La morte di un nemico

Viktor Tyulkin | rkrp-rpk.ru Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare Da diversi giorni, tutti i mass media russi e le forze politiche hanno discusso dell’assassinio di Boris Nemtsov. Si dibattono varie versioni degli eventi e si analizzano le cause, le conseguenze e le prospettive. Sono apparse dichiarazioni praticamente da parte di tutti i partiti politici, tranne il Partito Comunista Operaio Russo (RKRP). Pertanto, in particolare per il nostro sito, abbiamo chiesto a Viktor Tyulkin, Primo Segretario del Comitato Centrale del RKRP e Segretario del Comitato Centrale del ROT FRONT, di commentare i fatti. Corrispondente: Quasi tutti i politici e partiti in un modo o nell’altro hanno espresso le condoglianze ai parenti del defunto e indignazione per l’omicidio. Viktor Tyulkin: Tutti i partiti pro-borghesi stanno esprimendo il loro cordoglio per l’uomo buono, onesto e morale e politico di lunga data. Anche la cosiddetta “opposizione intransigente della Duma” di Zyuganov, Kalashnikov, Kharitonov, Mironov e Zhirinovsky, nei talk show televisivi, ha detto in un modo o nell’altro che lo rispettavano, che aveva una posizione. Noi non sappiamo mentire e non lo faremo. Per noi, Nemtsov è un nemico di classe, che nel 1993 invocava istericamente Chernomyrdin: “schiacciateli, schiacciate Viktor Stepanovich!” E’ così, secondo le memorie di Ilyumzhinov, l’ex presidente della Kalmykia, che il giovane governatore di Nizhny Novgorod, Boris Nemtsov, chiese l’esecuzione e la soppressione spietata dei difensori del Soviet Supremo Russo. Anche se si sapeva che nell’area e nelle stanze della Casa Bianca [parlamento russo, ndt] c’era gente per lo più disarmata, tra cui donne e persino bambini. In seguito, con le sue azioni anti-popolari al fianco di Eltsin, Nemtsov è stato tra i giovani riformatori che hanno portato il paese alla crisi del 1998 e, di conseguenza, ai grandi disastri per centinaia di migliaia di famiglie russe. In particolare, la povertà e le malattie, la morte prematura e la perdita di prospettive per il futuro. Recentemente, Nemtsov era dalla parte della Giunta di Kiev, sostenendo tra l’altro le operazioni punitive nel Donbass. Quindi, piaccia o no, le sue mani sono parecchio sporche di sangue, degli abitanti della Russia e del Donbass, per lo più civili: bambini, donne e anziani. Naturalmente, noi non approviamo gli omicidi politici, ma allo stesso tempo non verseremo lacrime per questo miserabile. Nemtsov è stato un nostro nemico di classe, e rimane tale dopo la sua morte. Qual è la vostra versione su quello che è successo, chi beneficia dell’assassinio di Nemtsov? Semplifichiamo la questione. Invece di “chi beneficia del suo assassinio?”, consideriamo la prospettiva: “quali benefici ci sono stati dopo l’assassinio?” Noi non ci stanchiamo di ripetere che il capitalismo, esercitando la sua dittatura in forma di democrazia borghese, per garantire la sua sostenibilità, solitamente genera per l’opinione pubblica una competizione politica, anche apparentemente inconciliabile, una guerra delle parti. Ma tutto questo è all’interno del sistema esistente. Negli Stati Uniti, come è noto, esistono due partiti di una classe borghese. In altri paesi, ci sono sistemi di tre o quattro partiti. Il numero non ha molta importanza, l’essenza è la stessa: mantenere l’attenzione del pubblico sulle scaramucce di queste forze borghesi e impedire ai lavoratori di spostare la loro attenzione sul versante anti-capitalista, cioè, una alternativa proletaria. Dove questa alternativa sta facendo la sua strada, non attira la più piccola attenzione. Da questo punto di vista, per l’attuale classe dirigente politica e per Putin personalmente, la presenza di una opposizione di estrema-destra, come le forze pro-Eltsin, è comoda. E’ vantaggiosa per dimostrare all’opinione pubblica che quelli che oggi si oppongono al potere del presidente sono i successori di Eltsin, Chubais, Gaidar, gli ideologi della politica delle privatizzazioni, guidati dalle istruzioni del Dipartimento di Stato americano. Dicono che questa è l’opposizione. In generale la morte di Nemtsov aiuta a riparare e proteggere questa immagine distorta della realtà politica nella coscienza pubblica. A causa di questo evento, le forze di destra potrebbero consolidarsi, rianimarsi. Per le strade di Mosca, circa 50.000 persone si dichiarano la principale opposizione di fronte ai loro finanziatori occidentali. Il Cremlino e le forze pro-Putin, ancora una volta hanno avuto l’opportunità di mostrare che c’è un reale pericolo di caos con una Rivoluzione Arancione e Maidan. E usano questo a loro vantaggio. La cosiddetta “opposizione parlamentare” (Partito Liberal Democratico, il Partito Comunista della Federazione Russa, ecc.) ancora una volta ha sostenuto Putin e le autorità, e Gennady Zyuganov, che agisce nel ruolo di “capo comunista del Cremlino “, proprio come nel 1993 ha esortato la gente a non uscire e non fare nulla a causa delle attese provocazioni. Queste forze politiche si offrono per soddisfare il Cremlino o il Monastero di Danilov e condurre trattative appropriate. Quindi, nel complesso, Nemtsov era coerente nelle sue convinzioni capitaliste e anche la sua morte ha contribuito a rafforzare il sistema. Nel 1993, ha chiamato il sistema a reprimere risolutamente gli oppositori e dissidenti. Come risultato, il sistema allo stesso modo ha trattato lui. C’è qualcosa che rimpiangiamo in relazione alla morte di Nemtsov? Stranamente, c’è. Nei loro litigi all’interno della classe borghese, Nemtsov e i suoi colleghi, ben consapevoli della situazione interna, e alimentati da informazioni provenienti da varie fonti, tra cui l’intelligence occidentale, hanno costantemente denunciato la corruzione e l’immoralità di influenti circoli oligarchici e burocratici. Dopo la sua morte, forse il fervore di questi informatori diminuirà un po’. Questo è un peccato, anche se la gente potrà capire.

Per i comunisti e le forze proletarie, questi eventi ancora una volta dimostrano che i cambiamenti nelle istituzioni pubbliche o addirittura l’eliminazione fisica di alcuni personaggi politici non è una soluzione ai problemi della vita delle masse. Tutto questo è terribilmente lontano dalle preoccupazioni della gente comune. È necessario cambiare il sistema stesso. Non abbiamo bisogno di sfoghi isterici. Abbiamo bisogno di un progresso costante delle armate di acciaio del proletariato. Centro stampa del Comitato Centrale del RKRP Traduzione inglese da redstaroverdonbass.blogspot.it

http://www.resistenze.org/sito/te/po/ru/porufc03-015917.htm

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