Saccheggio della ricchezza e polarizzazione delle classi

L’ascesa del capitalismo criminale

James Petras | petras.lahaine.org
http://www.resistenze.org/sito/os/ec/osecff15-016514.htm

11/06/2015

Introduzione

Circa il 75% degli occupati americani lavorano 40 ore o più, la percentuale più elevata tra i paesi dell’OCSE, superata solo dalla Polonia e raggiunta dalla Corea del Sud. All’opposto, solo il 10% dei lavoratori danesi, il 15% di quelli norvegesi, il 30% dei francesi, il 43% dei britannici, e il 50% dei tedeschi lavora 40 ore o più.

Con la giornata lavorativa più lunga, i lavoratori americani stanno molto più in basso nella scala del livello di vita della gran parte dei loro colleghi dell’Europa occidentale. Per di più, nonostante gli occupati americani lavorino più a lungo, godono delle ferie e vacanze retribuite più corte (una o due settimane, paragonate alle cinque garantite ai lavoratori dell’Europa occidentale). I lavoratori americani pagano i più costosi piani sanitari e i loro figli devono affrontare le più ingenti tasse universitarie dei 34 paesi facenti parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

In termini di classe, gli occupati statunitensi si confrontano con il più grande divario quanto a diseguaglianza dei redditi dell’ultimo decennio, il più lungo periodo di diminuzione o stagnazione di stipendi e salari (dal 1970 al 2014) e il più grande crollo del numero di iscrizioni al sindacato nel settore privato, dal 30% del 1950 all’8% del 2014.

Dall’altro lato, i profitti, come percentuale del reddito nazionale, sono significativamente aumentati. La quota di profitti che va al settore finanziario, specialmente alle banche e agli investimenti immobiliari, è cresciuta a un tasso più veloce di quello di altri settori dell’economia USA.

Ci sono due tendenze che vanno verso poli opposti: gli occupati lavorano più ore, con servizi più cari e diminuzione del livello di vita, mentre i capitalisti finanziari godono di profitti e redditi che crescono rapidamente.

Paradossalmente, queste tendenze non si basano direttamente sul maggiore “sfruttamento dei posti di lavoro” negli Stati Uniti.

La polarizzazione storica tra lavoratori e capitalisti finanziari è il diretto risultato del grande successo di truffe finanziarie per migliaia di miliardi di dollari, il salvataggio dei banchieri disonesti avvenuto con mille miliardi di dollari in fondi federali pagati dal contribuente, e la manipolazione illecita dei tassi di interesse da parte delle banche. Questi crimini né perseguiti e né puniti hanno fatto schizzare in alto il costo della vita e della produzione per i lavoratori e i loro datori di lavoro.

Le rendite finanziarie (i banchieri e i mediatori finanziari sono “rentiers” in questo tipo di economia) hanno aumentato i costi di produzione per il capitale non-finanziario (cioè della produzione). I capitalisti non-finanziari ricorrono alla riduzione dei salari, al taglio delle indennità e all’estensione dell’orario di lavoro per i loro dipendenti, allo scopo di mantenere i profitti.

In altre parole, la criminalità finanziaria permanente, diffusa sistematicamente su larga scala è la ragione principale del perché i lavoratori degli USA stanno lavorando più a lungo ricevendo di meno – l’effetto di ricaduta delle mega-truffe commesse dal capitalismo finanziario.

Mega-truffe, le principali banche e la complicità dei controlli statali

Le mega truffe da migliaia di miliardi di dollari sono la prassi lavorativa delle prime cinquanta banche, delle agenzie commerciali, degli speculatori di valuta, delle società che amministrano fondi e di chi commercia in valute estere.

Questi crimini da colletti bianchi hanno danneggiato centinaia di milioni di investitori e titolari di carte di credito, milioni di debitori ipotecari, migliaia di fondi pensione e molte aziende industriali e di servizi che dipendono dal credito bancario per pagare le retribuzioni, per finanziare gli aumenti di capitale, l’aggiornamento tecnologico e le materie prime.

Grandi banche che sono state “condannate e multate” per le mega-truffe, incluse Citi Bank, Bank of America, HSBC, UBS, JP Morgan, Barclay, Goldman Sachs, Royal Bank of Scotland, Deutsche Bank e quaranta altri “principali” istituti finanziari.

Le mega-truffe sono state ripetutamente perpetrate in una gran varietà di crimini come frodi contabili, insider trading (1), emissione fraudolenta di titoli basati su crediti ipotecari e il riciclaggio di centinaia di miliardi di dollari illegali con trafficanti di droga colombiani, messicani, africani e asiatici e con trafficanti di esseri umani.

Hanno truccato il tasso ufficiale del London Interbank (LIBOR), che serve da base di riferimento al quale sono legati centinaia di migliaia di miliardi di dollari di contratti finanziari. Con l’aumento del LIBOR, i truffatori finanziari hanno frodato centinaia di milioni ai titolari di carte di credito, a chi ha mutui ipotecari, agli studenti e ai pensionati che hanno acceso prestiti.

Bloomberg News (20/5/2015) ha riferito di una truffa in corso per migliaia di miliardi che riguarda l’ISDAfix (International Swaps and Derivatives Association), un tasso di interesse che è punto di riferimento globale utilizzato dalle banche, da tesorieri aziendali e gestori di fondi per determinare oneri finanziari e per valutare gran parte dei 381mila miliardi dollari di interest rate swap (2) in essere.

Il Financial Times (23/5/15, p. 10) ha raccontato come le sette principali banche sono state coinvolte nella fraudolenta manipolazione delle informazioni fornite ai loro clienti, hanno commesso l’illecito di insider trading per fare profitti nel mercato delle valute estere (FOREX), che giornalmente nel 2013 ha sviluppato un volume di scambi pari 5mila miliardi di dollari.

Queste sette banche condannate hanno espiato la condanna pagando meno di 10 miliardi di dollari in multe, che è meno dello 0,05 % del loro volume d’affari giornaliero. Nessun banchiere o alto amministratore sono mai andati in prigione, nonostante abbiano minato la sicurezza di milioni di investitori finali, pensionati e di migliaia di aziende.

L’impatto diretto delle truffe finanziarie sul declino del livello di vita

Ciascuna e tutte le più grandi truffe finanziarie hanno avuto un effetto di ricaduta perverso sull’intera economia. Questo è specialmente il caso nel quale le conseguenze nefaste si sono diffuse verso il basso attraverso banche e imprese manifatturiere e di servizi locali, fino ai lavoratori dipendenti, agli studenti e ai lavoratori autonomi.

Il più lapalissiano esempio dell’effetto ricaduta verso il basso è stata la cosiddetta truffa dei mutui sub-prime (3). Le grandi banche hanno venduto titoli senza valore e truffaldini, garantiti da ipoteche (mortgage-backed securities MBS) e obbligazioni garantite da debiti collaterali (collateralized debt obligation CDO (4)) alle piccole banche, ai fondi pensione e agli investitori locali, i quali preclusero il riscatto di case sovraprezzate, causando ai titolari di ipoteca a basso reddito la perdita dei loro acconti (che spesso consistevano in gran parte dei loro risparmi).

Mentre l’effetto delle truffe si diffondeva verso il basso e al di fuori dei confini, il Tesoro degli Stati Uniti è venuto incontro ai mega-truffatori con un piano di salvataggio di mille miliardi di dollari pagati con le tasse dei lavoratori. Hanno travestito il loro mega-regalo da salvataggio per “banche troppo grandi per fallire“! Hanno trasferito i fondi pubblici dell’erario destinati ai servizi sociali direttamente ai truffatori.

In effetti, le banche hanno avuto profitto dai loro crimini largamente noti, mentre i lavoratori statunitensi hanno perso il posto, la casa, i risparmi e i servizi sociali. Nel momento in cui il Tesoro federale pompava migliaia di miliardi di dollari nelle tasche dei banchieri criminali (specialmente a Wall Street), i costruttori, le principali imprese di costruzione e produzione hanno dovuto affrontare una penuria creditizia senza precedenti, licenziando così migliaia di lavoratori, riducendo i salari e aumentando la quota di lavoro dovuto e non pagato.

Gli occupati dei servizi nel settore del consumo furono duramente colpiti perché stipendi e salari diminuirono o rimasero congelati. I costi delle truffe del FOREX, del LIBOR e dell’ISDAfix, sono ricadute pesantemente sul mondo dei grandi affari, che ha passato il cerino acceso al mondo del lavoro: col taglio delle pensioni e della copertura sanitaria, con l’affitto di migliaia di lavoratori precari e temporanei a salari minimi senza coperture.

Il salvataggio delle banche ha costretto il Tesoro a spostare i fondi dai programmi per la creazione di nuova occupazione e per lo sviluppo delle infrastrutture nazionali al settore cosiddetto del FIRE (finance, insurance and real estate, finanza assicurazioni ed immobiliare) settori in cui il reddito è concentrato verso l’alto.

Come risultato della crescente concentrazione di ricchezza tra i truffatori finanziari, le diseguaglianze di reddito sono cresciute; stipendi e salari sono stati ridotti o congelati e la manifattura ha esternalizzato fasi di produzione col risultato di ridurre la produzione.

I lavoratori dipendenti, sofferenti della perdita di reddito causata loro dalle mega-truffe, hanno verificato che stavano lavorando più ore per meno paga e meno benefici. La produttività ha subito un calo. Colla totale rottura delle regole del gioco nel capitalismo, gli investitori hanno perso fiducia nel sistema. Le mega truffe hanno eroso la “fiducia” tra investitori e operatori finanziari, e ridicolizzato ogni legame meritocratico tra l’impegno nel lavoro ed il suo corrispettivo. Ciò ha separato il nesso tra i lavoratori più motivati impegnati in duro lavoro e orari lunghi e l’aumento del loro livello di vita, così come tra investimento e produttività.

Come risultato, i profitti nel settore finanziario sono cresciuti mentre l’economia interna è affondata e il livello di vita è andato incontro ad una stagnazione.

L’impunità della finanza: i controllati controllano i controllori

Nonostante la proliferazione delle mega-truffe e il loro pervasivo effetto di ricaduta su tutta l’economia e la società, nessuna delle dozzine di agenzie statali o federali di controllo è intervenuta per fermare le truffe prima che minassero l’economia nazionale. Nessun amministratore delegato o banchiere è stato mai arrestato per aver preso parte in truffe da migliaia di miliardi. L’impunità dei truffatori nel pianificare ed eseguire il saccheggio di centinaia di migliaia di lavoratori, contribuenti e titolari di ipoteche si è realizzata perché le agenzie statali e federali di controllo sono popolate da “controllori” che vengono o aspirano a far parte di quel settore finanziario che sono chiamati a controllare.

Molti degli alti funzionari incaricati di dirigere le agenzie di controllo sono stati selezionati dai signori di Wall Street, di Francoforte, della City di Londra o Zurigo. Gli incaricati sono scelti sulla base della loro disponibilità a legittimare i trucchi finanziari. Non è stata una sorpresa quando il 28 maggio 2015 il Presidente degli Stati Uniti Obama ha confermato la designazione di Andrew Donahue, Direttore amministrativo e Consigliere generale associato della più volte criminale e truffaldina banca Glodman Sachs, per il ruolo di Capo di Gabinetto della Security and Exchange Commission (la commissione di controllo sugli affari e la borsa degli Stati Uniti, n.d.t.).

Solo dopo che le frodi e le truffe hanno suscitato l’ira dei titolari di ipoteca, pubblicamente manifestata a livello nazionale, gli investitori e le società finanziarie fecero sì che i controllati “investigassero” sui crimini economici e anche dopo ciò non uno tra i principali banchieri è stato incarcerato, non una tra le principali banche è stata chiusa.

C’è stato qualche commerciante di titoli spazzatura e impiegato di banca imprigionati o licenziati come capri espiatori. Le banche hanno pagato le esigue (per loro) multe e ne hanno rovesciato il costo sui loro clienti. Sebbene i banchieri dichiarassero di “rivedere il loro percorso” essi hanno escogitato nuovi sistemi grazie alla manna ricevuta dai miliardi di dollari federali del salvataggio, mentre i controllori stavano a guardare oppure lucidavano i propri curricula per un nuovo ingresso da un’altra porta girevole.

Ogni alto funzionario del Tesoro, del Ministero del Commercio e ogni controllore nella Commissione di Controllo della Borsa (SEC) che si è ritirato andando a lavorare nel settore privato ha finito per lavorare per le stesse banche e istituti finanziari mega-criminali sulle quali aveva condotto indagini, che aveva controllato e sanzionato con un “buffetto sulla mano”.

Come mi ha detto un banchiere che ha preteso di restare anonimo: “I truffatori che ebbero maggior successo furono quelli che fecero indagini sulle illiceità finanziarie”

Conclusioni

Le mega-truffe definiscono la natura del capitalismo contemporaneo. Il profitto e il potere del capitale finanziario non è il risultato delle “forze del mercato”. Sono il risultato di un sistema associativo criminale che ha razziato il Tesoro, ha sfruttato produttori e consumatori, sfrattato i proprietari di case e derubato i contribuenti.

I mega-truffatori rappresentano molto meno dell’1% della composizione delle classi. Tuttavia possiedono ancora oltre il 40% della ricchezza individuale in questo paese e controllano oltre l’80% del capitale liquido circolante.

Essi sono diventati inesorabilmente sempre più ricchi, anche se il resto dell’economia affoga nella crisi e nella stagnazione. Le loro truffe hanno provocato onde gigantesche su tutta l’economia nazionale che attualmente hanno congelato e ridotto il reddito dei dipendenti qualificati della classe media, hanno minato il livello di vita dei bianchi poveri della classe operaia e specialmente dei disoccupati e sottoccupati giovani lavoratori afroamericani e latinoamericani.

Gli sforzi per “moralizzare” il capitale sono ripetutamente falliti, dal momento che i controllori sono controllati da quelli che pretendono di controllare.

I rari arresti e rinvii a giudizio di qualcuno dell’attuale tribù di mega-truffatori possono solamente avere come risultato il loro rimpiazzo da parte di nuovi truffatori. Il problema è sistemico e richiede profondi cambiamenti strutturali.

L’unica risposta è quella di costruire un movimento politico indipendente dal sistema dei due partiti, che porti avanti la nazionalizzazione delle banche e l’approvazione di una legge che renda illegali i derivati finanziari, le speculazioni valutarie e le altre innaturali e parassitarie attività speculative.

Note

1. L’insider trading è un illecito finanziario punito anche nella legge penale italiana. Indica il reato di abuso di informazioni privilegiate, ossia lo sfruttamento di notizie non ancora pubbliche, concernenti, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti di strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, quando tali notizie, se rese pubbliche, avrebbero potuto influire in modo sensibile sul mercato finanziario.
L’illiceità del fatto trae origine dalla circostanza che l’autore di questo reato possiede le informazioni di mercato in ragione di speciali situazioni soggettive, tassativamente elencate dalla legge, come la qualità di membro di organi di amministrazione, direzione o controllo dell’emittente, la partecipazione al capitale dell’emittente o l’esercizio di un’attività lavorativa, di una professione, di una funzione, anche pubblica, o di un ufficio.
Conseguentemente, il reato non può essere commesso da chi abbia conoscenza dell’informazione privilegiata per ragioni diverse, come nell’ipotesi di colui che accede alla notizia price sensitive per caso fortuito, ovvero per rapporti di convivenza, parentela o amicizia con l’insider primario.
La ragione dell’incriminazione è evidente: lo sfruttamento di informazioni non ancora disponibili al pubblico consente all’insider negoziazioni che modificano il fattore di rischio che grava sui rimanenti investitori, alterando sia la posizione di parità degli operatori economici, sia la trasparenza dei mercati mobiliari e la fiducia degli investitori quale condizione di crescita economica.
Per assumere rilevanza penale, l’informazione privilegiata, oltre a non essere pubblica, deve avere un contenuto specifico e circostanziato. Rimane pertanto fuori del raggio di azione della sanzione lo sfruttamento di mere voci prive di riscontro (cosiddetti rumors), in quanto inidonee a prevedere in modo attendibile il prezzo dei titoli.
Quanto alla specifiche condotte penalmente rilevanti, all’insider è fatto divieto di: a) acquistare, vendere o compiere altre operazioni, direttamente o indirettamente, per conto proprio o per conto di terzi, su strumenti finanziari utilizzando le informazioni privilegiate in suo possesso; b) comunicare ad altri l’informazione privilegiata al di fuori del normale esercizio del lavoro, della professione, della funzione o dell’ufficio (cosiddetto tipping); c) raccomandare o indurre altre persone, sulla base delle notizie privilegiate in suo possesso, al compimento delle operazioni a lui stesso precluse (cosiddetto tuyautage). (n.d.t. da glossario Sole 24 Ore)

2. Gli swap sono strumenti finanziari derivati strutturati come contratti a termine: due parti si scambiano, in date stabilite e per un periodo prefissato, flussi di segno opposto determinati applicando a uno stesso capitale nozionale due diversi tassi d’interesse. Attraverso la sottoscrizione di un interest rate swap, due controparti si scambiano pagamenti periodici di interessi relativi ad un capitale nozionale di riferimento (ossia una somma convenzionale), per un determinato periodo di tempo, pari alla durata del contratto. Questo sistema può permettere di annullare il rischio connesso per esempio alle fluttuazioni dei tassi di interesse o di cambio. Da sottolineare che non c’è scambio di capitali, ma solo di flussi corrispondenti al differenziale fra i due interessi (di solito uno fisso ed uno variabile). (n.d.t. da Glossario della Borsa Italiana).

3. I mutui sub prime, detti anche B-papers o near prime o second chance, sono prestiti concessi ad un soggetto che non può accedere ai tassi di interesse di mercato, in quanto ha avuto problemi pregressi nella sua storia di debitore. Sono dunque rischiosi sia per i creditori sia per i debitori, vista la pericolosa combinazione di alti tassi di interesse, cattiva storia creditizia del debitore e situazioni finanziarie poco chiare o difficilmente documentabili, associate a coloro che hanno accesso a questo tipo di credito.(n.d.t.)

4. La CDO o collateralized debt obligation è un’obbligazione che ha come garanzia (collaterale) un debito: può essere descritta come impacchettamento di diversi debiti per rendere difficile all’acquirente la valutazione della rischiosità. La CDO è infatti composta da decine o centinaia di altre obbligazioni, a loro volta garantite da un altrettanto elevato numero di debiti individuali. Il creatore della CDO acquista un portafoglio obbligazionario e lo trasferisce ad una società finanziaria di vendita detto in gergo Special Purpose Vehicle. L’SPV provvede a ripartire tra diverse tranches il reddito proveniente dalle obbligazioni, incanalandolo innanzitutto verso le tranche più anziane, poi verso quella con anzianità immediatamente successiva e così via. Rappresentano un modo per creare debito di alta qualità da debito di media (o anche bassa) qualità. Il loro rimborso e le loro cedole dovrebbero essere garantite dal portafoglio sottostante di obbligazioni o di prestiti o di derivati. L’enorme numero di debiti individuali sottostanti la singola obbligazione rende di fatto però impossibile valutare i rischi di ciascuna obbligazione. La conseguenza è che gli acquirenti, non potendo valutare correttamente le potenziali perdite dovute all’insolvenza dei debitori, si libereranno delle CDO non appena comprenderanno l’aumento della quota di debitori insolventi. Ciò avviene nonostante alcune teorie economiche affermino che strumenti come i CDO, realizzando un investimento particolarmente diversificato, riducano il rischio di perdite (n.d.t. da Sole 24 Ore e Wikipedia)

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