www.resistenze.org – popoli resistenti – turchia – 04-06-13 – n. 456
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TKP | solidnet.org
Traduzione da Commissione internazionale FGC

Dichiarazione del CC del TKP

Sicuramente si creerà l’alternativa per la classe operaia

1. Da giorni la Turchia sta assistendo ad un vero e proprio movimento popolare. Le azioni e le proteste, iniziate a Istanbul si sono diffuse in tutta la Turchia, assumendo un carattere di massa, legittimo e storico. La cosa più importante è il cambiamento nello stato d’animo della gente. La paura e l’apatia sono stati superati e le persone hanno acquistato fiducia in se stesse.

2. Il Partito Comunista di Turchia ha fatto parte del movimento popolare fin dall’inizio e ha mobilitato tutte le sue forze, cercando di incoraggiare il carattere proletario e rivoluzionario del movimento, cercando di impregnarlo a un maturo senso di disciplina, ha organizzato numerose azioni e manifestazioni. In questo processo, la polizia ha effettuato forti attacchi contro la nostra sede di Ankara. In tutta la Turchia, molti membri del partito sono stati feriti e arrestati. Ci sono stati diversi tentativi di sequestro di quadri del partito. Ma le provocazioni contro il nostro partito sono state sconfitte.

3. La nostra enfasi sul ruolo del TKP non intende sottovalutare la natura spontanea del movimento e il contributo di altri soggetti politici. Al contrario, il TKP insiste sul fatto che questo movimento ha un aspetto che va oltre l’impatto di uno o di un altro soggetto politico e di qualsiasi tipo di opportunismo politico.

4. Il messaggio delle masse al governo perché si dimetta è una verità assoluta di questo movimento. Anche se “in questo momento” non sembra possibile una alternativa di sinistra, tale esigenza deve essere espressa chiaramente. Questa opzione per il popolo lavoratore può generarsi solo sfruttando l’energia che è emersa in questo momento storico. Il TKP si concentrerà su questo e denuncerà l’inganno delle altre alternative, come “la formazione di un governo nazionale,” che sicuramente sarà sollevata per ingannare le masse lavoratrici e per far loro credere che la crisi possa essere superata in questo modo.

5. Indubbiamente, i detentori del potere politico cercheranno di calmare la gente, stabilire un maggiore controllo e cercheranno anche di usare la situazione a proprio vantaggio. E’ possibile che ottengano un successo temporaneo. Anche in questo caso, il movimento popolare non sarà stato inutile. Il TKP è preparato a un periodo di dura e intensa lotta.

6. Per agire di concerto, diversi rami del movimento socialista che condividono obiettivi e preoccupazioni devono analizzare l’aspetto di questo movimento popolare immediatamente. Il TKP, senza interrompere i suoi compiti e attività quotidiane, agirà in modo responsabile in questo senso e si impegnerà per creare un terreno comune, in linea con le esigenze urgenti espresse di seguito.

7. Per annullare i piani del governo volti a discriminare e dividere il movimento popolare tra legittimo e illegittimo, tutte le forze devono evitare di prendere misure che possono causare danni alla legittimità del movimento. È il potere politico che attacca. Il popolo deve difendersi, come sta correttamente facendo, ma non deve cadere nelle trappole della provocazione del governo.

8. Mentre le masse inneggiano la parola d’ordine “dimissioni del governo”, i negoziati limitati al futuro del Parco Taksim-Gezi, non hanno senso. Il governo finge di non capire che il vecchio equilibrio è stato cambiato radicalmente e non può essere ripristinato. Tutti sanno che il movimento popolare non è il prodotto della sensibilità verso gli alberi del Parco Gezi. La rabbia del popolo va al di là dei progetti di trasformazione urbana: si tratta del terrorismo del mercato, degli aperti e diretti interventi nei diversi stili di vita, dell’americanismo e della subordinazione agli Stati Uniti, delle politiche reazionarie che esprimono inimicizia con il popolo siriano. L’AKP non può ingannare la gente con un discorso del tipo “pianteremo più alberi rispetto a quelli che tagliamo”.

9. Siamo all’opera per creare un’alternativa del popolo lavoratore, il movimento ha bisogno di appoggiarsi su alcune richieste concrete. Queste richieste sono valide nel caso di dimissioni del governo o di Erdogan:

a) Il governo deve annunciare la cancellazione dei progetti che prevedono la demolizione del Gezi Park e del Centro Culturale Ataturk.

b) Libertà per i detenuti durante la Resistenza e ritiro immediato di tutte le accuse contro di loro.

c) Tutti i funzionari i cui crimini contro il popolo sono dimostrati da relazioni delle commissioni formate dall’Unione dei Collegi di Avvocati e i Collegi locali devono essere sollevati dal loro incarico.

d) Devono cessare i tentativi di ostacolare il diritto delle persone a ottenere precise notizie sugli avvenimenti.

e) Devono cessare tutti i divieti di riunione, manifestazione e marce.

f) Devono essere rimossi tutti gli ostacoli di fatto o di diritto che impediscono la partecipazione politica del popolo, tra cui lo sbarramento elettorale del 10% e gli articoli anti-democratici della “legge dei partiti politici”.

g) Devono cessare tutte le iniziative intraprese per cercare di imporre uno stile di vita unico per tutte le persone.

10.Queste esigenze urgenti in nessun caso influenzeranno il nostro diritto e dovere di continuare con l’opposizione al potere politico. La reazione popolare al governo deve rafforzarsi e si devono concentrare gli sforzi sulla costruzione di una vera alternativa allo scenario politico.

11. La bandiera turca della stella e la luna, nella quale si avvolgevano coloro che eseguivano gli attacchi reazionari e sciovinisti contro i lavoratori, contro la gente della sinistra e il popolo curdo dopo il colpo di stato fascista del 12 settembre 1980, è stata tolta dalle mani del fascismo e consegnata nelle mani onorevoli di Deniz Gezmis e dei suoi compagni, come bandiera nelle mani del popolo patriottico.

12. Il movimento popolare sin dal suo inizio, ha ignorato la bieca strategia di portare in collisione una comunità contro l’altra in Turchia. Questo atteggiamento deve essere mantenuto con cura, senza lasciare spazio allo sciovinismo e al volgare nazionalismo.

13. Ai nostri fratelli e sorelle curdi/e, abbiamo già detto loro che “Non ci può essere alcun accordo di pace con l’AKP”. Non ci può essere accordo con un potere politico a cui la sua propria gente ha voltato le spalle, e il cui vero volto è stato svelato. I politici kurdi devono smetterla di “riporre speranza nel dialogo con l’AKP” e diventare una forte componente di un movimento popolare unito, patriottico, laico e operaio.

14. I nostri cittadini che hanno perso la vita per mano della polizia o del potere politico, hanno sacrificato la loro vita in nome di una lotta giusta e storica. Il popolo non dimenticherà mai i loro nomi e i responsabili della loro morte risponderanno davanti alla legge.

Comitato Centrale
Partito Comunista di Turchia
4 Giugno 2013


Le proteste del Parco Taksim Gezi

04/06/2013

Le proteste sono iniziate a Istanbul quando pesanti macchinari sono entrati nel parco Taksim Gezi il martedì 28 maggio, per distruggere il parco e preparare l’area per la costruzione di un centro commerciale. Attivisti di Istanbul hanno protestato contro la distruzione del parco, l’unica area verde aperta al pubblico, vicino Taksim. Gli attivisti hanno rifiutato di lasciare il parco e hanno iniziato manifestazioni pacifiche. Tuttavia, la polizia ha attaccato gli attivisti usando anche gas al pepe. I macchinari di costruzione sono stati fermati e la gente ha iniziato a presidiare il parco con dei turni per evitare che tornassero all’opera. Le manifestazioni sono continuate mercoledì, pacificamente.

La polizia ha attaccato la gente che si trovava nel parco nelle prime ore del giovedì, circa alle 5 di mattina. Le tende dei manifestanti sono state incendiate dalla polizia. Le persone sono state costrette a lasciare il parco, anche a causa del pesante uso di gas al pepe. Questo attacco crudele ha determinato la reazione delle persone che vivono a Istanbul e migliaia di persone si sono riunite nel parco Taksim Gezi nel pomeriggio di giovedì. I manifestanti non solo hanno protestato contro il progetto di costruzione dei centri commerciali, ma anche per la violenza della polizia contro le mobilitazioni pacifiche. La violenza della polizia è aumentata in particolare durante il mandato del AKP e le proteste si sono indirizzate contro il governo.

Quando la polizia è tornata ad attaccare la gente radunata nel parco utilizzando gas al pepe e acqua in pressione nella mattina di venerdì 31 maggio, diverse persone, soprattutto giovani, si sono riuniti in Piazza Taksim, che la polizia ha trasformato in campo di battaglia. La polizia ha anche sparato gas nella stazione della metropolitana Taksim. Molta gente, tra cui giornalisti, è rimasta ferita. La stessa polizia ha impedito alle ambulanze di entrare nella zona. Le forze dell’ordine hanno poi attaccato anche la riunione dei sindacati a Taksim, alle ore 10. Le persone sono state cacciate dal parco e da Piazza Taksim con la forza. Tuttavia, nonostante gli attacchi, la gente ha continuato a concentrarsi nei pressi di Taksim, protestando contro la violenza dell’apparato. I manifestanti hanno iniziato a invocare le dimissioni del primo ministro e del governo. La polizia ha usato migliaia di capsule di gas al pepe, puntando direttamente ad altezza viso. Diverse persone sono rimaste ferite, subendo traumi cranici. Le proteste sono continuate fino a tarda notte.

Durante il fine settimana si sono intensificate le proteste e la polizia ha aumentato la violenza contro i manifestanti. Tre grandi città, Istanbul, Ankara e Izmir, sono state testimoni di grandi proteste, in cui i dimostranti si riorganizzavano dopo ogni attacco violento della polizia. Altre città, tra cui Bursa, Kocaeli, Edirne, Samsun, Hatay, Adana, Antalya, ecc, hanno seguito le grandi città. I manifestanti non hanno usato la violenza, in nessun momento, si sono solo difesi. Nelle grandi città i dimostranti hanno sofferto il terrorismo delle forze di polizia, che hanno usato potenti gas che hanno causato attacchi d’asma e problemi respiratori e ferite alle persone colpite direttamente.

Il 1° giugno, centinaia di migliaia di persone si sono concentrate in Piazza Taksim da tutta la città. La polizia ha attaccato prima con il gas, per poi lasciare la piazza. Le masse hanno gridato la loro richiesta di dimissioni del governo e di punizione della violenza della polizia. Le masse sono entrate di nuovo nel parco Taksim Gezi per cominciare a fare turni di guardia. Tuttavia, alcune persone che avevano lasciato la piazza e si erano dirette verso Besiktas, quartiere vicino, sono state catturate dalle forze dell’ordine e sono state attaccate col gas. I gas utilizzati dalla polizia hanno provocato sintomatologie importanti: causando vomito e ferite chimiche sulla pelle. Le persone del quartiere Besiktas hanno riportato gravi ferite.

Di notte, le proteste sono proseguite in tutti i quartieri di Istanbul fino a tardi.

Il 2 giugno, ha avuto luogo in Piazza Taksim una protesta pacifica e un concerto, dove i manifestanti hanno invocato nuovamente le dimissioni del governo. Si è condannata la crudeltà ad Ankara e in altre città. Alcune persone sono andate nel parco Taksim Gezi per proseguire con le attività mentre gli altri hanno fatto ritorno a casa. Ancora una volta, dopo la fine della manifestazione, i dimostranti sono stati attaccati dalla polizia nel quartiere Besiktas. Di notte, nuove manifestazioni sono state organizzate in tutti i quartieri di Istanbul: la gente ha inondato di nuovo le strade principali. A Ürmaniye, un taxi si è lanciato contro le masse uccidendo un manifestante di 20 anni.

In Besiktas, gli attacchi della polizia sono continuati per tutta la notte. Ci sono video che mostrano la polizia mentre spara gas dentro le case (http://www.youtube.com/watch?v=0CsTSXDJ_vc).

Ankara è una delle città in cui si è prodotta la brutalità della polizia. Le masse si sono concentrate in diversi quartieri della città, per protestare contro la violenza della polizia, chiedendo le dimissioni del governo, l’1 e il 2 giugno. La piazza centrale della città, Kizilay, si è riempita di gente, che è stata brutalmente attaccata dalla polizia, con un intenso uso di gas al pepe. Diverse persone sono rimaste ferite a causa delle capsule di gas dirette contro le masse, un uomo il 1° giugno ha perso un occhio a causa di una capsula.

I feriti sono curati da medici volontari, in edifici dei sindacati, di ONG e di partiti politici. Tuttavia, questi edifici sono attaccati dalla polizia.

A Izmir, le manifestazioni sono state attaccate dalla polizia. Diverse persone sono ancora in arresto. C’è un video che mostra come la polizia abbia picchiato giovani seduti sulla costa (http://www.youtube.com/watch?v=XThjR-7F0io&feature=player_embedded). Le proteste e gli attacchi della polizia sono continuati fino a tardi. La polizia ha seguito coloro che hanno partecipato alle manifestazioni fino a casa, colpendoli in luoghi isolati. E’ noto che membri del partito di governo, l’AKP, hanno seguito anche loro i manifestanti nelle loro case attaccandoli con violenza.

Durante questi eventi, i membri e le sedi del PC di Turchia (TKP) sono stati attaccati dalla polizia in diverse occasioni. Il 2 giugno, la sede centrale del TKP di Ankara e il Centro Culturale Nazim Hikmet situato nel giardino dello stesso edificio sono stati bersaglio della polizia. Il Centro Culturale è stato utilizzato come infermeria per le persone ferite dagli attacchi della polizia di Ankara, e la polizia ha attaccato i feriti e i medici volontari che erano all’interno dell’edificio, usando gas lacrimogeni. Alcune persone sono state arrestate. Anche la sede del partito è stata attaccata e distrutta, ma i militanti del TKP sono riusciti a respingere gli attacchi. Ad Ankara, più di 1.000 persone sono ancora in stato di arresto, compresi membri del TKP. Le persone arrestate sono isolate e non gli si permette di parlare con i loro avvocati.

Sempre, il 2 giugno a Iskenderun, Hatay, una macchina con 5 militanti del TKP è stata attaccata dalla polizia con colpi di pistola. L’auto è caduta in un canale mentre cercava di scappare dalla polizia. I membri del TKP sono rimasti feriti, uno è molto grave e si trova in terapia intensiva. Anche ad Adana sono stati attaccati dalla polizia membri del TKP, con la minaccia delle armi.

Lunedì 3 giugno, le proteste si sono estese alle università e negli istituti. Diversi studenti hanno boicottato le lezioni e gli esami finali, non solo a Istanbul, ma anche ad Ankara, Izmir, Kocaeli, Bursa e in altre città. Piazza Taksim si è nuovamente riempita di manifestanti, soprattutto di studenti. Le proteste e gli attacchi della polizia ad Ankara continuano.


Per quanto riguarda la rivolta in corso in Turchia

02/06/2013

Cari compagni,

La Turchia sta attraversando momenti particolari. Le proteste iniziate a Istanbul si sono diffuse in diverse parti della Turchia e si sono trasformate su scala nazionale nella rabbia contro il governo dell’AKP. Fin dal primo giorno, il Partito Comunista di Turchia prende parte alle proteste. Molti dei nostri compagni sono stati feriti a causa della brutalità della polizia o arrestati. Ma la lotta continua risolutamente.

Compagni,

Abbiamo bisogno del vostro sostegno per intensificare la nostra lotta. Pertanto, invitiamo i nostri partiti fratelli e i nostri compagni in tutto il mondo a tenere manifestazioni davanti ai Consolati e alle Ambasciate della Turchia per dimostrare la solidarietà con il popolo che resiste in Turchia.

Viva la solidarietà rivoluzionaria!
Dannazione al capitalismo!
Fraterni saluti,
Il Partito Comunista di Turchia


Comunicato stampa del Partito Comunista di Turchia

02/06/2013

Durante le ore serali ad Ankara la polizia ha attaccato la sede del Partito Comunista di Turchia, dove si trova anche il Centro Culturale “Nazim Hikmet”.

La polizia ha lanciato bombe lacrimogene all’interno dell’edificio e nella caffetteria del centro culturale. Hanno trattenuto la gente nella caffetteria. A causa delle bombe lacrimogene e della brutale violenza poliziesca molti compagni e simpatizzanti sono rimasti feriti.

Il nostro popolo non pagherà per il terrore creato dal governo dell’AKP. Tutte le forze dell’ordine devono rendere conto e il governo deve dimettersi.

Partito Comunista di Turchia


Centinaia di migliaia di persone resistono in Turchia!

01/06/2013

La resistenza del Taksim Gezi Park, che va avanti da giorni, si è trasformata in un movimento popolare il 31 maggio. Centinaia di migliaia di persone hanno occupato le strade di Istanbul e in diverse parti della Turchia per protestare contro l’attacco disumano e folle del governo dell’AKP.

Nessuno ha il diritto di ingannare la gente, cercando di speculare sugli eventi o utilizzare questi come occasione per vantaggi politici o per mettersi in mostra. Il massiccio e storico movimento di ieri è stata l’eruzione della rabbia della gente, accumulatasi durante questi 11 anni di governo dell’AKP. Le persone che condividono questa stessa rabbia hanno diverse tendenze politiche, ma si sono riunite insieme intorno alla loro comune reazione contro il governo.

Questa non è una “primavera turca”, come i media occidentali vogliono definirla. Questa nascente reazione ha un carattere antimperialista e laico. Essa è strettamente correlata all’opposizione del popolo alla politica guerrafondaia in Siria e alla strisciante islamizzazione da parte del governo della vita pubblica. Per questo si differenzia dalle altre rivolte in Medio Oriente.

Nonostante la selvaggia brutalità della polizia e la mancanza di leadership del movimento, le persone sono rimaste accuratamente lontane da azioni provocatorie.

Da ieri mattina, centinaia di migliaia di persone hanno marciato per le strade senza paura, hanno camminato per migliaia di chilometri, astenendosi da qualsiasi azione che potesse deteriorare la legittima resistenza del popolo.

Durante lo stato di terrore di ieri, migliaia di persone sono rimaste ferite e in centinaia sono state arrestate. Tuttavia, nulla è cambiato nella determinazione e nella risolutezza della gente. Adesso la protesta è andata al di là del progetto del governo di costruire un centro commerciale nell’area del Gezi Park, in piazza Taksim. Il governo dell’AKP ha la piena responsabilità se gli eventi sono arrivati a questo punto. Il primo ministro Recep Tayyip Erdogan ha cercato di sminuire le masse e adesso deve essere pronto ad affrontare l’amara verità: le persone non hanno più paura del suo governo e vogliono sbarazzarsi di esso il più presto possibile. A questo punto, il nostro partito metterà in campo nuove iniziative per migliorare il coordinamento della lotta contro questo illegittimo progetto. Il Partito Comunista di Turchia chiama i suoi membri e militanti alla mobilitazioni in Piazza Taksim di questo pomeriggio [comunicato del 01/06/2013, ndr].

Chiamiamo la nostra gente al boicottaggio dei media mainstream, che stanno ignorando, distorcendo e manipolando le notizie sulle manifestazioni e riducendo costantemente il numero dei manifestanti. Il popolo deve sostenere propri mezzi di comunicazione alternativi, vera fonte di informazione.

Dopo che il popolo si è sollevato, la fine del governo crudele è vicina!
In solidarietà contro il fascismo!
Dannazione alla dittatura del capitale!
Il Partito Comunista di Turchia

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