I “fedeli guardiani di sinistra” del capitalismo

http://www.resistenze.org/sito/te/po/gr/pogrgb20-017535.htm
Partito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

15/02/2016

Il governo del partito di “sinistra” SYRIZA, che si è unito al governo con il partito nazionalista ANEL, dall’inizio dell’anno si trova ad affrontare le grandi mobilitazioni generate dall’insopportabile situazione economica vissuta dai lavoratori e dagli strati popolari del paese. Il popolo del nostro paese vive il 7° anno della crisi capitalista e le sue gravi conseguenze, come la disoccupazione. Il governo SYRIZA-ANEL sta cercando di implementare un 3° memorandum, approvato insieme agli altri partiti borghesi, con l’obiettivo di caricare ulteriori oneri sulle spalle della classe operaia, dei piccoli e medi agricoltori, dei lavoratori autonomi delle città.

Il governo, perseverando sul percorso di pesante tassazione verso gli strati popolari, sulla riduzione delle conquiste operaie-popolari, porta la nuova legge sulla Protezione Sociale in Parlamento per approvarla.

Ma come può un partito di “sinistra” gestire il capitalismo in queste condizioni?

Il governo di SYRIZA sostiene che non c’è altro cammino per il nostro paese diverso da quello interno all’Unione Europea e al capitalismo. Accusa il Partito Comunista di Grecia (KKE), dicendo che i suoi obiettivi sono “fantasie”, “irrealistici”, “cose che non possono esser attuate” etc. E arriva fino al punto di sostenere che un governo di “sinistra” può applicare questa specifica linea politica molto meglio rispetto ai precedenti governi di “destra” o socialdemocratici.

Allo stesso tempo sostengono che “è il capitalismo globalizzato a rubare la fatica ai contadini, non il governo”, secondo il periodico di SYRIZA “Avgi”. Con questo tipo di analisi cercano di giustificare il governo e assolvere la sua linea politica.

Inoltre, qualche giorno fa, il Ministro del Lavoro Giorgos Katraugalos, rispondendo a una interrogazione fatta dai deputati del KKE che chiedeva cosa avrebbe fatto il governo in merito al caso della società “Softex” che ha deciso di chiudere la sua fabbrica in Grecia licenziando centinaia di lavoratori, ha dichiarato quanto segue: “Abbiamo utilizzato già tutti i margini di pressione possibili che un Ministro del Lavoro in un paese capitalista può usare”, ma il padrone ha risposto che la chiusura della fabbrica è “una decisione definitiva presa dagli azionisti”. Il Ministro ha aggiunto che “in uno stato capitalista ci sono dei limiti a quello che può fare un Ministro del Lavoro”.

Così i quadri di SYRIZA stanno applicando la seguente tattica: quando la discussione raggiunge le cause più profonde dei problemi degli operai e dei contadini poveri, cioè il profitto capitalista, il ruolo dell’Unione Europea, la sua Politica Agricola Comune, essi si presentano come “realisti” e come quelli “in contatto con le cose” e accusano tutti coloro che evidenziano la necessità di entrare in rottura con l’UE, con il potere e con la proprietà capitalista, di non essere pragmatici e di essersi fermati al… 1917.

Quando la discussione si concentra sulle responsabilità del governo, essi scoprono improvvisamente il “capitalismo globalizzato”, i “limiti che esistono nel capitalismo”. Ma SYRIZA deve rispondere alla seguente domanda: Se la colpa è del capitalismo globalizzato, coloro che approvano leggi a favore di questo sistema orribile e bestiale, quelli che dalla loro posizione di governo nazionale servono il funzionamento e gli obiettivi di questo sistema, massacrando gli agricoltori poveri e medi, che cosa sono? Come dobbiamo chiamare i servi del capitalismo? Saranno forse i suoi “fedeli guardiani” di sinistra?

Unità Popolare (LAE) e le “buone” privatizzazioni

Tuttavia vediamo che anche l’altra parte di SYRIZA, la SYRIZA n.2, denominata “Unità Popolare” (LAE), segue passo dopo passo la linea socialdemocratica riformista che genera illusioni tra i lavoratori. L’eurodeputato di LAE, N.Chountis, facendo un’interrogazione alla Commissione Europea sulla privatizzazione della compagnia elettrica (IPTO) ha chiesto “a cosa serve il blocco contro le imprese non europee applicato nel bando di gara pubblica per il 20% dell’investimento strategico dell’opera (della privatizzazione) e come questo è in linea con le leggi comunitarie e con la necessità di ottenere un prezzo migliore?”. Un paio di giorni prima, nel suo discorso sullo stesso argomento nel Plenun del Parlamento Europeo, ha indicato che “il modello della Commissione per le privatizzazioni è un fallimento”.

L’eurodeputato di Unità Popolare sembra aver assunto come suo compito quello di “migliorare” il “modello di privatizzazioni fallito dell’UE”, invitando gli altri “giocatori” al tavolo per cercare il “prezzo” migliore per la vendita della IPTO.

E’ evidente che i quadri di Unità Popolare si sono ben formati nella loro partecipazione alla gestione borghese durante il 1° mandato del governo SYRIZA-ANEL e sono diventati esperti di privatizzazioni e dell’applicazione della barbarie capitalista.

Sezione della Relazioni Internazionali del CC del KKE

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