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Ancora sulle divergenze tra il compagno Togliatti e noi

Per fondare un partito rivoluzionario di cultura e ideologia marxista leninista occorre fare un bilancio delle vicende che hanno portato alla distruzione del Pci. Un partito rivoluzionario, in un paese devastato da una guerra e che acquisisce grande prestigio nel ruolo di direzione della lotta armata antifascista e diventa un partito di massa, un tale partito, in una situazione di grandi e repentini mutamenti storici, è posto di fronte alla necessità di compiere scelte tattiche altrettanto repentine e che dunque possono avere un carattere di urgenza ed esclusività. In un partito che mantiene fermo l’obiettivo strategico della rivoluzione socialista, qualsiasi scelta tattica errata può essere agevolmente superata. Per cui accusare il Pci di non aver trasformato la rivoluzione antifascista in rivoluzione socialista o che addirittura l’origine di tutto sarebbe stata la svolta di Salerno, o ancora di non aver trasformato la sollevazione per l’attentato a Togliatti in insurrezione per la presa del potere, il semplicismo di tutte queste analisi o spiegazioni sta nel fatto che esse non tengono conto del valore primario che la strategia assume in un partito rivoluzionario rispetto alle decisioni tattiche. C’è anche una visione trotskista del bilancio della nostra storia: essa attribuisce agli accordi di Yalta la responsabilità di aver bloccato il processo rivoluzionario nel nostro paese, per cui conclude che le successive scelte togliattiane non potevano non essere quelle. Si potrebbe rispondere, a questa visione antistorica, che se sono effettivamente maturi i tempi per una rivoluzione socialista non c’è Yalta che tenga, ammesso che a Yalta Roosvelt, Churchill e Stalin abbiano deciso di spartirsi il mondo in sfere di influenza. Come dire: questo a me e questo a te, che è proprio una visione caricaturale, la quale attribuisce a singoli eroi e non ai popoli il ruolo primario di artefici della storia. E poi, se i tre compari si fossero spartiti il mondo, come si spiegherebbe allora la Guerra Fredda? perché Guerra fredda se avevano deciso tutto, di comune accordo a tavolino?).
Se ci poniamo la domanda: erano mature da noi le condizioni perché la rivoluzione antifascista procedesse in rivoluzione socialista? Si può rispondere che vi erano un’infinità di ragioni che militavano a supporto o contro questa tesi, dunque porre in questi termini la domanda non è servito in passato e non servirebbe ora. La cosa assolutamente chiara, invece, è che ad un certo punto del suo percorso, il Pci ha ufficializzato, in un Congresso, una linea antileninista ed ha presentato questa linea come arricchimento del leninismo stesso, da applicare non soltanto all’Italia, si badi, ma addirittura al mondo intero! E ancora, questo Congresso di radicale revisione della strategia della rivoluzione si è avuto al seguito del 20° Congresso del Pcus che segnò, prima del Pci, anch’esso una svolta controrivoluzionaria e antileninista. Ecco, su questa svolta siamo assolutamente certi, perchè di essa vi è un’ampia inoppugnabile documentazione.
Se l’opuscolo del Pcc (che riproduciamo) viene letto con attenzione, ci si accorge che esso costituisce la più esauriente ed argomentata critica a tutti i sogni togliattiani di via pacifica, i quali sogni, a distanza di oltre quarant’anni, ci appaiono oggi francamente ridicoli e grotteschi. I comunisti cinesi videro giusto dall’alto della loro Ideologia, il Pci, invece, restando ben ancorato al terreno di una presunta concretezza, ha fatto la fine che ha fatto. Dobbiamo anche dire che se la polemica antitogliattiana dei marxisti leninisti cinesi non ha avuto fortuna nel 1964 perché grande ancora era il prestigio del Pci, auguriamoci che oggi, in un processo di costruzione di un nuovo partito comunista rivoluzionario, questo documento serva a porre, come indiscutibile discriminante fra una linea rivoluzionaria ed una controrivoluzionaria, l’8° Congresso del Pci, e serva anche a mettere in luce, senza più equivoci di nessun genere, le responsabilità storiche che gravano sulle spalle di Togliatti per la distruzione del movimento comunista e operaio nel nostro Paese (e non solo).

http://lanostralotta.org/?p=45

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