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NINA ANDREEVA: UNITA’ DEI POPOLI FRATELLI, UCRAINA E CRIMEA SOVIETICHE E SOCIALISTE

Dichiarazione del CC del VKPB del 3 marzo 2014

Il regime di estrema destra nazionalista e pro-occidentale di Turcinov-Jazenjuk credeva che il popolo ucraino avrebbe accettato senza fiatare il nuovo ordine, che al seguito dei banderisti di “Svoboda”, “Tridente” ed altre organizzazioni nazional-fasciste avrebbe osannato Bandera, Shuchevic e la soldataglia dell’OUN-UPA, che infine avrebbe guardato indifferente i novelli nazisti abbattere i monumenti di Lenin, vietare la lingua russa e sfoggiare atteggiamenti russofobi.
E invece gli abitanti dell’Ucraina sud-orientale e della Crimea si sono sollevati contro la violenza, contro i tentativi di separare i popoli fratelli di Ucraina e Russia per contrapporli l’uno all’altro e spingerli in una guerra fratricida.
La Crimea, Charkov, Lugansk, Doneck, Odessa hanno organizzato la resistenza ai nazional-fascisti e non gli hanno consentito di prendere il potere nei loro territori, di instaurarvi un sistema nazista.
Serghej Aksionov, il nuovo capo del governo di Crimea eletto dal parlamento regionale, ha chiesto aiuto ai dirigenti russi, pregandoli di difendere i crimeani dalle scorribande dei banderisti e impedire l’imposizione in Crimea di un regime antirusso.
Le autorità russe hanno accolto l’appello, autorizzando il Presidente Vladimir Putin, comandante supremo delle Forze Armate, ad impiegare l’esercito, se necessario, per salvaguardare i diritti dei russi e della popolazione russofona.
Il mondo occidentale ha immediatamente parlato di aggressione. Eppure proprio sotto la tutela degli USA e degli altri paesi NATO, nonché con l’ausilio delle cosiddette organizzazioni non governative, sono stati nutriti, addestrati, armati e foraggiati in Ucraina gli squadristi nazionalisti, copia delle SD e delle SS hitleriane. Costoro hanno compiuto veri e propri pogrom nel cuore di Kiev, hanno attaccato e occupato le sedi amministrative della capitale e delle regioni occidentali, hanno tentato di compiere gli stessi vandalismi nelle regioni orientali e sudorientali e in Crimea.
E’ noto come gli Stati Uniti e la NATO esportino la “democrazia” occidentale. Hanno bombardato la Jugoslavia nel centro dell’Europa, aggredito l’Afghanistan, l’Iraq e la Libia, infliggendo ai popoli di questi paesi sofferenze inaudite e devastazioni incommensurabili con migliaia e migliaia di vittime tra la popolazione civile. Da alcuni anni la guerra civile flagella la Siria, una guerra scatenata e ispirata dall’esterno che ha già provocato decine di migliaia di morti. La Crimea è sempre stata parte integrante della Russia e la città eroica di Sebastopoli è una gloria della Russia per le battaglie sostenute e le straordinarie imprese compiute come base della Marina Militare dell’URSS.
Il rinnegato Chruscev calunniatore di Stalin, che guidò il popolo sovietico nella vittoria sul fascismo, regalò la Crimea all’Ucraina violando tutte le leggi e le norme internazionali con una volontaristica decisione personale. Questo fatto pesa ancora oggi nella battaglia contro il nazionalismo borghese ucraino, nella lotta contro i tentativi di ucrainizzare coattivamente i territori russofoni della Crimea, oltre che dell’Ucraina orientale e sud-orientale. Lo stesso vale per i “popoli repressi” che sarebbero stati riabilitati da Chruscev. Ma di quali “popoli repressi” si può parlare se questi popoli, i tartari di Crimea, che nella seconda guerra mondiale si misero dalla parte dei fascisti, furono salvati dalla magnanimità di Stalin, che li trasferì dalla Crimea per sottrarli alla furia dei soldati sovietici rientrati dalla guerra. Li trasferì in nuove residenze dando loro tutto il necessario per una vita dignitosa.
Noi bolscevichi riteniamo che la causa di tutte le disgrazie accadute ai popoli dell’ ex Unione Sovietica risieda nella distruzione violenta della Patria socialista da parte della controrivoluzione borghese.
Il Partito Comunista Pansovietico dei Bolscevichi ritiene che la via d’uscita dalla grave crisi economica e politica in cui attualmente versano i nostri popoli risieda nella rinascita dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e quindi anche nella rinascita della Repubblica Socialista Sovietica di Ucraina.
Nella situazione attuale, quando ancora la classe operaia ucraina non è pronta a sostenere da sola il peso della lotta contro le bande armate dei nazional-fascisti e la causa della resistenza al fascismo è stata abbracciata da borghesi patrioti, noi appoggiamo il referendum per l’ampliamento dello status e dei poteri della Crimea indetto per il 30 marzo (è stato anticipato al 16 marzo. N.d.T.).
Noi dichiariamo che tutta la responsabilità di una eventuale scissione dell’Ucraina ricada sul nuovo potere nazional-fascista banderista e sull’Occidente imperialistico che l’incoraggia e lo sostiene, che da sempre fomenta lo scontro fra due popoli fratelli in un conflitto fratricida per sottomettere anche la Russia dopo la l’Ucraina.
Solo in uno stato plurinazionale di operai e contadini la Crimea e la flotta del Mar Nero cesseranno di essere moneta di scambio nelle mani degli imperialisti sionisti-americani e del regime fantoccio nazional-fascista in Ucraina, degli istigatori della Terza guerra mondiale.
Soltanto fermando l’avanzata del fascismo, unendo gli operai e i contadini nella lotta contro la borghesia di qualsiasi orientamento possiamo ricostituire il potere sovietico, il socialismo e la grande Unione Sovietica.
N.A. Adreeva
Segretario Generale del VKPB

Traduzione di Stefano Trocini (Testo ridotto)
Fonte: www.vkpb.ru 4 marzo 2014

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