1014345_682215815148296_7648618102754762047_n

http://www.criticaproletaria.it/?p=331

Le responsabilità dei suoi sostenitori

Articolo di Giorgos Marinos
Membro dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del KKE

Introduzione

Lunedi 13 luglio il governo SYRIZA-ANEL, con l’appoggio di tutti i partiti borghesi, ha concordato al vertice dell’Eurozona un pacchetto molto duro di misure antipopolari, il terzo memorandum, che distruggerà ciò che resta dei diritti del popolo e dei lavoratori.

Mercoledì 15 luglio, il “primo governo di sinistra” ha approvato l’accordo del vertice e la prima serie di misure da attuare per il 3° memorandum con i voti dei partiti borghesi ND-PASOK-POTAMI, comprese le nuove selvagge misure di tassazione e l’abolizione dei diritti pensionistici. Il KKE ha votato contro e ha chiesto una votazione per appello nominale, nel corso della quale 32 quadri di SYRIZA hanno votato NO, 6 hanno votato “presente” e 1 si è astenuto. Questi membri di SYRIZA hanno detto di “votare contro il nuovo memorandum, ma … di appoggiare incondizionatamente il governo che lo presenta.”

L’esperienza dei 5 mesi di governo di SYRIZA dimostra che esso non voleva né era in grado di preparare le persone per uno scontro coi memorandum e i monopoli, sia greci che europei, proprio perché non aveva alcuna preparazione per la resistenza e il conflitto. Al contrario, esso ha ingannato il popolo dicendo che avrebbe aperto la strada al cambiamento filo-popolare all’interno dell’alleanza predatoria dell’UE.

Gli sviluppi sono una chiarissima espressione del fallimento della cosiddetta “nuova sinistra” o “di governo”, della teoria che l’UE possa cambiare il suo carattere monopolistico e antipopolare.

La linea di lotta del KKE e la sua forte e coerente presa di posizione, che ha respinto la partecipazione a tali “governi di sinistra”, che sono in realtà i governi di gestione borghese, sono state confermate.

Sulla base di questa esperienza specifica e superando l’offensiva massmediatica borghese, i lavoratori europei e di tutto il mondo devono cercare di trovare la verità e di utilizzare gli sviluppi in Grecia in modo da poter trarre utili conclusioni.

Essi dovrebbero esaminare e studiare la linea di lotta del KKE, penetrare il muro di disinformazione delle forze borghesi e opportuniste che si preoccupano della gestione della barbarie capitalista e lavorano sistematicamente al fine di manipolare i lavoratori.

QUAL È LA REALE SITUAZIONE IN GRECIA? QUAL È IL VERO RUOLO DI SYRIZA? QUALI SONO LE RESPONSABILITÀ DEI SUOI ​​SOSTENITORI?

In primo luogo, durante la crisi del capitalismo e le dolorose conseguenze che la linea politica antipopolare del partito liberale ND e del socialdemocratico PASOK ha portato per la classe operaia e gli strati popolari, è iniziata una estesa riforma del sistema politico borghese.

I partiti borghesi tradizionali sono stati indeboliti e logorati, SYRIZA e l’organizzazione criminale nazista “Alba Dorata” sono state rafforzate.

SYRIZA, che era un piccolo partito opportunista, ha rapidamente aumentato i suoi voti nelle elezioni del giugno 2012 e ha vinto le elezioni del gennaio 2015, formando un governo con il partito nazionalista di destra ANEL.

Durante tutto questo periodo, questo partito ha intrappolato i lavoratori nel falso schema “memorandum-antimemorandum”, nascondendo il fatto che i memorandum sono una parte della strategia più generale del capitale. Esso ha sfruttato i sempre più acuti problemi della gente e fatto false promesse che avrebbe alleviato e soddisfatto le richieste dei lavoratori.

In questo quadro ha promesso che avrebbe immediatamente aumentato il salario minimo, ripristinato i contratti collettivi di lavoro, abolito la tassa di proprietà, aumentato la soglia esentasse, posto fine alle privatizzazioni, ecc.

Nonostante gli slogan che ha usato, in pratica SYRIZA ha creato una strategia social-democratica e ha chiarito fin dall’inizio che avrebbe gestito il capitalismo e favorito la competitività e la redditività dei gruppi monopolistici, attuando la strategia dell’Unione europea, che ha chiamato “la nostra casa comune europea”.

In secondo luogo, dopo le elezioni del 2015, il governo SYRIZA-ANEL ha proseguito la linea politica antipopolare dei governi precedenti. Il 20 febbraio ha firmato un accordo con Fmi-Bce-UE (Troika) e ha assunto impegni in materia di riconoscimento e rimborso del debito, che non è stato creato dal popolo, “evitando azioni unilaterali”, la non attuazione delle sue promesse elettorali e la promozione di “ristrutturazioni capitalistiche”.

Il governo di SYRIZA-ANEL, durante i negoziati che seguirono a Bruxelles, ha presentato una serie di proposte con aspre misure antipopolari, tra cui:

DSCN2420

Il mantenimento dei memorandum e di tutte le leggi di applicazione di ND e PASOK, l’imposizione di una tassazione aggiuntiva, la demolizione dei diritti pensionistici, le privatizzazioni e altre misure del valore di 8 miliardi di euro, a spese del popolo. Tale proposta era simile a quella della Troika, che conteneva misure antipopolari del valore di 8,5 miliardi.

Gli scontri nei negoziati e il ritiro del governo SYRIZA-ANEL in una certa fase non sono correlati alla resistenza per difendere gli interessi del popolo, come alcuni partiti all’estero affermano senza alcun fondamento.

Erano gli interessi dei monopoli che erano sul tavolo dei negoziati e su questa base sono stati espresse contraddizioni più generali legate alla formula della gestione del capitalismo, lo sviluppo della zona euro e la posizione della Grecia in esso, (compresa la possibilità di una Grexit), le contraddizioni sull’egemonia in Europa tra Germania e Francia, tra gli Stati Uniti e l’eurozona e in particolare la Germania.

In terzo luogo, in queste condizioni il governo ha portato in Parlamento sabato 27 giugno, una proposta di un referendum, cercando di intrappolare il popolo con un SI o con un NO alla zattera delle misure antipopolari della troika, rifiutando di sottomettere al giudizio del popolo la sua controproposta.

Il KKE (in parlamento) ha chiesto che fossero poste a referendum le seguenti proposte:

  1. A) La proposta della Troika. B) La proposta del governo. C) La proposta del KKE per “l’uscita dalla UE, l’ABOLIZIONE DEI MEMORANDUM E DI TUTTE LE LEGGI DI NATURA ANTIPOPOLARE”.

Il governo ha arbitrariamente rifiutato di mettere la proposta del KKE al voto. Il suo obiettivo era quello di ricattare la gente e sfruttare il voto del popolo, come approvazione della propria proposta che costituiva un nuovo memorandum.

Il KKE ha resistito, ha denunciato il ricatto e ha posto la sua scheda di voto al giudizio del popolo:

‘NO ALLA PROPOSTA DI UE-BCE-FMI.
NO ALLA PROPOSTA DEL GOVERNO.
USCITA DALLA UE CON IL POPOLO AL POTERE.’

Questa scheda elettorale è stata distribuita nei luoghi di lavoro, nei quartieri popolari, fuori dei seggi elettorali nel giorno del referendum, mentre allo stesso tempo il KKE ha invitato la gente a resistere in ogni modo e esprimere la propria opposizione ai nuovi memorandum.

In condizioni di falsi dilemmi e ricatti il KKE ha spiegato alla gente che sia il SI che NO sarebbero stati utilizzati per imporre nuove misure antipopolari.

Questa decisione è un grande contributo per il nostro popolo, in modo che si possa continuare la lotta, sulla base dei propri interessi.

Una parte significativa del nostro popolo ha resistito. Ha messo nell’urna la scheda elettorale del KKE, ha votato scheda bianca o nulla – (oltre 350.000, 6%) – una parte di lavoratori si è astenuto.

Il KKE non aveva fissato un obiettivo numerico per questo referendum, la sua posizione è stata di principio politico, ha inviato un messaggio politico al popolo di non sottostare a tutti i ricatti, i dilemmi, sia che provengano dalla troika o dal governo o dagli altri partiti politici borghesi.

Quarto, il giorno dopo il referendum, il 6 luglio, gli sviluppi hanno confermato nel modo più tipico le posizioni e la linea della lotta del KKE e smascherato i partiti all’estero che celebravano insieme con SYRIZA o inviavano messaggi di sostegno al Primo Ministro greco.

Il giorno dopo il referendum ha avuto luogo una riunione dei leader politici su iniziativa del primo ministro, Tsipras, con la partecipazione del Presidente della Repubblica. Questo incontro ha reso la situazione ancora più chiara.

SYRIZA, ANEL, ND, PASOK, POTAMI, cioè tutti i partiti borghesi, hanno firmato una dichiarazione congiunta che dice tra l’altro:Il recente verdetto del popolo greco non prevede un mandato di rottura, ma un mandato per continuare e rafforzare lo sforzo per raggiungere un accordo socialmente giusto ed economicamente sostenibile…”, confermando che i partiti borghesi nel loro complesso erano pronti a firmare un accordo / nuovo memorandum con la Troika contro il popolo.

Il SG del CC del KKE, compagno Dimitris Koutsoumpas ha respinto l’accordo, manifestando la sua posizione e dopo la riunione dei leader politici ha dichiarato tra l’altro: “Abbiamo ribadito con chiarezza, ancora una volta, il punto di vista del KKE sia rispetto l’esito del referendum, sia soprattutto sui gravi problemi che sta vivendo il popolo greco all’interno dell’alleanza predatoria dell’Unione europea, che con la sua linea politica accresce continuamente le difficoltà per il popolo, il suo reddito e l’andamento del paese e del nostro popolo nel complesso.

È stato dimostrato, ancora una volta, che non ci possono essere negoziati a favore del popolo e dei lavoratori all’interno delle mura della UE, all’interno del percorso di sviluppo capitalistico… Nessuno ha autorizzato nessuno ad andare a firmare nuovi memorandum, nuove dolorose misure per il nostro popolo”.

In quinto luogo, dopo il referendum il governo SYRIZA-ANEL ha inviato una richiesta al Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM) per un programma di prestito triennale del valore di circa 50 miliardi di euro, con un nuovo contratto di finanziamento e un nuovo memorandum.

Venerdì 10 luglio, il governo ha proposto alla troika (UE, BCE, FMI) una provocatoria serie di dure misure antipopolari, il terzo memorandum, del valore di oltre 12 miliardi!! Vale a dire 4-5 miliardi in più rispetto alla proposta che è stata oggetto di discussione prima del referendum.

Lo stesso giorno, nella relativa discussione in Parlamento, il governo ha chiesto e ottenuto il sostegno e l’autorizzazione dei partiti borghesi, ND-PASOK-POTAMI, a firmare l’accordo antipopolare – 3° memorandum.

Nel frattempo, all’alba, lunedì 13 luglio, il primo ministro Tsipras concordava al vertice dell’Eurozona un nuovo prestito del valore di 85 miliardi di euro e un pericolosissimo memorandum antipopolare, che veramente distruggerà qualunque diritto del popolo e dei lavoratori che sia rimasto.

Ecco alcuni esempi caratteristici:

Mantenimento dell’ENFIA, la tassa sulla proprietà e le altre dure misure fiscali di ND e PASOK che hanno spinto milioni di famiglie degli strati popolari alla disperazione e un ulteriore aumento delle aliquote IVA, sul trasporto degli alimenti confezionati e altri oggetti di consumo popolare di massa alla più alta aliquota del 23%, l’abolizione delle esenzioni fiscali per gli agricoltori, un significativo aumento dell’IVA per le isole, ecc.

La propaganda del governo che sta aumentando le imposte sulle grandi imprese e sugli armatori è infondata. Si tratta di una goccia nel mare. Le esenzioni fiscali per gli armatori e il grande capitale nel complesso verranno mantenute.

Mantenimento  delle misure contro la sicurezza sociale nella loro interezza che riducono le pensioni, aumentano l’età pensionabile, esentano i datori di lavoro dai contributi previdenziali e  anche l’introduzione  di nuove misure che aboliscono i restanti prepensionamenti istituendo un’unica età pensionabile a 67 anni, abolendo i benefici per i pensionati con pensioni molto basse, aumentando i contributi previdenziali dei lavoratori, fondendo i fondi previdenziali con una corsa al ribasso in termini di diritti. Si stanno valutando dure misure aggiuntive nel nome della sostenibilità del sistema previdenziale.

Mantenimento dei rapporti di lavoro “feudali” che esistono nei luoghi di lavoro, il congelamento dei contratti collettivi, il mantenimento dei salari ridotti e anche ulteriori nuove misure anti-operaie, in nome dell’adattamento alle direttive UE per l’espansione dei contratti individuali tra i lavoratori e i datori di lavoro, il rafforzamento del part-time e il lavoro temporaneo, i rapporti di lavoro flessibili.

L’attuazione del Toolkit dell’organizzazione imperialista OCSE (che il governo considera un partner strategico) che prevede la liberalizzazione delle professioni, l’abolizione della festa domenicale ecc.

Mantenimento delle privatizzazioni già realizzate e promozione di nuove, nei porti, 14 aeroporti regionali, le ferrovie, la società che gestisce il gas naturale, ecc.

La creazione di un meccanismo di ipoteche e la vendita di beni pubblici, al fine di raccogliere 50 miliardi di euro per rimborsare i prestiti, ecc.

La creazione di avanzi primari dell’1% per il 2015, del 2% per il 2016, del 3% per il 2017, del 3,5% per il 2018, e l’attuazione di un meccanismo per ridurre automaticamente gli stipendi, le pensioni, la spesa sociale, in caso di difformità dagli obiettivi fiscali.

Il governo di SYRIZA-ANEL ha utilizzato lo stesso ricatto e il dilemma che ND e PASOK avevano usato per convincere il popolo ad accettare le misure: un nuovo e più duro memorandum o lo stato di fallimento attraverso una Grexit?

Si ripete lo stesso dilemma che è stato posto per il memorandum 1 e il memorandum 2 e in ogni occasione che una nuova rata doveva essere pagata. Ogni volta la gente deve scegliere il male “minore”, che alla fine porta al male maggiore.

Anche adesso, quando la linea politica antipopolare di SYRIZA è venuta allo scoperto, Tsipras sta tentando di promuovere false aspettative, sostenendo che l’accordo prevede un adeguamento del debito (che è aumentato a causa del nuovo prestito) e il cosiddetto “pacchetto di sviluppo”. Nonostante il fatto che è ben noto che il popolo, in ogni caso pagherà il debito e che i pacchetti saranno ancora una volta diretti verso i grandi gruppi monopolistici, che trarranno molti benefici.

In sesto luogo, la linea politica antipopolare di SYRIZA non è solo limitata a questi problemi, ma si esprime anche nella sua politica estera.

Il governo greco in questi 5 mesi ha fornito un sostegno significativo alla NATO, agli Stati Uniti, all’asse euro-atlantico.

Non ha solo mantenuto i vecchi impegni, ma ne ha anche assunto altri per rafforzare le basi USA-NATO a Suda, il centro di comando per gli interventi e le guerre imperialiste, di Azio (Centro Radar) e ha anche assunto impegni per rafforzarlo, della sede centrale di Salonicco, Larissa etc.

Si annuncia che, di concerto con gli Stati Uniti, si installerà una nuova base NATO nel Mar Egeo, sull’isola di Karpathos.

Il governo ha preso ufficialmente l’impegno di mettere le sue forze armate e le basi militari a disposizione per nuove guerre imperialiste nella regione, nel nome di affrontare i jihadisti e “proteggere le popolazioni cristiane”.

Partecipa a esercitazioni militari insieme con gli Stati Uniti e Israele e aumenta le relazioni militari, politiche ed economiche con lo Stato di Israele, che continua l’occupazione e tormenta il popolo palestinese.

La cosiddetta “politica multi-dimensionale”, con la Russia e la Cina, con i paesi BRICS, viene portata avanti per rafforzare gli interessi dei gruppi monopolistici, al fine di migliorare la loro posizione in materia energetica, nel quadro della generale concorrenza imperialista, coinvolgendo il nostro popolo in nuovi pericoli.

Alcune conclusioni

I lavoratori d’Europa e di tutto il mondo possono trarre conclusioni importanti su questo corso degli eventi degli sviluppi in Grecia, al fine di denunciare le forze politiche che difendono il percorso di sviluppo capitalistico e l’Unione europea, l’unione imperialista inter-statale.

Gli uomini e le donne comuniste, i lavoratori devono esaminare gli sviluppi sulla base dei dati effettivi.

Dovrebbero apprezzare la posizione di decine di partiti comunisti che hanno cercato di analizzare gli sviluppi in Grecia in base a criteri di classe e, mantenendo il principio dell’internazionalismo proletario, hanno contribuito a sostenere la lotta del KKE e pubblicato i suoi comunicati e interviste relative, hanno scritto i propri articoli e combattuto contro la confusione seminata da Syriza e il Partito della Sinistra Europea.

Il KKE ringrazia le decine di partiti comunisti e organizzazioni giovanili comuniste di tutto il mondo, che hanno espresso la loro solidarietà in molti modi diversi e si attestano a fianco della lotta del nostro partito e della KNE.

Ringraziamo i lavoratori e le lavoratrici, i sindacati e le altre organizzazioni del movimento popolare provenienti dall’estero che sostengono la lotta del movimento di classe in Grecia.

Il nostro partito continuerà a condurre lotte dure e onorare la loro fiducia in noi.

Nelle condizioni della forte pressione esercitata dall’apparato ideologico borghese e dell’intervento delle forze opportuniste, l’espressione di massa di solidarietà internazionale è un elemento molto importante. Contribuisce alla nostra lotta comune. È una preziosa esperienza, che darà i suoi frutti nel prossimo periodo.

Allo stesso tempo, i comunisti e i lavoratori devono esaminare attentamente e denunciare le forze opportuniste e le altre forze che durante tutto questo periodo hanno celato le posizioni del KKE e si sono allineate con SYRIZA, hanno abbellito l’essenza di classe antipopolare della sua linea politica, il suo carattere socialdemocratico.

Il Partito della Sinistra Europea (PSE) sta giocando un ruolo particolarmente pericoloso nel manipolare i lavoratori. Il PSE ha riconosciuto la propria mutata strategia per la gestione borghese nelle posizioni socialdemocratiche di SYRIZA, le proprie posizioni per l’assimilazione nell’UE.

C’era da aspettarselo.

Il problema serio riguarda determinati Partiti Comunisti che hanno ricalcato le posizioni di SYRIZA, presentata come forza di resistenza contro l’Unione Europea, nascondendo il fatto che questo partito è un difensore dell’alleanza predatoria UE e della NATO, un responsabile del barbaro sistema capitalista.

Queste forze hanno salutato il “NO” del referendum, ma nascosto il fatto che dietro questo c’era il SI di SYRIZA a un nuovo memorandum, le nuove misure, che continueranno a far sanguinare il nostro popolo.

Disinformano – intenzionalmente o no – i lavoratori dei loro paesi. Hanno legato la posizione del governo greco alla difesa della “sovranità popolare”, ma la realtà dimostra che il popolo non può essere sovrano quando è circondato dal ricatto delle forze del capitale, quando è affamato, disoccupato, vittima del capitalismo e i capitalisti detengono il potere e possiedono i mezzi di produzione e rubano la ricchezza prodotta dai lavoratori.

La posizione di questi partiti oggettivamente opera contro la lotta del KKE a spese degli interessi della classe operaia, degli strati popolari in Grecia, in ogni paese, perché sostenere la nuova socialdemocrazia significa rafforzare l’avversario dei lavoratori, favorire illusioni e confusione.

Non ci sono scuse. Essi portano gravi responsabilità. I partiti che hanno nascosto le posizioni del KKE, hanno organizzato eventi per sostenere SYRIZA e hanno salutato la socialdemocrazia si sono scoperti.

In realtà, le manifestazioni ad esempio a Parigi, Roma, Bruxelles, Nicosia, Lisbona e in altre città, a prescindere da chi li ha organizzati e gli slogan utilizzati, sono state utilizzate per SYRIZA come alibi “di sinistra” per rafforzare la sua posizione, di presentarsi come “salvatore” e imporre nuove dure misure antipopolari sui lavoratori greci.

Questa non è la prima volta che abbiamo parlato di questi temi. Le conseguenze dell’influenza opportunista nei ranghi del movimento comunista, le conseguenze della controrivoluzione continuano a essere dolorose.

Il nostro partito, come è ben noto, ha costantemente espresso (per molti anni) la sua solidarietà internazionalista anche con Partiti Comunisti che oggi si allineano con i suoi avversari politici. Il KKE segue una posizione di principio e continueremo a farlo.

Tuttavia, una discussione deve iniziare nel Movimento comunista europeo e internazionale circa le scelte di PC che si sono posti al lato della socialdemocrazia e devono essere elaborate conclusioni.

Chi perde la bussola rivoluzionaria di classe sarà condotto verso la gestione del capitalismo, anche se mantiene il nome comunista, anche se ci sono riferimenti formali al socialismo.

L’esperienza storica lo conferma e questo è il problema per alcuni partiti che utilizzano la calunnia di “settarismo”, al fine di criminalizzare la lotta rivoluzionaria, nascondere la propria ritirata dai principi del marxismo-leninismo e la loro scelta di gestire il sistema borghese.

I recenti sviluppi hanno portato alla luce seri problemi che devono essere discussi ulteriormente.

I partiti socialdemocratici del tipo di SYRIZA e Podemos lavorano per manipolare la classe operaia, per salvaguardare la gestione capitalista con falsi slogan di sinistra.

In pratica, l’esempio di SYRIZA ha dimostrato ancora una volta che i cosiddetti “governi di sinistra” sono una forma di gestione e riproduzione dello sfruttamento capitalistico, che coltivano illusioni, disarmano le forze popolari e portano al rafforzamento delle forze conservatrici, al ritorno dei governi di destra. Gli esempi di “governi di sinistra” in Francia, Italia, Cipro, Danimarca e nei paesi dell’America latina confermano questa valutazione.

La posizione, che presenta la sostituzione dell’euro con una moneta nazionale, ad esempio la dracma in Grecia, come uno sviluppo a favore del popolo, una posizione sostenuta da vari gruppi di ultra-sinistra e quadri di SYRIZA che hanno votato in parlamento contro il 3° memorandum, oscura la situazione reale per i lavoratori. La moneta da sola non può risolvere proficuamente nessuno dei problemi del popolo. Lo sfruttamento capitalista continuerà a dominare, così come il fattore che determina il corso degli eventi, cioè quale classe sociale ha il potere e i mezzi di produzione nelle sue mani.

Il tentativo di interpretare gli eventi con posizioni che presentano la Grecia come una “colonia”, non ha una base oggettiva; omette le finalità e gli interessi della borghesia, non tiene conto dell’ineguale sviluppo capitalistico e gli ineguali rapporti tra Stati capitalistici.

La continuazione della partecipazione della Grecia alla NATO e all’UE è la posizione che è dominante nella classe borghese e la concessione dei diritti di sovranità è una scelta consapevole che mira a sostenere il capitalismo e a servire gli interessi dei monopoli all’interno delle alleanze imperialiste.

Concentrare tutta l’attenzione sulla posizione della Germania, il tentativo di interpretare gli sviluppi attraverso il prisma del “golpe Schauble” nasconde l’essenza della competizione inter-imperialista, degli interessi che stanno arrivando in conflitto.

La scelta degli alleati del governo Syriza-ANEL, ad esempio gli Stati Uniti e la Francia, non ha nulla a che fare con gli interessi del popolo, ma con gli interessi dei gruppi monopolistici, coinvolgendo ulteriormente il nostro popolo nella rete della competizione imperialista.

Le recenti dichiarazioni di un quadro di SYRIZA e Vice Presidente del governo sono caratteristiche. Ha fatto il seguente riferimento: “Devo ringraziare pubblicamente il governo degli Stati Uniti e il signor (presidente Barack) Obama perché, senza il loro aiuto e l’insistenza che l’accordo dovesse includere la questione del debito e l’orizzonte di sviluppo, non avremmo mai avuto successo.”

LA LOTTA DEL KKE

Il KKE è andato avanti, dopo aver arricchito la propria strategia sulla base delle esigenze attuali della lotta di classe, superando la teoria in materia di “tappe intermedie” nella gestione del sistema di sfruttamento e le diverse forme per il mantenimento della democrazia borghese, difendendo le leggi della rivoluzione e della costruzione socialista.

Il nostro partito ha utilizzato la linea di lotta anticapitalista-antimonopolista, la linea per la concentrazione e la preparazione della classe operaia e delle forze popolari per il rovesciamento del capitalismo, per il potere popolare e operaio, il socialismo, rifiutando la cooperazione col partito socialdemocratico SYRIZA e qualsiasi partecipazione a governi di gestione borghese.

Ha dato una risposta decisiva nelle elezioni del 2012, proseguendo in condizioni difficili la sua lotta politico-ideologica indipendente e di massa avendo come criterio le esigenze delle famiglie della classe operaia e degli strati popolari.

Ha combattuto la battaglia delle elezioni nel 2015, ha aumentato le sue forze e utilizza il suo gruppo parlamentare di 15 membri per evidenziare i problemi del popolo, la presentazione di importanti progetti di legge e proposte, come il progetto di legge per l’abolizione dei memorandum e le leggi di applicazione che il governo si è rifiutato di discutere in Parlamento per 5 mesi.

Utilizza il suo gruppo parlamentare UE al fianco dei lavoratori, raggiungendo un nuovo livello nei suoi significativi interventi politici, dopo il suo ritiro dalla GUE/NGL che si è trasformato in un’appendice del Partito della Sinistra Europea.

La posizione orgogliosa del KKE nel recente referendum è una continuazione di questa lotta politica. La linea politica antipopolare del governo SYRIZA-ANEL, della Troika e dei partiti borghesi che supportano rimanendo nell’“EU a tutti i costi”, è stata smascherata con la presentazione di una propria proposta al popolo.

Il nostro partito interviene in modo decisivo negli sviluppi politici, combatte contro le difficoltà e le carenze e lavora instancabilmente nei luoghi di lavoro, all’interno di un movimento operaio e popolare, svolge il ruolo di primo piano nelle lotte della classe operaia, i contadini, gli strati intermedi, la gioventù. Prosegue la sua attività internazionalista, rafforza i rapporti con decine di PC in tutto il mondo e cerca di discutere la sua esperienza con i comunisti e le forze principali della classe operaia all’estero.

Questi sono doveri molto seri. Il KKE si concentra nell’organizzare la resistenza dei lavoratori contro l’accordo antipopolare del governo SYRIZA-ANEL, in modo che il livello delle richieste del popolo si sollevi e in modo che si sviluppi un movimento militante che rivendichi in massa il recupero delle perdite e il soddisfacimento delle attuali esigenze.

Il movimento con orientamento di classe, il PAME e le altre manifestazioni militanti stanno intensificando le mobilitazioni di massa, stanno facendo sforzi per organizzare un movimento di solidarietà per sostenere coloro che sono colpiti dalla disoccupazione e dalla povertà, per sostenere i pensionati, i lavoratori che sono in piedi in coda alle banche per prendere una piccola parte della loro pensione o stipendio a causa delle restrizioni sulle transazioni bancarie.

Attraverso comitati di lotta nei luoghi di lavoro, fabbriche, ospedali, supermercati, servizi pubblici, attraverso la mobilitazione dei “comitati popolari” nei quartieri.

Questi sono strumenti preziosi al fine di rafforzare la lotta del popolo.

Continueremo su questa strada e chiamiamo la classe operaia, gli strati popolari ad adottare in massa e in modo determinato la proposta politica del KKE per la migliore organizzazione possibile dei lavoratori, il consolidamento del movimento operaio, per rafforzare l’alleanza popolare della classe operaia con i contadini, gli altri strati popolari, al fine di intensificare la lotta per profondi cambiamenti radicali. Per la socializzazione dei monopoli, con la pianificazione scientifica centralizzata dell’economia, l’uscita dalla UE-NATO e lo sviluppo di relazioni reciprocamente vantaggiose con altri stati e popoli, la cancellazione unilaterale del debito, con la classe operaia e il popolo che detengono le redini del potere.

Annunci