el problema ya sea de ganado (grande y minutos), ni el problema de los cultivos técnicas y especializadas dar a la principal materia prima para la industria. Es por eso que el artel agrícola es, en un momento dado, el principal vínculo en el sistema de granjas colectivas del movimiento.

Por lo que se basa el “modelo de los artículos” de las granjas colectivas, y el texto definitivo se publica hoy (” Pravda “2 de marzo de 1930).
Debe basarse en lo que nuestro partido y de los trabajadores soviéticos, de los cuales uno de los deberes es el estudio de esta ley en su sustancia e implementar en su totalidad.

Esta es la posición del partido en el momento dado.

Tal vez se puede decir que esta posición se traducirá en el acto de las partes sin violaciónes y tergiversaciones? No, lamentablemente no se puede decir. Se sabe que en varias regiones de la URSS, donde la lucha por la realización de las granjas colectivas está todavía lejos de terminar, y donde el artel todavía no se han fortalecido, hay intentos de conseguir fuera de los límites y saltar dell’artel derecho la comunidad agrícola. El artel aún no se ha fortalecido y su ya “socializar” los edificios de apartamentos, ganado menor, granja de aves de corral y, al mismo tiempo, esta “socialización” degenera en un documento de decreto de burocrática, porque todavía hay surgen condiciones que requieren una socialización similar. Usted también puede pensar que el problema del trigo ya ha sido resuelto en las granjas colectivas, que ahora representa un nivel superado en el momento y que la tarea principal no es la solución al problema de los granos, pero la solución del problema de la ganadería y la «aves de corral. Uno se pregunta, para aquellos que necesitan este aburrido “trabajo” de la reducción en un montón de diferentes formas de explotación colectiva-movimiento? ¿Quién necesitaba esta carrera hacia adelante estúpido y perjudicial para la causa? Irritar la campesina colectiva con la “socialización” de los edificios de apartamentos, rebaño lechero, todos los rebaños y la granja de aves de corral, donde el trigo sigue siendo el problema no se resuelve, incluso cuando la forma de artel de las granjas colectivas no reforzado, – en realidad no está claro que esa “política” sólo puede ser beneficioso y ventajoso para nuestros enemigos?
Uno de estos celosos “socializzatori” all’artel llega incluso a dar una orden en el que pide “censo en tres días todas las aves domésticas de cada familia”, va tan lejos como para establecer la función de los “comandantes” especial para el censo y la vigilancia a “ocupar los puestos de nell’artel comando” a “comandar la batalla socialista, sin abandonar el lugar” y, por supuesto, para mantener bajo control el artel conjunto.

¿Qué es esto – una política de gestión de las granjas colectivas, o una política para su disolución y su estigma?
Y no digo pues, de los, por así decirlo, “revolucionarios” que organizó el artel comenzar con las campanas de las iglesias. Retire las campanas, – que el espíritu revolucionario!

¿Cómo pudo surgir en nuestro entorno a estos matones ejerce la “socialización”, estos intentos ridículos superarse a sí mismos y que tienen la intención de eludir las clases y lucha de clases, cuando en realidad llevar el agua al molino de nuestros enemigos de clase?
Ellos sólo podía surgir en la atmósfera de nuestro “fácil” y “inesperados” los éxitos en el frente de las granjas colectivas.
Sólo podrían surgir como resultado de estados de ánimo tontos presentes en las filas del partido: “¡Podemos hacerlo todo”, “Nada es imposible para nosotros.”

Ellos podrían surgir sólo por el hecho de que algunos de nuestros amigos volvieron la cabeza debido a los éxitos, y así hayan perdido por un momento la lucidez de la inteligencia y la moderación de puntos de vista.

Para corregir la línea de nuestro trabajo en el movimiento campesino debe poner fin a estas tendencias.

Esto es ahora una de las tareas más urgentes de la fiesta.

El arte del liderazgo es un asunto serio. No puede quedarse atrás del movimiento, porque eso sería romper con las masas. Pero ni siquiera se puede escapar hacia delante, porque cualquier escape de hacerlo sería faltar a las masas y aislar a nosotros. ¿Quién quiere liderar el movimiento y por lo tanto para mantener los lazos con las masas de millones de personas, deben liderar la lucha en dos frentes – contra los que van a la zaga y en contra de los que huyen hacia adelante.

Nuestro partido es fuerte e invencible, ya que, guiando el movimiento, y se puede mantener por diez sus vínculos con las masas de millones de obreros y campesinos.

Stalin firmó

“Pravda” N° 60 – 02 de marzo 1930

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