SYRIZA: la “forza di riserva di sinistra” del capitalismo
Elisseos Vagenas * | kke.gr

http://www.resistenze.org/sito/te/pe/dt/pedtec20-014178.htm

In seguito allo scoppio della crisi in Grecia, la classe borghese ha cercato in tutti i modi di disarmare ideologicamente il popolo occultando le cause della crisi e dei problemi che i lavoratori stanno vivendo, allo scopo di condurli a scelte politiche che non mettono in discussione il sistema di sfruttamento. Quindi, i partiti politici borghesi, quelli vecchi e quelli emergenti, hanno iniziato a focalizzare l’attenzione su fenomeni isolati, per esempio gli scandali economici, presentandoli come la causa della crisi. “I soldi c’erano. Certa gente (i politici) li ha sperperati e ora la gente ne paga le conseguenze” è uno dei luoghi comuni usati. A questo scopo è stato usato il cosiddetto “movimento dei cittadini indignati”, che ha alimentato l’avversione per il movimento organizzato della classe operaia ed i suoi obiettivi. Questo movimento si focalizzava su slogan come “Ladri! Ladri!” e “Traditori!”, diretti ai politici. In questo modo è stato preparato il terreno ideologico per i “semi” delle concezioni razziste e criminali di Alba Dorata.

In queste condizioni, il KKE ha dichiarato con fermezza che quella con cui abbiamo a che fare è una crisi del sistema stesso, che rende necessaria la rottura, l’uscita dalle unioni imperialiste, UE e NATO, la socializzazione dei mezzi di produzione e la costruzione di un’altra economia, un’altra società votata al soddisfacimento dei bisogni del popolo e non al profitto. Al contrario, la Coalizione della Sinistra Radicale (SYRIZA) cede su ogni posizione ideolgico-politica pur di riuscire a diventare il principale partito di opposizione. Vale la pena menzionare alcuni elementi riguardo le posizioni di questo partito, specialmente nel periodo corrente, da quando è stato promosso dal Partito della Sinistra Europea (PSE) a “forza per il rovesciamento” e da quando le forze del PSE sono rappresentate dal suo presidente, Alexis Tsipras, come candidato alla carica di presidente della Commissione europea.

Quando la “sinistra radicale” incontra l’estrema destra

Il 7 febbraio 2014 la Segreteria politica di SYRIZA ha deciso di ritirare la candidatura del giornalista T. Karipidis a governatore regionale della Macedonia occidentale nelle prossime elezioni amministrative che si svolgeranno nel periodo delle elezioni parlamentari europee (maggio 2014). La Grecia è divisa in 13 regioni. Così SYRIZA è stata costretta a ritirare il suo candidato in una vasta area geografica, quella della Macedonia occidentale (non subito, ma dopo 5 giorni di esami di coscienza all’interno del partito). Perché? Il motivo erano le opinioni esternate da questo giornalista, sostenitore di una teoria della cospirazione riguardo i tormenti che i lavoratori stanno soffrendo nel nostro paese. Secondo la sua teoria, il primo ministro A. Samaras starebbe distruggendo la Grecia seguendo un piano degli ebrei! Questa teoria estrema del complotto, che combacia con le corrispondenti visioni dei circoli fascisti, è stata ospitata dalla sinistra radicale di SYRIZA. Alla faccia della sinistra “radicale”…

La verità innegabile è che questa è la “punta dell’iceberg”, visto che negli ultimi tre anni SYRIZA ha assorbito intere sezioni del partito social-democratico PASOK, che è in via di disintegrazione.

Pur senza concentrarsi su questo episodio, è evidente che negli ultimi anni SYRIZA ha compiuto uno sforzo sistematico per salvare il capitalismo agli occhi dei lavoratori. In che modo? Esaminiamolo brevemente.

Lodando il capitalismo “sano”, come quello di Obama

SYRIZA sostiene che il neo-liberismo e il capitalismo neo-liberista siano i responsabili della crisi e dei problemi dei lavoratori; loda la politica di Obama come neo-keynesismo e definendola “progressista”. Alla fine dello scorso anno il presidente di SYRIZA, Alexis Tsipras, ha elogiato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in un discorso in Texas (USA) con le seguenti parole: “Sento che è possibile avere un dibattito costruttivo con Washington sulla questione della crisi dell’Eurozona. Questo è uno dei motivi per cui sono felice di essere qui oggi “.

E’ così che le leadership di SYRIZA e del Partito della Sinistra Europea sono impegnate nella feroce competizione tra le potenze imperialiste. E’ noto che i governi di Stati Uniti, Francia e Italia stanno facendo pressione sulla Germania affinché si faccia carico di una porzione più ampia delle perdite relative alla gestione del debito degli stati della zona euro e limiti il suo surplus commerciale. Le forze della Sinistra Europea sono schierate con gli Stati Uniti. Tuttavia, questo scontro non è legato agli interessi delle forze popolari. Non ha niente a che fare con gli interessi dei popoli, né nelle economie capitalistiche più potenti né in quelle più deboli. Qualunque sia la formula adottata per la gestione della crisi, i lavoratori non saranno liberati dalle catene dello sfruttamento capitalistico, dalla povertà, dalla miseria e da nuove misure antipopolari. Ciò è dimostrato dagli enormi problemi sociali ed economici che decine di milioni di lavoratori devono affrontare negli Stati Uniti. Anche se alcuni dati statistici indicano che la crescita capitalistica si realizza sulla base della distruzione delle conquiste sociali, questa crescita sarà a spese del popolo, i lavoratori subiranno le conseguenze della successiva e più profonda crisi di sovraccumulazione di capitale.

Limitando la sua critica al cosiddetto “capitalismo neo-liberista”, SYRIZA diffonde tra i lavoratori l’illusione che ci possa essere un altro capitalismo “buono”.

Anticipare il cambiamento dell’alleanza predatoria

Teniamo a mente che negli anni 1960, il KKE descriveva l’UE come la “tana dei leoni”. Nel 1980 disse NO all’ingresso della Grecia nella CEE e nel 1991 ha detto NO al Trattato di Maastricht, che ha trasformato la CEE in UE.

Al contrario, tutti gli altri partiti, compresi quelli dai quali è nata SYRIZA, sostennero queste scelte della classe borghese per l’integrazione della Grecia alla CEE e all’UE.

Oggi SYRIZA sostiene che l’UE sta “violando i suoi principi e obiettivi fondativi”. La verità è che dal 1957 fino ad oggi, e fin quando l’Unione Europea esisterà, che sia suddivisa in un’unione del sud o del nord, che diventi una federazione o una confederazione, sarà sempre un’unione imperialista, rivolta contro i popoli e la gioventù.

E’ ovvio che l’Unione Europea non muterà né cambiando il presidente della Commissione europea, che è un apparato per l’elaborazione e l’attuazione delle più severe misure antipopolari, né con riforme politiche, perché lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, e cioè lo sfruttamento di classe, la principale contraddizione della società capitalistica, è connaturato ad essa.

La domanda fondamentale è: quali interessi ha servito la fondazione di questa unione interstatale? E’ stata fondata per aiutare i capitalisti a sfruttare in modo più efficace i lavoratori in ciascuno degli stati membri, al fine di consentirgli di rinforzare il loro potere col sostegno dalle classi borghesi degli altri paesi dell’unione. E’ stata creata al fine di assistere i monopoli europei nella loro feroce competizione con i monopoli di altri paesi e unioni regionali.

L’Unione Europea, la cui maggior parte degli stati membri sono anche membri della NATO, sta organizzando la guerra con strumenti finanziari, politici e militari. Ha condotto una guerra sul territorio europeo, partecipa alla pianificazione di interventi militari in Asia, Africa e oggi nella Repubblica Centrafricana, affianca gli Stati Uniti nella loro crociata anti-comunista e nel perseguitare il movimento comunista utilizzando il terrore legislativo.

SYRIZA, per la sua posizione di forza d’opposizione ufficiale, ha una grande parte della responsabilità per l’inganno consapevole ai danni dei lavoratori, in quanto sostiene che l’UE possa essere democratizzata e umanizzata.

Recentemente, a proposito degli eventi sanguinosi in Ucraina, SYRIZA ancora una volta ha riscontrato la “mancanza di una politica estera indipendente” nella palese intromissione dell’UE negli affari interni dell’Ucraina, esercitata in collaborazione con gli USA e contestualmente allo scontro con la Russia per il controllo dei mercati, delle materie prime e delle reti di trasporto del paese. SYRIZA ha affermato che l’UE potrebbe avere un “ruolo più forte” a favore del popolo dell’Ucraina se non si allineasse agli Stati Uniti. Quindi, secondo questo punto di vista, l’UE diventerebbe una “forza per la stabilità e la pace”. Tuttavia, non c’è illusione più grande che il sostenere che l’imperialismo dell’Unione Europea possa diventare un “fattore di pace”, che credere in un imperialismo pacificatore! I “predatori” imperialisti, tra i quali l’UE, durante la “spartizione del bottino” possono entrare in conflitto tra loro, ma rimangono pur sempre “predatori” e ostili agli interessi dei popoli.

Il “fronte” e il “vento” del Sud

SYRIZA sta pescando nelle “acque fangose” dei partiti del cosiddetto “arco anti-memorandum”, dell'”anti-merkelismo”, della versione “anti-neoliberista” e “anti-bancaria” dell’UE e dell’Eurozona, dei partiti che condannano solo la troika e in particolare la Germania.

Tuttavia, SYRIZA nasconde che lo scoppio della crisi del capitalismo ha preceduto il memorandum, trascura il fatto che l’Unione Europea è una parte costitutiva della troika. Il memorandum che il governo greco ha firmato con la troika dei creditori, non è altro che la specializzazione della linea politica generale dell’UE alle condizioni di crisi in Grecia. Di conseguenza, l’opposizione di SYRIZA al memorandum è fumo negli occhi del popolo, dato che questo partito non si oppone all’UE, bensì la supporta.

Ma perché SYRIZA incolpa solo la troika e la Germania?

Perché in questo modo nasconde il suo sostanziale sostegno all’UE del capitale, dei monopoli. Sta diffondendo tra la gente l’illusione che l’UE possa cambiare attraverso l’istituzione di un “fronte dei paesi del Sud”. Tuttavia, gli alleati internazionali e il sostegno invocati, come i governi di Stati Uniti, Francia, Italia, del Mediterraneo, sono nemici del popolo, schiacciano i diritti del popolo nei rispettivi paesi, proprio come fa il governo tedesco.

L’UE è un inferno per tutti i suoi popoli. La verità è che le misure antipopolari colpiscono la classe operaia e gli strati popolari di tutti i paesi, indipendentemente dal memorandum e dai debiti.

In altri paesi sono state attuate misure negli anni 1990 e 2000; in alcuni, tutte insieme come uno “shock”, come in Grecia durante la crisi, in altri gradualmente, come in Germania. Tuttavia, oggi, ci sono differenze da paese a paese in termini di salari, bisogni sociali, tasso di disoccupazione. Il motivo è che la Grecia ha avuto un punto di partenza più debole nell’Eurozona e ciò non è dovuto a scelte politiche cattive o all’utilizzo della “medicina sbagliata”.

Ad esempio, la Politica agricola comune (PAC) è una politica generale che ha come scopo la concentrazione della produzione agricola e della terra in poche mani. Essa, però, è stata più dolorosa nei paesi dell’UE che avevano ancora molti piccoli produttori agricoli, come la Grecia.

Il nuovo vento del Sud, che spazzerà via l’UE cattiva e ne porterà una migliore, è una “favola” il cui scopo è ingannare i popoli. Il 12 giugno 2012 il giornale di SYRIZA titolava: “Ieri si è aperta una nuova pagina per la Francia. La vittoria della sinistra”. SYRIZA e la sua leadership hanno alimentato molte illusioni sull’elezione di Hollande, sostenendo che l’UE stesse iniziando a cambiare. Ora tutti sappiamo come è andata a finire…

Contrariamente a queste illusioni, il KKE e gli altri partiti che partecipano all’Iniziativa comunista europea reputano che l’UE non possa cambiare, trattandosi di un apparato reazionario, la cui essenza sono gli interessi dei monopoli.

L’odioso ed insostenibile debito

Il KKE ha dimostrato con evidenza che i lavoratori non sono responsabili per il debito pubblico e non devono farne le spese. La propaganda del potere capitalista sta cercando di nascondere le vere ragioni della crescita del debito pubblico. In realtà, negli anni precedenti lo stato si è indebitato al fine di soddisfare le esigenze di redditività del capitale e ora chiede ai lavoratori di pagare. Il debito è aumentato anche a causa dell’enorme spesa per i programmi di armamento della NATO e per la partecipazione alle missioni imperialistiche, così come a causa delle conseguenze dell’integrazione dell’economia greca nell’UE e nell’UEM (Unione Economica Monetaria dell’Unione Europea, ndt). Il processo di contrazione di importanti settori produttivi, che subivano una forte pressione da parte dei concorrenti, è emblematico (ad es. tessile, abbigliamento, metalli, costruzioni e riparazioni navali, produzione di mezzi di trasporto). La crescita del deficit commerciale e il rapido aumento delle importazioni dall’UE hanno avuto un effetto simile sull’aumento del debito pubblico.

SYRIZA, per molto tempo, soprattutto prima delle scorse elezioni, ha sostenuto che un suo “governo di sinistra” avrebbe suddiviso il debito in una parte giusta (che deve essere pagata) e una parte “odiosa”, “ingiusta”, che non sarà pagata. Infatti, hanno lasciato intendere che forse la maggior parte del debito pubblico è “odioso”, e hanno fortemente criticato il KKE per non aver adottato questa logica “realistica”. Tuttavia, più aumenta la possibilità che SYRIZA prenda le “redini” della gestione borghese, più la sua posizione gradualmente cambia. L’economista di SYRIZA, G. Stathakis, ha dichiarato, nel febbraio 2014, che in base ai suoi calcoli il debito “odioso” ammonterebbe soltanto al 5%, ammettendo di conseguenza che il popolo dovrebbe pagare il restante 95% del debito. Il leader di SYRIZA, nello stesso mese, durante una visita in Italia, ha affermato che la crisi in Grecia è il risultato di “un modello di sviluppo sbagliato di sovra-consumo con prestiti”! Cioè, sta rigurgitando i principali costrutti ideologici borghesi dentro e fuori la Grecia riguardo la causa del debito, e fa appello al popolo affinché paghi il debito, purché esso diventi “sostenibile”. Sta chiedendo che si effettui un’altra “sforbiciata”, in opposizione al governo ND-PASOK che invece chiede una proroga dei termini di pagamento. Queste due soluzioni di gestione non soltanto non sono “radicali” e “a favore del popolo”, ma aprono la strada a nuove misure antipopolari contro i lavoratori.

L’unica soluzione a favore del popolo è quella promossa dal KKE: la cancellazione unilaterale del debito, per il quale il popolo non è responsabile; la socializzazione dei mezzi di produzione, il disimpegno dalla UE; il potere alla classe operaia.

Il “radicalismo” dentro le “mura” del sistema

SYRIZA è un partito opportunista, che si sta sviluppando molto rapidamente in un moderno partito socialdemocratico, diffondendo tra la gente l’illusione che ci possa essere una migliore forma di gestione a favore del popolo, nonostante il dominio dei monopoli. Gioca con il dolore delle persone, pressando per soluzioni immediate senza cambiamenti radicali.

Il discorso di A. Tsipras ad un evento commemorativo in onore del socialdemocratico austriaco Bruno Kreisky è rivelatore. A.Tsipras ha chiarito che il “un governo di sinistra in Grecia tenderà la mano ai socialdemocratici d’Europa, ai liberali europei di ampie vedute”, avendo come programma “il progetto di stabilizzare l’Eurozona – un primo passo verso un’Europa aperta, democratica e unita”. Tale governo andrà in cerca di un” Piano Marshall europeo”, che comprenderà “…una vera unione bancaria, un debito pubblico gestito centralmente dalla BCE e un massiccio programma di investimenti pubblici”. Tali obiettivi, come A. Tsipras ha categoricamente assicurato al pubblico, possono essere raggiunti “senza alcuna modifica degli accordi” nell’UE.

Ma la rassicurazione di SYRIZA che lo “stato ha continuità”, che indica chiaramente che proseguirà il lavoro dei precedenti governi sul terreno della linea politica anti-operaia, dell’attacco ai diritti dei lavoratori, evidenzia come intendano la cosiddetta “sinistra governativa”. La candidatura di Tsipras a presidente della Commissione europea rivela la devozione di SYRIZA per l’UE, per questa unione dei monopoli. La promozione del governo di Obama a modello, da parte di SYRIZA, è una garanzia che il suo governo si limiterà a gestire il capitalismo. Queste sono garanzie che la Federazione Ellenica delle Imprese ha valutato in modo molto preciso, lodando il “radicalismo utile di SYRIZA”.

A proposito di “Democrazia” e “Sovranità nazionale”

SYRIZA sta cercando con la sua propaganda di nascondere il fatto che la partecipazione di uno stato capitalista ad una unione capitalista inter-statale, come l’UE, costituisce oggettivamente una cessione di sovranità. Naturalmente, ciò non è dovuto alla “occupazione tedesca”, come vari gruppi nazionalisti della ” corrente anti-memorandum” borghese sostengono in maniera fuorviante, uno slogan che le forze di SYRIZA hanno di tanto in tanto fatto proprio. Al contrario, si tratta di una scelta strategica consapevole del capitale in ogni stato, e anche in Grecia, finalizzata a rafforzare la sua posizione economica e politica. Unioni interstatali costruite nel quadro di una internazionalizzazione capitalistica sempre più intensificata – il che significa una sempre più estesa interconnessione dei settori del capitale dei vari paesi -, lo sviluppo delle relazioni tra loro, l’interdipendenza delle economie capitalistiche e, di conseguenza, gli stati capitalisti. Questi sono rapporti d’interdipendenza ineguale che ovviamente sono tali perché formati sul terreno di uno sviluppo ineguale, rapporti che si formano con la forza economica e politica come criterio. Questa è la caratteristica peculiare delle unioni inter-statali capitalistiche, nonché del fulcro delle relazioni tra gli stati che si formano nel quadro del sistema imperialistico mondiale. Il KKE sostiene che queste relazioni si possono rompere, possono essere rovesciate solo attraverso il disimpegno del paese dalle unioni interstatali capitalistiche e dal percorso di sviluppo capitalistico, e non con il loro rattoppamento, come SYRIZA si propone di fare.

A giudicare dalle posizioni di SYRIZA, sembra che questo partito sia in disaccordo solo con la “leadership tedesca dell’Unione Europea e dell’Eurozona”, e non con il controllo sui bilanci, purché sia esercitato da “organismi legittimi”. Se, per esempio, è esercitato dal Parlamento europeo, non c’è nessun problema, perché, così sostiene, questo è l’unico organo democraticamente eletto dell’Unione Europea.

Tuttavia, il termine “democrazia” e “sovranità” hanno una specifica “identità” sociale, a seconda di quale classe è al potere. La democrazia borghese non è altro che il dominio di classe, la dittatura della borghesia con un manto parlamentare, e la giustizia conseguente è la giustizia della borghesia. SYRIZA è il veicolo di un concetto di libertà e democrazia piccolo-borghese e non di classe. Muove critiche riguardo questi temi dal punto di vista del “pluralismo” piccolo-borghese. Ignora e nasconde la natura di classe e delle conquiste democratiche – in realtà limitate – sotto il capitalismo. Nasconde il fatto che la fonte dell’autoritarismo è la linea politica che serve il capitale, che al tempo stesso è strettamente connessa all’attuazione delle decisioni dell’UE. Per quanto riguarda la sua posizione più in generale sull’UE e sulle politiche comunitarie, SYRIZA è favorevole alla creazione di meccanismi inter-statali di repressione all’interno dell’UE, che sono oggettivamente volti a fronteggiare i movimenti antimperialisti. Nella sua critica nasconde il ruolo di questi meccanismi in modo che l’UE non venga contestata (Europol, Eurostat, Frontex, Schengen, ecc.).

La natura del “referendum”. Per quale ragione e nell’interesse di chi?

SYRIZA, essendosi accorta che l’UE ha perso terreno, creando repulsione e malcontento in ampi settori di lavoratori, sta cercando di porre altre false questioni alla vigilia delle elezioni parlamentari europee e amministrative con lo spauracchio di un “referendum sulle politiche e i partiti che hanno portato il paese alla sua attuale posizione”, “legittimazione o meno della linea politica che il governo sta attuando”.

SYRIZA dice che sosterrà i settori “sani” del capitale, quindi il referendum che invoca riguarderà quali sezioni del capitale andranno potenziate nella fase di recupero. A proposito dei settori che riceveranno sostegno finanziario: siamo seri, da chi dovrebbero ricevere questi soldi?

Sta invocando un “referendum” su come i lavoratori e le famiglie popolari saranno ulteriormente spremute: attraverso una proroga del periodo di pagamento (che il governo sta chiedendo ai creditori stranieri) o, come vuole SYRIZA, attraverso una nuova “sforbiciata ” del debito.

SYRIZA dichiara la sua devozione verso l’UE, che con la sua “governance economica” ha istituito il “memorandum permanente” per i popoli. Così il referendum richiesto mira ad estorcere il sostegno popolare in modo da garantire la strada a senso unico dell’UE e l’attuazione del memorandum permanente dell’UE, per gestire meglio la povertà e la miseria. Sta cercando di far credere ai lavoratori che la sua proposta porterà la prosperità al popolo.

SYRIZA chiede un referendum per un “governo di sinistra”. Tuttavia gli sviluppi in Francia, Italia, Cipro e altrove dimostrano che i governi di “sinistra” e “centro-sinistra” costituiscono la “forza di riserva” di sinistra del percorso di sviluppo capitalistico.

Il KKE ritiene che i lavoratori debbano andare alle urne a maggio con altri criteri.

Devono andare a votare con il criterio di punire tutti coloro che con menzogne, intimidazioni e illusioni, nel corso degli anni precedenti e anche adesso, cercano di convincerli che ci possa essere uno sviluppo a favore del popolo greco e degli altri popoli d’Europa all’interno del percorso di sviluppo capitalistico e dell’UE.

Devono avere come criterio la formazione di una forte opposizione della classe operaia, la necessità di unire il movimento dei lavoratori, l’Alleanza Popolare per la lotta contro la linea politica antipopolare, contro l’UE e i partiti della strada a senso unico dell’UE.

Con il criterio di rafforzare la lotta per una Grecia in cui il popolo possa prosperare, in cui si utilizzino tutte le potenzialità produttive del paese, con la solidarietà e la cooperazione di tutti i popoli, contro le catene dell’Unione Europea, lo sfruttamento capitalistico e l’ingiustizia.

Con il criterio di aprire la strada alla socializzazione dei monopoli, alla cancellazione unilaterale del debito, al disimpegno dalla UE. In modo che i popoli possano riappropriarsi del loro potere e diventare protagonisti del proprio sviluppo, in modo che possano dirigerlo a loro beneficio.

I lavoratori devono utilizzare le elezioni di maggio con questi criteri, rifiutando falsi dilemmi e falsi referendum, contribuendo ad un cambiamento dei rapporti di forza a favore del popolo attraverso il rafforzamento del KKE.

* Elisseos Vagenas, membro del CC del KKE e responsabile per le Relazioni internazionali del CC del KKE

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