CIA sponsor del Dalai Lama

   

 

La CIA sponsor del Dalai Lama

di Jean Paul Desimpelaere

Patrick French, quando era direttore della Free Tibet Campaign (Campagna per l’indipendenza del Tibet) in Inghilterra, è stato il primo a poter consultare gli archivi del governo del Dalai Lama in esilio. Ne ha tratto conclusioni sconvolgenti.

I Cinesi hanno liquidato i Tibetani?
http://www.solidaire.org/ 31-05-2006

E’ giunto alla conclusione disilludente che le prove del genocidio tibetano da parte dei Cinesi erano state falsificate e ha subito dato le dimissioni dalla carica di direttore della Campagna per l’indipendenza del Tibet (“Tibet, Tibet”, P. French, Albin Michel, 2005) Negli anni sessanta, sotto la direzione del fratello del Dalai Lama, Gyalo Thondrup, furono raccolte delle testimonianze tra i rifugiati tibetani in India. French constatò che le cifre dei morti erano state aggiunte in margine successivamente. Altro esempio, lo stesso scontro armato, narrato da cinque diversi rifugiati, era stato contabilizzato cinque volte. Nel frattempo la cifra di 1,2 milioni di uccisi da parte dei Cinesi faceva il giro del mondo.

French afferma che questa cifra non è semplicemente possibile: essa riguarda solamente gli uomini. Ma in effetti, all’epoca, non vi erano più di 1,5 milioni di Tibetani maschi. Se la cifra propagandata fosse vera, oggi non dovrebbe essercene quasi più nessuno. In seguito, invece, la popolazione è aumentata fino a raggiungere, attualmente, la soglia di quasi 6 milioni di abitanti, vale a dire quasi due volte di più rispetto al 1954. Dati forniti sia dal Dalai Lama, sia dalle autorità cinesi, straordinariamente d’accordo per una volta.

Gli osservatori internazionali (La Banca mondiale, L’Organizzazione mondiale di sanità) accettano questi dati. Cosa che non impedisce che ancora oggi il Dali Lama continui a pretendere che 1,2 milioni di Tibetani siano stati uccisi dai Cinesi.

Il Dalai Lama è una sorta di papa del buddismo mondiale?

Su questo punto occorre relativizzare le cose. Il 6% della popolazione mondiale è buddista. E’ poco. Inoltre, il Dalai Lama non è affatto il rappresentante del buddismo zen (Giappone), né del buddismo del Sud est asiatico (Tailandia), e nemmeno del buddismo cinese. Il buddismo tibetano rappresenta solo 1/60 di questo 6%. Infine esistono anche in Tibet quattro scuole separate. Il Dalai Lama appartiene ad una di queste: la “gelugpa”(i berretti gialli). In breve, si tratta di un papa seguito da pochissimi seguaci religiosi, ma da moltissimi adepti politici…

Chi sono i suoi sponsor?

Dal 1959 al 1972:

– 180.000 dollari all’anno per lui personalmente sui libri paga della CIA (documenti desecretati dal governo nordamericano; il dalai lama ha negato la cosa fino al 1980)
– 1,7 milioni di dollari all’anno per la organizzazione della sua rete internazionale

In seguito lo stesso ammontare è stato versato attraverso una dotazione del NED, una organizzazione non governativa nordamericana il cui budget è alimentato dal Congresso. Il Dalai Lama dice che i suoi due fratelli gestiscono “gli affari”. I suoi due fratelli, Thubten Norbu (un lama di rango superiore) e Gyalo Thondrup erano stati ingaggiati dalla CIA fin dal 1951, il primo per raccogliere fondi e dirigere la propaganda ed il secondo per organizzare una resistenza armata.

La bomba atomica indiana: il budda sorridente

Fin dagli esordi, vale a dire quando è diventato chiaro che la rivoluzione cinese stava vincendo nel 1949, gli USA hanno tentato di convincere il dalai lama a guadagnare l’esilio. Hanno messo a loro disposizione del denaro, tutta una logistica e la loro propaganda. Ma il dalai lama e il suo governo volevano che gli Stati Uniti inviassero un esercito come avevano fatto in Corea e considerarono dunque la proposta nordamericana troppo debole. (Modern War Studies, Kansas University, USA, 2002). Nel 1959 gli Stati Uniti riuscirono comunque a convincere il dalai lama a lasciare il Tibet, ma bisognava ancora convincere l’India a dargli asilo. Eisenhower propose allora uno scambio a Nehru: l’India doveva accettare il dalai lama sul suo territorio e gli Stati Uniti avrebbero accordato a 400 ingegneri indiani una borsa di studio negli Stati Uniti per avviarli alla “tecnologia nucleare”. L’accordo fu accettato (Il maggiore nordamericano William Corson, responsabile dei negoziati all’epoca, Press Trust of India, 10/8/1999). Nel 1974, la prima bomba A indiana fu soprannominata cinicamente “Budda sorridente” (Raj Ramanna, ex direttore del programma nucleare indiano, 10/10/1997, Press Trist of India)

  http://www.ossin.org/misc-estremo-oriente/cia-dalai-lama.html

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