Goodbye Mr Krusciov – tutte le falsità del XX congresso – G. Furr – Traduzione dal russo di Tatiana Bogdanova

Introduzione

Lo storico Grover Furr da tempo ci ha abituato a grandi opere che sono la vera trasparenza (GLASNOST) di un periodo abbondantemente massacrato dai pennivendoli della storiografia borghese.

In questa opera “La meschinità anti-stalinista / Grover Furr; trad dall’inglese [Eng. V. L. Bobrov]. – Mosca: Algoritmo, 2007. – 464 pagg. – (Enigma dell’ 37)” egli articola smonta con l’obiettività garantita dalle fonti primarie ill castello accusatorio alla figura di stalin in particolare e del marxismo-leninismo in generale, ordito da Krusciov, nel corso del XX congresso, attraverso il celebre “rapporto segreto”.

Naturalmente sono riportati solo alcuni, sebbene significativi stralci. L’intenzione nostra consiste nella futura traduzione dell’intero libro. Per il momento vi invito ad una lettura attenta, con occhi liberi da preconcetti partigiani.

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Prefazione di Grover Furr

Un anno fa veniva celebrato il 50° anniversario della “relazione segreta” di N. S. Khrusciov,

esposta il 25 febbraio 1956 presso il XX Congresso del PCUS.

Il giornale londinese “Telegraph” caratterizzò la relazione come “il discorso più influente del XX secolo”. E nell’articolo pubblicato nello stesso giorno da “New York Times “, William Taubman, il vincitore del Premio Pulitzer nel 2004, assegnato per una biografia di Khrusciov, chiamò la sua esposizione” un eroismo degno ad essere segnato” sul calendario delle ricorrenze “.

Vogliamo qui dimostrare l’esatto contrario!

 Di tutte le accuse della “relazione segreta”, atta direttamente a “smascherare” le azioni di Stalin o di Berija, nemmeno una risulta veritiera. Khrusciov, nel suo discorso, non disse di Stalin e Berija nulla che si rivelasse d’essere vero.

Dimostreremo come il discorso più influente del XX° secolo (se non di tutti i tempi!) sia un frutto dell’inganno!

Qualche tempo fa mi venne in mente di rileggere la “relazione segreta” di Khrusciov.

Durante la lettura, ho notato un sacco di assurdità in questa relazione.

Qualcosa di molto simile ne aveva osservate anche J. Arch Getty nella sua fondamentale opera “Le origini delle grandi purghe”: “Tra le altre incongruenze, nelle testimonianze di Khrusciov, vi una evidente sostituzione di Ežov in Berija. Anche se il nome di Ežov sporadicamente viene menzionato, le accuse per la maggior parte dei reati e delle repressioni sono stati avanzate contro Berija; mentre fino al 1938 quest’ultimo occupava la carica del segretario del partito regionale.

Inoltre, in una grande parte dei comunicati viene detto che il terrore poliziesco cominciò a placarsi proprio nel periodo in cui, nel 1938, Beria venne a sostituire Ežov.

In che modo così spudoratamente  Khrusciov riuscì di  sostituire, nella sua relazione, Ežov, in Berija? Che altro egli aveva potuto oscurare?

In ogni caso, Khrusciov e la dirigenza di allora, con l’esecuzione capitale di Berija, lo fecero divenire un comodo capro espiatorio. Naturalmente, l’utilizzo del nome di Berija, per ragioni puramente opportunistiche, getta l’ombra sulla onestà e sul rigore delle altre dichiarazioni di Khrusciov.

In sintesi, ho cominciato a riflettere sulla possibilità di rivelare i falsi della relazione kruscioviana, avvalendomi sui documenti degli archivi sovietici, una volta chiusi ermeticamente, ma, da poco tempo, disponibili agli storici. Di fatto, invece, sono riuscito a fare un’altra scoperta. Da tutte le affermazioni della “relazione segreta” che in modo diretto avrebbe dovuto confermare le “rivelazioni accusatorie”, su Stalin o Berija, non si è trovata nemmeno una prova. Più precisamente: tutte quelle che sono verificabili, risultano essere menzognere; tutte dalla prima all’ultima.

Per me, come scienziato, una siffatta scoperta si rivelò sgradevole e persino non auspicabile. La mia ricerca già per sé, certamente, avrebbe causato la sorpresa e scetticismo, se, si fosse scoperto, ad esempio, che soltanto un quarto delle “rivelazioni” di Khrusciov o giù di lì risultassero da essere considerate false ….

Alcuni esempi. Era stato proprio Berija e non Khrusciov a liberare molti prigionieri, anche se non “milioni”, come erroneamente scrive Taubman. Il “Disgelo”, l’anniversario del quale egli propone di celebrare, era iniziato negli ultimi anni di vita di Stalin. Khrusciov ha limitato il suo potenziale, restringendolo sino ai materiali dal carattere anti-staliniano.

Stalin voleva dare le dimissioni nel mese di ottobre 1952, ma il XIX Congresso del partito ha rifiutato di soddisfare la sua richiesta. Taubman sostiene che Khrusciov diceva che lui era “estraneo” (non implicato) nelle repressioni; in realtà, però, Khrusciov non solo non aveva ascoltato le esortazioni (persuasioni) di Stalin, ma prese di sua spontania iniziativa in questa materia, chiedendo dei “tetti” (dei massimali) superiori (più alti) sulle pene capitali che ne avrebbe voluto la direzione staliniana. Taubman afferma: “Khrusciov in un modo o nell’altro ha conservato la sua umanità”. Sarebbe più esatto di dire il contrario: Krusciov, sembra, come nessun altro possa  assomigliare ad un sicario e ad un assassino.

Ma ecco, c’è questo che mi mise immediatamente in ansia e continua a preoccuparmi sinora: se io mi affermo che ciascuna delle “rivelazioni accusatorie” di Khrusciov sia falsa, ci crederanno ai miei argomenti? Che il discorso più influente del XX secolo (se non di tutti i tempi!) sia un frutto del raggiro, dell’inganno? In sé, già soltanto questa idea sembra semplicemente mostruosa.

I risultati della mia ricerca potrebbero quindi essere sviliti e la verità messa a tacere.

 Il punto consiste peraltro nel fatto che l’autore di queste righe ha acquisito una certa notorietà per il suo rispettoso, anche se critico atteggiamento verso la personalità di Stalin nonché per la propria simpatia verso il movimento comunista internazionale, di cui il leader riconosciuto fu Stalin per decenni. Quando un ricercatore arriva alle conclusioni che sono troppo coerenti con i suoi preconcetti orientamenti politici la cosa più prudente da fare sarebbe di sospettare il tale autore di una mancanza di obiettività, se non di peggio. Ecco perché sarei molto più tranquillo se il mio lavoro scientifico portasse al risultato che soltanto il 25% delle “rivelazioni accusatorie” di Khrusciov, su Stalin e su Berija, fossero sicuramente false.

Ma dato che, come si è scoperto che tutte le “rivelazioni accusatorie” di Khrusciov in realtà non sono veritiere, il fardello delle prove di dimostrare queste falsità ricade su di me personalmente in qualità dello scienziato.

Pertanto, vorrei tanto sperare, che il lettore accoglierà con l’indulgenza la forma in qualche maniera insolita di presentazione del materiale in questione.

L’intero libro è diviso in due parti distinte, ma in un certo modo collegate.

Nella prima parte (capitoli 1-9) vengono esaminati dei punti della relazione khruscioviana considerati la quintessenza delle sue “rivelazioni accusatorie”. Con un breve salto in avanti, si segnala, che l’autore ne riuscito ad evidenziare sessantuno di tali dichiarazioni.

Ognuna delle “rivelazioni accusatorie”, della relazione sarà preceduta da una citazione della “relazione segreta”, dopo di che sarà rivista attraverso il prisma delle prove storiche, la maggior parte delle quali sono presentate come le citazioni pervenute dalle fonti primarie e in rari casi da altre fonti. L’autore si è prefissato il compito di fornire i migliori di elementi di prova che esistono e sono principalmente tratti dagli archivi di Russia per provare la natura falsa del discorso con cui Khrusciov aveva parlato in una sessione a porte chiuse del XX Congresso.

La seconda parte del libro (capitoli 10-11) è dedicata alle problematiche del carattere metodologico ed anche alle conclusioni scaturite dal lavoro da me eseguito. Una particolare attenzione era stata prestata alla tipologia delle tecniche di Khrusciov cui le aveva usato attraverso di tutta la sua relazione falsa e alla revisione dei materiali sulla riabilitazione dei leader di partito i cui nomi sono stati nominati nel rapporto segreto.

Capitolo: “Le liste delle fucilazioni”

Khrusciov: “esisteva una pratica viziosa, quando nel NKVD venivano compilate delle liste degli individui i cui casi erano da considerarsi alla valutazione presso il Collegio Militare, e per essi veniva predeterminata a priori la misura di punizione. Tali elenchi venivano inviati a Stalin personalmente da Ežov per l’autorizzazione delle sanzioni proposte. Nel 1937 – 1938, a Stalin furono inviate n. 383 di tali elenchi su tanti migliaia di funzionari del partito, sui cittadini sovietici, sui giovani del Komsomol, sui militari e sui lavoratori nelle sfere per la gestione dell’economia nazionale, e aveva ricevuto la sua sanzione” (2)

Gli originali di tali elenchi esistono; sono stati preparati per la stampa e pubblicati prima nei compact-disk e inseguito emesse nell’Internet come “Le liste delle fucilazioni di Stalin” (1) («Сталинские расстрельные списки»). Ahimè, il nome stesso è impreciso e tendenzioso, in quanto le liste, generalmente parlando, non erano state “di fucilazioni”

Gli storici antistalinisti descrivono le liste come delle condanne fabbricate in anticipo. Tuttavia, proprio i loro studi-ricerche-commenti dimostrano tutta la inconsistenza di tali accuse. In realtà, nelle elenchi veniva citato il verdetto di massima pena, che poteva essere imposto dalla Corte giudicante in caso di condanna dell’accusato, vale a dire che lì veniva indicata la massima misura possibile di condanna per un preciso reato in quanto tale, e non il verdetto vero e proprio.

Ci sono casi  in cui gli individui esistenti nelle liste non venivano condannati o il verdetto della condanna era assai meno grave della pena massima per un reato indicata nell’elenco che alla fin fine  e salvava queste persone dalla fucilazione. Ad esempio, citato nella relazione di Khruscev e che ha vissuto fino al XX Congresso, A.V, Snegov era finito per due volte negli elenchi – prima volta nell’elenco del 7 dicembre 1937 per la regione di Leningrado (2)  e per la seconda volta nell’ elenco di 6 settembre 1940 (3)

 In ambedue i casi, Snegov, era stato segnalato come l’appartenente alla “Categoria 1” di condanna, vale a dire, che nel suo caso si sarebbe potuta ad essere applicata anche la pena capitale – la fucilazione. Al secondo elenco in cui c’è il nome di Snegov è allegata una sintesi delle prove accusatorie, e si sente che di queste prove ne erano molte di più. Tuttavia a Snegov non fu condannato a morte, ma era stato condannato a una lunga detenzione in un campo di lavoro.

Così, Khrusciov sapeva che Stalin non pronunciava le “condanne”, ma prendeva in visione gli elenchi per possibili obiezioni. A Khrusciov questo era sicuramente noto, in quanto vi è rimasta conservata una lettera a lui indirizzata dal Ministro degli Affari Interni dell’URSS, S.N. Kruglov, dal 3 febbraio 1954. In questa lettera del fatto sui “verdetti fabbricati a priori” non c’è una sola

parola, invece si afferma esplicitamente che: “Negli archivi del Ministro degli Affari Interni dell’URSS vi sono trovate n. 383 liste “delle persone, che debbono essere sottoposte al giudizio del Collegio militare della Corte Suprema dell’URSS”. Queste liste (elenchi)

erano stati redatti negli anni 1937 e il 1938, l’NKVD, e nello stesso periodo (allora)

anche presentate al Comitato Centrale del PCUS, per l’esame (è evidenziato da me. – GF)

(1)  Vedi.: www.memo.ru/history/vkvs/images/intro1.htm.

Non c’è niente di strano che il procuratore arrivava in sede giudicante, avendo a portata di mano non solo le prove della colpevolezza dell’accusato, ma anche le raccomandazioni sulle misure della condanna, nel caso di riconoscimento della colpevolezza.  Come viene notato, per all’esame venivano forniti le liste soltanto dei membri del partito, e mai di quelli che non ne appartenevano.

(2) Vedi: http://stalin.memo.ru/spiski/pg05245.htm

(3) Vedi: http://stalin.memo.ru/spiski/pgl3026.htm

Khrusciov aveva nascosto il fatto che non era stato Stalin, ma fu lui stesso in modo diretto

coinvolto nel redigere degli elenchi con l’indicazione raccomandata della categoria di punizione. Khrusciov fa riferimento al NKVD, indicando che gli elenchi sono stati redatti proprio lì. Ma egli accuratamente cela che il NKVD operava fianco a fianco con la dirigenza locale del PCUS (b) e che il numero considerevole di persone in quelle liste, probabilmente anche la maggioranza e maggiormente che nelle altre località dell’URSS, abitasse esattamente là, dove in quel periodo spadroneggiava Khrusciov.

Fino a gennaio 1938, Khrusciov fu il primo segretario dei comitati di partito regionale, nonché cittadino di Mosca, e più tardi – il primo Segretario del Comitato Centrale di Partito Comunista (bolscevico) di Ucraina. La sua lettera a Stalin (2) con richiesta di fucilazione di 6500 persone porta la data:10 Luglio dell’anno 1937;  ma la stessa data è posta sulla “lista delle fucilazioni” di Mosca e della regione di Mosca (3).

Nella  lettera a Stalin, Khrusciov conferma la propria partecipazione alla “troika” (al trio), cui ebbe il potere di selezionare individui soggetti alle repressioni. Dello stesso “trio” facevano parte: S.F. Redens il capo del NKVD nella regione di Mosca, e il K. I. Maslov il sostituto procuratore della regione di Mosca,. (Khrusciov ammette (acconsente?) che “nei casi necessari” egli sarebbe stato potuto ad essere sostituito dal secondo segretario, A. A. Volkov).

Volkov rimase in carica di secondo segretario del MK VKP (b) soltanto sino all’inizio del mese di agosto dell’anno 1937, e così smise ad essere subordinato a Khrusciov, il fatto che probabilmente gli salvò  la vita  (4).  (1) Vedi: www.memo.ru/history/vkvs/images/intro1.htm.

Vedere il Capitolo 5.

http://www.memo.ru/history/vkvs/spiski/pg02049.htm.

(4) Volkov, 11 agosto 1937, è stato eletto primo segretario del Partito comunista (bolscevico) di Bielorussia, e da ottobre 1938 a febbraio 1940 occupò la carica del primo segretario del comitato regionale del VKP (b). A giudicare da tutto, morì di morte naturale nel 1941 o 1942. Una dettagliato racconto su Volkov vi era pubblicato nel giornale «Советская Белоруссия» (La Bielorussia Sovietica) del 21 aprile 2001, vedi anche: http://sb.by/article.php?articleID=4039.

Maslov è rimasto in carica del procuratore per la regione di Mosca sino a novembre 1937: nel 1938 fu arrestato e nel marzo 1939 fu giustiziato con l’accusa di sovversione controrivoluzionaria (1). La stessa sorte toccò K. I. Mamontov (2), cui dapprima ha preso il posto di Maslov, e poi fu fucilato con egli nello stesso giorno. Non sfuggì la pena capitale neppure Redens: nel novembre 1938 fu arrestato come partecipante ad un «gruppo sovversivo e di spionaggio polacco», fu processato e per il verdetto della corte giustiziato il 21 gennaio 1940. Sulle pagine del suo libro, Jansen e Petrov menzionano Redens come uno degli “uomini di Ežhov” (3). Durante il cosiddetto “disgelo” Redens, su insistenza di Khrusciov, fu riabilitato, ma con tale flagranti violazioni delle normative legislative che nel 1988 la riabilitazione di Redens era stata abolita (revocata) (4).

(3) Jansen, Petrov, pagg. 56, 165

(4) Riabilitazione: Come è stato. T.Z. Metà degli anni 80 – 1991. – Mosca: MFD, 2004, pag. 660.

In altre parole, ad eccezione di Volkov, tutti i più stretti collaboratori di Khrusciov cui presero parte nelle repressioni a Mosca e nella regione di Mosca, ebbero le pene (punizioni) degne delle loro azioni. Ma in quale modo riuscì a sfuggire la punizione Khrusciov? Mistero….

Capitolo: Le disposizioni del Comitato Centrale del PCUS (B) al Plenum del gennaio (1938)

Khrusciov: “Ben noto risanamento nelle organizzazioni del partito apportarono le disposizioni del Comitato Centrale del PCUS (B) al Plenum del gennaio (1938). Tuttavia le repressioni continuavano anche nel 1938 “(5).

(5) Il culto della personalità … / / Izvestia Comitato Centrale PCUS. 1989, №3, p. 144.

 

Qui Khrusciov soltanto fa allusione (ma più chiaramente articola il suo pensiero

più tardi), che il volano delle repressioni veniva azionato proprio da Stalin. Ma, come abbiamo già visto, le attestazioni (gli elementi di prova) documentate, al contrario, ci stanno ostinatamente dicendo che le repressioni venivano gonfiate da Ežov e da un gruppo dei primi segretari, cui Khrusciov prese parte come uno dei principali “repressore”. Stalin e la parte della Direzione centrale del PCUS (b) che non fu coinvolta alla cospirazione, cercava di ridurre e mettere sotto il controllo tutto lo svolgere delle repressione. Alla fine, sono riusciti a ottenere pene severe per coloro contro cui sono stati ottenuti prove del coinvolgimento nella fabbricazione dei casi atti ad eliminazione delle persone innocenti.

Getty e Naumov fecero un’esauriente analisi della documentazione (dei materiali) del Plenum del PCUS (b) del Gennaio (1938) (1). Dalla loro approfondita ricerca, risulta, che Stalin e i leader’s del Comitato Centrale del Partito Comunista (Bolscevico) furono estremamente preoccupati per il problema delle repressioni incontrollate. Proprio per questo motivo e in sede di questo plenum, Postyshev era stato rimosso dal suo incarico. Un esame approfondito di questa materia si trova nel libro di R. Thurston (2) in cui si conferma il fatto che Stalin stesse cercando di tenere a freno i Primi segretari, l’NKVD e le stesse repressioni in quanto tali.

Al Plenum di Gennaio (1938), Malenkov e, ovviamente, facendo eco a Stalin, fece una relazione sulle espulsioni non autorizzate in massa dal partito comunista dei compagni nella regione di Kuibyshev. Perseguendo i nostri scopi, come i fattori più significativi dovremo considerare soltanto che la colpa di questi atti, come già accennato, era stato scaricato su Postyshev. La risoluzione del Comitato Centrale PCUS (B) del 9 Gennaio 1938 accusò egli di “errori”, per cui ricevette la nota di biasimo ed era stato sollevato dai suoi incarichi del primo segretario del Comitato Regionale di Kuibyshev.

I. A. Benediktov, che ebbe incarichi chiave negli anni 1938-1958, nella gestione dell’agricoltura dell’URSS (commissario del popolo per l’agricoltura, e dopo il ministro dell’agricoltura) che spesso partecipò alle riunioni del Comitato Centrale e del Politburo, sottolinea, dicendo che al Plenum di Gennaio, Stalin cominciò a correggere le illegalità commesse nel corso delle repressioni.

 Nel gennaio dell’1938, a capo del Commissariato del Popolo degli Affari Internidella Repubblica Socialista di Ucraina (RSS Ucraina) ebbe carica A. I. Uspenskij, ma entro la fine dello stesso anno a Mosca era divenne noto come criminale. Avvertito da Ežov, il 14 Novembre dell’1938, Uspenskij sfuggì all’arresto che incombeva sulla sua testa, finse il suicidio e passò in clandestinità.

 (1) J. Arch Getty end Oleg V. Naumov. The Road to Terror: Stalin e Self-Destruction

of the Bolsceviks, 1932-1939. (Yale University Press, 1999), pag.498-512.

(2) R. Thurston. Life and Terror in Stalin’s Russia (Vita e terrore nella Russia di Stalin), 1934-1941. (Yale University Press; 1998), pag.109, 112; vedi sua la parte 4.

(2) A proposito del culto della personalità … / / Izvestia Comitato Centrale PCUS. 1989, № 3, p. 143.

Fu dichiarato in quanto ricercato per tutta la Russia ed arrestato soltanto il 14 aprile del’1939. Secondo alcune informazioni, Ežov aveva origliato una conversazione telefonica fra Stalin e Khrusciov, dopo di che e avvertì Uspenskij.

Indipendentemente dal fatto in che cosa consistette il reato personale di Uspenskij, la responsabilità per la fabbricazione delle accuse contro le persone innocenti, lui le deve condividere con Khrusciov, in quanto ambedue erano i membri della stessa “trojka” (1). Nei materiali (nei documenti) degli interrogatori di molti arrestati vi è detto che, seguendo le istruzioni di Ežov, Uspenskij falsificava i dossier su vasta scala (2).

 (1) N. Krusciov. Tempo. Persone. Power. Book. 1. Parte 1. – Mosca: Moscovskie novosti (Notizie di Mosca), 1999, pag.172-173.

 (2) Jansen e Petrov. pag. 84, 148.

 

Capitolo: “La banda di Berija”

Khrusciov: “Quando Stalin diceva che qualcuno dove essere arrestato si doveva prendere per fede che questo sia un “nemico del popolo”. Mentre la banda di Berija, che spadroneggiava nel KGB (Comitato per la Sicurezza Statale ovvero in russo Комитет Государственной Безопастности), usciva dalla pelle per dimostrare la colpevolezza delle persone arrestate e la correttezza dei materiali (accusatori) da esso fabbricati” (3).

È una bugia. R. Thurston scrive dettagliatamente del fatto, come Khrusciov aveva travisato il senso di quello che era effettivamente accaduto quando Berija divenne il capo del NKVD (4). Il suo arrivo (nel NKVD), secondo le parole dello storico, generò “l’impressionante liberalismo”; cessarono le torture, ai prigionieri, furono restituiti i loro legittimi diritti legislativi. I complici di Ežov persero i loro incarichi, molti di essi furono accusati ed ebbero dei processi da cui giudicati come dei colpevoli aver effettuato delle repressione illegali.

In conformità con la relazione della commissione a capo di Pospelov, gli arrestiI scesero bruscamente: negli anni 1939-1940, il loro numero era sceso al più del 90% rispetto agli anni 1937-1938. Il numero delle esecuzioni nel 1939-1940 era sceso al disotto dell’1% al confronto degli anni 1937 – 1938. (5) Il Berija prese su di sé la gestione del Commissariato popolare per gli affari degli Interni nel novembre 1938, e, quindi, il suindicato lasso di tempo combacia perfettamente col periodo, in cui tutte le redini del governo “degli organi (NKVD?)” sono state concentrate nelle sue mani. Krusciov aveva usato la relazione della Commissione di Pospelo per il suo “rapporto segreto”, e quindi non poteva di non sapere questi fatti, ma decise di non farne alcun riferimento un modo da non dare all’auditorio benché  minimo motivo di dubitare nella interpretazione proposta da lui degli eventi storici. Proprio mentre Berija era stato a capo del NKVD vi ebbero luogo dei processi a carico di quelli che furono accusati di illeciti repressioni, di esecuzioni in massa, di torture e di falsificazioni delle cause penali. Krusciov lo sapeva, ma anche questo fu tenuto nascosto.

(1) Krusciov. Tempo. Persone. Power. Book. 1. Parte 1. – Mosca: Notizie di Mosca (Московские новости), 1999, pagg.172-173.

(2) Jansen e Petrov. §. 84, 148.

(3) A proposito del culto della personalità … / / Atti del Comitato Centrale PCUS. 1989, № 3, §. 144.

(4) Robert Thurston. Vita e terrore … §. 118-119.

(5) Riabilitazione: Come è stato. Volume 1. pag. 317. Vedi anche: http://www.idr.ru/2/7. shtml.

Adiós Sr. Khrushchev – todas las mentiras del XX Congreso – G. Furr

Introducción

El histórico Grover Furr algún tiempo nos hemos acostumbrado a las grandes obras que son una verdadera transparencia (glasnost) de un período de abundancia masacrados por la historiografía burguesa falsificadoresEn esta obra “La mezquindad anti-estalinista / Grover Furr, trad Inglés [Eng V. L. Bobrov]. – Moscú: Algoritmo de 2007. 464 p. – (Enigma de los ’37) ” Se articula quitar con la objetividad garantizada por fuentes primarias acusando al castillo a la figura de Stalin, en particular, y del marxismo-leninismo, en general, trazados por Khrushchev, durante el XX Congreso, a través del famoso “Informe Secreto” Por supuesto, son sólo unos pocos, aunque fragmentos significativos. La intención de nuestro futuro está en la traducción de todo el libro. Por el momento, los invito a una lectura atenta, con los ojos libres de prejuicios partidarios.

Prólogo de Grover Furr

Hace un año se celebró el 50 º aniversario de la “relación secreta” por N. S. Jrushchev, expuesta 25 de febrero 1956 en el XX Congreso del PCUS. El periódico londinense “Telegraph” que el informe era “la voz más influyente del siglo XX.” Y en un artículo publicado el mismo día por el “New York Times”, William Taubman, el ganador del Premio Pulitzer en 2004, otorgado por una biografía de Jruschov, llamó a su programa ” un heroísmo digno de ser marcado “en el calendario de eventos. Aquí vamos a demostrar todo lo contrario!  De todas las acusaciones de la “relación secreta” poder directamente a “desenmascarar” las acciones de Stalin o Beria, ni siquiera un resultado cierto. Khrushchev, en su discurso, dijo sobre Stalin y Beria de nada de lo que resulta ser cierto.

Vamos a demostrar cómo el discurso del siglo XX de mayor influencia (si no de todos los tiempos!) Es una fruta de engaño. Hace algún tiempo se me ocurrió volver a leer el  “romance secreto” de Jruschov. Mientras leía, me di cuenta de un montón de tonterías en este informe. Algo muy similar se había observado J. Arch Getty, en su obra fundamental “Los orígenes de la gran purga”: “Entre otras inconsistencias en los testimonios de Jrushchev, hay un cambio claro de Yezhov en Beria. Aunque el nombre se menciona esporádicamente Yezhov, las tarifas de la mayoría de los crímenes y la represión se han dirigido contra Beria, mientras que el segundo hasta 1938 ocupó el cargo de secretario del partido regional.

Además, una gran parte de los comunicados de prensa se dijo que el terror de la policía comenzó a disminuir en el período en el que, en 1938, Beria fue reemplazar Yezhov. ¿Cómo tan descaradamente Khrushchev fue capaz de sustituir, en su informe, Yezhov, Beria en? ¿Qué más había sido capaz de ocultar?

En cualquier caso, Jrushchev y el liderazgo de ese momento, con la ejecución de Beria, que se convirtieron en un chivo expiatorio conveniente. Por supuesto, el uso del nombre de Beria, por razones puramente oportunista, proyecta su sombra en la honestidad y el rigor de las otras declaraciones de Jrushchev. En resumen, me puse a reflexionar sobre la posibilidad de revelar el falso informe de Jruschov, que haga uso de los documentos de los archivos soviéticos, una vez sellado, pero poco tiempo, a disposición de los historiadores. De hecho, sin embargo, me las arreglé para hacer otro descubrimiento. De todas las afirmaciones de “relación secreta” que directa tendría que confirmar las “revelaciones acusatorias”, sobre Stalin o Beria, no se halló una prueba. En concreto, todos aquellos que son verificables, resultan ser falsas, todo de principio a fin. Para mí, como científico, tal descubrimiento resultó ser desagradable e incluso no deseable. Mi investigación ya de por sí, por supuesto, habría causado sorpresa y escepticismo, sin embargo, se descubrió, por ejemplo, que sólo una cuarta parte de las “revelaciones” de Jruschov o así llegar a ser considerada falsa ….

Algunos ejemplos. Fue precisamente Beria y Jruschov no liberar a muchos presos, aunque no “millones”, como escribe erróneamente Taubman. El “Thaw”, el aniversario de la que pretende celebrar, que se inició en los últimos años de la vida de Stalin. Jruschov ha limitado su potencial, lo que restringe a los materiales hasta el carácter anti-estalinista.

Stalin quería renunciar en octubre de 1952 pero el XIX Congreso del partido se negó a cumplir con su petición. Taubman sostiene que Khrushchev dijo que es “extranjero” (no participar) en la represión, pero en realidad, sin embargo, Jruschov no sólo había escuchado las exhortaciones (persuasión) de Stalin, sino que tomó la iniciativa en este asunto, pidiendo ” terrados “(techos) más alto (superior) de la pena capital que le hubiera gustado la dirección de Stalin. Taubman dijo: “Khrushchev en una  otra forma ha mantenido su humanidad.” Sería más exacto decir lo contrario: Khrushchev,parece, como ningún otro, un asesino.

Pero aquí, no es esta ansiedad que me fui inmediatamente y continúa preocuparse hasta el momento: si digo que cada una de las “revelaciones acusatorias” de Jruschov es falso, que creemos que mis argumentos? Que el discurso del siglo XX de mayor influencia (si no de todos los tiempos!) Es el resultado del engaño, el engaño? En sí mismo, sólo que esta idea ya parece sencillamente monstruoso.

Capítulo: “La lista de los fusilados”

Jruschov: “había una práctica viciosa, cuando la NKVD se compilaron listas de personas cuyos casos fueron examinados por la evaluación en el Colegio Militar, y para ellos fue una medida determinada a priori de castigo. Estas listas fueron enviadas a Stalin personalmente por Yezhov para la autorización de las sanciones propuestas. En 1937 – 1938, se enviaron a Stalin n. 383 de estas listas de miles de funcionarios del partido, los ciudadanos soviéticos, jóvenes del Komsomol, los militares y los trabajadores en el ámbito de la gestión de la economía nacional, y recibieron la sanción “(2)

Los originales de estas listas de existir, se prepararon para la prensa y publicados por primera vez en los compact-discos y persiguió emiten en Internet como “La lista de los tiroteos de Stalin” (1) (“Сталинские расстрельные списки”). Por desgracia, el nombre en sí es inexacta y tendenciosa, ya que las listas, por lo general, no eran “de tiroteos”

Historiadores anti-estalinistas describen como las listas de condenas hechas con antelación. Sin embargo, debido a su estudio-investigación-observaciones muestran toda la inconsistencia de tales acusaciones. De hecho, se mencionó en las listas de la pena máxima veredicto que podría ser impuesta por el Tribunal con jurisdicción en el caso de condena del acusado, es decir, que no se refiere a la máxima sentencia posible medida para un delito específico como tal y el veredicto no es verdad.

Hay casos en que los individuos que existen en las listas no fueron condenados el veredicto o la sentencia era mucho menos grave que la pena máxima por un delito en la lista al final y salvó a estas personas de ser baleado. Por ejemplo, citado en el informe de Jruschov y estuvo a la altura del XX Congreso, AV, Snegov fue más del doble en las listas – la primera vez en la lista de 07 de diciembre 1937 la región de Leningrado (2) y por segunda vez en la “lista de 6 de septiembre 1940 (3)

 En ambos casos, Snegov, había sido reportado como pertenecientes a la “Categoría 1” de la convicción, a saber, que en su caso habría sido capaz de aplicar incluso la pena de muerte – el disparo. La segunda lista en la que se encuentra el nombre del Snegov se adjunta un resumen de la evidencia acusatoria, y te sientes que estas pruebas eran muchos más. Sin embargo, en Snegov no fue condenado a muerte, pero fue condenado a una larga pena de prisión en un campo de trabajo.

Por lo tanto, Kruschev sabía que Stalin no pronuncia las “convicciones”, pero tomó una mirada en la que se enumeran las posibles objeciones. A Khrushchev esto se conozca con exactitud, ya que no se ha conservado una carta dirigida a él por el Ministro del Interior de la URSS, SN Kruglov, del 3 de febrero de 1954. En esta carta, el hecho de los “veredictos hizo a priori” no hay una sola palabra, en vez explícitamente que: “En el Archivo del Ministerio de Asuntos Internos de la URSS se encuentra n. 383 listas “de las personas, que han de ser sometidos a juicio del Colegio Militar de la Corte Suprema de la URSS.” Estas listas (listas)había sido elaborado en los años 1937 y 1938, la NKVD, y al mismo tiempo (en ese entonces)

También presentó al Comité Central del PCUS, para su examen (se destaca por mí -. GF) (1)

(1) Véase:. Www.memo.ru/history/vkvs/images/intro1.htm.

No es nada extraño que el fiscal llegó en la decisión del jurado, que tiene al lado no sólo la evidencia de la culpabilidad del acusado, sino también las recomendaciones sobre las medidas de la sentencia, en el caso de reconocimiento de culpabilidad. Como se ha señalado, para el examen se les proporcionó una lista de los miembros del partido único, y no para los que no pertenecen.

(2) Véase: http://stalin.memo.ru/spiski/pg05245.htm

(3) Véase: http://stalin.memo.ru/spiski/pgl3026.htm

Jruschov había ocultado el hecho de que no fue Stalin, pero fue él mismo directamenteparticipar en la elaboración de las listas con la indicación de la categoría de la pena recomendada. Khrushchev se refiere a la NKVD, lo que indica que las listas fueron elaboradas allí mismo. Pero se oculta cuidadosamente el lado de trabajo NKVD a codo con los líderes locales del PCUS (b) y que el número de personas en estas listas, probablemente la mayoría, más que en otros lugares de la URSS, vivían exactamente allí, donde en ese momento dominaban Khrushchev.

Hasta enero de 1938, Khrushchev fue el primer secretario de los comités regionales del partido, así como la ciudad de Moscú, y más tarde – el primer secretario del Comité Central del Partido Comunista (bolchevique) de Ucrania. Su carta a Stalin (2) con una solicitud de ejecución de 6.500 personas lleva la fecha del 10 de julio del año 1937, pero la misma fecha aparece en la “Lista de los tiroteos” en Moscú y la región de Moscú (3).

En su carta a Stalin, Jruschov ha confirmado su participación en la “troika” (trío), que tenía el poder de seleccionar a las personas sujetas a la represión. Same “trio”, compuesto por: S.F. Redens el jefe de la NKVD en la región de Moscú, y K. I. Maslov el fiscal adjunto de la región de Moscú. (Khrushchev admite (de acuerdo?) Que “cuando sea necesario” que podría ser reemplazado por el segundo secretario, AA Volkov).

Volkov estaba a cargo de segundo secretario del MK VKP (b) sólo hasta principios del mes de agosto de 1937 y dejó de ser tan sujeta a Khrushchev, el hecho de que probablemente le salvó la vida (4). (1) Véase: www.memo.ru/history/vkvs/images/intro1.htm.

Consulte el Capítulo 5.

http://www.memo.ru/history/vkvs/spiski/pg02049.htm.

(4) Volkov, 11 de agosto de 1937, fue elegido primer secretario del Partido Comunista (bolchevique) de Belarús, y desde octubre 1938 a febrero 1940 ocupó el cargo de primer secretario del comité regional del VKP (b). A juzgar por todo, que murió de muerte natural en 1941 o 1942. Una relación detallada de Volkov no fue publicado en la revista “Советская Белоруссия” (The Bielorrusia soviética) de 21 de abril de 2001 Ver también: http://sb.by/article.php?articleID=4039.

Maslov se mantuvo en el cargo del fiscal de la región de Moscú hasta noviembre de 1937 fue detenido en 1938 y en marzo de 1939 fue ejecutado por cargos de subversión contrarrevolucionaria (1). La misma suerte corrió K. I. Mamontov (2), que obtuvo el primer lugar Maslov, y luego le dispararon en el mismo día. No escapa a la pena de muerte, incluso Redens: En noviembre de 1938 fue detenido como participante en una “agrupación subversiva y de espionaje de Polonia, fue juzgado y ejecutado por el veredicto del Tribunal de Justicia 21 enero de 1940. En las páginas de su libro, Jansen y Petrov .  mencionan   a Redens como uno de los “hombres de Ezhov” (3). Durante las llamadas Redens “deshielo”, ante la insistencia de Jruschov, fue rehabilitado, pero con tales violaciónes flagrante de las disposiciones legales que en 1988 se había abolido la rehabilitación de Redens (revocado) (4).

(3) Jansen, Petrov, p. 56, 165

(4) Rehabilitación: ¿Cómo fue. T.Z. Mediados de 80 a 1.991. – Moscú: MFD, 2004, p. 660.

(4) Rehabilitación: ¿Cómo fue. T.Z. Mediados de 80 a 1.991. – Moscú: MFD, 2004, p. 660.

En otras palabras, con la excepción de Volkov, todos los colaboradores más cercanos de Jruschov, que participó en la represión en Moscú y en la región de Moscú, fueron las sanciones (castigos) que merecen sus acciones. Pero, ¿cómo se las arregló para eludir el castigo Jruschov? Misterio ….

Capítulo: Las disposiciones del Comité Central de la (B) Pleno del PCUS de enero (1938)

Jruschov: “La rehabilitación Conocido en las organizaciones del Partido, con lo que las disposiciones del Comité Central de la (B) Pleno del PCUS de enero (1938). Sin embargo, la represión continuó también en 1938 “(5).

(5) El culto a la personalidad … / / Izvestia del Comité Central del PCUS. 1989 № 3, p. 144.

Aquí sólo alude Jrushchev (pero articula claramente sus pensamientos más adelante), el volante de la represión fue operado sólo por Stalin. Pero, como ya hemos visto, la prueba (pruebas) documentó el contrario, estamos diciendo que obstinadamente las represiones fueron inflados por Yezhov y un grupo de los primeros secretarios, que Khrushchev participó como uno de los principales “represiva” . Stalin y la Dirección Central del PCUS (b), que no participó en la conspiración, intentaron reducir y poner bajo el control de toda la obra de la represión. Al final, se las arreglaron para conseguir un severo castigo para aquellos contra los que se han obtenido pruebas de la participación en la elaboración de los casos actúa para la eliminación de personas inocentes.

Getty y Naumov hicieron un análisis exhaustivo de la documentación (materiales) del Pleno del PCUS (b) en enero (1938) (1). De su amplia investigación, resulta que eso es Stalin y los dirigentes del Comité Central del Partido Comunista (bolchevique) estaban muy preocupados por el problema de la represión incontrolada. Precisamente por esta razón, y en el momento de este pleno, Postyshev había sido destituido de su cargo. Un examen a fondo de este asunto se encuentra en el libro de R. Thurston (2), lo que confirma el hecho de que Stalin estaba tratando de controlar a los Primeros Secretarios, la NKVD y la misma represión como tal.

En el Pleno de enero (1938), Malenkov y, por supuesto, haciéndose  eco de  Stalin, hizo un informe sobre las expulsiones masivas autorizadas por el Partido Comunista de los compañeros de viaje en la región de Kuibyshev. En la consecución de nuestros objetivos, ya que los factores más importantes que debemos considerar sólo que la culpa de estos actos, como ya se ha mencionado, se había descargado en Postyshev. La resolución del Comité Central del PCUS (B) de 9 de enero de 1938 acusado de “errores” por la que recibió una reprimenda y fue relevado de su cargo de primer secretario del Comité Regional de Kuibyshev.

I. A. Benediktov, que tuvo un papel clave en los años 1938-1958, en la gestión de la agricultura de la URSS (Comisario del Pueblo para la agricultura, y más tarde el ministro de Agricultura), que a menudo participó en las reuniones del Comité Central y del Buró Político, enfatiza y dijo que en el Pleno de enero de Stalin comenzó a corregir las ilegalidades cometidas durante la represión.

En dell’1938 enero, jefe del Comisariado del Pueblo de Asuntos Interno de la República Socialista de Ucrania (RSS de Ucrania) fue acusado A. I. Uspensky, pero a finales de ese mismo año en Moscú se hizo conocido como criminal. Advertido por Yezhov, 14 de noviembre dell’1938, Uspensky escapó del arresto que pesa sobre su cabeza, fingió suicidarse y pasó a la clandestinidad.

 (1) J. Arch Getty  y  Oleg V. Naumov. El camino hacia el terror: Stalin y la autodestrucciónde los Bolsceviks, 1932-1939. (Yale University Press, 1999), pag.498-512.

 (2) R. Thurston. Vida y Terror en la Rusia de Stalin (Vida y Terror en la Rusia de Stalin), 1934-1941. (Yale University Press, 1998), página 109, 112, ver la parte 4.

(2) Sobre el culto a la personalidad … / / Izvestia del Comité Central del PCUS. 1989 № 3, p. 143.

Fue declarado como quería para toda Rusia, y sólo se detuvo el 14 de abril del’1939. Según algunas informaciones, Yezhov había escuchado una conversación telefónica entre Stalin y Khrushchev, después de lo cual se sentía y Uspensky.

Independientemente de si el delito consiste en lo que el personal de Uspenski, la responsabilidad de hacer acusaciones contra personas inocentes, que tiene que compartir con Jruschov, ya que ambos eran miembros de la misma “troika” (1). En los materiales (documentos) de los interrogatorios de muchos detenidos es allí dijo que, siguiendo las instrucciones de Yezhov, Uspensky falsificados expediente a gran escala (2).

 (1) No Khrushchev. Tiempo. People. Energía. Libro. 1. Parte 1. – Moscú: Moscovskie Novosti (Noticias de Moscú), 1999, pag.172-173.

 (2) Jansen y Petrov. pag. 84, 148.

Capítulo: “La banda de Beria”

Jruschov: “Cuando Stalin dijo que alguien se arrestó en el que tuvo que tomar en la fe que se trata de un” enemigo del pueblo “. Mientras que la banda Beria, que dominaban la vuelta en el KGB (Comité de Seguridad del Estado, o en ruso Комитет Государственной Безопастности), de la piel para demostrar la culpabilidad de los detenidos y la exactitud del material (acusadores) que fabrica “(3).

Es una mentira. R. Thurston escribe en detalle de la realidad, como Jruschov había tergiversado el significado de lo que realmente había sucedido cuando Beria se convirtió en jefe de la NKVD (4). Su llegada (en el NKVD), en palabras del historiador, dio a luz a “la sorprendente liberalismo”; dejó las torturas, los prisioneros fueron devueltos a su legislación sobre derechos legítimos. Los cómplices de Yezhov perdieron sus puestos, muchos de ellos fueron acusados ​​y fueron los procesos por los que juzgan como culpable de haber llevado a cabo la represión ilegal.

De acuerdo con el informe de la Comisión encargada de Pospelov, detenciones bajó drásticamente: en los años 1939-1940, el número se había reducido a más del 90% en comparación con los años 1937 a 1938. El número de ejecuciones en 1939-1940 había caído por debajo del 1% en comparación con los años 1937 a 1938. (5) El Beria asumió la dirección del Comisariado del Pueblo de Asuntos Internos en noviembre de 1938, y, por tanto, el marco de tiempo estipulado encaja perfectamente con el período,

 en el que todas las riendas del gobierno “de los órganos del NKVD (?)” se concentraron en sus manos. Jruschov había utilizado el informe de la Comisión Pospelov por su “informe secreto”, y por lo tanto no podía no conocer estos hechos, pero

decidido no hacer ninguna referencia a un auditorio tan no dan la más mínima razón para dudar de la interpretación propuesta por él de los acontecimientos históricos.

Al igual que Beria había sido jefe de la NKVD tuvo lugar allí de los ensayos de los que fueron acusados ​​de represión ilegal de ejecuciones masivas, torturas y falsificación de los casos penales. Kruschev sabía, pero incluso eso se mantuvo oculto.

(1) Khrushchev. Tiempo. –  Pueblo. Energía. Libro. 1. Parte 1. – Moscú: Moscow News (Московские новости), 1999, pagg.172-173.

(2) Jansen y Petrov. §. 84, 148.

(3) Sobre el culto a la personalidad … / / Actas del Comité Central del PCUS. 1989 № 3, §. 144.

(4) Robert Thurston. La vida y el terror … §. 118-119.

(5) Rehabilitación: ¿Cómo fue. Volumen 1. pag. 317. Ver también: http://www.idr.ru/2/7. shtml.

Goodbye Mr Khrushchev – all the lies of the Twentieth Congress – G. Furr

 

Introduction


The historic Grover Furr some time we have become accustomed to great works that are true transparency (glasnost) of a period abundantly massacred by the falsifiers bourgeois historiography.

In this work “The pettiness anti-Stalinist / Grover Furr; trad English [Eng V. L. Bobrov]. – Moscow: Algorithm, 2007. – 464 p. – (Enigma of ’37). ”
He articulates removed with the objectivity guaranteed by primary sources accusing the castle to the figure of Stalin in particular and of Marxism-Leninism in general, hatched by Khrushchev, during the Twentieth Congress, through the famous “Secret Report”.

Of course are just a few, though significant excerpts.
The intention of our future lies in the translation of the whole book. For the moment, I invite you to a careful reading, with eyes free from preconceptions partisans.

 

Foreword by Grover Furr

A year ago was celebrated the 50th anniversary of the “secret affair” by N. S. Khrushchev,

exposed 25 February 1956 at the XX Congress of the CPSU.

The London newspaper “Telegraph” characterized the report as “the most influential speech of the twentieth century.” And in an article published the same day by “New York Times”, William Taubman, the winner of the Pulitzer Prize in 2004, awarded for a biography of Khrushchev, he called his show ”
a heroism worthy to be marked “on the calendar of events.

Here we will prove the exact opposite!

Of all the accusations of the “secret relationship”
able directly to “unmask” the actions of Stalin or Beria, not even a true result. Khrushchev, in his speech, he said of Stalin and Beria’s nothing that proves to be true.

We will demonstrate how the discourse of the twentieth century’s most influential (if not of all time!) Is a fruit of deception!

Some time ago it occurred to me to re-read the “secret affair” of Khrushchev.

While reading, I noticed a lot of nonsense in this report.

Something very similar had also observed J. Arch Getty in his fundamental work “The Origins of the great purges”: “Among other inconsistencies in the testimonies of Khrushchev, there is a clear substitution of Yezhov in Beria. Although the name is mentioned sporadically Yezhov, the charges for the majority of the crimes and repression have been leveled against Beria, while the latter until 1938 held the position of secretary of the regional party.

In addition, a large part of the press releases are told that the police terror began to subside in the period in which, in 1938, Beria was to replace Yezhov.

How so shamelessly Khrushchev was able to replace, in its report, Yezhov, Beria in? What else had he been able to obscure?

In any case, Khrushchev and the leadership of that time, with the execution of Beria, they did become a convenient scapegoat. Of course, the use of the name Beria, for purely opportunistic, casts its shadow on the honesty and rigor of the other statements of Khrushchev.

In summary, I began to reflect on the possibility of revealing the false report of Khrushchev, availing documents from the Soviet archives, once sealed, but a short time, available to historians. In fact, however, I managed to make another discovery. From all the claims of “secret relationship” that directly would have to confirm the “revelations accusatory,” about Stalin or Beria, there was not found one test. More precisely, all those that are verifiable, turn out to be untrue, all from first to last.

For me, as a scientist, such a discovery proved to be unpleasant and even not desirable. My research already in itself, of course, would have caused surprise and skepticism, though, it was discovered, for example, that only a quarter of the “revelations” of Khrushchev or so prove to be considered false ….

Some examples. It was precisely Beria and Khrushchev not to release many prisoners, though not “millions”, as erroneously writes Taubman. The “Thaw”, the anniversary of which he aims to celebrate, it was started in the last years of Stalin’s life. Khrushchev has limited its potential, restricting it to the materials until the character anti-Stalinist.

Stalin wanted to resign in October 1952 but the XIX Congress of the party refused to fulfill his request. Taubman argues that Khrushchev said that he is “alien” (not involved) in repression, but in reality, however, Khrushchev not only had listened to the exhortations (persuasion) of Stalin, but took the initiative in this matter, asking for ” housetops “(ceilings) higher (higher) on capital punishment that he would have liked the direction of Stalin. Taubman said: “Khrushchev in one way or another has retained its humanity.” It would be more accurate to say the opposite: Khrushchev, it seems like no one else to look like a hit man and a murderess.

But here, there is this anxiety that I immediately went in and continues to worry about so far: if I say that each of the “accusatory revelations” of Khrushchev is false, we believe to my arguments? That the speech of the twentieth century’s most influential (if not of all time!) Is a result of the deception, deceit? In itself, only this idea already seems simply monstrous.

The results of my research could therefore be devalued and the truth is silenced.

The point is, however, in the fact that the author of these lines has gained some notoriety for his respectful, though critical attitude towards Stalin’s personality as well as his sympathy towards the international communist movement, of which Stalin was the recognized leader for decades. When a researcher comes to conclusions that are too consistent with his preconceived political orientations the prudent thing to do would be to suspect that the author of a lack of objectivity, if not worse. That’s why I would be much happier if my scientific work would lead to the result that only 25% of the “accusatory revelations” of Khrushchev, on Stalin and Beria were definitely false.

But since, as it turned out that all the “revelations accusations” of Khrushchev really are not true, the burden of proof to demonstrate these falsehoods falls on me personally as the scientist.

Therefore, I would hope so, that the reader will welcome you with the indulgence in some way unusual form of presentation of the material in question.

The whole book is divided into two distinct parts, but in some way related.

In the first part (chapters 1-9) examines the points of the report khruscioviana considered the quintessence of his “revelations accusatory.” A short leap forward, it should be noted that the author was able to highlight sixty of these statements.

Each of the “revelations accusatory”, the report will be preceded by a quote from the “secret relationship”, after which it will be reviewed through the prism of historical evidence, most of which are presented as the citations received from primary sources and in rare cases from other sources. The author has set itself the task of providing the best of evidence that they exist and are mainly drawn from the archives of Russia to test the false nature of the speech with which Khrushchev had spoken in a closed session of the Twentieth Congress.

The second part of the book (chapters 10-11) is devoted to the problems of methodological and also the conclusions arising from the work performed by me. Particular attention was paid to the type of techniques which Khrushchev had used through all his bogus report and review of the materials on rehabilitation of party leaders whose names were named in the report secret.

Chapter: “The lists of the shootings”

Khrushchev: “there was a vicious practice, when the NKVD were compiled lists of individuals whose cases were considered by the evaluation at the Military College, and to them was predetermined a priori measure of punishment. These lists were sent to Stalin personally by Yezhov for the authorization of the proposed sanctions. In 1937 – 1938, were sent to Stalin n. 383 of these lists of many thousands of party officials, the Soviet citizens, young Komsomol, the military and workers in the spheres for the management of the national economy, and had received his sanction “(2)

The originals of these lists exist; were prepared for the press and published first in the compact-disks and chased issued in the Internet as “The lists of the shootings of Stalin” (1) (“Сталинские расстрельные списки”). Alas, the name itself is inaccurate and biased, since lists, generally speaking, were not “of shootings”

Anti-Stalinist historians describe as the lists of convictions made in advance. However, because their study-research-comments show all the inconsistency of such allegations. In fact, it was mentioned in the lists of the verdict maximum sentence which could be imposed by the Court with jurisdiction in the event of conviction of the accused, that is to say that there was referred to the maximum extent possible sentence for a specific crime as such, and the verdict is not true.

There are cases in which individuals existing in the lists were not condemned the verdict or the sentence was far less serious than the maximum penalty for an offense on the list in the end and saved these people from being shot. For example, cited in the report of Khrushchev and it lived up to the XX Congress, AV, Snegov was over twice in the lists – first time in the list of 7 December 1937 Leningrad region (2) and for the second time in the ‘list of 6 September 1940 (3)

In both cases, Snegov, had been reported as belonging to the “Category 1” of conviction, namely, that in his case would have been able to be applied even capital punishment – shooting. The second list in which there is the name of Snegov is attached a summary of the evidence accusatory, and you feel that these tests were many more. However in Snegov was not condemned to death, but was sentenced to a long prison sentence in a labor camp.

Thus, Khrushchev knew that Stalin did not pronounce the “convictions”, but took a look at which lists for possible objections. A Khrushchev this was definitely known, as there has been preserved a letter addressed to him by the Minister of Internal Affairs of the USSR, SN Kruglov, from 3 February 1954. In this letter, the fact on the “verdicts made a priori” there is not one

word, instead explicitly states that: “In the Archives of the Ministry of Internal Affairs of the USSR are found n. 383 lists “of the people, which must be submitted to the judgment of the Military Collegium of the Supreme Court of the USSR.” These lists (lists)

had been drawn up in the years 1937 and 1938, the NKVD, and at the same time (then)

also presented to the Central Committee of the CPSU, for consideration (is highlighted by me. – GF) (1)

(1) See.: Www.memo.ru/history/vkvs/images/intro1.htm.

There is nothing strange that the prosecutor came in the judging, having at hand not only the evidence of the guilt of the accused, but also the recommendations on the measures of the sentence, in the case of recognition of guilt. As is noted, for exam were provided lists of party members only, and never for those who do not belong.

(2) See: http://stalin.memo.ru/spiski/pg05245.htm

(3) See: http://stalin.memo.ru/spiski/pgl3026.htm

Khrushchev had hidden the fact that it was not Stalin, but was himself directly

involved in the drawing up of lists with an indication of the category of recommended punishment. Khrushchev refers to the NKVD, indicating that the lists were drawn up right there. But he carefully conceals the NKVD working side by side with the local leadership of the CPSU (b) and that the considerable number of people in those lists, probably the majority and more than in other places of the USSR, lived exactly there, where at that time lorded Khrushchev.

Up to January 1938, Khrushchev was the first secretary of the regional party committees, as well as the city of Moscow, and later – the first secretary of the Central Committee of the Communist Party (Bolsheviks) of Ukraine. His letter to Stalin (2) with a request for execution of 6,500 people bears the date 10 July of the year 1937 but the same date appears on the “List of the shootings” in Moscow and the Moscow region (3).

In his letter to Stalin, Khrushchev confirmed its participation in the “troika” (the trio), which had the power to select individuals subject to repression. Same “trio” comprised: S.F. Redens the head of the NKVD in the Moscow region, and K. I. Maslov the deputy prosecutor of the Moscow region,. (Khrushchev admits (agree?) That “when necessary” he would be able to be replaced by the second secretary, AA Volkov).

Volkov was in charge of second secretary of the MK VKP (b) only until the beginning of the month of August, 1937, and ceased to be so subject to Khrushchev, the fact that probably saved his life (4). (1) See: http://www.memo.ru/history/vkvs/images/intro1.htm.

See Chapter 5.

http://www.memo.ru/history/vkvs/spiski/pg02049.htm.

(4) Volkov, August 11, 1937, he was elected first secretary of the Communist Party (Bolsheviks) of Belarus, and from October 1938 to February 1940 occupied the post of first secretary of the regional committee of the VKP (b). Judging by everything, he died a natural death in 1941 or 1942. A detailed account of Volkov there was published in the journal “Советская Белоруссия” (The Soviet Byelorussia) of 21 April 2001 see also: http://sb.by/article.php?articleID=4039.

Maslov remained in office of the prosecutor for the Moscow region until November 1937 he was arrested in 1938 and in March 1939 he was executed on charges of counterrevolutionary subversion (1). The same fate befell K. I. Mamontov (2), which first took place Maslov, and then he was shot with the same day. Did not escape the death penalty even Redens: In November 1938 he was arrested as a participant in a “subversive group and espionage Poland ‘, was tried and executed for the court’s verdict January 21, 1940. On the pages of his book, Jansen and Petrov Redens mention as one of the “men of Ezhov” (3). During the so-called “thaw” Redens, at the insistence of Khrushchev, was rehabilitated, but with such flagrant violations of legal provisions that in 1988 the rehabilitation of Redens had been abolished (revoked) (4).

(3) Jansen, Petrov, p. 56, 165

(4) Rehabilitation: How was. T.Z. Mid 80-1991. – Moscow: MFD, 2004, p. 660.

In other words, with the exception of Volkov, all of the closest collaborators of Khrushchev which took part in the repression in Moscow and in the Moscow region, were the penalties (punishments) worthy of their actions. But how he managed to evade punishment Khrushchev? Mystery ….

Chapter: The provisions of the Central Committee of the CPSU (B) Plenum of January (1938)

Khrushchev: “Well-known rehabilitation in the Party organizations, bringing with provisions of the Central Committee of the CPSU (B) Plenum of January (1938). However, the repression continued also in 1938 “(5).

(5) The cult of personality … / / Izvestia CPSU Central Committee. 1989 № 3, p. 144.

Here Khrushchev only alludes (but clearly articulates his thoughts

later), the flywheel of repression was operated just by Stalin. But, as we have already seen, the proof (evidence) documented the contrary, we are stubbornly saying that the repressions were inflated by Yezhov and a group of first secretaries, which Khrushchev took part as one of the major “repressive” . Stalin and the Central Directorate of the CPSU (b) who was not involved in the conspiracy, tried to reduce and put under the control of the whole play of repression. In the end, they managed to get severe punishment for those against which they were obtained evidence of the involvement in the manufacture of cases acts to elimination of innocent people.

Getty and Naumov did an exhaustive analysis of the documentation (materials) of the Plenum of the CPSU (b) in January (1938) (1). From their extensive research, it turns out, that’s Stalin and the leaders of the Central Committee of the Communist Party (Bolshevik) were extremely concerned about the problem of uncontrolled repression. Precisely for this reason, and at the time of this plenum, Postyshev had been removed from his post. A thorough examination of this matter is found in the book of R. Thurston (2), which confirms the fact that Stalin was trying to rein in the First Secretaries, the NKVD and the same repression as such.

At the January Plenum (1938), Malenkov and, of course, echoing Stalin, made a report on the mass expulsions authorized by the Communist Party of the companions in the Kuibyshev region. In pursuit of our goals, as the most significant factors we should consider only that the blame for these acts, as already mentioned, had been downloaded on Postyshev. The resolution of the Central Committee of the CPSU (B) of 9 January 1938 he accused of “errors” for which he received a reprimand and was relieved of his duties of first secretary of the Regional Committee of Kuibyshev.

I. A. Benediktov, who had key roles in the years 1938-1958, in the management of agriculture of the USSR (People’s Commissar for agriculture, and later the Minister of Agriculture) who often participated in the meetings of the Central Committee and Politburo, emphasizes , saying that at the January Plenum, Stalin began to correct the illegalities committed during the repression.

In January dell’1938, head of the People’s Commissariat of Internal Affairs

of the Socialist Republic of Ukraine (Ukrainian SSR) was charged A. I. Uspensky, but by the end of the same year in Moscow was became known as criminal. Warned by Yezhov, November 14 dell’1938, Uspensky escaped arrest hanging over his head, he pretended to commit suicide and went into hiding.

(1) J. Arch Getty end Oleg V. Naumov. The Road to Terror: Stalin and Self-Destruction

of the Bolsceviks, 1932-1939. (Yale University Press, 1999), pag.498-512.

(2) R. Thurston. Life and Terror in Stalin’s Russia (Life and Terror in Stalin’s Russia), 1934-1941. (Yale University Press, 1998), page 109, 112; see his part 4.

(2) About the cult of personality … / / Izvestia CPSU Central Committee. 1989 № 3, p. 143.

It was declared as wanted for the whole of Russia and only stopped on April 14 del’1939. According to some information, Yezhov had overheard a telephone conversation between Stalin and Khrushchev, after which he felt and Uspensky.

Regardless of whether the crime consisted in what staff Uspensky, the responsibility for making accusations against innocent people, he has to share with Khrushchev, as both were members of the same “troika” (1). In materials (documents) of the interrogations of arrested many it is there said that, following the instructions of Yezhov, Uspensky falsified dossier on a large scale (2).

(1) No Khrushchev. Time. People. Power. Book. 1. Part 1. – Moscow: Moscovskie Novosti (Moscow News), 1999, pag.172-173.

(2) Jansen and Petrov. pag. 84, 148.

Chapter: “The band of Beria”

Khrushchev: “When Stalin said that someone be arrested where you had to take on faith that this is an” enemy of the people. ” While the band Beria, who lorded it over in the KGB (Committee for State Security, or in Russian Комитет Государственной Безопастности), out of the skin to prove the guilt of those arrested and the correctness of the material (accusers) it manufactures “(3).

It’s a lie. R. Thurston writes in detail of the fact, as Khrushchev had misrepresented the meaning of what had actually happened when Beria became head of the NKVD (4). His arrival (in the NKVD), in the words of the historian, gave birth to “the striking liberalism”; stopped the torture, the prisoners were returned to their legitimate rights legislation. The accomplices of Yezhov lost their positions, many of them were accused and were the processes by which judged as guilty of having carried out the illegal repression.

In accordance with the report of the Committee in charge of Pospelov, arrests

went down sharply: in the years 1939-1940, the number had dropped to more than 90% compared to the years 1937-1938. The number of executions in 1939-1940 had dropped below 1% compared to the years 1937-1938. (5) The Beria took on the management of the People’s Commissariat of Internal Affairs in November 1938, and, therefore, the stipulated time frame fits perfectly with the period,

in which all the reins of government “of the organs (NKVD?)” were concentrated in his hands. Khrushchev had used the report of the Commission Pospelov

for his “secret report”, and therefore could not did not know these facts, but

decided not to make any reference to an auditorium so do not give even the slightest reason to doubt the interpretation proposed by him of historical events.

Just as Beria had been head of the NKVD took place there of the trials of those who were accused of illegal repression of mass executions, torture and falsification of criminal cases. Khrushchev knew, but even that was kept hidden.

(1) Khrushchev. Time. People. Power. Book. 1. Part 1. – Moscow: Moscow News (Московские новости), 1999, pagg.172-173.

(2) Jansen and Petrov. §. 84, 148.

(3) About the cult of personality … / / Proceedings of the CPSU Central Committee. 1989 № 3, §. 144.

(4) Robert Thurston. Life and terror … §. 118-119.

(5) Rehabilitation: How was. Volume 1. pag. 317. See also: http://www.idr.ru/2/7. shtml.
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