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Fonte; si@rivoluzione 26.06.2014

SIONISMO E FASCISMO: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Il sionismo e il nazismo hanno molto in comune, sono quasi la stessa cosa. L’unica differenza è che gli hitleriani ponevano uber alles la nazione tedesca, mentre i sionisti considerano “eletta da dio” e la migliore del mondo la nazione ebraica. Uniti da parecchie affinità, il sionismo e il nazismo hanno collaborato attivamente negli anni trenta e nel corso della seconda guerra mondiale.Come si dice, una mano lava l’altra… L’antisemitismo è stato coltivato tanto dai nazisti quanto dai sionisti. I primi lo hanno fatto apertamente, i secondi in modo nascosto. Il fattore dell’antisemitismo, tra l’altro, va sempre analizzato dal punto di vista di classe.

A chi ha giovato il nazismo?
Herzl, l’ideologo del sionismo, sosteneva che quanto più numerosi erano i pogrom, tanto prima si sarebbe risolto il problema del ritorno degli ebrei in Palestina. I sionisti erano interessati ai pogrom antisemiti poichè servivano ad intensificare il flusso migratorio nella “Terra Promessa”. Se non ci fosse stata la persecuzione nazista degli ebrei, nessuno di loro si sarebbe mai recato in Palestina, dove non vi erano neppure le condizioni minime per una vita decorosa. Senza la teoria nazional-socialista e le sue concezioni razziali, variante dell’antisemitismo, la maggioranza assoluta degli ebrei neppure si sarebbe ricordata di appartenere al “popolo eletto”. Il nazismo, evidentemente, ha giovato al sionismo.

Un altro noto sionista, il signor Weizman, ha detto dei suoi connazionali: “I vecchi se ne vanno… sono polvere economica e morale… restano i rami giovani”. I pogrom antisemiti e l’uccisione degli ebrei poveri in Germania, principalmente in età avanzata, sono visti qui come un setaccio per far arrivare in Palestina solo chi poteva sostenere la sopravvivenza dei ricchi, cioè i componenti più giovani e forti della nazione. Gli ebrei disagiati, poveri e vecchi non servivano ai sionisti.

L’organizzazione internazionale sionista “Joint” (American Jewish Joint Distribution Comitee, n.d.t.), filiale dello spionaggio statunitense, ha avuto un ruolo cruciale nella collaborazione con i nazisti. I suoi membri, in particolare, concordavano con i nazisti il traffico clandestino di armi dalla Germania alla Palestina. Affinché questo legame tra nazisti e sionisti non fosse svelato, il reich faceva pervenire in Palestina armi prelevate dagli austriaci, dai francesi, dalle fabbriche della Skoda e di altre industrie belliche dei paesi occupati. I sionisti pur di realizzare i loro perfidi piani non si fermavano di fronte a nulla, neppure di fronte all’assassinio di tanti loro connazionali emigranti. Quando, ad esempio, i servizi inglesi scoprirono che una nave mercantile diretta in Palestina trasportava un ingente carico di armi, l’organizzazione militante sionista “Irgun zvai leuni” (“Le camicie azzurre”) pur di impedire la scoperta di questo traffico fece saltare in aria il piroscafo con tutti i migranti ebrei provenienti dalla Germania. Centinaia di passeggeri persero la vita dilaniati dall’esplosione o annegati.

I sionisti sono sempre stati attratti dall’ideologia fascista e spesso ne hanno anche sostenuto finanziariamente i promotori. Nel 1922 il banchiere ebreo Toeplitz finanziò il “Popolo d’Italia” di Benito Mussolini. Il duce, dopo la presa del potere, incontrò anche Jabotinsky, uno dei leader del sionismo. I due raggiunsero un accordo di reciproco aiuto nella battaglia contro inglesi e arabi per la Palestina.

Tra i capitalisti tedeschi che finanziarono Hitler e lo portarono al potere vi erano anche degli ebrei. I sionisti per molti aspetti si sono ispirati ai fascisti. Ad esempio, l’organizzazione “Irun zvai leuni” indossava le camicie azzurre, come i nazisti indossavano le camicie brune e i fascisti italiani le camicie nere.

Il famigerato Adolf Eichmann, conosciuto come lo sterminatore di ebrei, prima dell’ascesa al potere degli hitleriani aveva collaborato con circoli sionisti austriaci. Prestava servizio presso la rappresentanza di una ditta americana dov’era stato assunto su segnalazione di Schwager, capo della comunità ebraica di Linz. Per sdebitarsi Eichmann s’infiltrò nella locale organizzazione nazista, su richiesta dello stesso Schwager, e passò ai sionisti austriaci informazioni sulla NSDAP (Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori) e sulle SS. Il famigerato Eichmann, feroce e sanguinario agente delle SS a capo di un ufficio del comando generale per la sicurezza imperiale del reich, fece anche l’agente dei sionisti in seno al partito nazista. Eichmann, di origine ebraica, parlava lo yiddish e l’ebraico ed era esperto di giudaismo. Approfittando della sua elevata posizione nella gerarchia della Germania nazista creò con l’ausilio dei sionisti una rete spionistica tedesca contro gli inglesi in Palestina. In contraccambio i sionisti ricevettero dagli hitleriani armi e salvacondotti per la Palestina destinati a tanti ebrei ricchi, nonché a lavoratori ebrei abili al lavoro per la realizzazione della”nuova vita” nella Terra promessa. Tra l’altro, le armi regalate dai nazisti rappresentavano una sorta di merce di scambio per gli ingenti patrimoni lasciati in Germania dagli ebrei. Un’altra prova della stretta collaborazione tra ebrei e hitleriani è che proprio la Germania nazista fu il maggior fornitore di beni industriali alla Palestina …

I sionisti sottoponevano a ostracismo e persecuzioni i connazionali che si rifiutavano di partire per la Palestina. In Germania questi venivano perseguitati dai nazisti. Ciò dimostra quanto l’antisemitismo, tutto sommato, giovasse ai sionisti. Secondo loro il giudeo soggetto a repressione era più disposto a rivolgere il proprio sguardo alla Palestina.

Il fattore dell’antisemitismo va analizzato anche dal punto di vista di classe. Esso fa il gioco degli ebrei ricchi, poiché aiuta in un modo o nell’altro a frenare l’opposizione dei lavoratori e dei contadini ebrei. L’antisemitismo hitleriano colpì innanzi tutto gli ebrei poveri e disagiati, mentre i ricchi poterono recardsi senza problemi in Palestina, se volevano, oppure negli Stati Uniti o in Inghilterra. Ricordiamo che Himmler, capo delle SS, fece liberare in cambio di ingenti somme di denaro i ricchi ebrei che per errore erano stati rinchiusi nei campi di concentramento e lasciò che si recassero in qualsiasi paese capitalistico. Attraverso i banchieri, i magnati e gli imperialisti di origine ebraica i sionisti ebbero (come anche adesso) la possibilità di influire in modo decisivo sui governi borghesi di vari paesi, di indirizzarli nella direzione da essi desiderata e di plasmare l’opinione publica mondiale.

Affinità di posizioni e concezioni

Il sionismo e il fascismo, come abbiamo detto, sono due facce della stessa medaglia. Lo slogan fondamentale sionista è: “un popolo, una nazione, uno stato: Israele!” Quello fascista è: “Un popolo, un impero, un fuhrer: la Germania!”

I sionisti affermano che gli ebrei sono esseri superiori; i nazisti dicono la stessa cosa dei tedeschi. Entrambi sostengono la eccezionalità dei propri popoli. I sionisti dicono che i giudei possono fare alle altre nazioni ciò che queste nazioni non possono fare a loro. I nazisti dicono la stessa cosa degli ariani. Sia i sionisti che i nazisti ritengono che solo gli ebrei e solo i tedeschi sono “nazioni integre”. Sionisti e nazisti difendono la “purezza del sangue”, sono contrari ad ogni forma di assimilazione con altri popoli. Gli uni e gli altri sono nemici acerrimi della teoria della lotta di classe e fautori dell’ “unità nazionale”. Sionisti e fascisti hanno teorizzato e costituito lo stato uninazionale, dove ogni altra nazione è priva di diritti e di cittadinanza. Oggi, ad esempio, in Israele e nelle repubbliche baltiche fasciste solo gli appartenenti alla nazione titolare vengono considerati cittadini a pieno diritto. Questa tendenza si sta facendo strada anche in Ucraina. Sionisti e fascisti tentano ancora oggi di realizzare lo stato monoetnico senza intrusioni.

Gli uni e gli altri vorrebbero impossessarsi delle terre limitrofe per l’ampliamento del proprio stato. Gli esempi sono sotto i nostri occhi. La Germania nazista invase la terra degli altri. Lo stesso fa Israele che ha occupato i territori arabi e li domina. Sionisti e fascisti tentano di riportare nel loro paese, da tutto il mondo, il maggior numero possibile di cittadini della nazione titolare.

Tutto ciò ci fa dire che sionisti e fascisti (non soltanto hitleriani) praticano sempre gli stessi principi, hanno posizioni analoghe e professano idee simili. Perciò è naturale che durante la seconda guerra mondiale essi abbiano collaborato amichevolmente. Oggi si assiste allo stesso spettacolo. Non c’è da meravigliarsi quindi se in Ucraina il sionista Kolomojskij finanzia e foraggia i gruppi fascisti, alimenta e istiga il nazionalismo ucraino e l’antisemitismo (“che tutti gli ebrei se ne vadano in Israele”). E’ altrettanto evidente il legame saldissimo che vi è tra il nuovo regime fascista in Ucraina, impersonato dal capitalista oligarca Poroshenko, ed il capitale sionista-americano.

Se l’imperialismo mondiale riuscirà a staccare l’Ucraina dalla Russia, a contrapporre i due popoli fratelli, a scatenare la guerra fratricida (non importa se tra due parti della ex Ucraina oppure tra tutta l’Ucraina e la Russia) il complesso industriale militare statunitense, di cui il proprietario il capitale sionista, potrà ricavare enormi profitti dalle forniture belliche. D’altronde, sono stati proprio i padroni delle fabbriche di armi americane, che esercitano un enorme influsso lobbistico sui circoli dirigenti USA, a scatenare la sommossa fascista a Kiev e di conseguenza gli scontri sanguinosi esplosi nell’est della repubblica.

S.Kuzmin

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

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