L’Ucraina sarà presto rifornita di gas dal monopolio energetico tedesco RWE… appena acquistato da un oligarca russo!
AC | solidarite-internationale-pcf.over-blog.net
03/04/2014

Il popolo ucraino è in ostaggio nel gioco tra le grandi potenze, degli interessi dei monopoli europei e russi. Nuove rivelazioni nella stampa tedesca svelano ancora una volta gli interessi tedeschi ed europei dietro la destabilizzazione dell’Ucraina.

Chi si prenderà l’Ucraina? La lotta è ancora feroce, l’esito incerto tra le potenze imperialiste e tra i monopoli (multi)nazionali. Quello che è certo, è chi pagherà il conto.

Il FMI e l’Unione Europea, hanno già forzato un rialzo del 50% delle tariffe del gas, un’idea fissa da un decennio.

La Russia attraverso il suo monopolio nazionale “Gazprom” approfitterà della crisi, della dipendenza ucraina, per aumentare la fattura di quasi l’80%, eliminando le riduzioni preferenziali concesse all’Ucraina: la tariffa a 1000 m3 passerà da 268$ a 480$.

Il capitale tedesco, a mani basse sull’Ucraina!

La Germania – dietro la destabilizzazione dell’Ucraina, con la Polonia – sogna di approfittare della crisi per espandere il suo “spazio vitale” economico a Est, progettando una nuova “Mitteleuropa”, sotto il dominio tedesco, già parzialmente attuata nell’Unione europea.

Questi sono vecchi interessi geopolitici tedeschi. In questi tempi di commemorazione della Prima Guerra Mondiale, sappiamo dal lavoro di Franz Fischer, che questo era uno degli obiettivi della politica di guerra del capitale tedesco nel 1914.

Anche dopo la grande guerra, durante la guerra civile russa, i dirigenti tedeschi hanno promosso la creazione di uno Stato ucraino fantoccio per indebolire la nascente Unione Sovietica ed espandere la loro sfera di influenza in Europa orientale. I nazisti hanno fatto lo stesso nella Seconda Guerra Mondiale.

Queste ambizioni sono già una realtà in Ucraina, dove la Germania è il principale investitore e il secondo più grande importatore del paese. Si trovano 400 aziende nel paese, tra cui Siemens, Leoni, Bayer, Rhenus Logistics, Meffert, BASF, Helm, HeidelbergCement.

Tra i progetti del grande capitale tedesco per l’Ucraina, il primo riguarda il “mercato agricolo” liberalizzato da Yanukovich nel 2011, in un paese che è il granaio dell’Europa orientale: 20 gruppi tedeschi dell’agro-alimentare hanno già manifestato la loro volontà di investire lì.

Il secondo progetto, è quello del “mercato energetico” che sempre Yanukovich, ha aperto alla concorrenza e armonizzato in rapporto con la legislazione europea, separando la rete e i distributori.

I monopoli tedeschi disposti a vendere agli ucraini… il gas russo!

Così, nel 2013, il governo ucraino adesso rovesciato, aveva negoziato un piano per rinnovare il gasdotto “Soyuz”, che resta il principale mezzo di trasporto del gas russo verso un’Europa dell’Est estremamente dipendente.

Questo piano di ristrutturazione ha coinvolto tre monopoli tedeschi: il grande gruppo industriale Siemens, la PetroStaal specialista delle reti petrolchimiche e infine la Deutsche Bank per il  finanziamento del progetto. Si è parlato all’epoca di investimenti tra i 5 e i 7 miliardi di $.

Allo stesso tempo, il conglomerato tedesco dell’energia RWE ha firmato nel 2012 un “accordo quadro” con il monopolio ucraino “Naftogaz” per fornire una fonte di energia alternativa a quelle russe, dai giacimenti in Norvegia e nei Paesi Bassi.

E’ questo accordo siglato sotto il governo Yanukovich che sveglia la RWE, inizialmente specializzata in elettricità. Secondo der Spiegel (11 marzo), i dirigenti della RWE sono pronti ad anticipare le condizioni dell’accordo del 2012 provvedendo alle forniture di gas già nel 2015.

Sarebbero già pronti alla spedizione di forniture massiccie di gas, alla quota di 10 miliardi di m3 all’anno, dove l’Ucraina attualmente importa 27 miliardi di m3 russi.

I tedeschi della RWE sono anche disposti a rivendere all’Ucraina del gas… russo, che dal Mar Baltico passa il gasdotto “Nord Stream”, benchè i Russi abbiano cercato di impedire tali ri-consegne verso i paesi clienti dell’Europa dell’Est.

Come ricordato da un funzionario di alto rango della RWE: “Una volta che il gas è stato consegnato ad una infrastruttura di stoccaggio, è impossibile sapere da dove proviene”. L’opportunità per i monopoli tedeschi è quella di generare un margine di profitto notevole sul semplice commercio del gas!

RWE, un monopolio tedesco… acquistato da un oligarca russo!

L’ironia della storia, è che la stampa tedesca (Deutsche Welle) ha rivelato questo 17 marzo che la branca “petrolio e gas” della RWE, la ditta DEA, è stata ceduta a dei capitali esteri.

Il settore “gas” della RWE sarebbe stato acquistato dal fondo d’investimento LetterOne, con sede in Lussemburgo, di proprietà… dell’oligarca russo Mikhail Fridman.

Mikhail Fridman è il secondo uomo più ricco della Russia, 47° del mondo. Controlla il più grande gruppo finanziario in Russia, pur avendo inizialmente fatto la sua fortuna nel settore del gas.

Il gruppo di investimento russo ha promesso di assorbire il debito del gruppo e di rimborsare le sue quote di esplorazione e produzione per la somma di 7 miliardi $. La DEA impiega 1.400 dipendenti e dispone di 190 diritti d’esplorazione in Europa, Nord Africa e Medio Oriente.

L’affare fa rabbrividire in questi tempi di “nazionalismo europeo”. L’Amministratore Delegato di RWE, Peter Terium, si è mostrato molto fiducioso: “Abbiamo informato presto il governo della transazione, e non ci sono segnali che suggeriscono che si opporrà”.

I konzern (oligarchi) tedeschi e gli oligarchi russi non hanno alcun problema a trovare un terreno comune quando si tratta di far salire alle stelle i loro profitti, tanto i popoli – imbibiti di stupido nazionalismo – saranno lì a pagare il prezzo dei loro accordi transnazionali.

http://www.resistenze.org/sito/te/po/uc/pouced05-014282.htm

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