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“Continuate la vostra gloriosa guerra di liberazione”.
Lo scambio di telegrammi fra Stalin e Mao Tse-tung nel gennaio 1949.Pubblichiamo, per la sua eccezionale importanza storica e politica, il carteggio telegrafico intercorso fra Stalin e Mao Tse-tung nel gennaio 1949, con una prefazione del compagno Vijay Singh redattore della rivista indiana “Revolutionary Democracy”.Dal carteggio Stalin-Mao emerge con chiarezza che l’URSS staliniana appoggiava decisamente, anche in quegli anni, la rivoluzione e le lotte antimperialiste in tutto il mondo; e ciò a smentita delle consuete accuse, lanciate contro Stalin da trotzkisti, revisionisti e borghesi, secondo le quali egli guardava con disinteresse allo sviluppo dei processi rivoluzionari perché affetto da nazionalismo o perché intendeva “spartirsi il mondo” d’accordo con le potenze imperialiste. Nonostante le fondate riserve che egli aveva sulla realtà interna del Partito Comunista Cinese, Stalin -che distingueva con grande lucidità le tappe del processo rivoluzionario -aveva ben chiaro, a quell’epoca, che in Cina il compito principale era la formazione di un governo rivoluzionario antimperialista e lo sviluppo di un regime di “democrazia popolare” che adempisse i compiti della lotta antifeudale e antimperialista e preparasse la transizione alla società socialista.

Nel 1949 la situazione aveva subìto mutamenti radicali: l’Esercito Popolare di Liberazione aveva acquistato la superiorità numerica sull’esercito del Kuomintang, il ritmo di avanzata delle forze popolari era diventato più rapido, il regime interno del Kuomintang era in pieno disfacimento: l’intromissione delle potenze imperialiste, e in primo luogo degli Stati Uniti, attraverso le fraudolente “proposte di pace” di Chiang Kai-shek concordate con gli americani, avrebbe non solo messo in pericolo la vittoria dell’ELP e del PCC, ma avrebbe preparato la strada a un intervento militare delle potenze occidentali in Cina, che in quel momento non era ancora escluso. Un eventuale successo dell’imperialismo nell’immenso “continente” cinese avrebbe significato l’accerchiamento del nascente campo socialista (e, nella sua ampia visione internazionalista, Stalin tiene conto anche di questo).

Era dunque necessario far fallire il tentativo reazionario con una tattica accorta, che il carteggio che pubblichiamo illustra in modo esauriente. Alla fine, nonostante alcune iniziali incertezze e riserve, Mao Tse-tung accetta la tattica suggerita da Stalin, che indicava senza esitazioni l’obbiettivo a cui essa era finalizzata:”Continuate la vostra gloriosa guerra di liberazione”.

Che il compagno Stalin avesse ragione, e che la rivoluzione cinese dovesse passare per la tappa democratica della guerra di liberazione nazionale antimperialista è storia. La prospettiva strategica di Mao Tse-tung, in quella tappa, era la stessa. Nel novembre 1948 egli aveva scritto: “Il compito del Partito Comunista Cinese è di unire le forze rivoluzionarie di tutto il paese, cacciare le forze aggressive dell’imperialismo americano, rovesciare il dominio reazionario del Kuomintang e fondare una repubblica popolare, democratica e unificata” (Forze rivoluzionarie di tutto il mondo, unitevi per combattere l’aggressione imperialista! (in “Per una pace stabile, per una democrazia popolare”, n. 21, 1948.

La Redazione di “Teoria e Prassi”

Esiste da lungo tempo l’idea che la politica del PC (b)dell’URSS e la politica dell’Unione Sovietica fossero contrarie allo sviluppo del processo rivoluzionario al di fuori dell’URSS. A suo tempo, Trotzki sostenne che il PC (b) dell’URSS, sotto la direzione di Stalin, scavava la fossa alla rivoluzione in Cina, in Germania, in Spagna e in tutto il mondo. Dopo la seconda guerra mondiale, tesi analoghe furono riprese dal Partito Comunista Jugoslavo.Tito e Kardelj affermavano che lo sciovinismo da grande potenza era dominante nell’Unione Sovietica, la quale, secondo loro, voleva impadronirsi economicamente della Jugoslavia. Stalin e Molotov, nel loro carteggio col partito jugoslavo, rammentarono che anche Trotski aveva cominciato la sua guerra contro il PC(b) dell’URSS accusandolo di decadenza, di gretto spirito nazionale e di sciovinismo da grande potenza. Una simile logica fu fatta propria dal Partito Comunista Cinese dopo il XX Congresso del PCUS. In un discorso del 25 aprile 1956, intitolato Sui dieci grandi rapporti, Mao Tsetung disse che Stalin aveva commesso “un certo numero di errori riguardo alla Cina”: “Durante il periodo della guerra di liberazione, non ci autorizzò a fare la rivoluzione”. Nel corso del grande dibattito Mao rilanciò il tema nel suo Discorso sui problemi filosofici del 18 agosto 1965, affermando che Stalin si era “opposto alla nostra rivoluzione e alla nostra conquista del potere”.Questa accusa di sciovinismo da grande potenza rivolta all’Unione Sovietica Mao la estese all’intero periodo di Lenin e di Stalin. Nella Conversazione con i socialisti giapponesi dell’11 agosto 1964, svoltasi durante il periodo del grande dibattito, Mao accusò praticamente Lenin di socialsciovinismo, perché la Cina doveva ancora fare i conti con l’URSS per quanto riguardava i territori sovietici a est del Lago Baikal, comprendenti Vladivostok, Khabarovsk e la penisola della Kamchatka.

L’URSS fu attaccata anche perché, in seguito agli accordi di Yalta, avrebbe “dominato” la Mongolia e si sarebbe “annessa” alcune parti della Romania, della Germania, della Polonia e della Finlandia. Mao accusò inoltre l’Unione Sovietica di essersi “annessa” le isole Kurili, sottraendole al Giappone.

Questa serie di accuse costituisce un formidabile attacco alla politica estera del PC(b) dell’URSS sotto Lenin e StalinMa, per tornare al tema centrale di questa introduzione: Stalin si oppose veramente alla presa del potere in Cina da parte del Partito Comunista nel 1949?

Nella seconda metà del 1948, in seguito ai duri colpi inflitti dall’Esercito Popolare di Liberazione alle truppe di Chiang Kai-shek, tutta la Cina settentrionale era stata liberata a nord del fiume Yangtze. I “duri a morire” del Kuomintang costrinsero Chiang Kai-shek a chiedere una tregua nel suo discorso di Capodanno del 1949. Questa proposta mirava a concedere alle forze armate reazionarie un periodo di respiro che permettesse loro di recuperare le forze per preparare una nuova offensiva contro l’EPL

Sia Stalin che Mao capivano che questa manovra rappresentava un’offensiva di pace internazionale dell’imperialismo e dei suoi alleati cinesi. Stalin intendeva far fronte a questa offensiva in modo da bloccarla, permettere al PCC e all’EPL di levare in alto la bandiera della pace, raccogliere l’opinione pubblica cinese dietro il PCC e aiutarlo così a portare avanti la vittoriosa marcia della rivoluzione cinese.

Mao inizialmente esitò ad accogliere il suggerimento di Stalin, ritenendo che l’accettazione tattica di negoziati di pace con il Kuomintang, anche subordinandoli ad alcune rigorose condizioni che probabilmente non sarebbero state accettate dalla controparte, avrebbe indebolito la posizione del PCC e rafforzato quella dell’imperialismo USA e del Kuomintang.Stalin riuscì a convincere Mao dell’efficacia tattica delle sue proposte. Egli sostenne che era opportuno accettare la proposta di pace del Kuomintang mentre continuava la guerra di liberazione. Solo il Partito Comunista Cinese e il Kuomintang avrebbero partecipato a quelle discussioni; il governo di Nanchino avrebbe dovuto esserne escluso, perché responsabile della guerra civile. Stalin non pensava che il Kuomintang avrebbe accettato queste proposte, ma, nell’improbabile eventualità che lo avesse fatto, il PCC avrebbe dovuto cercare di conquistarsi una posizione dominante in un governo di Fronte  Unito assicurandosi la maggioranza dei seggi nella Conferenza Consultiva, la maggioranza dei ministeri in seno al governo e le cariche di Primo ministro, di comandante in capo delle forze armate e, se possibile, di Presidente.

Era anche necessario che il nuovo governo di coalizione dichiarasse che chiunque altro avesse proclamato di essere il governo della Cina sarebbe stato giudicato come un ribelle, e che tutte le forze, compreso il Kuomintang, avrebbero dovuto giurare fedeltà al governo di coalizione. Un’azione militare sarebbe stata intrapresa contro le truppe che avessero rifiutato di prestare questo giuramento.La conclusione del carteggio attestava il raggiungimento di un’unità di vedute fra Stalin e Mao sull’orientamento fondamentale da seguire nel periodo successivo, compresa l’intesa in base alla quale -come risulta dal telegramma di Mao a Stalin del 14 gennaio -i due dirigenti erano “perfettamente uniti” sulla necessità di “continuare la guerra rivoluzionaria fino in fondo” (Documento n. 5)La lettura del carteggio del gennaio 1949 fra Stalin e Mao Tse-tung porta, dunque, a concludere che l’affermazione di Mao secondo la quale Stalin si sarebbe opposto alla presa del potere nel 1949 da parte del Partito Comunista Cinese è priva di ogni fondamento.

E’ infondata come le accuse mosse, in precedenza, da Trotski e da Tito contro la politica estera del PC (b) dell’URSS.I documenti più sotto pubblicati, provenienti dall’Archivio del Presidente della Federazione Russa, contengono l’intenso carteggio telegrafico intercorso fra J. V. Stalin e Mao Tse-tung nel gennaio 194Essi furono pubblicati dall’accademico S. L. Tikhvinsky nella rivista “Novaya i Noveishaya Istoriya”, n. 4-5, 1994.

Riproduciamo una parte della sua introduzione a questi documenti, che fornisce un quadro della situazione della rivoluzione cinese fra il 1945 e il 1949.

Vijay Singh

NOTE

A) The Correspondence Between the Central Committee of the Communist Party of
Yugoslavia and the Central Committee of the All-Union Communist Party (Bolshevik),
London 1948, pp. 25-26.

B) 

Selected Works of Mao Tse-tung, vol. V, Peking 1977, p. 304 (Mao Tse-tung, Sui dieci
grandi rapporti, in Rivoluzione e costruzione. Scritti e discorsi 1949-1957, Einaudi,
Torino 1979, p. 382).

C)

Ibid., vol. IX, Hyderabad 1994, p. 130 [Il passo citato da Singh non figura in Mao Tsetung, Discorso sui problemi filosofici, in Discorsi inediti dal 1956 al 1971, Mondadori, Milano 1975].

D)

Ibid., p. 124. Il punto di vista di Mao sulle isole Kurili fu controbattuto da Moni Guha, In
defence of Great Stalin and the PLA, in “Socialist Albania”, n. 7, agosto 1979, pp. 18

Il carteggio di J. V. Stalin con Mao Tse-tung, gennaio 1949 

Dopo la capitolazione del Giappone nel 1945, si delineò una possibilità di giungere all’unificazione della Cina con mezzi pacifici. Il 10 ottobre 1945, nel corso dei colloqui diChungking, fu firmata una serie di accordi fra i delegati del Kuomintang e quelli del Partito Comunista Cinese. Questi accordi prevedevano la cessazione delle ostilità militari tra le forze armate del Kuomintang e quelle del PCC, la legalizzazione delle attività del PCC e il riconoscimento delle sue forze armate come parte integrante dell’esercito cinese.

Fu convocata un Conferenza Politica Consultiva a cui parteciparono tutti i partiti politici cinesi. Ma le decisioni della Conferenza Politica Consultiva, nel giorno di apertura della quale Chiang Kai-shek aveva promesso di porre fine al regime a partito unico del Kuomintang, di cessare la persecuzione degli elementi democratici e di convocare un’Assemblea  Nazionale democraticamente eletta, non furono adempiute. 

Nell’estate del 1946 il Kuomintang, appoggiato dagli Stati Uniti d’America che fecero sbarcare le loro truppe in Cina e fornirono al governo di Nanchino enormi quantitativi di armi, aerei e navi ed enormi quantità di generi alimentari e mezzi finanziari, ricominciò la guerra civile contro il Partito Comunista Cinese.

Le truppe del PCC dovettero abbandonare i territori del Nord e del Nordovest che si trovavano sotto il loro controllo. Ma il crescente malcontento nei confronti della politica di oppressione del popolo cinese da parte del Kuomintang, la presenza delle truppe americane nel paese, il forte deterioramento delle condizioni economiche, la tirannia della cricca militare del Kuomintang, le tattiche difensive e le azioni di guerriglia condotte vittoriosamente dall’Esercito Popolare di Liberazione crearono, verso la fine del 1947, una situazione nella quale il Kuomintang, che aveva gettato contro l’EPL un esercito di tre milioni di uomini, si trovò ad aver perduto più di un terzo delle sue truppe.Fra l’estate e l’autunno del 1948 le truppe dell’EPL inflissero una serie di pesanti sconfitte alle forze del governo di Nanchino. Dal settembre al novembre 1948 si svolse una delle tre più grandi operazioni militari dell’EPL contro le truppe di Chiang Kai-shek, la battaglia di Laoshen, nel corso della quale fu liberato l’intero territorio della Cina  nordorientale. In quel periodo, un gran numero di soldati, ufficiali e generali dell’esercito governativo passarono volontariamente dalla parte dell’Esercito Popolare di Liberazione. 

Nel mese di novembre ebbe inizio l’operazione di Huai He, nella quale il Kuomintang
perdette più di 555 000 uomini; nel dicembre l’ultima operazione -l’operazione di
Bingquing -portò alla liberazione di tutta la Cina settentrionale.
Di fronte alle pesanti sconfitte militari e al fatto che le città di Nanchino e di Shanghai  si trovavano direttamente minacciate dopo l’arrivo dell’Esercito Popolare di Liberazione sulla riva settentrionale dello Yangtze, Chiang Kai-shek -nel discorso di Capodanno pronunciato il 1° gennaio 1949 -propose una tregua al comando generale dell’EPL,  nell’intento di ottenere un periodo di respiro e di rafforzare le sue difese. Il Kuomintang cercò di “internazionalizzare” la sua “offensiva di pace”. Il Ministero degli Esteri del governo di Nanchino si rivolse ai governi degli Stati Uniti, dell’Inghiterra, della Francia e dell’Unione Sovietica, chiedendo loro di farsi mediatori per una soluzione pacifica del conflitto tra il Kuomintang e il Partito Comunista Cinese.

La situazione internazionale nel 1948 era molto tesa. Sulla questione di Berlino i
rapporti fra URSS e USA (appoggiati, questi ultimi, dall’Inghilterra e dalla Francia) si erano
deteriorati (“Crisi di Berlino”).A partire dalla fine del 1945, negli Stati Uniti vennero presi in considerazione alcuni piani per attaccare l’Unione Sovietica con l’impiego di bombe atomiche, di cui gli Stati Uniti erano allora gli unici possessori. Secondo uno di questi piani, che aveva il nome in codice di “Drop Shot”, gli USA pensavano di utilizzare le forze del Kuomintang e di altri regimi reazionari dell’Estremo Oriente, ai quali sarebbe stato fornito l’appoggio dell’aviazione e della marina americane partendo dalle basi USA in territorio giapponese e da altre basi militari “al di fuori della Cina continentale”.

In questa complessa situazione internazionale, il governo sovietico, temendo il pericolo di un’interferenza militare USA nella guerra civile in Cina, decise di discutere con Mao Tse-tung la posizione che, secondo i dirigenti sovietici, sarebbe stato necessario assumere nei confronti della proposta del governo di Nanchino che sollecitava la mediazione dei quattro Stati per la cessazione delle ostilità militari fra le truppe del Kuomintang e l’Esercito Popolare di Liberazione cinese. I documenti tratti dall’Archivio del Presidente della Federazione Russa confutano chiaramente le fantasie sull’ “indifferenza e lo scetticismo della dirigenza sovietica nei confronti del PCC”, e la versione secondo la quale l’Unione Sovietica sarebbe stata contraria all’attraversamento dello Yangtze da parte dell’EPL e alla liberazione dell’intera Cina dalla dittatura del Kuomintang.

Accademico C. L. Tikhvinsky

N. 1 -Telegramma 10 gennaio 1949 di J. V. Stalin a Mao Tse-tung
Compagno Mao Tse-tung. 

Il 9 gennaio abbiamo ricevuto una nota del governo di Nanchino contenente una proposta al governo sovietico di farsi mediatore fra il governo di Nanchino e il Partito Comunista Cinese sulla questione della cessazione delle ostilità e per la conclusione della pace. 

Contemporaneamente, un’analoga proposta è stata inviata ai governi degli USA, dell’Inghilterra e della Francia. Il governo di Nanchino non ha ancora ricevuto risposta da questi governi. Neppure il governo sovietico ha finora risposto. In ogni caso, è ovvio che le proposte del governo [di Nanchino] sono state dettate dagli americani. Queste proposte mirano a far apparire il governo di Nanchino come fautore della fine della guerra e della conclusione della pace, e a bollare il Partito Comunista Cinese come fautore della guerra se esso si rifiutasse di avviare negoziati di pace con gli uomini di Nanchino.

Stiamo pensando di rispondere in questo modo: Il governo sovietico è sempre stato, e continua ad essere favorevole alla cessazione della guerra e alla conclusione della pace in Cina. Ma, prima di dare il suo consenso alla mediazione, desidera sapere se l’altra parte -il Partito Comunista Cinese -è d’accordo di accettare la mediazione dell’URSS. In vista di ciò, l’URSS desidera che all’altra parte -il Partito Comunista Cinese -sia data notizia dell’iniziativa di pace del governo cinese e che gli sia chiesto se dà il suo consenso alla mediazione dell’URSS. Pensiamo di rispondere così, e vi chiediamo di farci sapere se siete d’accordo. Qualora non siate d’accordo, suggerite voi un’altra risposta.Del pari, noi pensiamo che la vostra risposta, se vi sarà richiesta, dovrebbe essere all’incirca la seguente.

Il Partito Comunista è sempre stato favorevole alla pace in Cina, perché la guerra civile in Cina non è stata cominciata dal Partito Comunista, ma dal governo di Nanchino, che dev’essere considerato responsabile delle conseguenze della guerra. Il Partito Comunista Cinese è pronto ad avviare negoziati con il Kuomintang, ma senza la partecipazione di quei criminali di guerra che hanno scatenato la guerra civile in Cina. Il PCC è favorevole a colloqui diretti con il Kuomintang senza mediatori stranieri. In particolare, per quanto riguarda la mediazione, il PCC ritiene che potenze straniere le quali hanno preso parte alla guerra civile usando la loro aviazione e la loro marina contro l’Esercito Popolare di Liberazione cinese, non siano un potere che possa essere riconosciuto neutrale e obbiettivo nel compito di porre fine alla guerra in Cina.

Pensiamo che questa dovrebbe essere, all’incirca, la vostra risposta. Se non siete d’accordo, fateci sapere la vostra opinione.Per quanto riguarda la vostra visita a Mosca, siamo del parere -date le circostanze sopramenzionate -che voi dobbiate, purtroppo, rinviare ancora per qualche tempo la vostra partenza, poiché in tali circostanze la vostra visita a Mosca sarebbe utilizzata dai nemici per screditare il PCC, presentandolo come una forza che fa assegnamento su Mosca e dipende da Mosca. Ciò, naturalmente, è svantaggioso per il PCC e anche per l’URSS.

In attesa di una vostra risposta, Fillipov N. 2 -Continuazione e fine, in data 11 gennaio 1949, del precedente telegramma di J. V. Stalin a Mao Tse-tung. 

Come è evidente da quanto è detto sopra, la nostra bozza della vostra risposta alla proposta del Kuomintang mira al fallimento dei negoziati di pace. E’ chiaro che il Kuomintang non opterà per i negoziati di pace senza la mediazione di potenze straniere e, in modo specifico, senza la mediazione degli Stati Uniti d’America. E’ altrettanto chiaro che il Kuomintang non vorrà condurre negoziati di pace senza la partecipazione di Chiang Kai Shek e di altri criminali di guerra. Perciò noi calcoliamo che il Kuomintang rifiuterà i negoziati di pace alle condizioni poste dal PCC.

Di conseguenza, risulterà che il PCC è pronto a intavolare negoziati di pace, e non potrà quindi essere rimproverato di aver contribuito alla continuazione della guerra civile. Il Kuomintang sarà visto come colpevole di aver fatto fallire i negoziati di pace. Così la manovra pacifista del Kuomintang e degli USA fallirà e voi potrete continuare la vostra gloriosa guerra di liberazione.In attesa di una vostra risposta, Fillipov

N. 3 -Telegramma di Mao Tse-tung a J. V. Stalin in data 13 gennaio 1949

Compagno Fillipov,Ho ricevuto il vostro telegramma in data 10 gennaio.

1. Noi riteniamo che, in relazione alla nota del governo di Nanchino contenente la proposta all’URSS di interporre la sua mediazione per la fine della guerra civile in Cina, il governo dell’URSS dovrebbe rispondere nel modo seguente: Il governo dell’URSS ha sempre desiderato, e continua a desiderare, una Cina democratica e pacifica. Tuttavia, in che modo debbano essere conseguite la pace, la democrazia e l’unità della Cina è cosa che riguarda esclusivamente il popolo cinese. Il governo dell’URSS, basandosi sul principio di non interferenza negli affari interni degli altri paesi, considera inaccettabile la sua partecipazione alla mediazione fra le due parti nella guerra civile in Cina2. Noi riteniamo che gli USA, l’Inghilterra e la Francia, e in modo particolare gli USA, siano estremamente desiderosi di partecipare alla mediazione per porre fine alla guerra civile in Cina e di conseguire, in tal modo, il loro obbiettivo -la restaurazione del potere del Kuomintang; ma i governi di questi Stati, e in particolare il governo degli USA, hanno perduto autorità fra il popolo cinese ; oltre a ciò, le vittorie dell’EPL in tutto il paese e la perdita del potere da parte del Kuomintang sono già divenuti un fatto evidente agli occhi di tutti. Non è chiaro se essi vogliano continuare a sostenere il governo di Nanchino e continuare, quindi, ad attaccare l’EPL. 

Solo l’URSS gode di un’altissima autorità fra il popolo cinese; se, dunque, nei confronti della nota del governo di Nanchino, l’URSS assumerà la posizione delineata nel vostro telegramma del 10 gennaio 1949, allora gli USA, l’Inghilterra e la Francia arriveranno alla conclusione che la loro partecipazione è doverosa, e ciò determinerebbe una situazione di cui il Kuomintang potrebbe approfittare per screditarci come guerrafondai. E le larghe masse popolari che sono insoddisfatte del Kuomintang e sperano in una prossima vittoria dell’Esercito Popolare di Liberazione si scoraggerebbero. Perciò, se l’URSS, considerando nel loro complesso gli interessi delle relazioni internazionali, vorrà assumere, nella sua risposta alla nota, la posizione che noi stiamo suggerendo, allora sarebbe nostro grande desiderio che voi approviate le nostre proposte. Se compirete questo passo, ci sarete di grande aiuto.

3. Se sia possibile consentire agli uomini del governo di Nanchino, compresi i criminali di guerra, di partecipare a negoziati di pace con noi , è questione sulla quale abbiamo bisogno di riflettere ancora. Attualmente siamo inclini ad assumere la seguente posizione: affinchè il popolo cinese possa conseguire rapidamente una vera pace è necessaria la resa incondizionata del governo di Nanchino. 

E’ stato il governo di Nanchino a dare inizio alla guerra, e in questo modo ha commesso un grande crimine. Il popolo non ha più fiducia in lui. Per la più rapida fine della guerra e per il conseguimento della pace, il governo di Nanchino deve trasferire il potere al popolo. Non ha più alcuna giustificazione per mantenersi al potere. Noi riteniamo che, se attualmente conducessimo delle trattative con Jian Jijun, Shao Litsi e altri uomini del genere, e formassimo con loro un governo di coalizione, questo sarebbe proprio quello che il governo USA desidera vedere. Ma ciò susciterebbe grande sconcerto nel popolo cinese, nei partiti democratici, nelle organizzazioni popolari, in alcuni settori dell’EPL e persino nei militanti di base del Partito Comunista Cinese, e danneggerebbe seriamente la nostra posizione, in virtù della quale noi siamo dalla parte giusta. 

A partire dal luglio 1947, stiamo considerando con grande prudenza ed attenzione il carattere illusorio dei colloqui che il governo USA e il Kuomintang dovranno inevitabilmente tenere nell’eventualità della sconfitta militare di quest’ultimo, e il grado di influenza che questa illusorietà potrà avere sul popolo cinese. Siamo profondamente preoccupati della possibilità che questo carattere illusorio abbia grande influenza sulla popolazione, e ci costringa a compiere una capriola politica, cioè a non respingere la proposta di conversazioni col Kuomintang. Rinvieremo la formazione del governo di coalizione. La ragione principale è questa: fare in modo che gli americani e gli uomini del Kuomintang mettano in tavola le loro carte migliori, mentre noi scopriremo le nostre all’ultimo momento. 

Recentemente abbiamo pubblicato una lista di criminali di guerra: 45 persone. Questo non è stato fatto ufficialmente (un articolo di un giornalista). L’EPL non ha ancora emesso alcun ordine di arresto di questi criminali di guerra. 

Il 1° gennaio Chiang Kai-shek ha avanzato la sua proposta di pace. Abbiamo risposto non ufficialmente (un articolo di un giornalista). 

In breve, abbiamo lasciato aperti alcuni punti per successivi cambiamenti, al fine di verificare come il popolo cinese e la comunità internazionale reagiranno agli ingannevoli colloqui di pace del Kuomintang. 

Attualmente siamo inclini a respingere giustamente l’ingannevole proposta di pace del Kuomintang, perché il rapporto di forze in Cina ha ormai subìto un cambiamente radicale, oltre al fatto che anche la comunità internazionale non è favorevole al governo di Nanchino: l’Esercito Popolare di Liberazione può quest’anno attraversare lo Yangtze e attaccare Nanchino. 

Chiaramente, non ci si può chiedere di condurre nuovamente una manovra politica
aggirante. Nell’attuale situazione, eseguire una simile manovra aggirante è più dannoso
che utile.

4. Vi ringrazio di aver chiesto la nostra opinione su un problema così importante. Se non siete d’accordo con l’opinione che vi ho sopra esposto, o se avete qualche cambiamento da fare, vi chiedo di farmelo sapere. 

12 gennaio 1949 Mao Tse-Tung

N. 4 -Telegramma in data 14 gennaio di J. V. Stalin a Mao Tse-tung
Compagno Mao Tse-tung,

Ho ricevuto il vostro lungo telegramma relativo alla proposta di pace di Nanchino.

1. Naturalmente, sarebbe meglio se la proposta di pace del governo di Nanchino non esistesse, se tutta la manovra pacifista degli USA non esistesse. E’ chiaro che questa manovra non è desiderabile, poiché può nuocere alla nostra causa comune. Malauguratamente, tuttavia, la manovra è un fatto, e non possiamo chiudere gli occhi dinanzi ad essa: dobbiamo prenderla in considerazione. 

2. Indubbiamente la pace proposta dagli uomini di Nanchino e dagli USA è una manifestazione della politica delle illusioni. In primo luogo, perché gli uomini di Nanchino non vogliono nessuna pace col Partito Comunista, in quanto la pace col Partito Comunista significherebbe il rifiuto della politica di annientamento del Partito Comunista e del suo esercito, e questo rifiuto condurrenèbbe alla morte politica dei dirigenti del Kuomintang e al completa disorganizzazione delle truppe del Kuomintang. In secondo luogo, perché essi sanno che il Partito Comunista non accetterà la pace col Kuomintang, perché non può abbandonare la sua fondamentale politica di annientamento del Kuomintang e del suo esercito. 

Cosa vogliono, in fin dei conti, gli uomini di Nanchino? Non vogliono la pace col Partito Comunista, ma un armistizio con esso, una temporanea cessazione delle ostilità per ottenere un periodo di respiro, mettere ordine nel proprio esercito, ricevere armi dagli Stati Uniti d’America, accumulare forze e poi rompere l’armistizio e attaccare l’Esercito Popolare di Liberazione dopo aver accusato il Partito Comunista di aver rotto i colloqui di pace. Essi vogliono, come minimo, impedire al Partito Comunista di annientare l’esercito del Kuomintang. 

E’ questa l’essenza dell’attuale politica di inganno portata avanti dagli uomini di Nanchino
e dagli USA.

3. Come rispondere a queste manovre degli uomini di Nanchino e degli USA? Due opzioni sono possibili. La prima è respingere le proposte di pace degli uomini di Nanchino e dichiarare apertamente la necessità di continuare la guerra civile. Ma questo che cosa significa? Significa, anzitutto, che voi scoprite la vostra briscola principale, e mettete nelle mani del Kuomintang un’arma così importante come la bandiera della pace. In secondo  luogo, significa che date un aiuto ai vostri nemici in Cina, e -al di fuori della Cina presentate in modo irriguardoso il Partito Comunista come fautore della guerra civile ed elogiate il Kuomintang come sostenitore della pace. In terzo luogo, ciò significa che date agli USA la possibilità di manipolare l’opinione pubblica europea e americana nel senso che la pace è impossibile col Partito Comunista perché esso non vuole la pace, e che il solo mezzo per ottenere la pace in Cina è quello di organizzare un intervento armato delle potenze in Cina simile all’intervento che fu condotto in Russia nei quattro anni dal 1918 al 1921.

Noi pensiamo che una risposta chiara e netta sia giusta quando si ha a che fare con gente onesta. Ma, se si ha a che fare con delle canaglie come gli uomini di Nanchino, una risposta chiara e netta può essere pericolosa.

E’ possibile, tuttavia, una seconda risposta. A) riconoscere che il conseguimento della pace in Cina è un obbiettivo desiderabile; b) i colloqui dovrebbero aver luogo fra le due parti senza intermediari stranieri, perché la Cina è un paese indipendente e non ha bisogno di intermediari stranieri; c) i colloqui dovrebbero aver luogo fra il Partito Comunista e il Kuomintang come partito, e non come governo che è colpevole di condurre la guerra civile e, per questa ragione, ha perduto la fiducia del popolo; d) non appena le due parti abbiano raggiunto un accordo sul problema della pace e della direzione politica della Cina, le azioni militari debbono cessare.Può il Kuomintang accettare queste condizioni? Noi pensiamo di no. Ma se il Kuomintang non le accetta, la gente capirà che colpevole della continuazione della guerra è il Kuomintang, non il Partito Comunista. In tal caso, la bandiera della pace continuerà a restare nelle mani del Partito Comunista. Questa circostanza è particolarmente importante ora che in Cina è emersa una maggioranza che è stanca della guerra civile ed è pronta ad appoggiare coloro che difendono la pace.

Ma ipotizziamo l’incredibile, e supponiamo che il Kuomintang accetti queste condizioni. Quale dovrà essere il piano d’azione del Partito Comunista? Sarà necessario, in primo luogo, non interrompere le azioni militari, creare degli organismi del governo centrale di coalizione con l’obbiettivo che i tre quinti dei seggi nel Consiglio Consultivo e due terzi dei portafogli ministeriali nel governo vadano al Partito Comunista, mentre il resto dei seggi e dei ministeri sia distribuito fra gli altri partiti democratici e il Kuomintamg. E’ necessario, in secondo luogo, che le cariche di Primo ministro, Comandante in capo e, se possibile, Presidente vadano ai comunisti. 

E’ necessario, in terzo luogo, che il Consiglio Consultivo dichiari che il governo di coalizione così creato è il solo governo della Cina e che qualunque altro governo che pretenda al ruolo di governo della Cina sarà considerato ribelle, formato da un gruppo di impostori che dovranno essere soppressi. E’ necessario, infine, che il governo di coalizione ordini alle vostre forze armate e a quelle del Kuomintang di prestare giuramento di fedeltà al governo di coalizione, e che le azioni militari contro le truppe che hanno prestato questo giuramento cessino immediatamente, mentre le azioni militari continueranno contro le truppe che si siano rifiutate di prestarlo. E’ molto dubbio che il Kuomintang accetti queste misure. Ma se essi non lo faranno, sarà peggio per loro, perché alla fine rimaranno isolati e queste misure saranno adottate anche senza gli uomini del Kuomintang.

4. E’ questo il nostro punto di vista su questo problema, e questi sono i nostri suggerimenti. E’ possibile che, nel precedente telegramma il nostro parere non sia stato espresso con chiarezza e in modo particolareggiato. Vi chiediamo di esaminare i nostri suggerimenti come suggerimenti che non vi obbligano a fare alcunché, e che potete accogliere o respingere. Potete essere sicuri che un mancato accoglimento dei nostri suggerimenti non influirà in alcun modo sui nostri rapporti, e che continueremo ad essere gli stessi amici di sempre. 

Per quanto riguarda la nostra risposta alla proposta di mediazione che ci è stata rivolta
dagli uomini di Nanchino, essa sarà stilata secondo i vostri desideri.
Insistiamo, tuttavia, sull’opportunità di rinviare la vostra visita a Mosca, perché la vostra presenza in Cina è assolutamente necessaria in questo momento. Se volete, possiamo inviare immediatamente un membro responsabile dell’Ufficio Politico da voi a Harbin o in qualche altro luogo, per dei colloqui sui problemi che vi interessano.

14 gennaio 1949 Fillipov

N. 5 -Telegramma di Mao Tse-tung a J. V. Stalin in data 14 gennaio 1949
Compagno Fillipov,

1. Ho ricevuto con piacere il vostro telegramma supplementare dell’11 gennaio. Sull’ orientamnento fondamentale (no ai larghi negoziati con il Kuomintang, continuazione della guerra rivoluzionaria fino in fondo) siamo perfettamente uniti.

Oggi abbiamo pubblicato le otto condizioni in base alle quali noi accettiamo di condurre i negoziati di pace con il Kuomintang. Queste condizioni sono da noi indicate per controbattere le cinque condizioni reazionarie indicate da Chiang Kai-shek nella sua proposta di pace del 1° gennaio. 

Alcuni giorni fa gli americani hanno cercato di sondare la nostra opinione, chiedendoci se saremmo disposti a intavolare negoziati di pace con il Kuomintang senza la partecipazione dei 43 criminali di guerra. Perciò una sola condizione minima, cioè la partecipazione ai negoziati di pace senza i criminali di guerra, non è più sufficiente per far fallire il complotto dei negoziati di pace ordito dal Kuomintang.

2. […]4
3. Dopo la pubblicazione delle proposte di pace del Kuomintang, nelle zone sotto il suo controllo è nata una grande agitazione: la gente chiede in modo massiccio la pace e si duole del fatto che le condizioni indicate dal Kuomintang sono estremamente rigide. 

Gli organi di propaganda del Kuomintang stanno cercando di spiegare perché è necessario per il Kuomintang difendere il proprio status giuridico e conservare l’esercito. Siamo del parere che lo scompiglio nel Kuomintang sia destinato ad aumentare. 

14 gennaio 1949 Mao Tse-tung

N. 6 -Telegramma di J. V. Stalin a Mao Tse-tung
Compagno Mao Tse-tung,

Abbiamo appena ricevuto il vostro ultimo breve telegramma, dal quale appare chiaro che è stata raggiunta fra noi un’unità di vedute sul problema delle proposte di pace degli uomini di Nanchino, e che il Partito Comunista Cinese ha già dato inizio alla campagna di “pace”. 

La questione può, dunque, considerarsi esaurita.

15 gennaio 1949
Fillipov

N. 7 -Risposta del governo sovietico al memorandum del governo di Nanchino ( “Izvestia”, 18 gennaio 1949). L’8 gennaio il Ministero degli Esteri cinese ha inviato all’ambasciata dell’URSS in Cina un memorandum contenente la richiesta al governo sovietico di fungere da intermediario nei negoziati di pace fra il governo cinese e il Partito Comunista Cinese. L’ambasciatore sovietico fu informato che il governo cinese aveva rivolto un’analoga richiesta ai governi degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Francia.Il 17 gennaio il Viceministro degli Esteri dell’URSS, compagno A. Y. Vishinsky, ha ricevuto l’ambasciatore cinese in URSS, signor Fu Bin Chang, e gli ha consegnato la risposta del governo sovietico nella quale si osserva che il governo sovietico aderisce costantemente al principio della non interferenza negli affari interni di altri paesi, e non ritiene opportuno assumersi la mediazione di cui si parla nel memorandum.

Nella sua risposta il governo sovietico osserva che il ripristino dell’integrità della Cina come paese democratico e amante della pace è questione che riguarda il popolo cinese, e che questa integrità può con maggiore probabilità essere raggiunta attraverso colloqui diretti bilaterali tra le forze interne, senza interferenze esterne.

“Rapporti cino-sovietici 1911-1957”, Raccolta di documenti, Mosca 1959, p. 200.

NOTE

1.
In questo carteggio, per motivi di segretezza, Stalin usò lo pseudonimo di Fillipov.
2.
Nelle memorie del diplomatico e scrittore cinese Shi Zhe si afferma erroneamente: “Nel dicembre 1948 la parte sovietica ci inviò una lettera che il governo sovietico aveva ricevuto dal governo del Kuomintang. Essa chiedeva al governo sovietico di sistemare la disputa fra il KMT e il PCC, di porre fine alla guerra civile… Il governo sovietico ci  consegnò l’originale (il testo russo) della lettera senza alcun commento” (Ricordi di Shi  Zhe, in “Zheniu”, 1988, n. 5. La traduzione russa è pubblicata in “Problems of the Far East”, 1989, n. 1, pp. 139-48; la citazione è a p. 141).

3. 

Jian Jijun e Shao Litsi erano già stati autorizzati nel 1946 dal governo di Nanchino a condurre conversazioni con i rappresentanti del PCC. Ma questi colloqui, che si svolsero con la mediazione del generale Marshall, furono rotti da Chiang Kai-shek. 

4. 

In questo paragrafo venivano discusse le ulteriori operazioni fra la stazione radio del PCC e Mosca; perciò il paragrafo è omesso. 

Da Teoria &Prassi, n. 7

Continue your glorious war of liberation. ”
The exchange of telegrams between Stalin and Mao Tse-tung in January 1949.
Publish, for its exceptional historical and political importance, the telegraphic correspondence passed between Stalin and Mao Tse-tung in January 1949 with a preface by Comrade Vijay Singh, editor of the Indian magazine “Revolutionary Democracy.” From the Stalin-Mao correspondence is clear that the USSR Stalin leaned decidedly, even in those years, the revolution and anti-imperialist struggles around the world, and this denial in the usual accusations leveled against Stalin by Trotskyites, revisionists and bourgeois, according to which he looked with indifference at development of revolutionary processes because affected by nationalism or because it wanted to “carve up the world” agree with the imperialist powers. Despite the reservations which he had founded on the internal reality of the Chinese Communist Party, Stalin-that distinguished with great clarity the stages of the revolutionary process-was very clear at that time that China’s main task was the formation of a revolutionary government anti-imperialist and development of a system of “people’s democracy” that fulfilled the tasks of the anti-feudal and anti-imperialist struggle and prepare the transition to a socialist society.

In 1949 the situation had undergone radical changes: the People’s Liberation Army had bought the numerical superiority over the army of the Kuomintang, the pace of advance of the popular forces had become faster, the internal regime of the Kuomintang was in full decay: l ‘ intrusion of the imperialist powers, first and foremost the United States, through the fraudulent “peace proposals” Chiang Kai-shek agreed with the Americans, would not only endanger the victory of the PLA and the CCP, but would prepare the way for a military intervention of the Western powers in China, which at that time had not yet ruled out. An eventual success of imperialism in the immense “continent” Chinese would have meant the encirclement of the nascent socialist camp (and, in its broad internationalist vision, Stalin also takes account of this).

It was therefore necessary to defeat an attempt by a reactionary tactic noticed that the chart shows that we publish in a comprehensive manner. In the end, despite some initial doubts and reservations, Mao Tse-tung accepts the tactics suggested by Stalin, stated without hesitation that the goal to which it was intended: “Keep your glorious war of liberation.”

That Comrade Stalin was right, and that the Chinese revolution were to go through the democratic stage of the anti-imperialist national liberation war is history. The strategic perspective of Mao Tse-tung, in that stage, it was the same. In November 1948 he wrote: “The task of the Chinese Communist Party is to unite the revolutionary forces around the country to drive the aggressive forces of U.S., overthrow the reactionary rule of the Kuomintang and establish a people’s republic, democratic and unified” (Revolutionary Forces around the world, unite and fight imperialist aggression! (in “For a Lasting Peace, For a People’s Democracy”, no. 21, 1948.

The Editor of “Theory and Practice”

Existed for a long time the idea that the policy of the PC (b) the policy of the USSR and the Soviet Union were contrary to the development of the revolutionary process outside the USSR. At the time, Trotsky argued that the PC (b) of the USSR, under the leadership of Stalin, he dug the pit to the revolution in China, Germany, Spain and around the world. After the Second World War, similar arguments were taken up by the Communist Party and Jugoslavo.Tito Kardelj claimed that the great-power chauvinism was dominant in the Soviet Union, which, according to them, he wanted to take over economically Yugoslavia. Stalin and Molotov, in their correspondence with the Yugoslav party, reminded that even Trotsky began his war against the PC (B.) accusing him of decadence, of narrow national spirit and great-power chauvinism. A similar logic was endorsed by the Chinese Communist Party after the Twentieth Congress of the CPSU. In a speech on April 25, 1956, entitled On the ten great relationships, Mao Tsetung said that Stalin had committed “a number of errors about China”: “During the war of liberation, there is authorized to make the revolution.” During the great debate Mao relaunched the theme in his Discourse on the philosophical problems of the August 18, 1965, saying that Stalin was “opposed to our revolution and our conquest of power.” This accusation of great-power chauvinism directed to the Soviet Union Mao extended to the entire period of Lenin and Stalin. In Conversation with the Socialists Japanese 11 August 1964 which took place during the period of the great debate, Mao practically accused Lenin of social-chauvinism, because China had yet to come to terms with the Soviet Union in regard to the Soviet territories to the east of Lake Baikal , including Vladivostok, Khabarovsk and the peninsula of Kamchatka.

The USSR was attacked because, following the agreements of Yalta, would have “dominated” Mongolia and would be “attached” certain parts of Romania, Germany, Poland and Finland. Mao also accused the Soviet Union of having “annexed” the Kurile Islands, taking them to Japan.

This series of accusations is a formidable attack on the foreign policy of the CPSU (B.) of the USSR under Lenin and Stalin But to get back to the central theme of this introduction: Stalin really opposed the seizure of power in China by the Communist Party in 1949?

In the second half of 1948, as a result of blows inflicted on the People’s Liberation Army troops of Chiang Kai-shek, the whole northern China has been released from the north of the Yangtze River. The “die-hards” of the Kuomintang forced Chiang Kai-shek to call a truce in his New Year speech of 1949. This proposal was intended to grant the reactionary armed forces a respite that would allow them to regain their strength to prepare for a new offensive against the EPL

Both Stalin and Mao understood that this move represented an offensive of international peace imperialism and its Chinese allies. Stalin intended to deal with this offensive to the lock, allowing the CCP and EPL to raise high the banner of peace, collect Chinese public opinion behind the CCP and helping him carry forward the victorious march of the Chinese revolution.

Mao initially hesitated to accept the suggestion of Stalin, believing that the acceptance tactic of peace negotiations with the Kuomintang, also subject to certain strict conditions that probably would not be accepted by the other party, would weaken the position of the CCP and strengthened that of ‘ U.S. imperialism and Kuomintang.Stalin was able to convince Mao tactical effectiveness of its proposals. He argued that it was appropriate to accept the peace proposal of the Kuomintang as he continued the war of liberation. Only the Chinese Communist Party and the Kuomintang would participate in those discussions, the Nanjing government would have to be excluded, because in charge of the civil war. Stalin did not think that the Kuomintang would have accepted these proposals but, in the unlikely event that he did, the CCP would have to try to gain a dominant position in a United Front government in securing the majority of seats in the Consultative Conference, the majority of ministries within the government and the posts of prime minister, commander in chief of the armed forces and, if possible, to the President.

It was also necessary that the new coalition government declared that anyone who had proclaimed to be the government of China would be regarded as a rebel, and that all forces, including the Kuomintang, would have to swear allegiance to the coalition government. Military action would be taken against the troops who refused to pay this giuramento.La conclusion of the correspondence amounted to achieve unity of opinion between Stalin and Mao fundamental orientation to follow in the next period, including the agreement in according to which-as is clear from Mao’s telegram to Stalin on January 14-the two executives were “perfectly united” on the need to “continue the Revolutionary War to the end” (Document no. 5) The reading of the correspondence between January 1949 Stalin and Mao Tse-tung leads, therefore, to conclude that Mao’s statement according to which Stalin would oppose the seizure of power in 1949 by the Chinese Communist Party is devoid of any foundation.

And ‘as unfounded the allegations, previously, by Trotsky and Tito against the foreign policy of the CPSU (B.) of the USSR. Documents published below, from the Archive of the President of the Russian Federation, the intense contain correspondence telegraphic elapsed between J. V. Stalin and Mao Tse-tung in January 194
They were published by Academician S. L. Tikhvinsky in the magazine “Novaya i Noveishaya Istoriya”, no. 4-5, 1994.

We reproduce a part of his introduction to these documents, which gives an overview of the situation of the Chinese revolution between 1945 and 1949.

Vijay Singh

NOTES

A) The Correspondence Between the Central Committee of the Communist Party of
Yugoslavia and the Central Committee of the All-Union Communist Party (Bolshevik),
London, 1948, p. 25-26.

B)

Selected Works of Mao Tse-tung, vol. V, Peking 1977 p. 304 (Mao Tse-tung, On ten
large reports, in Revolution and construction. Writings and speeches 1949-1957, Cambridge University Press,
Turin 1979, p. 382).

C)

Ibid., Vol. IX, Hyderabad 1994, p. 130 [The passage quoted by Singh does not appear in Mao Tsetung, Discourse on philosophical problems, in unpublished speeches from 1956 to 1971, Mondadori, Milan 1975].

D)

Ibid., P. 124. The point of view of Mao on the Kurile Islands was countered by Moni Guha, In
Great defense of Stalin and the PLA, in “Socialist Albania”, no. 7, August 1979, p. 18

The correspondence of J. V. Stalin Mao Tse-tung, January 1949

After the capitulation of Japan in 1945, he outlined a chance of achieving the unification of China by peaceful means. On October 10, 1945, during the talks diChungking, was signed a series of agreements between the delegates of the Kuomintang and the Chinese Communist Party. These agreements on the cessation of military hostilities between the armed forces of the Kuomintang and the CPC, the legalization of the activities of the CCP and the recognition of its armed forces as an integral part of the Chinese army.

It was called a Political Consultative Conference attended by all political parties in China. But the decisions of the Political Consultative Conference, the opening day of which Chiang Kai-shek had promised to put an end to one-party rule of the Kuomintang, to cease the persecution of democratic elements, summon a democratically elected National Assembly, were not fulfilled.

In the summer of 1946, the Kuomintang, supported by the United States of America landed its troops in China and supplied Nanjing government huge amounts of weapons, aircraft and ships, and large amounts of food and financial means, renewed the war civil suit against the Chinese Communist Party.

The troops of the CPC had to abandon the North and Northwest territories that were under their control. But the growing dissatisfaction with the policy of oppression of the Chinese people by the Kuomintang, the presence of American troops in the country, the sharp deterioration of economic conditions, the tyranny of the military clique of the Kuomintang, defensive tactics and guerrilla warfare conducted People’s Liberation Army successfully created towards the end of 1947, a situation in which the Kuomintang, who had thrown against the PLA army of three million men, he found himself having lost more than a third of his troops. Between the summer and autumn of 1948 the troops of inflicted a series of heavy defeats to the forces of the government of Nanjing. From September to November 1948 one of the three largest PLA military operations against the troops of Chiang Kai-shek, the Battle of Laoshen, during which he was liberated the whole of northeastern China. At that time, a large number of soldiers, officers and generals of the Government voluntarily went over to the side of the PLA.

In November began the operation of Huai He, during which the Kuomintang
lost more than 555 000 persons, and in December the last operation – the operation
Bingqing –
led to the liberation of the whole of China settentrionale.Di front of heavy military setbacks and the fact that the city of Nanjing and Shanghai were directly threatened after the arrival of the PLA on the northern bank of the Yangtze, Chiang Kai-shek -in the New Year speech delivered on 1 January 1949-proposed a truce to the command headquarters of the PLA, in order to get a respite and to strengthen its defenses. The Kuomintang tried to “internationalize” its “peace offensive.” The Ministry of Foreign Affairs of the Nanjing government appealed to the Governments of the USA, England, France and the Soviet Union, asking them to become mediators for a peaceful solution of the conflict between the Kuomintang and the Chinese Communist Party.

The international situation in 1948 was very tense. On the question of the Berlin
relations between the USSR and the USA (with the support, the latter, England and France) were
loans (“Berlin Crisis”.) As of the end of 1945, in the United States were taken into account any plans to attack the Soviet Union with the use of atomic bombs, of which the United States was the sole possessor. According to one of these plans, which had the code name “Drop Shot”, the USA was using the forces of the Kuomintang and other reactionary regimes in the East, which would have been provided air support and navy from its bases in Japanese territory and other military bases “outside of mainland China.”

In this complex international situation, the Soviet government, fearing the danger of U.S. military interference in the civil war in China, decided to discuss with Mao Tse-tung’s position that, according to the Soviet leaders, it would be necessary to take regarding the proposal Government of Nanking on the mediation of the four states for the cessation of military hostilities between the troops of the Kuomintang and the People’s Liberation Army of China. Documents from the Archives of the Russian Federation President clearly refute the fantasies about ‘”indifference and skepticism of the Soviet leadership towards the CCP,” and the version according to which the Soviet Union was against the crossing of the Yangtze from the PLA and the liberation of the whole of China by the Kuomintang dictatorship.

Academic C. L. Tikhvinsky

N. 1-Telegram January 10, 1949 by J. V. Stalin to Mao Tse-tung
Comrade Mao Tse-tung.

On January 9, we received a note from the Nanjing Government with a proposal to the Soviet government to mediate between the government of Nanjing and the Chinese Communist Party on the question of the cessation of hostilities and the conclusion of peace.

At the same time, a similar proposal has been sent to the governments of the USA, Britain and France. The Nanjing government has not yet received a response from these governments. The Soviet government has so far responded. In any case, it is obvious that the government’s proposals [Nanjing] were dictated by the Americans. These proposals are intended to bring up the Nanjing government as an advocate of the end of the war and the conclusion of peace, and to stigmatize the Chinese Communist Party as an advocate of the war if it refuses to start peace negotiations with the people of Nanjing.

We are planning to respond this way: The Soviet Government has always been, and continues to be favorable to the cessation of war and the establishment of peace in China. But, before giving his consent to mediation, want to know if the other party-the Chinese Communist Party-has agreed to accept the mediation of the USSR. In view of this, the USSR want the other party-the Chinese Communist Party-has been informed of the peace initiative of the Chinese government and being asked if he gives his consent to the mediation of the USSR. We think that they are responding, and we ask you to let us know if you agree. If you do not agree then prompt a risposta.Del Similarly, we think that your answer, if you are asked, should be roughly as follows.

The Communist Party has always been in favor of peace in China, because the Chinese civil war was started not by the Communist Party, but by the government of Nanjing, which should be held responsible for the consequences of the war. The Chinese Communist Party is ready to start negotiations with the Kuomintang, but without the participation of those war criminals who unleashed the civil war in China. The CCP is in favor of direct talks with the Kuomintang without foreign mediators. In particular, with regard to the mediation, the CCP believes that foreign powers which took part in the civil war by using their air force and navy against their People’s Liberation Army of China, as such a power that can be recognized and neutral objective in the task of ending the war in China.

We think this should be, approximately, your answer. If you do not agree, let us know your opinione.Per regarding your visit to Moscow, we are of the opinion-the circumstances mentioned above-you should, unfortunately, for some time to postpone your departure, because in such circumstances your visit to Moscow would be used by enemies to discredit the CCP, as a force that relies on Moscow and is dependent on Moscow. This, of course, is disadvantageous for the CCP and also to the USSR.

Looking forward to your response, Fillipov No. 2-Continuation and end on January 11, 1949, the previous telegram J. V. Stalin to Mao Tse-tung.

As is evident from what was said above, our draft of your response to the proposal of the Kuomintang aims to failure of the peace negotiations. It ‘clear that the Kuomintang will not opt ​​for the peace negotiations without the intervention of foreign powers and, specifically, without the mediation of the United States of America. It ‘also clear that the Kuomintang will not want to conduct peace talks without the participation of Chiang Kai Shek and other war criminals. Therefore, we calculate that the Kuomintang will reject peace talks under the conditions imposed by the CCP.

As a result, it turns out that the CPC is ready for peace talks, and can not therefore be accused of having contributed to the continuation of the civil war. The Kuomintang will be seen as guilty of ruining the peace negotiations. So peace maneuver of the Kuomintang and the USA will fail, and you can continue your glorious war liberazione.In forward to your response, Fillipov

N. 3-Telegram Mao Tse-tung to J. V. Stalin dated January 13, 1949

Fillipov mate, I received your telegram dated January 10.

1. We believe that, in relation to the note of the Nanjing Government proposal to the USSR to accept mediation by the end of the civil war in China, the USSR government should respond as follows: The Government of the USSR has always desired, and continues to be desired, a democratic and peaceful China. However, how to achieved peace, democracy and unity of China is something that concerns only the Chinese people. The government of the USSR, based on the principle of non-interference in the internal affairs of other countries, can not accept the participation in the mediation between the two sides in the civil war in China2. We believe that the U.S., Britain and France, and especially the U.S., are extremely eager to participate in mediation to end the civil war in China and to achieve, in this way, their goal-the restoration of the power of the Kuomintang, but the governments of these states, and in particular the U.S. government, have lost authority among the Chinese people, in addition, the victories of the whole country and the loss of power by the Kuomintang are already become a fact obvious to everyone. It is not clear whether they want to continue to support the government of Nanjing and thereby continue to attack the EPL.

Only the Soviet Union enjoys high authority among the people of China, therefore, regarding the note of the government of Nanjing, the USSR will take up the position outlined in your telegram of 10 January 1949, then the United States, England and France will come to the conclusion that their participation is a must, and this would lead to a situation wherein the Kuomintang would get to discredit us as warmongers. And the large masses of people who are dissatisfied with the Kuomintang and hopes of an early victory People’s Liberation Army will be disheartened. Therefore, if the USSR as a whole considering the interests of international relations, it will assume in its response to the note, the position that we are suggesting, then it would be our great desire that you endorse our proposals. If you can take this step, there will be a big help.

3. If it is possible to allow individuals from the Nanjing government, including war criminals, to participate in peace negotiations with us, is a matter on which we need to think again. Currently we are inclined to take the following position: for the Chinese people can quickly achieve a true peace requires the unconditional surrender of the government of Nanjing.

It ‘was the Nanjing government to begin the war, and in this way he has committed a great crime. The people no longer trust him. For the earliest possible end of the war and the achievement of peace, the Nanjing government to transfer power to the people. He no longer has any grounds to continue in power. We believe that, if at present talks with Jian Jijun, Shao Litsi and other such men, and with them was to form a coalition government, this would be just what the U.S. government wants to see. But this would lead the people of China, the democratic parties and people’s organizations in some sectors PLA and even the rank and file of the Chinese Communist Party, and would seriously damage our position, by virtue of which we are on the right side .

As of July 1947 we are considering with great caution and attention the illusory character of the talks that the U.S. government and the Kuomintang will inevitably have to take in the event of military defeat of the latter, and the degree of influence that this will have on the illusory Chinese people. We are deeply concerned about the possibility that this deception has great influence on the population, and force us to make a political somersault, that is not to reject the proposal for talks with the Kuomintang. Delaying the formation of the coalition government. The main reason is this: make sure that the Americans and the Kuomintangists reveal their cards on the table, while we discover our last moment.

We recently published a list of war criminals: 45 people. This has not been done unofficially (a journalist). The PLA has not yet issued any order to stop these war criminals.

On January 1, Chiang Kai-shek put forward his proposal of peace. We have not officially responded (an article by a journalist).

In short, we have left a few points to subsequent changes, in order to verify how the Chinese people and the international community react to deceptive peace talks Kuomintang.

Currently we are inclined to reject the misleading rightly peace proposal of the Kuomintang, because the balance of power in China has undergone a radical change, in addition to the fact that the international community is not conducive to the Nanjing Government, the People’s Army PLA can this year to cross the Yangtze and attack Nanjing.

Clearly, it can not be required to again carry a political maneuver
outflanking. In the current situation, perform a similar outflanking maneuver is more harmful
than helpful.

4. I thank you for asking our opinion on such an important issue. If you do not agree with the view that I have described above, or if you have any changes to make, I ask you to let me know.

January 12, 1949 Mao Tse-Tung

N. 4-Telegram on January 14, by J. V. Stalin to Mao Tse-tung
Comrade Mao Tse-tung,

I received your long telegram regarding the peace proposal of Nanjing.

1. Of course, it would be better if the peace proposal of the government of Nanjing did not exist, if the whole of the U.S. anti-war movement did not exist. It ‘clear that this maneuver is not desirable as it may be harmful to our common cause. Ominously, however, the maneuver is a fact, and we can not close our eyes to it: we must take it into account.

2. Undoubtedly the peace proposal of Nanjing and the USA is a manifestation of the politics of illusion. First, because the Nanjingists not want any peace with the Communist Party, since the peace with the Communist Party would mean the rejection of the policy of annihilation of the Communist Party and his army, and this rejection would lead to the death of the political leaders of the Kuomintang and the complete disorganization of the troops of the Kuomintang. Second, because they know that the Communist Party does not accept peace with the Kuomintang, because it can not abandon its fundamental policy of annihilation of the Kuomintang and its army.

What do they want, in the end, the men of Nanking? They do not want peace with the Communist Party, but an armistice with it, a temporary cessation of hostilities for a period of breath, bring into order the army, receive weapons from the United States of America, accumulating forces and then break the armistice and attack the People’s Liberation Army after accusing the Communist Party for having broken the peace talks. They want to, as a minimum, to prevent the Communist Party to destroy the army of the Kuomintang.

And ‘This is the essence of the current policy of deception being conducted by the Nanjing
and the USA.

3. How to respond to such maneuvers of Nanjing and the USA? Two options are possible. The first is to reject proposals for peace to men of Nanjing and openly declare the need to continue the civil war. But what does that mean? It means, first, that you have put your main trump card and put in the hands of the Kuomintang important weapon as the flag of peace. Secondly, it means that you are helping your enemies in China and outside China-are slighting the Communist Party as an advocate of civil war and praising the Kuomintang as a supporter of peace. Third, it means that you give the U.S. the ability to manipulate public opinion in Europe and America in the sense that peace is impossible with the Communist Party because it does not want peace, and that the only way to achieve peace in China to organize an armed intervention powers in China similar intervention which was conducted in Russia in the four years from 1918 to 1921.

We believe that a clear-cut answer is correct when you have to deal with honest people. But, if you have to deal with the rogues like Nanjing, a clear-cut answer can be dangerous.

E ‘can, however, a second answer. A) recognize that the achievement of peace in China is a desirable objective, b) the talks to be held between the two parties without foreign intermediaries, because China is an independent country and does not need any foreign intermediaries c) talks to take place between the Kuomintang and the Communist Party as a party, and not as a government that is guilty of conducting a civil war, and for this reason, has lost the confidence of the people; d) as soon as the two parties have reached an agreement on the issue peace and political leadership of China, the Kuomintang military actions are cessare.Può accept these conditions? We think not. But if the KMT does not accept them, people will understand that culprit for the continuation of the war is the Kuomintang, not the Communist Party. In this case, the flag of peace will continue to remain in the hands of the Communist Party. This circumstance is particularly important now that China has emerged a majority that is tired of the civil war and is ready to support those who defend peace.

But assume the incredible and assume that the Kuomintang will accept these conditions. What should be the action plan of the Communist Party? It will be necessary in the first place, do not stop military actions, creating bodies of the central government in coalition with the goal that three-fifths of the seats on the Advisory Council and two-thirds of ministerial portfolios in the government go to the Communist Party, while the rest and ministries of seats to be distributed among the other democratic parties and the Kuomintamg. And ‘necessary, secondly, that the offices of the Prime Minister, Commander in Chief and, if possible, the President should go to the Communists.

And ‘necessary, thirdly, that the Consultative Council declares that the coalition government so created as the sole government of China and that any other government that claims to the role of the government of China will be considered rebellious, formed by a group of imposters be suppressed. And ‘necessary, finally, that the coalition government orders to your armed forces and those of the Kuomintang to take the oath of allegiance to the coalition government, and the military actions against the troops who have served this oath cease immediately, while the military actions continue against the troops who have refused to provide it. It ‘very doubtful that the Kuomintang will accept these measures. But if they do not, it will be worse for them, because in the end they will be isolated and these measures will be taken without the Kuomintangists.

4. And ‘this is our point of view on this issue, and these are our suggestions. It ‘possible that in the preceding telegram our opinion has not been expressed clearly and in detail. We ask you to consider our suggestions as suggestions that do not force you to do anything, and you can accept or decline. You can be sure that a failure to adopt the recommendations do not in any way affect our relationship, and we will continue to be the same old friends.

As far as our response to the mediation proposal that has been addressed
by the men of Nanjing, it will be drawn up according to your desideri.Insistiamo, however, on whether to postpone your visit to Moscow, because your presence in China is absolutely necessary at this time. If you want we can send immediately a responsible member of the Political Bureau in Harbin by you or in some other place, for talks on issues that interest you.

January 14, 1949 Fillipov

N. 5-Telegram Mao Tse-tung to J. V. Stalin dated January 14, 1949
Companion Fillipov,

1. I was happy to receive your telegram additional 11 January. Sull ‘orientamnento fundamental (the broad talks with the Kuomintang, the time of the Revolutionary War to the end) we are perfectly united.

Today we published the eight conditions under which we agree to conduct peace negotiations with the Kuomintang. These conditions are put forward to counter the five reactionary conditions by Chiang Kai-shek in his peace proposal of January 1.

A few days ago, the Americans tried to know our opinion, whether we wish to enter into peace negotiations with the Kuomintang without the participation of the 43 war criminals. Therefore only one minimum condition, namely participation in the peace talks without war criminals, is not enough to derail the peace talks conspiracy hatched by the Kuomintang.

2. […] 4
3. After the publication of the peace proposals of the Kuomintang, in the areas under its control is big turmoil: the people want peace so massive and regrets that the conditions set by the Kuomintang are extremely rigid.

The propaganda organs of the Kuomintang are trying to explain why it is necessary for the Kuomintang to defend its legal status and maintain the army. We are of the opinion that the disarray in the Kuomintang is going to increase.

January 14, 1949 Mao Tse-tung

N. 6-Telegram J. V. Stalin to Mao Tse-tung
Comrade Mao Tse-tung,

We have just received your latest short telegram, from which it appears that has been reached between us unity of opinion on the issue of the peace proposals of the men in Nanjing, and that the Chinese Communist Party has already started the campaign of “peace “.

The question, then, can be considered exhausted.

January 15, 1949
Fillipov

N. 7-Soviet Government’s response to the memorandum of the government of Nanjing (“Izvestia”, January 18, 1949). On January 8, the Chinese Foreign Ministry has sent the USSR embassy in China a memorandum containing the request to the Soviet government to act as an intermediary in the peace negotiations between the Chinese government and the Chinese Communist Party. The Soviet ambassador was informed that the Chinese government made a similar appeal to the governments of the United States, Britain and Francia.Il 17 January the Deputy Foreign Minister of the USSR, Comrade A. Y. Vishinsky, received Chinese Ambassador to the USSR, Mr. Fu Bin Chang, and gave him the answer of the Soviet government in which it is observed that the Soviet government consistently adheres to the principle of non-interference in the internal affairs of other countries, and does not consider appropriate to assume mediation which is mentioned in the memorandum.

In its response the Soviet government notes that the restoration of the integrity of China as a democratic and peace-loving country is a matter for the Chinese people, and that this integrity can most likely be achieved through direct bilateral talks between the internal forces, without external interference.

“Sino-Soviet Relations 1911-1957”, Collection of Documents, Moscow, 1959, p. 200.

NOTES

1.
In this correspondence, for reasons of secrecy, Stalin used the pseudonym Fillipov.
2.
In the memoirs of the Chinese diplomat and author Shi Zhe incorrectly states: “In December 1948, the Soviet side sent us a letter that the Soviet government had received from the Kuomintang government. It asked the Soviet Government to settle the dispute between the KMT and the CCP, to put an end to the civil war … The Soviet government gave us the original (Russian text) of the letter without comment “(Recollections of Shi Zhe;” Zheniu “, 1988, n. 5. The Russian translation is published in” Problems of the Far East “, 1989, n. 1, pp. 139-48, the quotation is on p. 141).

3.

Jian Shao Jijun and Litsi were already authorized in 1946 by the Nanjing government to conduct talks with the representatives of the CCP. But these talks, which are held through the mediation of General Marshall were disrupted by Chiang Kai-shek.

4.

In this section were discussed further operations between the radio station of the CCP and Moscow, so the paragraph is omitted.

From Theory & Practice, no. 7

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