QUANDO TROZCHI STAVA DALLA PARTE DI HITLER
DALLE INCHIESTE DI GROVER FURR

http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=59305667#entry420628344

http://chss.montclair.edu/english/furr/

Riceviamo e pubblichiamo un estratto dell’abominevole accordo segreto tra i trozchisti e i nazisti.. quando si parla oggi di Trozchi bisognerebbe imprimersi bene nella mente quanto sotto.
“Stava fermamente per il rovesciamento violento del potere stalinisti con terrore sabotaggio (…) dal 1923 al 1930 ha ottenuto 2 milioni di marchi dai tedeschi per attività dei Trozchisti nello spionaggio(…)Inevitabile fare concessioni territoriali al Giappone e alla Germania”Krestinsky Nikolay (ex segetario di Trozchi)
Accordo segreto
1. Garantire un atteggiamento posititivo nei conforonti della Germania
2. Accettare concessioni territoriali
3. Permettere ai tedeschi di aprire imprese
4. Creare un ambiente favorevole per i tedeschi
5. In tempo di guerra (di cui egli ritiene che stiamo parlando del 1937) attivare nel lavoro sovversivo di imprese militari, e nella parte anteriore
“Ci sono due possibili opzioni per il nostro avvento al potere. Prima della arrivo della guerra o dopo l’arrivo della guerra (…) Ogni azione di sabotaggio militare deve essere controllata dal comando Giapponese e Tedesco (…) La Germania ci permetterà di partecipare al suo sfruttamento di minerali, manganese,oro,petrolio,apatite e di impregnarsi per un tempo determinato per la fornitura di cibo a un prezzo superiore a livello mondiale” Lettera di Trotsky nel 1935*”

Gli abietti intrighi attizzati sistematicamente da Lenin, maestro in queste cose e sfruttatore professionale di ogni arretratezza del movimento operaio russo, sembrano un’assurda allucinazione”. Trotsky. ( = infamone) lettera a Ckheidze,nell’aprile del 1913

“Non mi dilungherò sulle caratteristiche personali degli altri membri del CC. Ricordo soltanto che l’episodio di ottobre di Zinoviev e Kamenev non è naturalmente dovuto al caso,ma lo si può ascrivere a loro colpa personale tanto poco quanto a Trotski il suo non bolscevismo”. “Testamento” di Lenin
Non siamo arrivati alla creazione di una società socialista, anzi non ci siamo neppure avvicinati ad essa Trotsky. 1922
Abbiamo introdotto il socialismo nella vita di ogni giorno e di ciò dobbiamo renderci conto. Lenin stesso periodo 1922

Il leninismo, come sistema di azione rivoluzionaria, presuppone un istinto rivoluzionario educato dalla riflessionee dall’esperienza, che nel campo sociale equivale alla sensazione muscolare nel lavoro fisico.- Trotsky. “Il nuovo corso” ed.1924… (infamone vile e traditore)

Non è tutt’oro quel che riluce. Le frasi diTrotsky sono molto luccicanti e sonore, ma non hanno contenuto” Lenin “Come si viola l’unità gridando che si cerca l’unità”
Infine qualche considerazione di Vladimir Ilic:

E’ possibile la vittoria del socialismo all’inizio in alcuni paesi capitalistici o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente. Lenin “Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa
In un’organizzazione con milioni di membri bisogna anche avere, checché ne dica Trotsky, una certa percentuale di impiegati chi sbrighino le pratiche, di burocrati (non si potrà fare a meno di buoni burocrati per molti anni). …. Col pretesto di proporre un punto di vista “produttivo” (Trotsky e Bucharin) ci hanno offerto la dimenticanza del marxismo che si è espressa in una definizione teoricamente errata, eclettica del rapporto tra politica ed economia…..Avevo definito mania burocratica di far progetti le tesi di Trotsky che proponevano di fare ntrare nei Consigli dell’economia nazionale una percentuale di rappresentanti dei sindacati variabile da un terzo a una metà e da una metà ai due terzi.Lenin Ancora sui Sindacati 25-1-1921
Lo so, ci sono certo dei sapientoni – che si ritengono molto intelligenti e si chiamano perfino socialisti – i quali affermano che non bisognava prendere il potere finché non fosse scoppiata la rivoluzione in tutti i paesi. Essi non sospettano che parlando in questo modo, abbandonano la rivoluzione e passano dalla parte della borghesia. Aspettare che le classi lavoratrici compiano la rivoluzione su scala internazionale significa che tutti devono attendere nell’immobilità. Questo è un assurdo. Lenin
Il solo fatto di porre il dilemma: “dittatura del partito oppure dittatura della classe? Dittatura (partito) dei capi oppure dittatura (partito) delle masse?”, attesta una incredibile e irrimediabile confusione di idee…Tutti sanno che le masse Si dividono in classi…che le classi sono dirette, di solito e nella maggior parte dei casi, almeno nei paesi civili moderni, da partiti politici, che i partiti politici, come regola generale, sono diretti da gruppi più o meno stabili di persone rivestite della maggiore autorità, dotate d’influenza ed’esperienza maggiori, elette ai posti di maggiore responsabilità, e chiamate capi… Giungere… fino a contrapporre, in linea generale, la dittatura delle masse alla dittatura dei capi, è un’assurda e ridicola sciocchezza. Lenin da “L’estremismo malattia infantile del comunismo”
Dobbiamo attenerci a questa tattica oppure attuare per la nostra salvezza la politica seguente. Ci dobbiamo sforzare di costruire uno Stato in cui gli operai mantengano la loro direzione sui contadini, godano della fiducia dei contadini e con la più grande economia eliminino dai rapporti sociali ognitraccia di sperpero. Dobbiamo ridurre il nostro apparato statale in modo da fare la massima economia. Dobbiamo eliminare ogni traccia di quello che la Russia zarista ed il suo apparato burocratico e capitalistico ha lasciato in così larga misura in eredità al nostro apparato. Non sarà questo il regno della grettezza contadina?
No. Se la classe operaia continuerà a dirigere i contadini, avremo la possibilità, gestendo il nostro Stato con la massima economia, di far sì che ogni più piccolo risparmio serva a sviluppare la nostra industria meccanica, a sviluppare l’elettrificazione, l’estrazione idraulica della torba, a condurre a termine la centrale elettrica del Volkhov, ecc. Questa e solo questa è la nostra speranza. Solo allora, per dirla con una metafora, saremo in grado di passare da un cavallo all’altro, e precisamente dalla povera rozza contadina del mugik, dal ronzino dell’economia, adatto a un paese contadino rovinato, al cavallo che il proletariato cerca e non può non cercare per sé, al cavallo della grande industria meccanica, dell’elettrificazione, della centrale elettrica del Volkhov, ecc.. (da “Meglio meno, ma meglio” Lenin 1923)
“Dirò, entrando nel merito, che il compagno Trotzki non ha affatto capito l’idea fondamentale del compagno Plekhanov e perciò nei suoi ragionamenti ha eluso tutta la sostanza della questione. Egli ha parlato degli intellettuali e degli operai, del punto di vista classista e del movimento di massa, ma non ha rilevato una questione fondamentale: la mia formulazione restringe o allarga il concetto di membro del partito? Se egli si fosse posto questa domanda, gli sarebbe stato facile vedere che la mia formulazione restringe questo concetto,mentre quella di Martov lo allarga, distinguendosi (secondo la giusta espressione dello stesso Martov) per la sua ‘elasticità’. E proprio l”elasticità’, in un periodo della vita del partito come quello che attraversiamo, spalanca indubbiamente le porte a tutti gli elementi sbandati,tentennanti e opportunisti. Per confutare questa conclusione semplice ed evidente è necessario dimostrare che questi elementi non esistono, e i l compagno Trotzki non ha nemmeno pensato di farlo. Del resto, non lo si può dimostrare, perché tutti sanno che questi elementi sono abbastanza numerosi e desistono anche nella classe operaia. La salvaguardia della fermezza della linea e della purezza dei principi del partito diviene appunto ora un compito tanto più impellente, in quanto il partito, ricostituito nella sua unità, accoglierà nelle sue file moltissimi elementi instabili, il cui numero crescerà nella misura in cui il partito si sviluppa”
Lenin, Su Trotzki, Opere complete, Editori Riuniti, vol. VI, pagg. 464-465
“L’articolo di A.P. sulla Berner Tagwacht (24 luglio) intorno al congresso del Partito socialdemocratico olandese è molto importante ai fini della nostra comprensione reciproca… il nostro compito più importante consiste ora appunto nel tracciare una netta linea di confine tra la sinistra marxista, da una parte, e gli opportunisti (e i kautskiani) e gli anarchici, dall’altra. Un punto dell’articolo di A.P. mi ha però addirittura indignato, e precisamente dove si dice che la dichiarazione di principio della signora Roland-Holst’ corrisponde perfettamente al punto di vista del Partito socialdemocratico’!!Da questa dichiarazione di principio … vedo che in nessun caso noi potremo solidarizzare con la signora Roland-Holst. Questa a mio avviso, è il Kautskio landese o il Trotzki olandese. Costoro in linea di principio ‘non sono assolutamente d’accordo con gli opportunisti, ma in pratica, in tutte le questioni più importanti, sono d’accordo!! La signora Roland-Holst respinge il principio della difesa della patria, cioè respinge il socialsciovinismo. Questo va bene. Ma essa non respinge l’opportunismo!! Nella interminabile dichiarazione neanche una parola contro l’opportunismo! Neanche una parola precisa, non ambigua, sui mezzi di lotta rivoluzionari… Neanche una parola sulla rottura con gli opportunisti! Parola d’ordine della ‘pace’ completamente à la Kautski!… In tutto e per tutto come il nostro signor Trotzki: ‘in linea di principio decisamente contro la difesa della patria’, in pratica per l’unità con il gruppo di Ckheidze nella Duma russa (cioè con gli avversari del nostro gruppo deportato in Siberia, coni migliori amici dei socialsciovinisti russi)… Questo è internazionalismo del tutto avventato, meramente platonico e ipocrita. Nient’altro che tattica delle mezze misure. Questo può servire (politicamente parlando) solo a formare un”ala sinistra’ (cioè una ‘minoranza innocua’, un ‘ornamento marxista decorativo’) nei vecchi partiti di lacché, partiti vili e imputriditi (nei partiti operai liberali)… La lotta del nostro partito (e del movimento operaio in Europa in generale) dev’essere interamente diretta contro l’opportunismo. Questo non è una corrente, una tendenza; questo(l’opportunismo) è diventato oggi uno strumento organizzato della borghesia inseno al movimento operaio. E inoltre: i problemi della lotta rivoluzionaria (tattica, mezzi, propaganda nell’esercito, fraternizzazione nelle trincee,ecc.) debbono assolutamente essere esaminati punto per punto, discussi,meditati, controllati, spiegati alle masse nella stampa illegale. Senza di questo, ogni ‘riconoscimento’ della rivoluzione rimane soltanto una frase. Noie i radicali parolai (in olandese: ‘passivi’) percorriamo strade diverse”.
Lenin, Opere complete, Vol. 35, pagg. 130-132
Già che ci siamo sentiamo Kamenev:
Il trotskismo è sempre stato la forma di menscevismo più speciosa, più camuffata, più adatta ad ingannare specificamente la parte degli operai orientata in senso rivoluzionario. Raccolta di articoli “Per il leninismo”, L.Kamenev, “Il partito e il trotskismo”

Lenin denuncia le capriole di Trotzki
“I vecchi militanti del movimento marxista in Russia conoscono bene la figura di Trotzki, e per loro non vale la pena di parlarne. Ma la giovane generazione operaia non conosce questa figura, ed è necessario parlargliene, perché si tratta di una figura tipica per tutti i cinque gruppetti dell’emigrazione, che di fatto oscillano tra i liquidatori e il partito. Al tempo della vecchia Iskra (1901-1903), questi individui esitanti, che passavano dagli economisti agli iskristi, e viceversa, furono soprannominati “transfughi di Tuscino” (si chiamavano così in Russia al tempo dei torbidi i guerrieri che passavano da un campo all’altro).Quando parliamo del liquidatorismo, ci riferiamo a una corrente ideologica determinata, che si è formata nel corso di parecchi anni, che, nella storia ventennale del marxismo, ha messo le sue radici nel “menscevismo” e nell'”economi-smo” e che si è legata alla politica e all’ideologia di una classe determinata, la borghesia liberale.I “transfughi di Tuscino” si dicono al di sopra delle frazioni solamente perché “prendono in prestito” oggi le idee di una frazione, domani quelle di un’altra. Nel 1901-1903, Trotzki è un iskrista feroce, e Rjazanov ha detto di lui che al congresso del 1903 è stato il “randello di Lenin”. Alla fine del 1903, Trotzki diventa un feroce menscevico, cioè un transfuga passato dagli iskristi agli “economisti”; egli proclama che “tra la vecchia e la nuova Iskra vi è un abisso”. Nel 1904-1905 abbandona i menscevichi e assume una posizione incerta, ora collaborando con Martynov (un “economista”) ora proclamando l’assurdamente sinistra teoria della “rivoluzione permanente”. Nel 1906-1907 si avvicina ai bolscevichi e nella primavera del 1907 si proclama d’accordo con Rosa Luxemburg. Nel periodo della disgregazione, dopo lunghe esitazioni “non frazionistiche”, si volge di nuovo a destra e, nell’agosto 1912, partecipa al blocco con i liquidatori. Oggi li abbandona nuovamente, ma in sostanza ne ripete le ideuzze. Questi tipi sono caratteristici, come residui delle formazioni storiche di ieri, dei tempi in cui il movimento operaio di massa in Russia dormiva ancora, e ogni gruppetto poteva “liberamente” farsi passare per una corrente, gruppo o frazione, in una parola per una “potenza” che discute di unità con le altre.
La giovane generazione operaia deve saper bene con chi ha da fare, quando ascolta le pretese inverosimili di gente che si rifiuta assolutamente di tener conto sia delle risoluzioni del partito, le quali fin dal 1908 hanno fissato e definito l’atteggiamento da assumere verso il liquidatorismo, sia dell’esperienza del movimento operaio russo contemporaneo, che ha creato praticamente l’unità della maggioranza sulla base della completa accettazione di queste deliberazioni.”

Lenin, Come si viola l’unità gridando che si cerca l’unità, pubblicato nel maggio 1914 in Prosvestcenie, n. 5, Opere complete, Editori Riuniti, vol. 20, pagg. 329-330

*Praticamente questo è un inedito!

Annunci