Da l’Unità, 12-13 ottobre 1951
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LE FORME DI SVILUPPO
DELLA SOCIETA’ SOCIALISTA

I.

Con la sua potente opera, Il marxismo e i problemi della linguistica, Stalin ha arricchito, concretato e sviluppato uno degli aspetti fondamentali della dialettica marxista-leninista: la trasformazione dei mutamenti quantitativi in mutamenti qualitativi. Stalin ha formulato la tesi per cui i balzi dialettici che si producono nella realtà, quando si passa da un antico stato qualitativo a uno stato qualitativo nuovo, possono avvenire sia attraverso un’esplosione sia attraverso un passaggio graduale.
Generalizzando l’esperienza storica della costruzione del socialismo nell’URSS, l’esperienza del graduale passaggio dal socialismo al comunismo, Stalin ha dimostrato che esplosione e passaggio graduale rappresentano due diverse forme di balzo in avanti nello svolgimento sociale. La forma del balzo, le vie di passaggio dall’antica alla nuova qualità dipendono dalla situazione storica concreta.
In una società divisa in classi ostili, in cui regnano contraddizioni irriducibili tra il carattere delle forze produttive e i rapporti di produzione, il passaggio dall’antica alla nuova qualità si produce nella forma di un’esplosione, corrispondente alla distruzione rivoluzionaria dell’antica qualità e al trionfo della nuova. Nella società socialista, in cui i rapporti di produzione sono in perfetto accordo con lo stato delle forze produttive, in cui i rapporti umani son rapporti di collaborazione fraterna e di reciproco aiuto socialista tra uomini liberi da ogni sfruttamento, lo sviluppo storico si attua attraverso una serie di passaggi graduali dall’antica alla nuova qualità.
Questa forma di mutamento qualitativo graduale non significa evidentemente la scomparsa di ogni differenza tra lo stadio evoluzionista e lo stadio rivoluzionario, a balzi, dello svolgimento. Nel processo dello sviluppo rivoluzionario, a balzi, si producono i mutamenti qualitativi, si modifica il regime sociale e così pure lo stadio o la fase di sviluppo all’interno di un dato regime sociale. Quanto allo sviluppo evoluzionista, esso è caratterizzato dall’assenza di mutamenti qualitativi radicali, dall’esistenza dei soli mutamenti quantitativi che si fanno sempre gradatamente.
La dialettica marxista-leninista, che intende per carattere graduale il carattere il carattere quantitativo, evoluzionista, dello sviluppo anteriore al balzo, considera quest’ultimo come una frattura della progressione graduale, come il passaggio «… da cambiamenti quantitativi insignificanti e latenti a cambiamenti aperti e radicali, a cambiamenti qualitativi, uno sviluppo nel quale i cambiamenti qualitativi non si producono gradualmente ma rapidamente, all’improvviso, a salti da uno stato all’altro, e non si producono a caso, ma secondo leggi obiettive o come risultato dell’accumulazione d’impercettibili e graduali cambiamenti quantitativi». (Stalin: Del materialismo dialettico e del materialismo storico, in «Questioni del leninismo», vol. II, pag. 274, Roma, 1945).
Il carattere graduale del passaggio dall’antica alla nuova qualità non significa che questo passaggio si attui sempre attraverso un processo calmo e pacifico. In determinate condizioni storiche, quando giunga all’ordine del giorno il problema della distruzione radicale dell’antico, il passaggio graduale dall’antico al nuovo stato qualitativo può attuarsi anche in forma impetuosa. Per esempio, nell’Unione Sovietica, la liquidazione del «kulak» in quanto classe sulla base della collettivizzazione totale è stata fatta d’impeto perchè essa significava la distruzione rivoluzionaria dell’antico sistema economico borghese nelle campagne. Ma la collettivizzazione non è stata un’esplosione, non ha portato con sè la distruzione del regime politico e sociale esistente.
Stalin ha scritto: «Bisogna dire, in generale, per quei compagni che hanno una infatuazione per le esplosioni, che la legge di transizione da una vecchia a una nuova qualità per mezzo di un’esplosione non soltanto è inapplicabile alla storia dello sviluppo della lingua, ma non è sempre applicabile neppure agli altri fenomeni sociali, siano essi di origine strutturale o sovrastrutturale. Essa è obbligatoria per una società divisa in classi ostili, non affatto obbligatoria per una società dove non esistano classi ostili. In un periodo di otto-dieci anni, noi abbiamo effettuato nell’agricoltura del nostro Paese un passaggio dall’ordinamento borghese contadino individuale all’ordinamento socialista, colcosiano. E’ stata una rivoluzione che ha eliminato il vecchio ordinamento economico borghese nelle campagne e ha creato il nuovo ordinamento socialista. Tuttavia questo rivolgimento non è avvenuto per mezzo di un’esplosione, vale a dire per mezzo del rovesciamento del potere esistente e della creazione di un nuovo potere, ma per mezzo di un passaggio graduale dal vecchio ordinamento agricolo borghese ad un nuovo ordinamento». (Stalin: A proposito del marxismo nella linguistica, da «Rinascita», 1950, pag. 316).
Con queste parole, Stalin ha approfondito i caratteri delle due forme di slancio rivoluzionario, delle due vie di passaggio da un vecchio stato qualitativo a uno stato qualitativo nuovo nello sviluppo sociale. Quando il passaggio rivoluzionario si effettua dall’alto per iniziativa del potere dello Stato e col diretto appoggio dal basso delle masse popolari, esso acquista la forma di un passaggio graduale, mentre quando si effettua col rovesciamento del potere dello Stato esistente e la creazione di un nuovo potere, prende la forma di un’esplosione.
Secondo la dottrina del marxismo-leninismo, il passaggio dalla vecchia alla nuova qualità ha per base la soluzione delle contraddizioni interne, fonte d’ogni sviluppo nella natura e nella società.
Tutte le formazioni sociali ed economiche delle classi precedenti il socialismo, dalla società schiavista al capitalismo, erano straziate da profonde contraddizioni antagonistiche.
Lo sviluppo d’una società composta di classi antagoniste, fondata sul dominio della proprietà privata dei mezzi di produzione, s’attua in modo tale che, a un certo punto del suo sviluppo, nascono e s’aggravano contraddizioni tra le forze produttive e i rapporti di produzione.
Il contrasto tra i rapporti di produzione e il grado di sviluppo delle forze produttive è la base economica della rivoluzione sociale destinata a distruggere gli antichi rapporti di produzione e a crearne dei nuovi. Stalin insegna che tra le forze produttive capitalistiche «… che hanno un carattere sociale, e la forma d’appropriazione dei prodotti che ha un carattere privato, esiste un conflitto fondamentale che deve concludersi nella rivoluzione socialista».
Le contraddizioni della società antagonistica, che giungono al punto culminante nell’epoca dell’imperialismo, non si possono risolvere che con la via rivoluzionaria, con la rivoluzione sociale, con la distruzione colla forza delle vecchie forme della vita sociale. «L’accentramento dei mezzi di produzione e la socializzazione del lavoro — scriveva Marx — divengono a un certo punto incompatibili col loro involucro capitalistico. Questo esplode. Suona l’ultima ora per la proprietà privata capitalistica. Gli espropriatori sono espropriati».
La rivoluzione sociale, ecco lo strumento essenziale per la soluzione delle contraddizioni sociali e dei conflitti della società antagonistica.
La Rivoluzione socialista di Ottobre, abbattendo il dominio degli sfruttatori e instaurando il potere sovietico, il potere degli operai e dei contadini, ha aperto un’èra nuova nella storia del mondo. Per la prima volta si è creato un regime sociale e politico non più straziato dalle contraddizioni antagonistiche. La vittoria del socialismo ha distrutto nell’Unione Sovietica la contraddizione tra le forze produttive e i rapporti di produzione, creando al tempo stesso un’unità completa tra questi aspetti della produzione sociale. Ecco perchè le forze produttive della società socialista sovietica si sviluppano con un ritmo prima mai conosciuto. Lo sviluppo della società sovietica è determinato dalla politica del partito bolscevico e dello Stato sovietico, dagli interessi comuni del popolo, dall’amicizia del popolo dell’URSS, dal patriottismo sovietico.
Al tempo stesso, però, nelle condizioni create dal socialismo, la legge dialettica dello sviluppo con l’unità e la lotta dei contrari conserva tutto il suo valore. Anche nel socialismo esistono contraddizioni tra il vecchio e il nuovo, contraddizioni che nascono e si risolvono nel processo dello svolgimento nel seno stesso della società socialista. Ma queste contraddizioni interne delle società socialista non sono antagonistiche. «Antagonismo e contraddizione non sono affatto la stessa cosa», dice Lenin. «Il primo scompare, la seconda invece sopravvive nella società socialista».

II.

Il carattere, la natura delle contraddizioni che agiscono nell’interno della società socialista, le forme e i metodi del loro manifestarsi e della loro eliminazione sono, per principio, assai diverse da quelle che si hanno in una società antagonistica. Le contraddizioni della società socialista sono crisi di crescenza e s’integrano nel movimento continuo che conduce al comunismo. Nella società socialista, per esempio, esiste una contraddizione tra l’aumento del consumo e il livello raggiunto dalla produzione. Stalin osserva che nell’URSS «… l’aumento del consumo (del potere d’acquisto) delle masse supera continuamente l’aumento della produzione, spingendola avanti…».
La vittoria del socialismo nell’Unione Sovietica ha modificato radicalmente la coscienza socialista dei sovietici: l’ideologia socialista è divenuta l’ideologia dominante. Ma ancora esistono, nella coscienza degli uomini, le sopravvivenze del capitalismo. Il Partito bolscevico conduce una lotta implacabile contro queste sopravvivenze, che vengono progressivamente superate.
Nel progresso dell’Unione Sovietica verso il comunismo, è indispensabile eliminare l’opposizione tra città e campagna, tra lavoro intellettuale e lavoro fisico. E’ indispensabile risolvere le contraddizioni che nascono nel corso dello stesso sviluppo della produzione socialista: certe forme e metodi di lavoro, per esempio, certe norme tecniche, divengono antiquate a un certo punto dello sviluppo.
Per risolvere tutte queste contraddizioni della società socialista non occorrono sconvolgimenti sociali, rivoluzioni politiche, come occorrono invece per risolvere le contraddizioni antagonistiche.
Nella società socialista, all’epoca del passaggio graduale dal socialismo al comunismo, lo sviluppo dialettico si attua con la soluzione di contraddizioni non antagonistiche, e il passaggio a nuovi mutamenti qualitativi si attua rafforzando continuamente il regime sociale e dello Stato sovietico.
La collettivizzazione dell’economia agricola fu nell’Unione Sovietica un grandioso mutamento rivoluzionario, paragonabile per le sue conseguenze alla Rivoluzione d’Ottobre del 1917. Per preparare l’attuazione di questa trasformazione sociale, il Partito bolscevico compì un immenso lavoro economico, ideologico e organizzativo, allo scopo di rieducare i contadini a uno spirito socialista, col metodo della persuasione.
Siccome nella società socialista sovietica i provvedimenti presi dallo Stato corrispondono agli interessi del popolo, che appoggia dal basso tali provvedimenti, lo Stato sovietico, diretto dal Partito bolscevico, è in grado di attuare gradatamente mutamenti qualitativi. Il passaggio graduale dall’antica alla nuova qualità è la tipica forma del balzo in avanti nello sviluppo della società socialista, in cui le contraddizioni non presentano un carattere antagonistico, in cui la società è composta di classi amiche.
Il passaggio dal socialismo al comunismo sarà un balzo gigantesco dalla prima fase (inferiore) alla seconda fase (superiore) del comunismo. Ma questo balzo esclude ogni rivoluzione sociale, politica, poichè vien realizzato dall’alto, dal potere dello Stato con l’appoggio dal basso di tutto il popolo sovietico, conservando le basi del regime sociale ed economico.
A titolo d’esempio del passaggio graduale dal socialismo al comunismo, possiamo citare la trasformazione dell’artel agricolo (cooperativa) in grande comune. Il passaggio da una forma d’organizzazione della produzione sociale agricola (la cooperativa) a un’altra (la grande comune) significherà un balzo, un mutamento qualitativo; ma si realizzerà nella forma di un passaggio graduale.
«La comune futura — scrive Stalin — sorgerà sulla base d’una tecnica più sviluppata e di un artel più sviluppato, sulla base di un’abbondanza di prodotti. Quando avverrà tutto questo? Non presto, naturalmente, ma avverrà. Sarebbe un delitto accelerare artificialmente il processo di trasformazione dell’artel nella futura comune. Ciò imbroglierebbe tutte le carte e farebbe il gioco dei nostri nemici. Il processo di trasformazione dell’artel nella futura comune dovrà farsi gradualmente, nella misura in cui tutti i colcosiani si convinceranno della necessità di una simile trasformazione». (Stalin: da Questioni del leninismo, vol. 2, pagg. 195-196. Roma 1945).
Il passaggio graduale dal socialismo al comunismo non significa che lo sviluppo debba avvenire con ritmo rallentante.
«Soltanto col socialismo — dice Lenin — avrà inizio un rapido, autentico movimento in avanti veramente di massa, con la partecipazione della maggioranza della popolazione, e poi di tutta la popolazione, un movimento in avanti in tutti i campi della vita sociale e individuale».
Al passaggio graduale dal socialismo al comunismo s’accompagna, nell’Unione Sovietica, un rapido ritmo di sviluppo, assolutamente irraggiungibile dai paesi capitalistici. Per esempio, il ritmo dello sviluppo industriale dell’URSS nei vent’anni che vanno dal 1929 al 1949 fu dieci volte più rapido di quello degli Stati Uniti.
Nel corso del passaggio dal socialismo al comunismo, si produrranno nello sviluppo della società numerosi passaggi che avranno il carattere di balzi, soprattutto nel campo della tecnica: si avranno delle rivoluzioni nella produzione.
«L’utilizzazione dell’energia atomica a scopi pacifici — disse Stalin nella sua intervista con Stassen — provocherà una grande rivoluzione nel processo della produzione». Questo balzo, preparato coscientemente e in modo pianificato dal Partito bolscevico e dallo Stato sovietico, renderà ancora più forte il sistema sociale e politico dell’URSS.
L’attuazione del piano staliniano di trasformazione della natura e la realizzazione delle grandi opere dell’epoca staliniana segnano un mutamento qualitativo, una trasformazione radicale della natura: ecco perchè determineranno un balzo nello sviluppo ulteriore dell’industria, dell’agricoltura, dell’allevamento. Ma questo balzo non avrà la forma di un’esplosione; corrisponderà invece a un nuovo rafforzamento del regime socialista sovietico.
Nelle condizioni create dal socialismo si manifesta una nuova legge per mettere in evidenza e risolvere le contraddizioni: lo Stato e la sua forza essenziale, il Partito comunista, mettono coscientemente in luce le contraddizioni dello sviluppo della società sovietica, il contrasto tra i nuovi compiti, il nuovo contenuto, i nuovi bisogni dello sviluppo e le forme d’attività ormai superate.
«Il nostro progresso — dice Stalin — si attua attraverso la lotta, attraverso lo sviluppo delle contraddizioni, attraverso la eliminazione di queste contraddizioni, attraverso il chiarimento e la liquidazione di queste contraddizioni».
Stalin ha dato una definizione scientifica della critica e dell’autocritica, come di una delle forze motrici più importanti della società sovietica, come di una forma particolare per mettere in luce e risolvere le contraddizioni tra il nuovo e l’antico nella società socialista. Egli insegna che, senza una critica e un’autocritica audace ed energica, ogni passo avanti è impossibile.
In tutti i campi della vita sociale, la critica e l’autocritica rivelano nuove fonti per accelerare il ritmo di sviluppo della società sovietica nel suo progresso verso il comunismo.
Secondo la definizione di Stalin, l’emulazione socialista è la espressione «… dell’autocritica rivoluzionaria pratica delle masse, appoggiata dall’iniziativa creatrice di milioni di lavoratori».
La lotta contro la stagnazione, l’abitudine, i metodi e le norme di lavoro superati, lotta in cui il nuovo trionfa, s’è manifestata con forza particolare nel movimento stakanovista.
Nella società socialista, l’eliminazione delle contraddizioni, delle crisi di crescenza, s’attua sulla base dell’unità senza precedenti della società socialista, dell’amicizia dei popoli e del patriottismo sovietico. Le contraddizioni di sviluppo nella società socialista, in cui esiste un accordo perfetto tra le forze produttive e i rapporti di produzione, si risolvono senza esplosioni, gradatamente, per iniziativa del Partito bolscevico e dello Stato socialista, con l’appoggio completo e totale di milioni di lavoratori.
L’unità indistruttibile della società sovietica costituisce il suo tratto caratteristico, la fonte e forza motrice del suo sviluppo. Lo sviluppo sociale senza contraddizioni interne antagonistiche, coscientemente diretto dal Partito di Lenin e di Stalin, è un aspetto della società comunista, la cui prima fase è il socialismo.

G. TERIAIEV

Modificato da Andrej Zdanov – 23/8/2012, 13:50 

Desde la Unidad, 12 hasta 13 oct 1951

FORMAS DE DESARROLLO DE LA SOCIEDAD SOCIALISTA

I.

Con su poderosa obra, el marxismo y los problemas de la lingüística, Stalin ha enriquecido y desarrollado materializó uno de los aspectos fundamentales de la dialéctica marxista-leninista: la transformación de los cambios cuantitativos en cambios cualitativos. Stalin hizo el argumento de que los saltos dialécticos que se dan en la realidad, cuando se cambia de un estado cualitativo viejo a un nuevo estado cualitativo, se puede realizar a través de una explosión o por una transición suave.
Generalizar la experiencia histórica de la construcción socialista en la URSS, la experiencia de la transición gradual del socialismo al comunismo, Stalin demostró que la explosión y gradual representan dos formas diferentes de salto social hacia adelante en el rendimiento. La forma del salto, los pasos de la antigua a la nueva calidad dependerá de la situación histórica concreta.
En una sociedad dividida en clases hostiles, donde reinan las contradicciones irreconciliables entre el carácter de las fuerzas productivas y relaciones de producción, la transición de la antigua a la nueva calidad se produce en la forma de una explosión, lo que corresponde a la destrucción revolucionaria de la calidad de antiguo y el triunfo de lo nuevo. En la sociedad socialista, en la que las relaciones de producción están en perfecto acuerdo con el estado de las fuerzas productivas, en la que las relaciones humanas son relaciones de cooperación fraternal y la ayuda mutua entre los hombres socialistas libres de explotación, el desarrollo histórico se lleva a cabo a través de un serie de etapas, desde la antigua a la nueva cualidad.
Esta forma de cambio cualitativo gradual claramente no significa la desaparición de la diferencia entre el escenario y la revolucionaria etapa evolutiva, a trancas y barrancas, el curso. En el proceso de desarrollo revolucionario, a trancas y barrancas, se producen cambios cualitativos, se cambia el sistema social y por lo que la etapa o fase de desarrollo dentro de un sistema social dado. En cuanto al desarrollo de la evolución, que se caracteriza por la ausencia de cambios radicales en la calidad, la existencia de sólo cambios cuantitativos que se están convirtiendo poco a poco.
La dialéctica marxista-leninistas, que se destinen a la naturaleza gradual del carácter cuantitativo de desarrollo, evolutivo antes del salto, considerando esta última como una fractura de la progresión gradual, como el pasaje “… por los cambios en cantidades insignificantes cambios latentes y abiertos y radicales, a los cambios cualitativos, un desarrollo en el que los cambios cualitativos no ocurren gradualmente pero rápidamente, de repente, salta de un estado a otro, y no se producen por casualidad, pero de acuerdo a leyes objetivas o como resultado de la acumulación de cambios cuantitativos imperceptibles y gradual. ” (Stalin: el materialismo dialéctico y el materialismo histórico, en “Cuestiones del leninismo”, vol II, p 274, Roma, 1945.)..
La naturaleza gradual de la transición de la antigua a la nueva calidad no significa que este paso se hace siempre a través de un proceso de paz y tranquilidad. Bajo ciertas condiciones históricas, en lo que respecta al orden del día el problema de la destrucción del viejo radical, la transición gradual entre el antiguo y el nuevo estado cualitativo también se puede implementar en la forma impetuosa. Por ejemplo, la Unión Soviética, la liquidación de los “kulaks como clase” sobre la base de la colectivización total se realiza en un apuro, porque significaba la destrucción del viejo revolucionario sistema económico burgués en el país. Sin embargo, la colectivización no fue una explosión, que ha traído consigo la destrucción del actual sistema político y social.
Stalin escribió: “Hay que decir, en general, para aquellos compañeros que tienen una fascinación con las explosiones, que la ley de transición de un viejo a una nueva calidad por medio de una explosión no sólo es aplicable a la historia del desarrollo del lenguaje , pero no siempre se puede aplicar incluso a otros fenómenos sociales, si son de origen estructural o superestructural. Es obligatorio para una sociedad dividida en clases hostiles, en absoluto obligatorio para una sociedad en la que no hay clases hostiles. En un período de ocho a diez años, hemos dado un paso en la agricultura de nuestro país agricultor Ordinamento burgués de la granja socialista y colectivo. Es una revolución que se ha eliminado el viejo orden económico burgués en el país y ha creado el nuevo orden socialista. Sin embargo, esta revolución no tuvo lugar por medio de una explosión, es decir, mediante el derrocamiento del poder existente y la creación de un nuevo poder, sino a través de una transición gradual del viejo sistema a un nuevo orden burgués agrícola “. (Stalin:. Hablando del marxismo en la lingüística de “Rebirth”, 1950, p 316).
Con estas palabras, Stalin ha profundizado los personajes de las dos formas de fervor revolucionario, las dos vías de transición de un viejo estado cualitativo a un nuevo estado cualitativo en el desarrollo social. Cuando la transición se hace de la iniciativa revolucionaria del poder del Estado y con el apoyo directo de la parte inferior de las masas, adquiere la forma de una transición sin problemas, pero cuando lo haces con el derrocamiento del poder del Estado existente y la creación de un nuevo poder toma la forma de una explosión.
De acuerdo con la doctrina del marxismo-leninismo, la transición de la antigua a la nueva calidad tiene como base la solución de las contradicciones internas, la fuente de todo desarrollo en la naturaleza y en la sociedad.
Todos los grupos y clases sociales económicas socialismo anterior, desde la sociedad esclavista al capitalismo, eran desgarrados por profundas contradicciones antagónicas.
El desarrollo de una sociedad compuesta por clases antagónicas, con base en el dominio de la propiedad privada de los medios de producción, s’attua de tal forma que, en un determinado momento de su desarrollo, nacen y empeorando las contradicciones entre las fuerzas productivas y las relaciones producción.
El contraste entre las relaciones de producción y el grado de desarrollo de las fuerzas productivas es la base económica de la revolución social va a destruir las viejas relaciones de producción y crear otros nuevos. Stalin enseña que entre las fuerzas productivas del capitalismo “… de carácter social, y la forma de propiedad de los productos tiene un carácter privado, existe un conflicto fundamental que debe terminar en la revolución socialista “.
Las contradicciones antagónicas de la sociedad que llegan a un punto culminante en la época del imperialismo, que no puede ser resuelto con el camino de la revolución, la revolución social, la destrucción por la fuerza de las viejas formas de la vida social. “La centralización de los medios de producción y la socialización del trabajo – escribió Marx – en algún punto que se hacen incompatibles con su envoltura capitalista. Esto explota. Jugar la última hora de la propiedad privada capitalista. Los expropiadores son expropiados. “
La revolución social, esta es la herramienta esencial para la solución de las contradicciones sociales y los conflictos de la sociedad antagónica.
La Revolución Socialista de Octubre, rompiendo el dominio de los explotadores y el establecimiento del poder soviético, el poder de los obreros y campesinos, ha abierto una nueva era en la historia del mundo. Por primera vez se ha producido un sistema social y político ya no es desgarrado por contradicciones antagónicas. La victoria del socialismo en la Unión Soviética destruyó la contradicción entre las fuerzas productivas y relaciones de producción, mientras que la creación de una unidad completa entre estos aspectos de la producción social. Esto se debe a las fuerzas productivas de la sociedad socialista soviética creciendo a un ritmo nunca antes conocido. El desarrollo de la sociedad soviética está determinado por la política del Partido Bolchevique y del Estado soviético, por los intereses comunes de la gente, por la amistad de los pueblos de la URSS, el patriotismo soviético.
Al mismo tiempo, sin embargo, las condiciones creadas por el socialismo, la ley dialéctica del desarrollo de la unidad y lucha de contrarios y conserva su valor. Incluso en el socialismo hay contradicciones entre lo viejo y lo nuevo, las contradicciones que surgen y se resuelven en el proceso de llevar a cabo el seno de la sociedad socialista. Pero estas contradicciones internas de la sociedad socialista no son antagónicos. “El antagonismo y la contradicción no son en absoluto la misma cosa”, dice Lenin. “El primero desaparece, mientras que el segundo se conserva en la sociedad socialista”.

II.

El carácter, la naturaleza de las contradicciones que afectan al interior de la sociedad socialista, las formas y métodos de su ocurrencia y su eliminación, son, en principio, muy diferentes de los encontrados en una sociedad antagonista. Las contradicciones de la sociedad socialista son crisis de crecimiento y se integran en el movimiento continuo que conduce al comunismo. En la sociedad socialista, por ejemplo, existe una contradicción entre el aumento en el consumo y el nivel alcanzado por la producción. Stalin señala que la URSS “… el aumento del consumo (poder adquisitivo) de las masas constantemente supera el aumento de la producción, empujando hacia adelante … “.
La victoria del socialismo en la Unión Soviética ha cambiado radicalmente la conciencia socialista de los soviéticos: la ideología socialista se ha convertido en la ideología dominante. Pero todavía existen en la mente de los hombres, la supervivencia del capitalismo. El partido bolchevique encabezó una lucha sin cuartel contra estas supervivencias, que están siendo gradualmente superados.
En el progreso de la Unión Soviética hacia el comunismo, es esencial para eliminar la oposición entre la ciudad y el campo, entre el trabajo intelectual y físico. Y “esencial para resolver las contradicciones que surgen en el curso del desarrollo mismo de la producción socialista: ciertas formas y métodos de trabajo, por ejemplo, ciertas normas técnicas volverse obsoletas en algún momento de su desarrollo.
Para resolver todas estas contradicciones en la sociedad socialista no necesita convulsiones sociales, las revoluciones políticas, como que realmente necesitamos es resolver las contradicciones antagónicas.
En la sociedad socialista, la transición gradual del socialismo al comunismo, el desarrollo dialéctico se lleva a cabo con la solución de las contradicciones no antagónicas, y la transición al nuevo cambio cualitativo se lleva a cabo continuamente el fortalecimiento del sistema social y del Estado soviético.
La colectivización de la economía agrícola en la Unión Soviética fue un gran cambio revolucionario, comparable en sus consecuencias para la Revolución de Octubre de 1917. Para prepararse para la implementación de esta transformación social, el partido bolchevique hizo un trabajo enorme económica, ideológica y organizativa, con el fin de re-educar a los campesinos a un espíritu socialista, por el método de la persuasión.
Al igual que en la sociedad socialista soviética de las medidas adoptadas por el Estado corresponden a los intereses del pueblo, que apoya desde abajo tales medidas, el Estado soviético, dirigida por el Partido Bolchevique, fue capaz de implementar gradualmente los cambios cualitativos. La transición gradual entre el antiguo y el nuevo grado es la forma típica de un salto adelante en el desarrollo de la sociedad socialista, en la que las contradicciones no tienen un carácter antagónico, en el cual se compone de la compañía de los amigos de clases.
La transición del socialismo al comunismo será un gran paso de la primera etapa (abajo) la segunda fase (parte superior) del comunismo. Pero este salto excluye cualquier revolución social, política, viene como hizo anteriormente, desde el poder del Estado, con el apoyo de la parte inferior de todo el pueblo soviético, la preservación de las bases del desarrollo social y económico.
Como ejemplo de la transición gradual del socialismo al comunismo, podemos mencionar la dell’artel transformación agrícola (cooperativa) en una ciudad grande. La transición de una forma de organización social de la producción agrícola (la cooperativa) a otra (el municipio más grande) va a suponer un salto, un cambio cualitativo, pero vendrá en la forma de una transición sin problemas.
“El futuro común – escribe Stalin – se elevará sobre la base de una técnica desarrollada más y más de un artel desarrollado, sobre la base de una abundancia de productos. ¿Cuándo sucederá todo esto? No pronto, por supuesto, pero sucederá. Sería un crimen para acelerar artificialmente el proceso de transformación dell’artel común en el futuro. Esta imbroglierebbe todas las cartas y el juego a nuestros enemigos. El proceso de transformación dell’artel común en el futuro tendrá que ser gradual, en la medida en que todas las granjas colectivas se convenció de la necesidad de esta transformación “. (Stalin:. Desde cuestiones del leninismo, vol 2, p 195-196 Roma 1945..).
La transición gradual del socialismo al comunismo no significa que el desarrollo debe hacerse con desaceleración del ritmo.
“Sólo con el socialismo – dice Lenin – se iniciará un movimiento rápido, avance genuino verdaderamente de masas, con la participación de la mayoría de la población, y entonces toda la población, un paso adelante en todos los ámbitos de la vida social e individual” .
La transición gradual del socialismo al comunismo s’accompagna, la Unión Soviética, el rápido ritmo de desarrollo, totalmente más allá de los países capitalistas. Por ejemplo, el ritmo de desarrollo industrial en la URSS veinte años que van desde 1929 hasta 1949 fue diez veces más rápido que los Estados Unidos.
Durante la transición del socialismo al comunismo, se producirá en el desarrollo de los pasos de numerosas empresas que tienen los saltos de personajes, sobre todo en el campo de la tecnología: no habrá revoluciones en la producción.
“El uso de la energía atómica con fines pacíficos – Stalin dijo en su entrevista con Stassen – provocará una revolución en el proceso de producción.” Este salto, hizo conscientemente y de forma planificada por el Partido Bolchevique y del Estado soviético, hará aún más fuerte el sistema social y político de la URSS.
La aplicación de la transformación de la naturaleza estalinista y la realización de las grandes obras de la época de Stalin marcó un cambio cualitativo, una transformación radical de la naturaleza: por eso conducirá a un aumento en el desarrollo de la industria, la agricultura, la ganadería . Pero este salto no va a tener la forma de una explosión, en lugar corresponden a un mayor fortalecimiento del sistema socialista soviético.
En las condiciones creadas por el socialismo es una nueva ley con el fin de resaltar y resolver las contradicciones: el Estado y su fuerza esencial, el Partido Comunista, consciente saquen a la luz las contradicciones del desarrollo de la sociedad soviética, el contraste entre las nuevas tareas, los nuevos contenidos, nuevas necesidades de desarrollo y las formas de la actividad obsoleta.
“Nuestro progreso – dice Stalin – se realiza a través de la lucha, a través del desarrollo de las contradicciones, a través de la eliminación de estas contradicciones, a través de la clarificación y resolución de estas contradicciones.”
Stalin dio una definición científica de la crítica y la autocrítica, como una de las fuerzas impulsoras más importantes de la sociedad soviética, como una forma particular para resaltar y resolver las contradicciones entre lo nuevo y lo viejo en la sociedad socialista. Él enseña que, sin crítica y autocrítica audaz y enérgico, cada paso adelante es imposible.
En todos los ámbitos de la vida social, la crítica y la autocrítica revelar nuevas fuentes para acelerar el ritmo de desarrollo de la sociedad soviética en su avance hacia el comunismo.
De acuerdo con la definición de Stalin, la emulación socialista es la frase “… de auto-revolucionaria práctica de las masas, apoyó la iniciativa creadora de millones de trabajadores “.
La lucha contra el estancamiento, el hábito, los métodos y normas de trabajo superó lucha en la que los nuevos triunfos, se ha quedado manifiesta con particular fuerza en el movimiento adicto al trabajo.
En la sociedad socialista, la eliminación de las contradicciones, crisis de crecimiento, s’attua sobre la base de la sociedad socialista sin precedentes, la amistad de los pueblos y el patriotismo soviético. Las contradicciones del desarrollo en la sociedad socialista, donde hay un acuerdo perfecto entre las fuerzas productivas y relaciones de producción, se resuelven sin explosiones, poco a poco, a iniciativa del Partido Bolchevique y del Estado socialista, con el apoyo de millones de completo y total trabajadores.
La unidad indestructible de la sociedad soviética es su característica distintiva, la fuente y el poder de su desarrollo. El desarrollo social sin contradicciones antagónicas, conscientemente dirigidas por el Partido de Lenin y Stalin, es un aspecto de la sociedad comunista, la primera etapa de lo que es el socialismo.

G. TERIAIEV

Modificado por Andrei Zhdanov – 23/8/2012, 13:50

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