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Il cordoglio unanime del popolo italiano
 
La luttuosa notizia della morte del Capo amato dei lavoratori ha trovato la prima eco dolorosa nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro di tutta Italia. In centinaia e centinaia di aziende, dai grandi complessi alle piccole officine, in ogni provincia, il lavoro è stato spontaneamente sospeso per qualche minuto. Le maestranze si sono raccolte in assemblea, hanno commemorato la figura e l’opera di Giuseppe Stalin; negli stabilimenti, nei reparti, nei cortili sono apparse le prime bandiere abbrunate, i primi ritratti, i primi registri per la raccolta delle firme.
 
Subito dopo, le manifestazioni e le iniziative in memoria e in onore del grande combattente della pace si sono allargate ai quartieri, ai rioni, ai più sperduti villaggi. Già nella giornata del 6 marzo, migliaia di riunioni popolari erano avvenute nelle sedi del partito, nelle Case del popolo, nei caseggiati. Ovunque apparivano bandiere a mezz’asta, foto e ritratti di Stalin, ovunque si raccoglievano firme. Non mancano notizie di sospensioni delle lezioni anche in alcune scuole, dove maestri e allievi, levatisi in piedi, hanno brevemente commemorato lo Scomparso. Intiere città, come Livorno e Cerignola, appaiono parate a lutto.
 
Nelle organizzazioni di partito e sindacali si verifica un afflusso immediato, spontaneo di nuove iscrizioni. Molti cittadini, durante le celebrazioni, chiedono di aderire al P.C.I. e alla C.G.I.L. Vengono presi nuovi impegni di reclutamento. Ad Ancona, si decide la diffusione di 20 mila copie, del discorso di Stalin al XIX Congresso del P.C.U.S.; a Sbarre (Reggio Calabria) viene costituito, nel nome di Stalin, un nuovo reparto di Pionieri. Gruppi di cittadini si recano a bordo delle navi sovietiche ancorate nei porti italiani, a recare agli ufficiali e ai marinai dell’U.R.S.S. l’espressione del cordoglio e della solidarietà del nostro popolo: questo avviene a bordo della «Jean Jaurès» nel porto di Genova, a bordo dell’«Askold» e della «Moghilev» nel porto di Mestre, a bordo della «Admiral Ushakov» a Porto Marghera.
 
In diverse città, come a Torino, Roma, Ancona, gli esercenti dei cinema ritirano taluni film antisovietici annunciati già in programmazione.
 
Fin dalle prime ore dopo l’annuncio della morte di Stalin cominciano ad affluire all’Ambasciata della U.R.S.S. a Roma e alle autorità sovietiche a Mosca i telegrammi di cordoglio di organizzazioni politiche, sindacali e democratiche di massa, di associazioni partigiane, femminili, giovanili, culturali, di singoli lavoratori, cittadini, donne. All’Ambasciata sovietica a Roma giungono tremila telegrammi nella prima giornata, seimila e cinquecento nella seconda. Non mancano, tra questi, i messaggi che esprimono lo sdegno popolare per le dichiarazioni che De Gasperi e Gonella – unici nel mondo – hanno osato pronunciare contro Giuseppe Stalin e la sua opera, e per le deformazioni faziose della radio italiana.
 
All’Ambasciata sovietica, intanto, comincia il flusso imponente delle delegazioni e dei cittadini che vengono a recare l’espressione del commosso cordoglio del popolo della Capitale ai rappresentanti dello Stato sovietico. Corone e fasci di fiori si accumulano attorno al busto di Stalin esposto nella sede dell’Ambasciata. Uomini e donne d’ogni età, d’ogni condizione, d’ogni nazionalità accorrono in lunghe file, e si sobbarcano spesso lunghe attese per manifestare con un mazzo di fiori o con una firma il proprio dolore. Il primo giorno 22 mila firme si sono già allineate nei registri dell’Ambasciata, assieme a semplici frasi di affetto, di fierezza, di riconoscenza. Il secondo giorno il numero delle firme è salito a 42 mila, e fra esse sono numerose quelle dei contadini giunti dall’Agro romano. Il terzo giorno si giunge a 81 mila firme, ma poiché molti non hanno firmato e spesso la firma è stata apposta solo dal capo delle delegazioni, si calcola che siano stati circa 100 mila i cittadini romani a sfilare dinanzi all’ambasciatore Kostilev e agli altri membri della rappresentanza sovietica. Lo stesso è avvenuto nei consolati sovietici delle altre città italiane.
 
Alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica la scomparsa di Stalin ha suscitato impressione profonda tra i parlamentari, senza distinzione di gruppo e di tendenza. Lo attestano le dichiarazioni raccolte dalla stampa tra gli uomini politici d’ogni partito; lo attesta il carattere solenne della commemorazione che ha avuto luogo nei due rami del Parlamento. Alla Camera la commemorazione è stata tenuta dai compagni Togliatti e Nenni; per il governo ha pronunciato brevi parole il sottosegretario Taviani, al quale ha fatto seguito il presidente Gronchi, ascoltato in piedi dalla assemblea. Al Senato, l’orazione del compagno Scoccimarro è stata ascoltata in piedi da tutti i senatori, dai membri del governo presenti, e dalla Presidenza; ha parlato il compagno Pertini, e si sono brevemente associati il ministro Rubinacci e il presidente Paratore. Sia alla Camera che al Senato, la seduta è stata sospesa per un’ora in segno di lutto.
 
Celebrazioni analoghe sono state compiute in numerosissimi consigli comunali e provinciali, anche là dove la maggioranza non è nelle mani delle forze democratiche. Così all’assemblea regionale sarda, nel consiglio comunale di Genova, nei consigli provinciali di Napoli e di Roma, nel consiglio comunale di Milano, nel consiglio provinciale di Benevento. Molte sedute consigliari sono state sospese, in segno di lutto. La bandiera abbrunata è stata esposta ai balconi di numerosi palazzi comunali.
 
Questo vastissimo e profondo movimento di cordoglio è sfociato nella solenne manifestazione nazionale indetta dalla C.G.I.L. per la mattina di lunedì 9 marzo: la sospensione del lavoro di 20 minuti (10 minuti per il servizio tranviario urbano), proclamata in contemporaneità con i funerali di Giuseppe Stalin a Mosca. Malgrado un rissoso tentativo dei dirigenti della C.I.S.L. e della U.I.L. di spezzare l’unità della manifestazione, la sospensione d’ogni attività lavorativa è stata compatta e pressoché totale. Anche un numero molto elevato di negozi, botteghe, imprese artigiane ha aderito alla manifestazione abbassando le saracinesche. Varie associazioni di commercianti e anche alcune unioni industriali locali hanno dichiarato la propria solidarietà.
 
Nello stesso momento, a Roma, nel teatro Valle, si svolgeva la seduta pubblica del Comitato centrale del P.C.I., con la partecipazione dei membri della Commissione centrale di controllo, dei gruppi parlamentari comunisti della Camera e del Senato, d’una rappresentanza del Comitato centrale del P.S.I. e di delegazioni delle Associazioni democratiche. Nel corso della seduta, presieduta dal compagno Secchia, Rodolfo Morandi ha parlato a nome del Partito socialista. Il compagno Longo ha pronunciato il discorso commemorativo. I segretari regionali del P.C.I. hanno recato alla tribuna gli impegni di lavoro e di reclutamento delle rispettive organizzazioni.
 
Sempre alla stessa ora (la F.G.C.I. aveva compiuto la commemorazione di Stalin a Ferrara, dove era in atto il Congresso nazionale della federazione), in ogni città, in ogni rione, in ogni villaggio, nelle piazze, nei locali pubblici, nelle sedi di partito, nei luoghi di lavoro, sono state tenute solenni assemblee commemorative aperte a tutti i lavoratori e a tutti i cittadini.

www.resistenze.org – cultura e memoria resistenti – storia – 28-02-13 – n. 443

da Rinascita, anno X, n.2, 1953
trascrizione per Resistenze.org del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
in occasione dell’anniversario della scomparsa di Stalin (05/03/1953)
http://www.resistenze.org – culture and memory resistant – History – 28/02/13 – n. 443

Rinascita, year X, No. 2, 1953
Resistenze.org transcription of the Center for Popular Culture and Literature
the anniversary of the death of Stalin (05/03/1953)

The unanimous sympathy of the Italian people

The mournful news of the death of the beloved Chief of workers found the first eco painful in factories and workplaces throughout Italy. Hundreds and hundreds of companies, from large complexes to small workshops, in each province, the work was voluntarily suspended for a few minutes. The workers have gathered at the meeting, have commemorated the life and work of Joseph Stalin in factories, departments, yards began to be darkened flags, the first portraits, the first records for the collection of signatures.

Soon after, events and initiatives in memory and in honor of the great fighter for peace have been expanded to the districts, wards, to the remotest villages. As early as the day of the March 6, thousands of public meetings had taken place in the party headquarters in the Houses of the people in the houses. Everywhere appeared flags at half-mast, photos and portraits of Stalin, wherever they gathered signatures. Do not miss news of the suspension of lessons in some schools, where teachers and students, they rose up, they briefly commemorated the Disappeared. Intiere cities, such as Livorno and Cerignola appear draped in mourning.

The Party organizations and trade unions there is an immediate influx, spontaneous new entries. Many citizens, during the celebrations, asking to join the PCI and C.G.I.L. Are made new commitments of recruitment. In Ancona, you decide the distribution of 20 000 copies of Stalin’s speech at the XIX Congress of the CPSU, in Bars (Reggio Calabria) is established in the name of Stalin, a new department of Pioneers. Citizen groups come on board Soviet ships anchored in the Italian ports, to bring to the officers and sailors of the USSR the expression of condolences and solidarity of our people, this happens at the edge of the “Jean Jaurès” in the port of Genoa aboard ‘”Askold” and “Mogilev” in the port of Venice, aboard the “Admiral Ushakov” Porto Marghera.

In several cities, such as Turin, Rome, Ancona, the operators of the anti-Soviet film withdraw certain films already announced in programming.

From the first hours after the announcement of the death of Stalin started coming to the Embassy of the USSR in Rome and the Soviet authorities in Moscow telegrams of condolence political organizations, trade unions and democratic mass of partisan associations, women’s, youth, cultural, individual workers, citizens, women. Soviet Embassy in Rome three thousand telegrams arrive the first day, six thousand five hundred in the second. There are, among them, the messages that express the popular outrage for the statements that De Gasperi and Gonella – unique in the world – dare pronounce against Joseph Stalin and his work, and the deformations partisan of Italian radio.

Soviet Embassy, ​​meanwhile, begins the massive flow of delegations and citizens who are to bear the expression of heartfelt condolences of the people of the capital to the representatives of the Soviet state. Crowns and bundles of flowers accumulate around the bust of Stalin exposed in the Embassy. Men and women of all ages, of all classes, of all nationalities flock in long lines and long waits for sobbarcano often manifest with a bouquet of flowers or a signature to their pain. On the first day 22 000 signatures have already been lined up in the records of the Embassy, ​​together with simple phrases of affection, pride and gratitude. On the second day the number of signatures has risen to 42 000, and among them are many of those farmers come dall’Agro Roman. On the third day we reach 81,000 signatures, but because many have not signed and often the signature was affixed only by the Head of the delegation, it is estimated that approximately 100 000 were Roman citizens to parade in front of the ambassador and other Kostilev members of the Soviet representative. The same thing happened in the Soviet consulates in other Italian cities.

The Chamber of Deputies and the Senate Stalin’s death has caused deep impression among parliamentarians, regardless of group and trendy. The witness statements gathered by the press among politicians of every party, witness the solemn character of the commemoration that took place in the two Houses of Parliament. In the House the commemoration was held by fellow Togliatti and Nenni, the government gives brief words the Secretary Taviani, which was followed by the President Gronchi, listened standing by the assembly. In the Senate, the companion of prayer has been heard in Scoccimarro walk to all the senators, members of the government there, and the Presidency, spoke mate Pertini, and were briefly associated with the minister and the president Rubinacci Paratore. Both the House and the Senate, the sitting was suspended for an hour in a sign of mourning.

Similar celebrations were carried out in many municipal and provincial councils, even where the majority is not in the hands of the democratic forces. So the regional assembly of Sardinia, the city council of Genoa, in the provincial councils of Naples and Rome, the city council of Milan, in the Provincial Council of Benevento. Consigliari many sessions have been suspended as a sign of mourning. The darkened flag was displayed on the balconies of many municipal buildings.

This huge and deep condolences movement culminated in the solemn national demonstration called by the CGIL for the morning of Monday, March 9: the suspension of the work of 20 minutes (10 minutes for the tram service in town) proclaimed simultaneously with the funeral of Joseph Stalin in Moscow. Despite an attempt by the leaders of the quarrelsome CISL and U.I.L. to break the unity of the event, the suspension of all work was almost complete and compact. Even a very large number of stores, shops, small businesses have joined the demonstration down their shutters. Various trade associations and even some local industrial unions have declared their solidarity.

At the same time, in Rome’s Teatro Valle, took place the public session of the Central Committee of the Communist Party, with the participation of members of the Central Control Commission, the parliamentary groups of Communists of the House and Senate, a representative of the Central Committee PSI and delegations of democratic associations. During the meeting, chaired by Comrade Secchia, Rodolfo Morandi spoke on behalf of the Socialist Party. Comrade Longo gave the eulogy. The Secretaries of the regional P.C.I. they went to the rostrum work commitments and recruiting of their respective organizations.

At the same time (the FGCI had made the commemoration of Stalin in Ferrara, where he was in place, the National Congress of the Federation), in every city, in every neighborhood, in every village, in the streets, in public places, in party headquarters , in the workplace, were held solemn commemorative meetings open to all workers and citizens.

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