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http://www.resistenze.org/sito/te/cu/st/custen11-015485.htm

Le Streghe della notte
Wladimir Abreu * | prensapcv.wordpress.com 27/11/2014

Quella che segue non è una storia di fantasmi o una leggenda di Halloween, ma è davvero accaduta. Durante la Seconda guerra mondiale, nelle fila dell’aviazione militare sovietica, è esistito un corpo di combattimento femminile considerato una delle pagine più gloriose nella lotta contro il fascismo.

Nel 1941, Marina Raskova – aviatrice militare che aveva ricevuto il titolo di Eroina dell’Unione Sovietica nel 1938, infrangendo il record femminile di volo, oltre ad essere la prima donna a laurearsi pilota dell’URSS – convinse Stalin a creare un corpo di combattimento femminile per l’aviazione militare sovietica, diventando, fino ad allora caso unico nella storia, la sola unità dell’aviazione militare composta esclusivamente da donne ad essere esistita e ad aver combattuto.

Sorsero così tre reggimenti aerei per il bombardamento notturno, il 586°, il 587° ed il leggendario 588° – comandato da Marina Raskova – divenuti operativi nei primi mesi del 1942.

La cosa più rilevante di queste eroiche donne sovietiche, con alle spalle appena due o tre mesi di addestramento prima di volare e combattere, era che pilotavano alcuni aeroplani di legno e tela antiquati, fabbricati nel 1927, i biplani Po-2 [Polikarpov Po-2, ndt] che venivano generalmente utilizzati per la fumigazione o la posta aerea. Questi lenti aerei di legno tuttavia, erano robusti e ad alta capacità di planata, ideali per le azioni quasi suicide di queste coraggiose giovani donne sovietiche.

Mentre i loro compagni maschi di giorno bombardavano le posizioni fasciste sul fronte russo, queste donne piloti volavano sempre di notte, senza radar o radio, orientandosi con una bussola e un orologio.

Per evitare il rilevamento nemico solevano volare molto basse e, spento il motore, planavano sui loro obiettivi lasciando cadere le loro bombe sui criminali fascisti, per poi accendere nuovamente il motore e fuggire a tutto gas.

Preferivano non utilizzare il paracadute per trasportare più bombe, anche perché, se fossero state scoperte o abbattute, volando così basse, il paracadute sarebbe stato inutile, e generalmente si caricavano di piccole bombe incendiarie, solitamente da lanciare a mano.

Nonostante tutti questi elementi, erano molto temute dalle truppe hitleriane, tanto da essere chiamate con profondo timore e rispetto “Nachthexen” cioè “Streghe della notte”. I fascisti concedevano una Croce di ferro a chi riusciva ad abbattere qualcuna di queste eroiche giovani, che erano quasi impercettibili, solo un leggero sibilo che produceva il vento sfregando sulle ali dei loro biplani era l’annuncio di morte sentito dalla canaglia fascista.

I reggimenti femminili di bombardamento notturno realizzarono durante la guerra 24.000 voli e lanciarono sui fascisti 3.000 tonnellate di esplosivi.

Una donna su tre del reggimento di bombardamento notturno morì in combattimento; 23 di loro hanno ricevuto l’Ordine di Eroine dell’Unione Sovietica. La maggior parte di loro ricevette decorazioni postume, e tra queste Marina Raskova, che il 4 gennaio del 1943 diede la sua vita combattendo nella lotta contro il fascismo.

Per i nazisti erano le Streghe della notte, ma il popolo sovietico le conosceva come i Falchi di Stalin.
Wladimir Abreu * Professore di Storia – dirigente del PCV

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