Non esiste un’opposizione armata moderata in Siria

http://www.resistenze.org/sito/te/po/si/posiff03-016450.htm
Bashar al-Jaafari*| syrianfreepress.wordpress.comglobalresearch.ca
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

31/05/2015

Il rappresentante permanente della Siria all’Onu, Bashar Al-Jaafari, confuta oltre ogni dubbio le pretese occidentali sull’esistenza di una cosiddetta “opposizione armata moderata” nel territorio siriano.

Questa “serie di falsificazioni fuorvianti non può più continuare”, ha detto giovedì alla sessione del Consiglio di Sicurezza su “La situazione in Medio Oriente”.

Al-Jaafari ha sottolineato che i tentativi occidentali e di altri paesi di giustificare il sostegno al terrorismo in Siria con la scusa della “opposizione armata moderata” sono stati denunciati e sono ormai noti a tutti.

“Dov’è questa opposizione armata moderata… A Raqqa o Deir Ezzor? A Palmyra, a Idleb, a Jisr al-Shughour o a Qalamoun?” si chiedeva Al-Jaafari, facendo riferimento alle aree sotto il controllo delle organizzazioni terroristiche di Jabhat al-Nusra e dello Stato islamico in Iraq e Siria (ISIS).

Il rappresentante permanente ha categoricamente respinto i tentativi di “riciclaggio” dell’immagine dell’organizzazione terrorista di Jabhat al-Nusra, che l’Occidente cerca di presentare come un gruppo “moderato di opposizione armata”.

Parlando della situazione in Siria, al-Jaafari ha detto che la crisi umanitaria nel paese, sia lo sfollamento interno che transfrontaliero, è causato dalle organizzazioni terroristiche e dal sostegno fornito dai loro finanziatori.

La crisi si verifica solo nelle aree in cui sono entrati i terroristi, uccidendo civili e inducendo i residenti a fuggire dalle loro case, ha aggiunto.

Ha sottolineato che è necessario far rispettare le risoluzioni 2170, 2178 e 2199 del Consiglio di sicurezza, oltre alla risoluzione 1624 del 2005 che vieta l’istigazione al terrorismo. Il raggiungimento di questo obiettivo, insieme al sostegno degli sforzi per raggiungere una soluzione politica inter-siriana, senza ingerenze esterne, sarebbe “l’unico modo serio per porre fine alla cosiddetta crisi in Siria e migliorare in modo tangibile e duraturo la situazione umanitaria del paese”, ha affermato il rappresentante all’Onu.

Al-Jaafari ha chiarito che la fornitura di assistenza umanitaria in Siria, pur necessaria, non risolve il problema, criticando sotto tale aspetto le carenze finanziarie delle Nazioni Unite in quanto solo una piccola percentuale dei fondi per gli aiuti umanitari promessi sono stati inviati a Damasco.

Al-Jaafari ha respinto le pretese di molti stati membri del Consiglio di sicurezza e di alti funzionari delle Nazioni Unite che fingono di credere all’inefficacia della soluzione militare in Siria e di propendere per una soluzione politica. Come si può dar credito a queste affermazioni quando continua il sostegno straniero alle organizzazioni terroristiche attraverso un’alleanza turco-saudita-qatariota?, si chiede.

Commentando l’ultimo rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite per l’attuazione delle risoluzioni 2139, 2165 e 2191 relative alla situazione umanitaria in Siria, Al-Jaafari ha detto che il rapporto è pieno di “lacune e gravi errori”.

Tutte le accuse contro il governo siriano nel rapporto non poggiano su fatti, ma su fonti di cui non è dato conoscere neppure l’attendibilità. Ha evidenziato la stranezza di un rapporto delle Nazioni Unite che ignora grossolanamente le innumerevoli relazioni, lettere, prove e testimonianze inviate dal governo siriano dall’inizio della crisi, ora al suo quinto anno.

Ha anche fatto riferimento alla mancanza di qualsiasi accenno al fatto che il governo turco consente a migliaia di camion carichi di terroristi, armi e sostanze pericolose di passare illegalmente in Siria, attraverso le stesse rotte utilizzate dai convogli di aiuti umanitari degli Stati Uniti.

Queste lacune nel rapporto, ha avvertito Al-Jaafari, sono “precedenti gravi” che potrebbero minare la “restante credibilità” della Segreteria generale delle Nazioni Unite nel trattare la questione umanitaria in Siria. […]

* Rappresentante permanente della Siria all’Onu

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