I METALLURGICI DEGLI URALI: “BASTA! PRENDIAMO LE ARMI”

tratto  da : http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=55971645
di Ekaterina Fatjanova

Il 9 gennaio 2014 gli operai licenziati dall’impresa metallurgica strategica in liquidazione di Zlatoust (regione di Celjabinsk) si sono presentati in 300 nella sede del municipio. Erano avvelenati perché gli uffici preposti non gli consegnavano neppure documenti necessari per cercarsi un nuovo posto o almeno iscriversi nelle liste di disoccupazione.

Una situazione incandescente. I lavoratori, abbandonati a se stessi, rischiavano di restare senza mezzi di sostentamento. In 4.600 avevano ricevuto la lettera di licenziamento per chiusura degli impianti. Soltanto una parte di loro potevano essere ricollocati nella nuova fabbrica elettrometallurgica di Zlatoust, 2.700 erano destinati al lastrico. I salari offerti agli operai ricollocabili, oltre tutto, erano più bassi e non bastavano neppure a pagare i servizi comunali, i beni alimentari ed i crediti alle banche.

La direzione non aveva pagato i salari di novembre e dicembre 2013. La ragioneria, rimasta senza liquidi, non aveva versato l’affitto agli uffici di caseggiato, nè le retta agli asili e alle scuole. Un asilo si era rifiutato di far entrare i bambini “morosi”. Persino ragazze madri, madri di 6-7 figli e bambini con entrambi i genitori licenziati avevano dovuto subire questa “punizione”. Le banche, da parte loro, esigevano perentoriamente la restituzione del crediti.

Le rivendicazioni operaie erano state illustrate alla nuova direzione ed alle autortà municipali. “Non abbiamo un rublo, neppure per le patate. Se voi non potete darci un lavoro, allora dateci le armi! Sappiamo da chi dobbiamo andare, da chi pretendere i nostri soldi”, – hanno detto i metallurgici decisi a tutto.

Le autorità, spaventate, pur di evitare il peggio, hanno invitato tutti nel salone delle riunioni, presenti il sindaco, i vicesindaci, il segretario ed il vice segretario della struttura territoriale del Partito Comunista della Federazione Russa. Più tardi si è aggiunto il responsabile finanziario dell’azienda.

Alla fine s’è costitituito un gruppo di lavoro per coordinare le iniziative da adottare. Del gruppo erano state invitate a far parte 24 persone, ma nel comitato operativo ristretto ne erano entrate appena 5: i funzionari del PCFR, un rappresentante del municipio e soltanto due operai della fabbrica. Il gruppo ristretto, appartatosi nell’ufficio del sindaco, inizia a discutere (bla-bla-bla) e l’unico compito che pareva voler affidare agli operai, quasi fosse una grazia, era quello di compilare un elenco dei loro debiti verso le casse comunali. Le proposte della controparte, alla fine, non sono state accolte dagli operai, poichè tese solo a spegnere la tensione senza risolvere i problemi reali.

“Persone abituate a mentire e a rubare non trovano niente di meglio da fare che continuare a prendersi gioco di tutti noi”, – hanno commentato gli operai.

Il 15 gennaio scorso Putin, stando alle informazioni dei media, aveva sollevato dall’incarico il governatore della regione di Celjabinsk. Costui, però, ha poi dichiarato di essersi dimesso di sua volontà con il benbestare del presidente.

Al posto del vecchio governatore è arrivato tale Boris Dubrovskij, già direttore generale del complesso metallurgico di Magnitogorsk. Putin gli ha raccomandato di prestare particolare attenzione agli stabilimenti industriali della regione dove “non tutto è a posto”. Ricordiamo che, quando il signor Dubrovskij ha diretto il complesso metallurgico di Magnitogorsk, gli operai avevano subito massicce persecuzioni per avere osato difendere i loro diritti. E’ quindi chiaro che la decisione di sostituire il governatore, dovuta certamente alle proteste nella regione di Celjabinsk, prelude anche ad una crescita della pressione sugli operai di Zlatoust. Ne consegue che questi lavoratori hanno assoluto e urgente bisogno di aiuto. I dirigenti del PCFR faranno di tutto per “raffreddare” la protesta, per impedire l’espansione degli umori rivoluzionari a Zlatoust. Lo dimostra il comportamento dei suoi capetti locali, inborghesiti e parlamentarizzati, istintivamente ostili ai proletari. Il loro unico obiettivo è galleggiare all’interno del potere costituito per mantenere i privilegi e salvare dalla distruzione il marcio sistema capitalistico.

Ma non solo i bolscevichi debbono aiutare i metallurgici licenziati, debbono farlo anche e soprattutto gli operai di tutte le imprese di Zlatoust, Celjabinsk e degli altri centri regionali. Pur di ottenere il profitto immediato la borghesia non ha pietà di nessuno, distrugge e saccheggia ogni cosa che la classe operaia ha costruito negli anni del potere sovietico. Quel che sta succedendo negli stabilimenti metallurgici di Zlatoust, nella fabbrica di trattori di Celjabinsk, nel complesso di Volgograd per l’alluminio, nelle officine meccaniche e in altre imprese del paese non è soltanto conseguenza della politica criminale del capitalismo, ma nche della dispersione della classe operaia. Senza la solidarietà fra gli operai la borghesia controrivoluzionria intensificherà i suoi cinici attacchi ai diritti dei lavoratori.

I problemi che abbiamo esposto investono gli operai della intera regione di Celjabinsk e ben presto pure quelli delle altre città della ex URSS. Perciò è urgente che tutti i proletari si impegnino ad organizzare scioperi di solidarietà a difesa degli interessi dei loro compagni di Zlatoust. La costruzione di solidi e sicuri legami all’interno della classe operaia è condizione indispensabile per il rafforzamento del movimento rivoluzionario.

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

Fonte: “Serp i Molot” (“Falce e Martello”), n° 2, febbraio 2014

Los Metalúrgicos del URAL :” ¡BASTA!YA VOMOS  A TOMAR LAS ARMAS “

Ekaterina Fatjanova

El 9 de enero de 2014, los trabajadores despedidos por la empresa en liquidación de Zlatoust Metalúrgica ( región de Chelyabinsk ) estratégica ocurrieron en 300 en el ayuntamiento . Ellos fueron envenenados debido a que las oficinas encargadas ni siquiera se entregaron los documentos necesarios para encontrar un nuevo lugar , o al menos se registran como desempleados.

Una situación volátil. Los trabajadores , abandonados a sí mismos , estaban en peligro de quedarse sin medios de subsistencia. En 4600 recibieron una carta de despido por el cierre de la planta. Uno de ellos podrían ser reubicados en el nuevo elettrometallurgica fábrica de Zlatoust , 2.700 fueron para el pavimento. Los salarios que se ofrecen a los trabajadores reubicable , por otra parte , eran más bajos y ni siquiera lo suficiente para pagar por los servicios municipales , la propiedad, los alimentos y los créditos a los bancos.

La administración no había pagado los sueldos de los meses de noviembre y diciembre de 2013. Contabilidad , permaneció sin líquidos , no había pagado el alquiler a las oficinas de vivienda , ni los jardines de infancia y escuelas rectas . Un solicitante se había negado a dejar que los niños ” morosos ” . Incluso las madres , las madres de los niños de 6-7 y los niños con ambos padres despedidos tenido que sufrir este “castigo” . Los bancos , por su parte, perentoriamente exigieron la devolución de los créditos .

Las demandas de los trabajadores fueron explicados a la nueva dirección y las autoridades municipales llegaron. . ” Tenemos un rublo, incluso para las patatas Si no nos puede dar un trabajo, que nos den armas saber para quién debemos ir por aquellos que dicen nuestro dinero, ” – dijo el metalúrgico listo para cualquier cosa .

Las autoridades , alarmado , sólo para evitar lo peor , invitaron a todos en la sala de reuniones que asistió el alcalde, tenientes de alcalde , el secretario y subsecretario de la estructura territorial del Partido Comunista de la Federación Rusa. Más tarde se añadió al director financiero de la compañía.

 Al costitituito final se ha quedado un grupo de trabajo para coordinar las iniciativas que deben tomarse . El grupo había sido invitado a unirse a las 24 personas , pero en el comité de operaciones se redujo había entrado apenas 5 : los funcionarios del PCFR , un representante del municipio y sólo dos trabajadores de la fábrica . El pequeño grupo, al margen de la alcaldía , él comienza a hablar (bla – bla- bla) y la única tarea que parecía querer confiar a los trabajadores , casi como una gracia , fue hacer una lista de sus deudas a las arcas municipios. Las propuestas de la contraparte, al final, no fueron aceptadas por los trabajadores, ya que tensa sólo para apagar el poder sin resolver los problemas reales .

 ” Las personas que están acostumbradas a mentir y robar encontrar nada mejor que hacer que seguir a burlarse de todos nosotros”, – comentó a los trabajadores.

 El 15 de enero , Putin , según la información de los medios de comunicación , destituyó al gobernador de la región de Chelyabinsk . Él, sin embargo , a continuación, declaró que había dimitido por su propia voluntad con la benbestare el presidente.

 En lugar del antiguo gobernador ha llegado esa Boris Spasskaya , ex director general del complejo metalúrgico de Magnitogorsk . Putin le exhortó a que presten especial atención a las plantas industriales de la región donde ” todo está bien ” . Recordemos que , cuando el señor Spasskaya dirigió el complejo metalúrgico de Magnitogorsk, los trabajadores habían sufrido persecución masiva por atreverse a defender sus derechos. Por lo tanto, E ‘ está claro que la decisión de sustituir al gobernador , sin duda debido a las protestas en la región de Chelyabinsk, un preludio a una presión cada vez mayor , incluso a los trabajadores de Zlatoust . De ello se deduce que estos trabajadores tienen la necesidad absoluta y urgente de ayuda. Los dirigentes del PCFR harán cualquier cosa para ” enfriar ” la protesta para impedir la expansión de los estados de ánimo revolucionario en Zlatoust . Esto queda demostrado por el comportamiento de su inborghesiti y parlamentarizzati instintivamente hostiles al proletariado locales Capetti . Su único objetivo es flotar dentro de los poderes fácticos para mantener los privilegios y salvar de la destrucción del sistema capitalista podrido.

 Pero no sólo los bolcheviques deben ayudar a la metalúrgica despedidos, deben hacerlo también, y sobre todo a los trabajadores de todas las empresas en Zlatoust , Chelyabinsk y otros centros regionales . Con el fin de obtener el beneficio inmediato de la clase media no tiene piedad para nadie, destruye y saquea todo lo que la clase trabajadora ha construido durante los años del poder soviético . ¿Qué está pasando en las fábricas metalúrgicas de Zlatoust , en la Planta de Tractores de Chelyabinsk en el complejo de Volgograd para los talleres de aluminio, máquinas y otros negocios en el país no es sólo una consecuencia de la política criminal del capitalismo , pero la dispersión de ven la clase trabajadora. Sin solidaridad entre los trabajadores, la burguesía controrivoluzionria intensifique sus ataques cínicos sobre los derechos de los trabajadores.

 Los problemas que invertimos expuestos los trabajadores de toda la región de Chelyabinsk y pronto también los de otras ciudades de la antigua URSS . Por lo tanto , es urgente que todos los trabajadores se comprometen a organizar huelgas de solidaridad en defensa de los intereses de sus compañeros Zlatoust . La construcción de conexiones sólidas y seguras dentro de la clase de trabajo es un requisito previo para el fortalecimiento del movimiento revolucionario.

 Traducido del ruso por Stfano  Trocini

 Fuente: ” Serp i Molot ” ( “Hammer and Sickle “) , No. 2, febrero 2014

METALLURGICAL WORKERS THE URAL :”ENOUGH ! TAKE THE WEAPONS ”

Ekaterina Fatjanova

 

On 9 January 2014, the workers made redundant by the company in liquidation of Zlatoust Metallurgical strategic ( Chelyabinsk region ) occurred in 300 in the town hall. They were poisoned because the offices in charge did not even handed documents needed to find a new place , or at least register as unemployed.

 

A volatile situation . The workers, left to themselves , were in danger of being left without livelihoods. In 4600 they received a letter of dismissal for plant closure. One of them could be relocated in the new factory elettrometallurgica of Zlatoust , 2,700 were for the pavement . The wages offered to workers relocatable , moreover, were lower and not even enough to pay for municipal services , property, food and receivables to banks.

 

The management had not paid salaries for November and December 2013. Accounting, remained without liquids, had not paid the rent to the offices of tenement , nor the straight kindergartens and schools. An asylum had refused to let the children ” defaulters ” . Even mothers, mothers of 6-7 children and children with both parents laid off had to suffer this “punishment” . The banks, for their part, peremptorily demanded the return of credits .

 

The workers’ demands were explained to the new direction and the municipal authorities arrived . “We have a ruble , even for potatoes . If you can not give us a job, then give us weapons ! Know to whom should we go by those who claim our money,” – said the metallurgical ready for anything .

 

The authorities, alarmed , just to avoid the worst , they invited everyone in the hall of meetings attended by the mayor , deputy mayors , the secretary and deputy secretary of the territorial structure of the Communist Party of the Russian Federation . Later it was added to the company’s chief financial officer .

 

At the end costitituito has run up a working group to coordinate the initiatives to be taken. The group had been invited to join the 24 people , but in the operating committee narrowed it had entered just 5: the officials of the CPRF ​​, a representative of the municipality and only two workers of the factory. The small group , aloof the mayor’s office , he begins to discuss (bla – bla – bla ) and the only task that seemed to want to entrust to the workers , almost like a grace , was to compile a list of their debts to the coffers municipalities . The proposals of the counterparty, in the end, were not accepted by the workers , since tense just to turn off the power without solving the real problems.

 

“People who are accustomed to lie and steal find nothing better to do than continue to make fun of us all,” – commented the workers .

 

On 15 January, Putin, according to the information of the media, he dismissed the governor of the Chelyabinsk region . He, however, then stated that he had resigned of his own accord with the benbestare the president.

 

In place of the old governor has arrived that Boris Spasskaya , former director general of the Magnitogorsk metallurgical complex . Putin exhorted him to pay particular attention to industrial plants in the region where ” everything is fine ” . Recall that , when Mr. Spasskaya directed the Magnitogorsk metallurgical complex , the workers had suffered massive persecution for daring to defend their rights . E ‘ is therefore clear that the decision to replace the governor, certainly due to the protests in the region of Chelyabinsk , a prelude to an even growing pressure on the workers of Zlatoust . It follows that these workers have the absolute and urgent need of help . The leaders of the CPRF ​​will do anything to ” cool down ” the protest to prevent the expansion of revolutionary moods in Zlatoust . This is demonstrated by the behavior of its Capetti local inborghesiti and parlamentarizzati instinctively hostile to the proletariat . Their only goal is to float within the powers that be to maintain the privileges and save from destruction the rotten capitalist system .

 

But not only the Bolsheviks must assist the metallurgical fired, they must do so also and above all the workers of all enterprises in Zlatoust , Chelyabinsk and other regional centers. In order to obtain the immediate benefit the middle class has no mercy for anyone, destroys and plunders everything that the working class has built over the years of Soviet power . What ‘s going on in the metallurgical factories of Zlatoust , in the Chelyabinsk Tractor Plant in Volgograd complex for aluminum, machine shops and other businesses in the country is not only a result of the criminal policy of capitalism, but the dispersion of ven working class. Without solidarity among the workers , the bourgeoisie controrivoluzionria intensify its cynical attacks on workers’ rights .

The problems we invest exposed workers of the entire region of Chelyabinsk and soon also those of other cities of the former USSR . Therefore, it is urgent that all the workers commit themselves to organize solidarity strikes in defense of the interests of their fellow Zlatoust . The construction of solid and secure connections within the working class is a prerequisite for the strengthening of the revolutionary movement .

Translated from the Russian by Stefano  Trocini

 

Source: ” Serp i Molot ” (” Hammer and Sickle ” ) , No. 2 , February 2014

Annunci