LA GLORIOSA RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE (E’) UN EVENTO EPOCALE, DESTINATO A CAMBIARE PER SEMPRE LA STORIA E LE SORTI DEI POPPOLI: ATTUALIZZIAMOLA E PROSEGUIAMOLA SIN DA SUBITO! CHE NEL CENTENARIO SI RIVIVA L’EPOPEA DI LENINGRADO!

97 anni fa a Leningrado – la città martire nella Resistenza all’occupazione nazifascista, che porta il nome, perché ritornerà a chiamarsi Leningrado, del grande pensatore comunista, rivoluzionario di professione, comandante delle armate proletarie nella Rivoluzione e nella guerra civile e fondatore, con Stalin e altri dirigenti bolscevichi, della gloriosa Unione Sovietica, che spezzò, per la prima volta nella storia dell’umanità, le catene millenarie della schiavitù padronale – operai, contadini poveri e soldati ammutinati, sotto la guida del Partito Comunista bolscevico, guidato da Lenin e Stalin, dettero l’assalto al Palazzo d’Inverno, che oggi ospita il Museo L’Ermitage, arrestarono il governo borghese provvisorio e proclamarono la nascita del primo Stato socialista al mondo. Così la classe lavoratrice operaia e intellettuale russa conquistò il potere politico, si liberò della dittatura capitalistica e instaurò il potere proletario, dichiarò la fine della guerra, nazionalizzò le terre – che furono concesse gratuitamente ai contadini -, le industrie e le banche e avviò la costruzione della società socialista, che affermava la volontà e il benessere ugualitario di tutto il popolo.

Dinanzi a questa svolta epocale il capitalismo e l’imperialismo mondiali, cioè l’attuale sistema sociale tirannico di dominio e di sfruttamento del lavoro e dell’esistenza altrui, temettero la scomparsa e scatenarono la guerra civile sul territorio della Russia, sconfitti ricorsero all’aggressione nazifascista con la seconda guerra mondiale, nuovamente soccombenti sotto l’avanzata della eroica Armata Rossa e per il grande eroismo e patriottismo dimostrati dal popolo sovietico ricorsero, e ancora ricorrono per sopravvivere, all’arma subdola, vile e vigliacca dell’utilizzo dei traditori e rinnegati interni al movimento comunista e operaio nazionale e internazionale e agli Stati socialisti, quali sono i revisionisti e gli opportunisti passati al servizio del nemico di classe e traditori degli interessi delle masse lavoratrici, revisionisti e opportunisti d’ogni specie che hanno lavorato, inquinato e destabilizzato dall’interno il Partito Comunista bolscevico, dopo la morte di Stalin, e i Partiti Comunisti nati dalla Terza Internazionale Comunista. Sicché la classe padronale sfruttatrice è tornata a dominare incontrastata sull’intero pianeta.
Ma il sistema della tirannia e del dominio del capitale sul lavoro è condannato a scomparire dalla faccia della Terra, ciò è incontestabilmente e scientificamente dimostrato dalla natura sociale della produzione e dall’accaparramento privato della ricchezza prodotta e attualmente dal perdurare e dall’approfondirsi delle crisi economiche del sistema capitalistico, dalle difficoltà progressive dei padroni ad accumulare sempre maggiori e costanti profitti, dal dilagare della disoccupazione, specialmente giovanile, e della povertà sociale, dall’accentuarsi dei conflitti di classe e dalla presa di coscienza, seppur lenta e in ritardo rispetto all’incalzare delle crisi sociali, delle masse lavoratrici e popolari di doversi e di potersi liberare dalla schiavitù dello sfruttamento padronale e dalla sofferenza esistenziale, che con l’avanzare della crisi capitalistica diventano sempre più repressive e annullatrici della personalità umana.
Il capitalismo e l’imperialismo sanno di dover scomparire, così come sono scomparse le precedenti epoche schiavistica e feudale, e per sopravvivere quanto più a lungo possibile diventano progressivamente più feroci e coercitivi attraverso il rafforzamento della repressione poliziesca e dello scatenamento di guerre locali e continentali. Un lavoratore dotato di coscienza di classe, seppur disoccupato e bisognoso, non sceglie mai un lavoro di repressione della lotta dei lavoratori, che rivendicano il diritto al lavoro e a una vita dignitosa per sé,

la propria famiglia e i propri compagni di lotta. Le forze dell’ordine, comandate dal governo padronale in carica, sono schierate a difesa dell’ordinamento economico, istituzionale e sociale dominante.
Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista afferma che la gloriosa Rivoluzione Socialista d’Ottobre è, oggi e non domani, di estrema attualità, per tale fondato convincimento nel titolo di questo breve scritto ha evidenziato che Essa (è), e non fu, un evento epocale destinato a cambiare definitivamente le condizioni di vita dei popoli. Il progresso sociale dell’umanità ha storicamente proceduto per gradi dalle condizioni individuali e sociali più infime a quelle più elevate, che l’uomo vivrà nella società comunista passando per quella socialista. Oggi il compito delle masse proletarie non è quello di contribuire a riformare o democratizzare l’esistente, ma di abbattere il presente per costruire un futuro nuovo, totalmente alternativo. Insomma, dobbiamo seppellire il passato per costruire un nuovo mondo di uomini veramente liberi e protagonisti della loro esistenza. La rivoluzione socialista dobbiamo realizzarla oggi, il potere proletario dobbiamo conquistarlo ora, ci sono tutte le condizioni sociali per poterlo fare, basta trasformare le lotte addomesticate di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, altre strutture sindacali di regime e di forze politiche revisioniste e opportuniste in lotte per la conquista del potere socialista.
Dobbiamo chiedere ed ottenere le dimissioni e subito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi, del ministro dell’interno Angelino Alfano, anche per la repressione poliziesca delle lotte dei lavoratori, e dell’intero governo delle banche e delle multinazionali della finanza parassitaria per costituire un nuovo governo, formato dai Consigli degli operai occupati e disoccupati, dei contadini, dei pensionati, della sanità, dei trasporti, della scuola e delle forze armate, per disconoscere il debito pubblico, che è di natura parassitaria e che sta affamando i popoli europei, per fare uscire l’Italia dall’esperienza nefasta della comunità europea capitalistica e imperialistica, dai fronti di guerra imperialistica, dall’euro e dalla Nato, per liberare il nostro territorio nazionale dalle basi militari convenzionali e nucleari statunitense e della Nato, per aprire le fabbriche chiuse dai padroni e affidarle alla gestione diretta degli operai e degli impiegati ed eliminare la disoccupazione per sempre, per garantire a tutti gli italiani un presente e un futuro di esistenza dignitosa e senza afflizioni, per eleggere un’Assemblea Costituente, che modifichi la natura dell’attuale Stato capitalistico e imperialistico in Stato proletario di tutto il popolo che avvii la costruzione della società socialista nel nostro paese.
Tutto questo è possibile farlo ora, in Italia e in tutti gli altri paesi, basta che la parte migliore, più avanzata e cosciente della classe lavoratrice operaia e intellettuale lo voglia, lo rivendichi e lo persegui. Scendiamo in piazza, utilizziamo appieno le libertà democratiche conquistateci e ciò fin quando il potere politico borghese, clericale e capitalistico non tenti di sopprimerle con la repressione, ma quella sarà un’altra storia, che i comunisti e la classe operaia, per la loro esperienza storica e formazione rivoluzionaria, sanno bene come affrontarla e scriverla per la vittoria del socialismo. Nelle manifestazioni di rivendicazione popolare e in quelle di sciopero generale o parziale promosse dai sindacati di base – od anche in quelle di protesta indette dai sindacati di regime non per il superamento dell’attuale ordine sociale bensì solo per mantenere, col consenso contributivo dei lavoratori e la politica scellerata della concertazione e del compromesso col padronato, i loro apparati di potere istituzionale e consentire al sistema di sfruttamento capitalistico di sopravvivere – risuonino alte, possenti e costanti le parole d’ordine: “Fine della dittatura padronale; A casa il governo della borghesia, delle banche e del clericalismo; Rivoluzione per il socialismo; Potere politico ai Consigli eletti dai lavoratori operai e intellettivi; Proprietà collettiva dei mezzi di produzione; Costruzione della società socialista”.
Unicamente in questo modo possiamo ricordare e attualizzare coerentemente e degnamente la Rivoluzione Socialista d’Ottobre, che alla luce della situazione presente mostra tutta la sua vitalità e straordinaria attualità. Il cammino della civiltà umana ha sempre proceduto per gradi successivi e quello rivoluzionario di oggi altro non è che la conseguenza e continuità di quella dirompente discontinuità rivoluzionaria del 7 novembre 1917. Il pensiero e l’opera dei nostri grandi Maestri del proletariato internazionale Marx, Engels, Lenin e Stalin, la scienza del materialismo storico e dialettico, i principi del marxismo-leninismo, la costruzione del socialismo e l’edificazione del comunismo, circa un secolo di lotte per avanzare sulla strada aperta al cammino rivoluzionario e al progresso dell’umanità dalla Rivoluzione Socialista d’Ottobre e la straordinaria esperienza di lotte e di conquiste del movimento comunista e operaio nazionale e internazionale non sono affatto morti, come disperatamente cercano di far credere il morente capitalismo e il decadente clericalismo con in testa lo Stato capitalistico del Vaticano, ma Essi sono di una vitalità impressionante e molto presto i nostri nemici di classe lo sperimenteranno sulla propria pelle.
Il Partito Comunista Italiano M-L lavora lungo la strada indicata da Marx, Engels, Lenin e Stalin e avanza lungo quella aperta dall’aurora radiosa del 7 novembre 1917, pronto ad accogliere i proletari in lotta e ad

accompagnarli lungo il cammino liberatore della rivoluzione proletaria socialista e della costruzione della società socialista. Fra tre anni ricorre il centenario di quella memorabile impresa vittoriosa. Che il 2017 sia un anno di rivoluzioni socialiste per riprendere il cammino, momentaneamente interrotto, verso il socialismo e il comunismo. L’umanità intera lavoratrice e progressista non si rassegnerà mai a vivere e soffrire nell’inferno del capitalismo e sino alla vittoria finale lotterà eroicamente per liberarsene. Il capitalismo con la sua espansione imperialistica vive l’ultima fase della sua esistenza: avanti compagni e lavoratori tutti, l’ultima spinta e lo seppelliremo per sempre.
Viva la gloriosa Rivoluzione Socialista d’Ottobre, Viva le prossime Rivoluzioni Proletarie Socialiste, Viva la sollevazione delle masse lavoratrici e popolari contro il capitalismo e per il Socialismo, Viva la conquista e la costruzione del Socialismo lungo la strada dell’edificazione del Comunismo!
Forio (Napoli) Italia, 7 novembre 2014. colo è interessante!

http://domenicosaviopciml.blogspot.it/…/ultimora-analisi-e

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