BOMBE SOLDI E ANARCHIA L’”affare Berneri” e la tragedia dei libertari italiani
nella guerra di Spagna di Roberto Gremmo
Ed Storia Ribelle, c.p. 292 13900 Biella

Il sangue degli anarchici italiani Camillo Berneri e “Ciccio” Barbieri bagnò il selciato di Barcellona la notte del 6 maggio 1937.
Con l’assassinio di Berneri venne tolto di mezzo il più importante esponente del movimento liberario, già giovanissimo allievo di Gaetano Salvemini, stretto collaboratore di Carlo Rosselli, processato e condannato all’estero per possesso di esplosivi da usare negli attentati antifascisti e poi in Spagna direttore di “Guerra di Classe”.
Per anni, il delitto è stato attribuito ai “comunisti” o addirittura a sicari agli ordini di Mosca.
Esaminando una fonte attendibile e mai fino ad oggi completamente esplorata come i “rapporti fiduciari” delle spie fasciste italiane emerge invece un’altra verità, scomoda per tutti.
L’eliminazione dei due italiani fu con molta probabilità un “delitto fra amici”, maturato nel corso d’una spietata caccia al “tesoro degli anarchici”, frutto di una riuscita “espropriazione” di gioielli ed ingenti valori.
Fu dunque il culmine di un’intensa e mai finora scandagliata attività oscura e controversa.
Per anni, diversi personaggi legati proprio a Berneri, accanto alle battaglie politiche, al generoso impegno militante sul fronte antifascista si dedicarono a folli “operazioni” che comprendevano il traffico d’armi, truffe miliardarie, furti e ruberie per finanziare anche improbabili azioni terroristiche con aerei che avrebbero dovuto bombardare Roma o uccidere Mussolini.
Vi furono coinvolti ex fascisti come Baldassarre Londero, l’individualista Gino Bibbi che finì i suoi giorni in “Nuova Repubblica” di Pacciardi ed il fratello dell’attentatore del Duce Anteo, Assunto Zamboni diventato spia fascista.
Questa sconcertante ma documentatissima contro-storia dell’antifascismo libertario nella guerra di Spagna farà certamente discutere

http://gremmobernerilibronuovo.blogspot.it/2008/07/bombe-soldi-e-anarchia.html

Indice dei Capitoli

Capitolo 1 Nel 1950 Salvemini accusò i comunisti
di aver assassinato Berneri e Togliatti
lo zittì a muso duroCapitolo 2 Lo sgangherato esercito scalzo del conte,
del miliardario e dell’anarchico

Capitolo 3 Nel 1928 Berneri fu accusato di complicità
con Lucetti e l’anno dopo venne tradito
da Menapace

Capitolo 4 Berneri, Bibbi e Londero volevano far bombardare
Roma da Assunto Zamboni e dal fratello del generale Franco

Capitolo 5 I segreti della fabbrica “Vidal” di Bibbi e Londero a Gandia

Capitolo 6 L’arresto di Bibbi e la sparizione del tesoro
di un ministro spagnolo

Capitolo 7 Il cadavere di Barbieri era irriconoscibile e quello
di Berneri con un colpo alla schiena

Capitolo 8 Cremonini sapeva che Berneri e Barbieri erano stati uccisi da chi cercava i valori sotttratti al ministro Galarza

Capitolo 9 Mussolini fece stampare un giornale ‘anarchico’ per accusare “i comunisti” d’aver ucciso Berneri

Capitolo 10 L’oscuro suicidio dell’anarchico Aguzzi e l’esplosivo di Bibbi per la “Lega Italia Unita”

l giornale della famiglia Berlusconi fa da megafono alla corporazione dei ‘baroni’ dell’anarchia

I purissimi rivoluzionari dell’anarchia hanno finalmente un prezioso e diffusissimo portavoce: é “Il Giornale”, quotidiano della famiglia Berlusconi.
Non v’é dunque da stupirsi se su Internet il sito dell’editrice libertaria “Eleuthera” ha riprodotto integralmente il recente paginone di propaganda con cui il suddetto foglio berlusconiano ha generosamente propagandato il 20 ottobre gli sproloqui di un aspirante ‘baroncino’ universitario che pontifica sull’anarchia.
La convergenza fra il giornale fino a ieri considerato moderato e i ‘liberal’ che monopolizzano le ricerche sulla storia anarchica é dunque un fatto.
Solo gli ingenui possono stupirsi di questo affasciamento mentre é significativo l’obiettivo che li unisce: un attacco vergognoso ed insultante al libro di Roberto Gremmo “Bombe, soldi e anarchia”, uno studio che dà tremendamente fastidio e che dunque é stato inquisitorialmente bollato dall’anarchico (ed aspirante cattedratico universitario) Berti come “una bufala che attribuisce l’omicidio di Berneri agli anarchci, in seguito a un regolamento di conti interno”.
Chi ha letto il libro sa Gremmo ha citato decine di documenti d’archivio (gli stessi utilizzati nei loro libri dall’affermatissimo professore universitario ed anarchico Claudio Venza e dal ricercatore universitario in carriera ed anarchico De Maria) ed ha ricostruito il contesto affaristico, avventuristico e subalterno a chi più pagava di alcuni (non tutti) anarchici italiani in Francia e in Spagna giungendo alla conclusione che allo stato attuale della ricerca (che continua…) non ci sono prove certe per attribuire all’uno o all’altro l’omicidio di Berneri e dell’“atracador” calabrese “Ciccio” Barbieri.
Il libro di Gremmo si limita (si limita ?) a smontare pezzo per pezzo le falsità dei presunti testimoni anarchici della vicenda, i racconti delle due gloriose compagne Fosca e Tosca che sfoderarono spudoratamente bugie che lo stesso giornale anarchico “Solidaridard Obrera” dovette rettificare subito.
Come ha ben scritto il professor Mario Bernardi Guardi nella sua obiettiva recensione su “Libero” del 2 agosto, quella degli anarchici italiani in Spagna fu una “brutta storia” dove la vicenda del furto dei beni di un ministro socialista ladro e trafficone ebbe comunque il ruolo determinante, arricchimenti personali non mancarono, convergenze operative con personaggi squallidi non mancarono e, tanto per non farsi mancare nulla, vennero messi in circolo folli progetti stragisti.
Sul “Corriere della Sera” del 2 ottobre, il professor Luciano Canfora ha riconosciuto che una cosa é chiara: l’attribuzione del duplice omicidio ai comunisti non é certa, perché proprio Gremmo “ha trovato prove molto chiare dell’origine ben diversa dell’assassinio”.
Chi oggi, per esigenze di propaganda politica, vuole gabellare gli anarchici per innocenti, pacifici e “liberali” (sic!) prova ovviamente fastidio nel veder rievocate pagine drammatiche della storia ‘iconoclasta’ e bombarola che non finì certo con la Spagna del ‘36.
Ma non può liquidare con un insulto uno studio che, con la cautela del caso, demolisce una leggenda che con cialtronesca baldanza fece propria Gaetano Salvemini, quello che Franzinelli definì il “grande vecchio del terrorismo antifascista”, zittito da un furibondo Togliatti e costretto a mettersi la coda fra le gambe, mancando d’argomenti.
Fabulistica del delitto comunista inventato dal falso giornale anarchico “Società Nuova” voluto e pagato da un mefistofelico Mussolini e che Berti ripropone, scrivendo una falsità, perché il “Grido del Popolo” che cita come ‘rivendicazione’ del delitto pubblicò solo un articoletto per chiedere ai socialisti di scegliere: o appoggiare la Repubblica spagnola o gli anarchici che la osteggiavano.
Nenni scrisse allora la stessa cosa ma il socialdemocratico e vice-provveditore agli studi Masini, glorioso capostipite della storiografia libertaria ebbe a suo tempo la spudoratezza di estrapolare una frase da un suo articolo per fargli dire… il contrario.
Certamente “Il Giornale” non fa gran figura diventando il megafono alle rancorose insinuazioni di Berti ma ci ha fatto un favore.
Ad agosto, tutta la Maremma é stata lordata da manifesti della “Festa Unione Sindacale Italiana Pinetina Riotorto” che invitavano le masse ad un dibattito contro il libro di Gremmo, presentato come espressione (udite ! udite !) dei “tentativi della destra reazionaria e governativa di dar vita ad un’operazione editoriale e giornalistica testa a infangare la figura di Camillo Berneri”.
Grazie al quotidiano della famiglia Berlusconi che ha generosamente aperto le sue colonne ai gratuiti insulti del cattedratico Berti é ora chiaro a tutti che il libro di Gremmo é una ricerca assolutamente indipendente, non per caso avversata sia da un giornale governativo, proprio quello che da sempre si dimostra frontalmente ostile a tutto quello che sa di movimento operaio.
Gli anarchici purissimi di “Eleuthera” che si beano d’aver trovato una spalla nel “Giornale” dovrebbero cominciare a vergo

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