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Sintomi di dissoluzione della Confederazione Sudista .K Marx (1862)

Londra, 7 novembre 1862

La stampa inglese è più sudista del Sud, dato che vede tutto nero al Nord mentre ostenta il più roseo ottimismo per quanto riguarda il paese dei “negri”. Si dà  il caso però che gli stati schiavisti non partecipino minimamente alla “euforia
di vittoria” che sembra travolgere il Times.
La stampa sudista ha risposto con un coro di lamentele e di critiche alla  sconfitti di Corinth, accusando “d’incapacità e di presunzione” i generali Price  e Van Dorn. Il Mobile Advertiser cita l’esempio del 42° reggimento dell’Alabama, che il venerdì precedente la battaglia contava 530 uomini, ed il sabato sera era  ridotto a dieci unità: tutti gli altri uomini erano morti, feriti, prigionieri o  dispersi. I giornali della Virginia suonano la stessa solfa.  Scrive il Richmond Whig: ” E’ evidente che l’obiettivo immediato della nostra  campagna nel Mississipi è ormai fallito “. gli fa eco il Richmond Enquirer: “E’  da temere che l’esito di questa battaglia abbia nefaste conseguenze sulla nostra  campagna nell’Ovest “.
Tale previsione non ha tardato ad avverarsi: la evacuazione dell’esercito di  Bragg dal Kentucky e la sconfitta dei confederatipresso Nashville, nel  Tennessee, ne sono la riprova.  La stessa fonte sudista – i giornali della Virginia, della Georgia e  dell’Alabama – ci fornisce interessanti chiarimenti sul conflitto esistente fra  il governo centrale di Richmond e i governi dei singoli stati schiavisti.

La causa occasionale è la recente legge sulla coscrizione, con cui il Congresso  prolungava il periodo di leva molto al di là dei normali limiti d’età. In  Georgia un tale Levingood è stato arruolato in base a questa legge; poiché si  rifiutava di raggiungere il suo reggimento, è stato arrestato da un agente della   Confederazione, J.P.Bruce. Levingood si è appellato al tribunale supremo di  Elbert County, in Georgia, che ha decretato la sua immediata liberazione. Nella  lunga motivazione della sentenza, i giudici dichiarano tra l’altro:  ” Nel paragrafo del preambolo della Costituzione della Confederazione si ribadisce esplicitamente che i diversi stati sono stati indipendenti e sovrani.  In che senso sarà possibile sostenerlo nel caso della Georgia, se qualsiiasi  miliziano potrà esser sottratto di forza al controllo del comandante supremo di  tale stato? Se il Congresso di Richmond emana una legge che ammette talune eccezzioni alla coscrizione, che cosa gli impedisce di emanar leggi che non  ammettono eccezione alcuna, in modo da vincolare la responsabilità del  governatore, dell’Assemblea legislativa e del personale giudiziario, ponendo  termine quindi all’autonomia di tutti gli organi governativi del singolo  stato?…Per questi motivi essenziali noi riteniamo e ordiniamo con la presente  sentenza che la legge di coscrizione del Congresso è nulla e inesistente, e non  ha alcun valore legale…”.

In Virginia si riscontra lo stesso contrasto fra “il singolo stato” e la  “Confederazione degli stati”. Motivo del conflitto è il rifiuto del governo  virginiano di riconoscere agli agenti di Jefferson Davis il diritto di reclutare  i miliziani virginiani e di incorporarli nell’esercito confederato. In proposito  si è scatenata una polemica tra il ministro della Guerra e il sinistro generale
J.B.Floyd, che sotto la presidenza di Buchanan rivestì la carica di ministro  della Guerra dell’Unione, che preparo la secessione e per giunta “alleggerì” il  pubblico erario di ingenti somme, che andarono ad impinguare i suoi forzieri
personali. Questo famigerato leader secessionista, soprannominato nel Nord Floyd  the Thief, adesso si atteggia a paladino dei diritti della Virginia contro la Confederazione. In merito alla corrispondenza tra Floyd e il ministro della  Guerra, il Richmond Examiner rileva tra l’altro:  ” Tutta questa corrispondenza illustra adeguatamente come il nostro stato (la  Virginia) ed il suo esercito siano astiosamente, tenacemente presi di mira da  coloro che a Richmond abusano del potere della Confederazione.

La Virginia è  schiacciata sotto il peso da oneri insopportabili. Ma vi è un limite a tutto:  per quanto paziente, lo stato non sopporterà ulteriormente il ripetersi di tali  abusi di potere… La Virginia ha procurato da sola praticamente tutte le armi,
le munizioni e le forniture militari che hanno permesso di conseguire la  vittoria sui campi di Methel e Manassas. Ha messo a disposizione dei confederati  73 mila fucili e moschetti, 233 pezzi di artiglieria e un armamento formidabile,  che faceano parte dei suoi arsenali, dei suoi depositi. Ha messo a disposizione  della Confederazione fino all’ultimo uomo in grado di combattere; ebbene, ha  dovuto ricacciare il nemico dal suo confine occidentale con i suoi propri mezzi.  Non è disgustoso constatare che i responsabili del governo confederato osano  farsi beffe di lei? “.
Anche nel Texas le continue spedizioni dei suoi uomini sul fronte dell’Est hanno  suscitato oposizione alla Confederazione. Il 30 settembre Oldham, il  rappresentante del Texas, ha fatto sentire le sue proteste al Congresso di  Richmond:  ” Per la spedizione Wildgans di Subley, 3.500 soldati scelti texani sono stati  mandati incontro alla morte nelle aride pianure del Nuovo Messico – con la  conseguenza di attirare il nemico verso i nostri confini, che esso si ripromette  di varcare durante l’inverno. Avete dislocato le forze più valide del Texas ad  est del Mississipi, le avete trascinate in Virginia, le avete utilizzate nelle  zone più pericolose del fronte, dove sono state decimate. I tre quarti degli  uomini di ogni reggimento texano riposano nella tomba; quei pochi che son  tornati nelle loro case, sono in licenza di convalescenza. Se questo governo  continuerà ad attingere fra gli uomini validi del Texas per mantenere tutti i  reggimenti al loro effettivo normale, il Texas sarà rovinato, rovinato  irrimediabilmente. E’ ingiusto e poco politico. Questi uomini devono difendere  la loro famiglia, la loro patria. A loro nome, io protesto contro l’operato del  governo, che invia questi uomini dall’ovest del Mississipi verso i fronti
dell’est e da ovest “.In base agli elementi forniti dai giornalisti sudisti possiamo trarre due  conclusioni. In primo luogo, gli sforzi imposti dal governo confederato per  colmare i vuoti dell’esercito e far fronte alle perdite superano i limiti della  sopportazione; le risorse militari si esauriscono. In secondo luogo, ed è questo  il punto determinante, la dottrina degli state rights [1] di cui gli usurpatori  si erano avvalsi per dare alla secessione una parvenza di costituzionalità,  adesso minaccia di ritorcersi a loro danno. Jefferson Davis non è riuscito a  “fare del Sud una nazione”, contrariamente a quanto proclama in Inghilterra il suo ammiratore Gladstone.
Die Presse, 14 novembre 1862

Note 1. La dottrina della sovranità dei singoli stati.

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