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Questo articolo è un’esempio della pattumiera dell’anticomunismo.
  • http://www.storialibera.it/il_sabato/il_sabato_view.php?id=605
    Si sostiene che le truppe sovietiche che erano riuscite a giungere nel quartiere Praga nei sobborghi di Varsavia si siano fermate, nonostante che il Comitato di Londra avesse lanciato l’insurrezione lasciando che i tedeschi massacrassero i polacchi (tale logica guida il libro di N. Davies, LA RIVOLTA. VARSAVIA 1944. LA TRAGEDIA DI UNA CITTA’ TRA HITLER E STALIN, Edizioni Rizzoli, Milano, 2004).
    Ancora una volta gli inglesi e Churchill lanciano il popolo polacco in un’avventura: è infatti il Comitato di Londra, in opposizione a quello di Lublino, che lancia l’insurrezione ed agenti inglesi, come fonti autorevoli attestano, lavorano per tale insurrezione, e che poi non provvede a sostenere l’azione nella quale getta il popolo polacco  e di Varsavia. Anche qui la provocazione britannica scarica sull’ armata rossa le sue responsabilità come nel 1939.
    Questa costituisce una grave provocazione britannica, della monarchia e della regina Elisabetta in prima persona e di Churchill in primo luogo.
    Essi consegnano i polacchi, per la seconda volta, al boia nazista al solo scopo di provare l’Armata Rossa ed attirarla in una provocazione.
    Stalin in persona incontrandosi con i responsabili del Comitato di Londra aveva detto in maniera chiara che l’Armata Rossa non sarebbe entrata in Varsavia e che quello non era il momento per tale avanzata.
    Nonostante questo agenti britannici su istigazione e comando di Churchill organizzarono l’insurrezione per lasciare poi che la belva nazista massacrasse i polacchi.
    Si è visto come il piano militare sovietico avesse una sua logica interna e procedesse secondo ben precisi impianti logici.
    L’avanzata su Varsavia e la liberazione della Polonia si inquadrava entro il piano militare di guerra della terza fase, quello dell’assalto dalla Vistola fino a Berlino.
    L’armata rossa era avanzata troppo ed in poco tempo, occorreva rinsaldare il fronte, portare nelle più immediate retrovie tutto l’occorrente, a partire dalla modifica della ridotta ferroviaria, ecc. che garantisse l’assalto dalla Vistola a Berlino.
    Nelle precise condizioni militari rimanevano ancora impegnate nei Balcani almeno 80 divisioni: in Grecia, in Ungheria, in Romania, in Jugoslavia, Bulgaria, Finlandia e nella Prussia orientale.
    Avanzare significava consentire a queste forze di convergere su Varsavia ed insaccare le divisioni sovietiche ed infliggerle una pesante sconfitta, conseguire l’obiettivo di ricongiungere le disperse forze armate nei Balcani. Occorreva quindi prima procedere ad eliminare questa minaccia alle spalle, consentire al movimento partigiano nei vari paesi di estendersi ed affermarsi e che si attuassero modifiche in questi paesi.
    Infatti in questo periodo si ha la resa della Romania, dell’Ungheria, della Jugoslavia con la costituzione di governo espressione della guerra partigiana e la cacciata dei governi filonazisti e la lotta di Romania ed altri contro la Germania, unendosi alle forze dell’armata rossa, costituendo così nel contempo solide retrovie per l’assalto dalla Vistola a Berlino.
    Churchill voleva attirare in una provocazione l’armata rossa, voleva che l’armata rossa subisse una sconfitta, una battuta d’arresto al fine di indebolirla nella fase delle trattativi di pace e per conseguire un obiettivo ideologico che avrebbe giocato dopo la fine del conflitto: esasperare tale sconfitta e sminuire le eccellenti vittorie, demoralizzare le forze partigiane e progressiste.
    Per questo fine manda al massacro per la seconda volta milioni di polacchi.
    La Germania infatti entro la fine di luglio rafforza la sua presenza in Polonia tra cui l’invio di un’intera armata SS a significare l’importanza centrale che dava a tale situazione e nella speranza di attirare l’armata rossa nella trappola che Churchill aveva teso lanciando l’insurrezione di Varsavia il 1°Agosto 1944.
    Quando nel mese di Novembre, dopo una sosta di circa 2 mesi, riorganizzate le fila, ecc. viene lanciata l’offensiva finale, l’armata rossa entra in Gennaio in Varsavia, liquida le sacche di resistenza e libera assieme alla popolazione di Varsavia e di tutta la Polonia diretta ed organizzata dal Comitato di Lublino.
    Mantiene così l’impegno che aveva assunto.
    L’imperialismo inglese, cioè, e quindi la monarchia britannica ed il governo britannico, in concreto la regina Elisabetta e Wiston Churchill cercano di attirare l’URSS in una provocazione e facilitare così la Germania nazista, che imponendo una sconfitta all’armata rossa avrebbe da una parte allentato le pressioni sulle sue armate ed indebolito il fronte principale di avanzata verso Berlino e la forza principale di annientamento delle belve naziste.
    Il piano fallì miseramente, ma le azioni contro l’URSS in piena guerra antinazista ed in favore della Germana hitleriana da parte degli inglesi e degli americani non si fermarono certamente qui.
    Fino all’ultimo essi cercheranno un accordo separato con le truppe germaniche al fine di congiungere le loro truppe e quelle naziste per lanciare una controffensiva congiunta contro l’avanzata dell’armata rossa nel Gennaio-Marzo 1945.
    In generale in questo periodo essi consentivano alle truppe naziste di spostare divisioni dal fronte occidentale verso quello orientale, ossia contro l’URSS che sosteneva lo sforzo principale.
    Esiste in merito il carteggio Stalin –Roosevelt, ove Stalin critica queste scelte americane e Rossevelt risponde che non erano 5 le divisioni in questioni ma appena tre.
    Quindi conferma la linea anglo-americana di consentire alle truppe naziste di sganciarsi dal fronte occidentale per concentrarsi su quello orientale.
    Ma il fatto più grave, anche questo documentato dal carteggio Stalin – Roosevelt, è quelle del Dicembre 1944- Marzo 1945.
    Furono presi nell’Estate 1944 contatti in Svizzera tra il plenipotenziario tedesco, generale delle SS Karl Wolff e ufficiali anglo-americani al fine di una firma separata di resa della Germania con gli anglo-statunitensi.
    L’operazione va sotto il nome di Sunrise-Crossword.
    Gli incontri ebbero luogo a Zurigo e nel Canton Ticino e più precisamente a Lugano ed ad Acona.
    Wolff tramite i buoni uffici del cardinale di Milano Shuster riuscì a mettersi in contatto nel Febbraio 1945 con Allan Dulles, capo dei servizi strategici ( OSS ) degli USA a Berna ( e poi direttore della CIA dal 1953 al 1963, creata da Truman nel 1947 ).
    Wolff dovete dare un “ pegno di lealtà” agli “ alleati”, liberando Ferruccio Parri, esponente di primo piano della resistenza che riparò in Zurigo e Toni Esimano, uno dei responsabili del servizio informazioni americano in Italia.
    Stalin scrisse una lettera a Roosevelt in cui denunciava queste manovre di sabotaggio e di collusione ed intelligenza con il nemico.
    Il progetto non andò in porto per la possente offensiva in atto dell’Armata Rossa.
    Il riscontro documentale di tale fatto non sta nelle lettere di Stalin, quanto nella risposta di Roosevelt del 11 Aprile 1945 in cui dichiara che si era trattato di un incidente insignificante, riconoscendone così l’esistenza.
    In specifico la lettere di Roosevelt a Stalin dice:
    “ La ringrazio per il suo sincero chiarimento del punto di vista sovietico in relazione all’incidente di Berna, che ora sembra aver perso la sua asprezza ed attualità e dal quale nessuno ha guadagnato”.
    Il giorno dopo la spedizione a Mosca di questa risposta-conferma di Roosevelt a Stalin delle manovre sottobanco dei circoli reazionari anglo-statunitensi, Roosevelt muore e Truman lo sostituisce, inaugurando da subito un rapporto di scontro duro e serrato.
    Occorre dire degli aiuti che gli anglo-americani diedero ai tedeschi, ufficiali tedeschi, nel riparare fuori dalla Germania: sia facilitando la resa nelle mani anglo-americane anziché in quelle sovietiche e sia costruendo una solida e fitta rete di complicità ed e sostegno per la l’espatrio per peggiori criminali di guerra in America Latina, per sottrarli così al processo di Norimberga.
    Anche questa storia va raccontata.
    Il centro logistico era mantenuto dal Vaticano ed in modo particolare dall’allora cardinale Montini, poi Paolo VI, che tra Milano e Genova mise a disposizione dei criminali nazisti conventi e chiese e sacrestie ove questi potevano nascondersi fino a quando potevano poi salpare dal porto di Genova con passaporto diplomatico vaticano, ovviamente con generalità false, firmati da Montini, poi papa Paolo VI.
    Tutti i gerarchi nazisti sfuggiti in America Latina ebbero nel Vaticano, nelle strutture di conventi di clausura e chiese e sacrestie punti ove nascondersi in attesa di poter salpare da Genova con passaporti diplomatici vaticani firmati da Montini, poi papa Paolo VI.
    L’idea di fondo dell’imperialismo anglo-statunitense era di salvare questi efferati criminali di guerra al fine di poter utilizzare la rete spionistica che la Germania nazista aveva costruito in quegli anni in URSS e nell’Europa orientale ed infatti assoldare questi loschi figuri nei ranghi dei loro servi segreti.
    La storiografia dominante nel ricordare il massacro dell’insurrezione di Varsavia del 1944 non ha mai reso certo un buon servigio agli anglo-americani: intelligenze, buon gusto e minimo di intelligenza avrebbero richiesto il silenzio su tale questione, al fine di continuare quel muro di silenzio che sino ad ora si è cercato di mantenere.
    Questi sono i dati documentali.
    Essi fermano in maniera inequivocabile una delle peggiori pagine della storia della 2° guerra mondiale, pagine di tradimento ad un popolo sia da parte di agenti interni che esterni legati alla monarchia britannica ed a Wiston Churchill; una feroce pagine di cinismo e disumano disprezzo per gli uomini e la loro vita.
    E fermano senza appello il vero volto dell’imperialismo inglese nella seconda guerra mondiale.
    Giovanni Apostolou
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