http://www.resistenze.org/sito/te/cu/li/culifn20-017280.htm

Dove hai preso i soldi, Annie?

Zoltan Zigedy | mltoday.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare 29/11/2015

Senza una Commissione per la verità e la riconciliazione, non sapremo mai fino a che punto la vita culturale e intellettuale negli Stati Uniti sia stata plasmata da schemi e fonti legate alle potenti élite statunitensi della Guerra fredda. Grazie a studiosi come Francis Stonor Saunders (The Cultural Cold War: The CIA and the World of Arts and Letters), Hugh Wilford (The Mighty Wurlitzer: How the CIA Played America) e a un pugno di accademici intraprendenti, siamo in grado di ricostruire una storia vergognosa di collaborazione intenzionale o meno con gli obiettivi della Guerra fredda che ha pervaso in profondità il fior fiore della comunità accademica.

Conosciamo l’ampia compromissione di influenti personaggi dei media ai desideri della Guerra fredda. E comprendiamo bene il motivo per cui alcune tendenze culturali e intellettuali sembravano fiorire, mentre altre venivano lasciate appassire.

Allo stesso tempo, abbiamo imparato di più sulla repressione del dissenso da parte del consensus della Guerra fredda. I fatti scoperti mostrano che il “maccartismo” andava oltre una momentanea perdita dei valori democratici. La repressione del dopoguerra ha lasciato cicatrici che permangono, modelli di pensiero che restano congelati, strade intellettuali e culturali che continuano ad essere bloccate.

Per chi studia questa storia, i pilastri intellettuali del XX secolo come Robert Conquest, George Orwell, e Isaiah Berlin appaiono ora rimpiccioliti. Il loro coinvolgimento consapevole, la sponsorizzazione da parte dei servizi segreti e la promozione segreta delle loro idee mandano in frantumi ogni pretesa di integrità intellettuale dei loro lavori così tanto influenti. Mentre questo appannamento delle icone della Guerra fredda è accettato dalla maggior parte degli specialisti accademici, i media mainstream continuano a diffondere come “verità” simili pretese intellettuali da Guerra fredda.

Pur con la Guerra fredda finita da un pezzo, il canto senza fine della demonologia antisovietica prosegue, ma con una nuova generazione di intellettuali ciarlatani che fanno apparire demoni dal nulla.

L’attuale moltitudine di professionisti anticomunisti è altrettanto abile nel passare dalla diffamazione dell’Unione Sovietica a quella della Russia capitalista, facendo in realtà tutto ciò che utile e viene richiesto dai loro padroni.

Timothy Snyder (Bloodlands) e Anne Applebaum (Gulag: A History, Iron Curtain: The Crushing of Eastern Europe, 1944–1956) sono due esponenti della nuova generazione di intellettuali che sposano punti di vista che coincidono in modo inquietante con le esigenze ideologiche delle nostre classi dirigenti. Come ho scritto nel marzo dello scorso anno, i due hanno usato il loro arsenale di invettive per calunniare il deposto presidente dell’Ucraina Yanukovych, per salutare la violenta opposizione di estrema destra e biasimare i malvagi russi per il colpo di stato ucraino.

Mentre le credenziali accademiche di Snyder riportano la qualifica di “esperto” stando alle sue dichiarazioni, Anne Applebaum ha fatto fruttare un master in relazioni internazionali e una carriera giornalistica per ottenere un posto ampiamente celebrato come “studiosa” di punta della repressione dell’epoca sovietica. Degna erede di Robert Conquest, la Applebaum possiede il privilegio di dare giudizi ex cathedra su tutta l’Europa orientale.

Pubblicazioni prestigiose come The New York Review of Books accolgono ogni suo pensiero sulla storia sovietica o sull’Europa orientale moderna, così come quasi tutti gli altri media occidentali. Curiosamente, nessuno si sofferma sul fatto – per non dire riconosce – che la sig.ra Applebaum è sposata con uno dei più prominenti e controversi politici della destra anti-russa in Polonia, Radoslaw Sikorski. Le uscite razziste di Sikorski, il suo stile di vita stravagante, i suoi virulenti sermoni anti-russi gettano un’ombra sullo status elevato della sua coniuge in Occidente.

I recenti scandali di corruzione e cattiva gestione finanziaria che hanno coinvolto Sikorski sono ampiamente riportati in Polonia, ma non trovano eco in Occidente. Negli Stati Uniti, la coppia di potere polacca (Applebaum ha preso la cittadinanza polacca) è vista come un esempio di liberalismo e integrità.

Ma grazie alle tenaci ricerche di un cittadino statunitense espatriato di nome John Helmer, è emersa la prova del fatto che Applebaum, come i suoi predecessori intellettuali, ha assaggiato il frutto proibito. La legge polacca prevede che le dichiarazioni dei redditi dei funzionari e dei loro coniugi siano pubblicamente accessibili. Stando alla dichiarazione del 2014 di Sikorski, la signora Applebaum ha guadagnato nel 2013 circa 800.000 dollari da fonti non-polacche. Pur calcolando generosamente i redditi da diritti d’autore, le sue colonne su Washington Post e Newsweek, e uno stipendio erogato dalla Legatum Foundation di Londra, restano centinaia di migliaia di dollari la cui presenza non trova spiegazione (Helmer ne stima 565.000).

Non ci vuole molta immaginazione per vedere l’opera di una mano nascosta, una mano grata per il servile sostegno fonito da Applebaum e per la sua divulgazione degli obiettivi di politica estera di Stati Uniti e NATO in Ucraina e in altri paesi dell’Europa orientale.

Wikileaks ha notato questo curioso balzo nei redditi (Sikorski aveva dichiarato i redditti della moglie per 20.000 dollari l’anno precedente).

Applebaum ha risposto a Wikileaks con insolito sconcerto e intensificando l’isteria anti-russa. Ha twittato: “Wow! Assange ora usa calunnie false/diffamatorie prese da John Helmer, che è fuggito dagli USA dopo essere stato reclutato dal KGB negli anni ’80”.

Non c’è niente di meglio che una esca-rossa per deviare la domanda.

Non è certo che Applebaum possa spiegare questi compensi non attesi. Ma una cosa è sicura: i media occidentali non permetteranno mai che il blitz propagandistico e guerrafondaio che ha preso di mira la Russia possa deragliare.

 

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