La bandiera della vittoria è una bandiera proletaria!

Come la storia insegna ai giovani

I capitalisti russi e i subordinati allo Stato hanno imparato come usare abilmente la vittoria nella Grande Guerra Patriottica, come mezzo per rafforzare il proprio potere. Il fatto storico della sconfitta della Germania nazista e i suoi alleati in questa nazione, che nonostante il dolore di una terribile sconfitta potrebbero mobilitare tutte le loro riserve, ha un enorme potere spirituale. Le gesta di milioni di sovietici e milioni di casi di autosacrificio fondono insieme un grande evento storico che ancora oggi, 70 anni dopo, è in grado di fornire prospettive critiche sulla formazione dei giovani. E la borghesia è ben consapevole.

La vittoria nella guerra è diventato uno strumento per gonfiare nelle giovani generazioni un particolare tipo di patriottismo. Per l’”élite” russa, cioè quei gruppi che hanno beneficiato del grande saccheggio istituzionalizzato della proprietà pubblica, è molto importante che il mondo dei giovani sia stato privato anche di una parvenza di analisi di classe.

L’attuale governo borghese è intresicamente opposto al governo sovietico che ha organizzato la grande vittoria. Inoltre, vi è in Russia, un regime oligarchico che è entrato in scena nel ruolo di killer e distruttore del potere sovietico socialista.

La nostra vittoria è necessaria per la classe capitalista solo in una forma distorta. La storia è interpretata in modo tale che la Rivoluzione d’Ottobre e la vittoria nella guerra civile, la collettivizzazione e industrializzazione vengono denunciati come “crimini del regime comunista”. Le origini della vittoria non derivano così dalle vere origini storiche ma dalla capacità presumibilmente unica del popolo russo di combattere gli invasori. Con queste premesse la propaganda borghese diffonde il pensiero secondo cui durante la seconda guerra mondiale la popolazione tanto amava la sua terra d’origine, che si è sollevata contro i nazisti e ha vinto. Da questa conclusione: ora dobbiamo essere patriottici e sostenere il potere, così vinceremo.

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Tale interpretazione della storia viene replicata più volte. L’effetto della ripetizione dà i suoi frutti. Molti giovani credono sinceramente che Putin stia sollevando la nazione dalle ceneri e quindi per amore del loro paese dovrebbero esser abbandonate ogni critica alle autorità, che l’”élite” russa esiste per glorificare la Russia. La vittoria del popolo sovietico, guidato dai comunisti, alla fine si trasforma in un mezzo per rafforzare il regime borghese anti-sovietico colpevole del crollo dell’URSS e della rapina contro il popolo.

Un tale stato di cose deve portare a dichiarare una battaglia ideologica. La verità storica è che la vittoria è stata forgiata dagli operai e contadini, che hanno preso il potere nel 1917 contro la borghesia e i proprietari terrieri, costruendo le fondamenta del socialismo, costruendo migliaia di fabbriche e creando una grande agricoltura collettiva. L’Armata Rossa, che ha sconfitto la Wehrmacht – è una forza armata proletaria e contadina, senza dimenticare le vittorie su Kolchak, Denikin, Yudenich e Petiyura. Solo l’espropriazione delle fabbriche e della terra agli sfruttatori, potrebbe creare una base economica per le future vittorie. E’ noto che il regime di Hitler stava elaborando il suo piano in tutta Europa. Senza il primo piano quinquennale di Stalin non si avrebbe avuto alcun potere economico dell’Unione Sovietica in grado di sconfiggere gli invasori.

La bandiera della Vittoria, che ora il regime borghese erige a culto, in realtà è un simbolo della lotta proletaria. I lavoratori di molti paesi durante lo scontro con i loro oppressori hanno alzato sulle barricate una bandiera rossa. Il governo oligarchico opera per cercare di sradicare da essa l’essenza unica anti-borghese.

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Non si può placare lo scontro con la borghesia, mentre glorificando la Vittoria si scuote questo grande contenuto storico di classe degli eventi. La vittoria non fu la loro, è la nostra, è sovietica, rossa, degli operai e dei contadini. Questa è la verità storica.

In lingua originale: www.rotfront.ru

Traduzione dal russo a cura della redazione di senzatregua.it

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