VALLE CASTELLANA, 29 AGOSTO 2015, INTERVENTO DI DOMENICO SAVIO, SEGRETARIO GENERALE DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO MARXISTA-LENINISTA, IN OCCASIONE DELLO SCOPRIMENTO DI UNA LAPIDE RECANTE UN’ISCRIZIONE COMMEMORATIVA DEDICATA AL COMPAGNO COMUNISTA, PARTIGIANO E MARTIRE DELLA RESISTENZA ANTIFASCISTA E DELLA LOTTA DI CLASSE PER LA CONQUISTA DELLA SOCIETA’ COMUNISTA PACIFICO CICCONI, ASSASSINATO DA UNA BANDA NAZI-FASCISTA ALL’ALBA DEL 5 NOVEMBRE 1943.

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Innanzi tutto voglio ringraziare il compagno comunista e rivoluzionario Nevio Cicconi e la sua famiglia per avermi invitato, in qualità di Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, a partecipare a questo straordinario evento per lo scoprimento della lapide commemorativa in onore del comunista, combattente per la società comunista, partigiano e martire della Resistenza antinazi-fascista compagno Pacifico Cicconi, assassinato nella sua casa della frazione Colle Rustico di Valle Castellana da un orda di nazisti e fascisti alleati all’alba del 5 novembre 1943 per aver prestato soccorso e dato ospitalità a due soldati inglesi in fuga dall’inseguimento delle milizie hitleriane e mussoliniane.
Per me è un grandissimo onore essere qui a commuovermi dinanzi alla storia comunista, alla lotta antinazi-fascista, all’impegno ideale, politico e rivoluzionario per la conquista della società comunista che questa pietra miliare rappresenta nel ricordare alla presente e alle future generazioni le gesta eroiche di Pacifico Cicconi, che sacrificò la propria vita e mise in pericolo quella dell’intera famiglia nella lotta di liberazione dell’Italia e dell’Europa dalla morsa delle bande assassine del nazi-fascismo.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di trasmettere alle nuove generazioni – bombardate e condizionate dalla propaganda borghese, clericale e capitalistica, rappresentata dai testi di scuola, dall’oscurantismo religioso, dai media televisivi e della carta stampata Sono strumenti di persuasione reazionaria foraggiati dai padroni del vapore e sostenitori dell’infame odierna società, basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sull’accaparramento da parte di pochi magnati nazionali e internazionali della ricchezza prodotta, con inenarrabili sacrifici, dalla classe lavoratrice operaia e intellettiva e dalle più ampie masse popolari – il coraggio, gli ideali, la dedizione e l’insegnamento di vita di eroi come Pacifico Cicconi, che con le loro scelte e gesta hanno scritto pagine gloriose, possiamo dire leggendarie, della storia umana nel lungo cammino di emancipazione, di liberazione e di autogoverno dei popoli.
La professione contadina di Pacifico Cicconi, autodidatta e maestro di vita, al pari di quella degli operai e di tutti i lavoratori sfruttati e schiavizzati dalla classe padronale, insegna a tutti noi, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la classe lavoratrice, unitamente all’intellettualità d’avanguardia ed emancipata dagli ideali comunisti, possiede l’intelligenza, la forza, la determinazione e la capacità di conquistare il potere politico e di costruire la sua superiore società umana prima socialista e poi comunista. Questo è avvenuto con la Comune di Parigi del 1871, la rivoluzione russa del 1905 e con quella gloriosa e vittoriosa del 7 novembre 1917, con la vittoria dell’Armata Rossa nella guerra civile contro l’occupazione imperialistica della Russia dopo il trionfo della Rivoluzione d’Ottobre e nell’annientamento dell’occupazione nazi-fascista dell’Unione Sovietica, con la guerra partigiana e di liberazione dell’Italia e dell’Europa intera dagli artigli insanguinati del nazi-fascismo e con la lotta condotta dal 1945 ad oggi dal proletariato italiano contro le forze reazionarie e neofasciste che hanno tentato, e stanno tentando, di riportare indietro le lancette della storia e di vanificare le conquiste democratiche contenute nella Costituzione, seppur borghese, del 1948, che stanno, con Renzi e Berlusconi, gravemente stravolgendo per rafforzare il potere assoluto del capitale sul lavoro.
Ma noi qui oggi ricordiamo, in modo particolare, il comunista Pacifico Cicconi, che coi suoi convincimenti ideali comunisti, il suo impegno di vita nel lavoro di emancipazione politica e sociale della classe lavoratrice, il contributo dato alla sconfitta del nazi-fascismo soccorrendo e difendendo la vita dei due soldati inglesi, che combattevano la Germania hitleriana, e lo ha fatto sino al sacrificio della propria vita e dando un significativo contributo alla causa comunista nel nostro paese. Se non fosse stato un comunista non avrebbe fatto ciò che ha fatto. Ha vissuto la dura esperienza dell’emigrazione in America, del duro lavoro per sopravvivere assieme alla sua famiglia numerosa, dello sfruttamento subito nel lavoro dei campi, nella rapina padronale sui prodotti della terra lavorata e nella vita sociale, fondata sul dominio della classe capitalistica su quella lavoratrice. In questa difficile realtà Egli ha maturato e arricchito i suoi convincimenti ideali e politici comunisti. Egli, col suo impegno di lotta, ha contribuito alla battaglia storica di costruzione della società comunista in Italia.
Sappiamo anche che i comunisti marxisti-leninisti condussero la lotta antifascista, fecero la Resistenza e combatterono nella guerra di Liberazione non solo per liberare l’Italia dal nazi-fascismo e dalla monarchia, ma, innanzi tutto, per costruire l’Italia socialista, aspirazione che, disgraziatamente, assieme ai sacrifici e ai martiri caduti in battaglia, è stata tradita, rinnegata e infangata dal revisionista Palmiro Togliatti e da quanti gli sono subentrati alla guida dell’ex Partito Comunista Italiano sino all’attuale borghese, clericale e capitalistico Partito Democratico:Vergogna! Comunque, allora fu il tempo dell’eroica Resistenza e della guerra di Liberazione per conquistare le libertà e le agibilità politiche e sindacali democratiche, oggi è il tempo della rivoluzione socialista per conquistare il socialismo. Traguardo storico che possiamo raggiungere solo con l’unità organizzativa e di lotta di tutti i marxisti-leninisti all’interno di un unico e grande Partito rivoluzionario di natura bolscevica.
Le ragioni dell’essere e dell’agire comunista di Pacifico Cicconi sono tutte attualmente valide e incoraggianti per cambiare e presto l’odierno scellerato ordine sociale, che produce solo sfruttamento del lavoro altrui, ricchezza per pochissimi rapinatori e strozzini nazionali e internazionali – assistiti e garantiti dai governi borghesi di centrodestra e centrosinistra – e miseria per le masse lavoratrici e popolari, disoccupazione dilagante, negazione di diritti fondamentali per il vivere civile, mancanza di prospettive di vita, specialmente per le nuove generazioni, guerre territoriali sempre più assassine di uomini, donne e bambini, estese e coinvolgenti che possono sfociare in una devastante terza guerra mondiale, emigrazione di massa di popoli coinvolti dalla guerra e affamati con migliaia di proletari deliberatamente assassinati nel mare mediterraneo dal nuovo ordine mondiale capitalistico ed imperialistico, e mancanza assoluta di prospettiva di vita dignitosa per interi popoli.
Anche per le tragedie che stiamo vivendo nel mondo ad opera nefasta del governo globale del capitale assassino doveva finire l’Unione Sovietica e ce l’hanno fatta, grazie ai rinnegati riformisti e revisionisti disgraziatamente ancora presenti all’interno della classe lavoratrice. La necessità della rivoluzione socialista, della conquista del potere politico da parte del proletariato, della collettivizzazione dei mezzi di produzione e dei beni prodotti e della costruzione della nuova società socialista non è venuta meno dai tempi del compagno Pacifico Cecconi ed anzi è diventata ancora più pressante e urgente.
Oggi più di allora si avverte l’esigenza di socialismo, che significa assistenza sanitaria piena dalla nascita, possibilità di studio gratuito per tutti i meritevoli sino ai massimi gradi dell’insegnamento, lavoro garantito per tutti, disponibilità di una casa, godimento del tempo libero per ognuno, servizi sociali adeguati e disponibili, pensioni non più all’età avanzata in prossimità della morte e assistenza pubblica degli anziani, democrazia e partecipazione proletaria diretta al governo della società. Insomma, una società a misura d’uomo e non più disuguale e repressiva come quella attuale. Questa era la vita in Unione Sovietica e in tutti gli altri paesi del costruendo socialismo.
A chi opportunisticamente cerca di inculcare nell’opinione pubblica che il comunismo sarebbe fallito o peggio ancora morto, noi dobbiamo rispondere e dimostrare scientificamente che ad essere sul viale del tramonto e condannato storicamente a scomparire dalla faccia del Terra è proprio il sistema capitalistico per le sue ineliminabili contraddizioni interne economiche e sociali e perché è costantemente attraversato da crisi di sovrapproduzione di merci e capitali sempre più profonde e insuperabili, crisi che producono fallimenti e chiusura di aziende col licenziamento dei dipendenti, suicidi, disoccupazione, miseria, disperazione e abbrutimento esistenziale. Certamente noi comunisti marxisti-leninisti ci chiediamo costantemente il perché della sconfitta – e non del fallimento, come vanno propagandando con interesse i nostri nemici – da parte del capitalismo e dell’imperialismo del socialismo realizzato nel ventesimo secolo, in particolar modo dell’Unione Sovietica, anche perché individuandone le cause significa combattere e prevenire altre future devastanti sconfitte per il proletariato.
I nemici di classe del socialismo hanno approfittato dei residui della cultura religiosa e borghese ancora presenti nelle società socialiste in costruzione – in cui era in corso la formazione dell’uomo nuovo e superiore descritto dal marxismo-leninismo – e fatto leva sui revisionisti della dottrina comunista rivoluzionaria, quali Bernstein, Kautsky, Trotsky, Mao, Krusciov, Gorbaciov, Togliatti e tutti i piccoli loro seguaci che oggi pullulano nella falsa sinistra comunista italiana, tutti traditori e rinnegatori degli ideali comunisti e della speranza dell’uomo di costruirsi una società più umana e un’esistenza che valga la pena vivere, tutti strumenti del potere capitalistico e imperialistico sul mondo e delle sue drammatiche conseguenze di miseria, di guerra e di morte per milioni di innocenti, tutti “cani da presa” degli interessi economici, istituzionali e sociali della classe borghese, richiamando qui la parola d’ordine storica dei comunisti che recita: “La socialdemocrazia cane da presa dell’imperialismo americano!” e, ancora, tutti individualisti e arrivisti pronti a godere dei favori che il sistema padronale mette loro a disposizione nelle istituzioni borghesi della Repubblica.
Revisionisti che da sempre nuotano furbescamente nella fogna maleodorante dell’elettoralismo democratico e riformista italiano ed europeo alla ricerca accanita di un posto nel parlamento, nei consigli regionali o nelle assemblee elettive locali per garantirsi stipendi d’oro e privilegi. Nella lotta per il socialismo i comunisti fanno bene ad occupare anche elettoralmente, quando ci riescono, le sedi del potere della borghesia, ma non per andare a frequentare i salotti buoni del nemico di classe nelle capitali europee, ma unicamente per portare le ragioni della rivoluzione socialista e la lotta per realizzarla nel cuore stesso dell’avversario, allo scopo di combatterlo e seppellirlo quanto prima possibile unendo la lotta di classe nella società a quella condotta con lo stesso vigore e impegno nelle istituzioni padronali. La socialdemocrazia, il revisionismo e il riformismo sono solo strumenti di sopravvivenza del dannato sistema capitalistico, ce lo dimostra oltre un secolo di simili governi in Europa, dove il capitalismo si è ulteriormente rafforzato ed è diventato più reazionario, fascista e aggressivo verso la classe lavoratrice sottomessa. Non è con l’elettoralismo borghese che si ammazza il capitalismo e si costruisce il socialismo, ma unicamente con la forza dirompente della rivoluzione proletaria.
Marx, Engels, Lenin e Stalin, i nostri grandi Maestri rivoluzionari del proletariato internazionale ci hanno insegnato, senza ombra di dubbio, che i peggiori mali della costruzione della società comunista sono gli strumenti che consentono all’ordine capitalistico di sopravvivere, quali l’individualismo, l’egoismo, l’ingordigia, l’esibizionismo, il riformismo, il revisionismo, la socialdemocrazia, l’economicismo nella lotta sindacale e politica, il movimentismo, l’estremismo rivoluzionaristico, l’anarchismo e altre deviazioni del genere appartenenti alla cultura borghese e affaristica. Senza distruggere questi mali nelle fila del movimento operaio e comunista nazionale e internazionale non sarà neppure possibile compiere la rivoluzione socialista e avviare la costruzione della società comunista.
La storia eroica della lotta politica dei comunisti, come quella del compagno Pacifico Cicconi ci insegna che l’arma vincente nella preparazione della fase rivoluzionaria, nella difesa delle conquiste effettuate e per portare a termine la costruzione della società socialista ed edificare quella comunista è la lotta di classe del proletariato senza se e senza ma. Tra capitalismo e socialismo, come tra fascismo e lotta partigiana, non possono esserci compromessi, perché sono totalmente antagonisti tra loro e nell’era del capitalismo e della sua espansione imperialistica l’avanzamento della civiltà umana passa necessariamente attraverso il seppellimento del feroce sistema del potere padronale. E’ la scienza del materialismo storico, di engelsiana memoria, che ce lo dice, allorquando l’avanzamento del cammino della civiltà già dovette passare dallo schiavismo al feudalesimo e oggi deve necessariamente proseguire con la sconfitta del capitalismo e il trionfo del socialismo e chi si oppone a questo cammino di miglioramento della vita umana in effetti è un nemico dichiarato dell’uomo.
Questa somma lezione della storia vale anche oggi per i comunisti e per l’intera classe lavoratrice italiana nella lotta – che deve essere di classe o non darà alcun risultato, come purtroppo è avvenuto negli ultimi decenni – contro le conseguenze drammatiche per i lavoratori della crisi capitalistica, contro i governi borghesi, clericali e capitalistici di centrodestra e centrosinistra, da Berlusconi a Renzi passando per tutti i loro consimili, contro i sindacati padronali e reazionari del regime sociale dominante – sindacati retti da vertici estranei agli interessi di classe dei lavoratori, formati col metodo scellerato delle cooptazioni che garantiscono la continuità della linea sindacale antiproletaria – e le loro abiette politiche dei compromessi, delle concertazioni e delle complicità con la classe padronale nel reprimere i diritti e i bisogni delle masse lavoratrici e popolari, contro l’arretratezza strutturale del Mezzogiorno d’Italia, contro l’Europa dei banchieri e l’Euro che produce ulteriore miseria per i poveri e nuovi arricchimenti per i potenti del Fondo monetario internazionale, della Banca mondiale e di quella centrale europea, contro le guerre economiche e finanziarie della Nato e dell’imperialismo americano ed europeo. Il compito dei comunisti nelle guerre imperialistiche è solo quello di essere capaci di trasformare la guerra in rivoluzione socialista per sconfiggere per seppellire il capitalismo, come avvenne in Russia con la rivoluzione d’Ottobre.
Ma ben sappiamo che la classe proletaria o è rivoluzionaria oppure non è nulla – cioè non ha alcuna possibilità di essere classe dirigente per migliorare la propria condizione di vita sociale – e che essa senza il suo partito di classe e rivoluzionario non può andare da nessuna parte, né tanto meno sperare di conquistare il potere politico per costruire il socialismo, ovvero non ha bisogno di un partito qualsiasi per farlo, ma unicamente di un partito di classe e rivoluzionario di natura bolscevica con un gruppo dirigente fatto di quadri rivoluzionari come lo fu il Partito Comunista Bolscevico della Russia, è l’unica forma di partito della classe lavoratrice che nella storia dell’umanità ha organizzato e condotto alla vittoria la gloriosa Rivoluzione Socialista d’Ottobre. Dunque, per la prospettiva della costruzione del socialismo nei singoli paesi, come in Italia, non servono e bisogna sconfiggere i cosiddetti partiti politici democratici, riformisti e revisionisti della falsa e ingannevole sinistra comunista italiana ed anche quelli movimentisti e populisti. Su questa strada, indicataci da Marx, Engels, Lenin e Stalin sta dando il suo modesto contributo il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, che qui ho l’onore di rappresentare. Solo in questo modo onoriamo concretamente e degnamente i martiri che nel fuoco della lotta ideologica politica e antifascista sono morti per la causa comunista.
Che gli ideali comunisti e le gesta eroiche del compagno Pacifico Cicconi vivano in eterno nella coscienza del proletariato italiano e siano di esempio e stimolo nella formazione delle nuove generazioni di combattenti comunisti per passare, speriamo al più presto possibile, dal capitalismo al socialismo. Avanti senza esitazioni compagni – come non ne ebbe Pacifico Cicconi nell’affrontare con l’unica arma disponibile in quel momento, la scure, le orde assassine del nazi-fascismo – sotto le bandiere del marxismo-leninismo, del pensiero e l’opera dei nostri grandi Maestri del proletariato internazionale Marx, Engels, Lenin e Stalin per infliggere il colpo mortale al disgraziato capitalismo e al sanguinario imperialismo. Come disse Lenin, “Questa è l’epoca dell’imperialismo e delle Rivoluzioni proletarie”, rispetto ad allora la situazione non è affatto cambiata ed anzi è peggiorata di molto. La Rivoluzione Socialista e di estrema attualità e fattibilità, è l’unica risposta possibile alla tragedie della società borghese e basta che lo vogliano i proletari sfruttati, affamati e schiavizzati dal potere politico ed economico del capitale bancario, finanziario, industriale, agrario e commerciale. Lavoriamo per formare una nuova leva di giovani marxisti-leninisti in lotta per il socialismo e il comunismo. Solo i comunisti possono salvare l’Umanità dalla sua distruzione!
VIVA GLI IDEALI COMUNISTI DI PACIFICO CICCONI
VIVA LA LOTTA DI CLASSE RIVOLUZIONARIA
VIVA IL SOCIALISMO E L’EDIFICAZIONE DELLA SOCIETA’ COMUNISTA!
Valle Castellana, 29 agosto 2015.

Domenico Savio, Segretario generale del P.C.I.M-L.

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